"Mi trovo in isolamento, ringrazio chi si sta preoccupando per me, ma voglio essere trattato come tutti i prigionieri politici, come quei tanti detenuti che non hanno qualcuno che possa aiutarli". È quanto ha affermato il noto regista iraniano Jafar Panahi nella sua ultima conversazione telefonica con la moglie Tahereh Sapidi, di cui dà notizia il sito riformista 'Rahesabz'. Panahi è recluso nel carcere di Evin a Teheran.
Il noto regista iraniano è stato arrestato il primo marzo nella sua casa, insieme alla moglie, alla figlia e a un gruppo di cineasti e artisti iraniani, mentre stava lavorando alla produzione di un film sulle elezioni presidenziali dello scorso giugno. Tutte le persone arrestate, eccetto Panahi, sono state liberate. Le autorità iraniane accusano Panahi di aver girato un film antigovernativo senza aver chiesto le necessarie autorizzazioni. Ma per Farideh Qeirat, legale di Panahi, non esistono prove che possano dimostrare tale ipotesi.

