Mercoledì 23 Maggio 2012
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Abbandonare la "Hasbara"

Israele deve passare al contrattacco nella guerra mediatica con la Turchia

9 Giugno 2010

Per decenni la politica estera di Israele è stata fondata sulla cosiddetta hasbara, termine ebraico che indica una "diplomazia pubblica" basata sulla spiegazione e la interpretazione dei fatti, e in fin dei conti la propaganda che Tel Aviv ha esercitato per promuovere le sue battaglie, oppure per difendersi dagli attacchi di cui è stata fatta bersaglio sia in Medio Oriente che da un punto di vista internazionale. La hasbara era basata sulla premessa che, attraverso la forza della ragione, la evidenza dei fatti, la definizione del contesto in cui si svolgevano, fosse possibile ribaltare le campagne anti-israeliane.

Questo genere di approccio è stato messo in atto anche dopo i gravi fatti accaduti sulla Marmara, in occasione del blocco della Freedom Flotilla al largo delle acque di Gaza. Su You Tube hanno iniziato a circolare un numero sempre maggiore di video che mostravano i "pacifisti" turchi che ingaggiavano i commando israeliani a bordo della nave pacifista, cercando di disarmarli, gettandoli dal ponte superiore della nave, oppure altre immagini in cui veniva mostrato l'armamentario dei turchi, fatto di mazze, bastoni, pugnali, fionde con su scritto Hezbollah.

Tutto questo doveva servire a smentire e sbugiardare le menzogne e la retorica palestinocratica, ma in realtà si tratta pur sempre di una "reazione" ad un attacco e, come sanno bene gli strateghi esperti in campagne di comunicazione, non è utile né conveniente rispondere a una campagna negativa utilizzando tutte le proprie energie nel mostrare quali sono state le bugie degli avversari, se poi non sei in grado di rispondere con la stessa aggressività a chi ti ha attaccato, sempre da un punto di vista mediatico. Ankara ha incassato una serie di benefit dalla operazione della Freedom Flotilla, guadagnando consenso tra i palestinesi, proponendosi come mediatore fra Hamas ed ANP, e soprattutto attaccando senza riserve Israele, accusato di aver compiuto "un massacro" e di essere uno "stato del terrore", "piratesco", che agisce contro il diritto internazionale.

Cosa dovrebbe fare Israele per superare l'ormai fallimentare politica dell'hasbara? Questi i consigli di Commentary: 1) Espellere l'ambasciatore turco e annunciare che il suo ritorno è collegato a una indagine sulla organizzazione che ha pianificato e finanziato la Freedom Flotilla; 2) Chiedere un risarcimento ad Ankara per i costi della operazione, comprese le spese mediche che gli ospedali israeliani hanno dovuto sostenere curando i feriti dopo l'incursione; 3) Proporre alle Nazioni Unite una indagine sul motivo per cui il governo Erdogan finanzia organizzazioni che si battono contro Israele; 4) Fornire fondi e aiuti finanziari alle Ong e ai gruppi dei diritti umani per fare propaganda sulla causa curda in Turchia. Le Ong dovrebbero denunciare "l'apartheid" curdo in Turchia, attraverso pubblicazioni, video e conferenze stampa; 5) Produrre e far girare su YouTube un video sul genocidio armeno, una delle questioni più spinose e sensibili per il governo di Ankara. Dal soft all'hard power mediatico.     

 

Commenti
Anonimo
09/06/10 11:10
Non ha senso ingaggiare una
Non ha senso ingaggiare una guerra mediatica con la Turchia in un momento come questo, in cui Israele è nell'occhio del ciclone per la scellerata azione omicida in acque internazionali. Servirebbe solo ad inimicarsi una potenza strategicamente importante per tutti, non solo per Israele... Se i curdi sono paragonabili ai palestinesi, allora il PKK, finanziato segretamente da USA e Israele, è un equivalente di Hamas...che senso ha combattere l'estremismo interno e favorire il terrorismo esterno? Servirebbe solo a dar ragione a chi sostiene che israele è uno stato terrorista...
MONELLA 4110
09/06/10 23:41
pace per israele e palestina
israele deve passarsi una mano sulla coscenza e capire che un popolo intero non puo' pagare le colpe del passato e il terrorismo interno che non rappresenta tutto il popolo palestinese e abbandonare il sogno della grande israele.a tutti gli israeliani amanti della pace unitevi e fate di questa terra la terra di due grandi stati palestina e israele.
Carolus
10/06/10 11:00
Turchia e UE
Sono decisamente contrario all'ingresso nella UE di un Paese come la Turchia, con 75 milioni di abitanti musulmani e sulla strada di un abbraccio all'islam estremista sempre più stretto. Fino a pochi anni or sono la Turchia sembrava indirizzata verso un modello di governo e di vita civile cioè europeo. Dico civile perchè non trovo niente di civile e di assimilabile nel pensiero islamico. Dall'islam non abbiamo avuto praticamente niente e siamo arrivati dove siamo grazie alle nostre radici storiche, religiose basate sul rispetto dell'uomo e del suo diritto a pensare liberamente. Israele ha certo fatto un errore politico, ma dobbiamo sostenere quel Paese perchè rappresenta una parte di noi e della nostra civiltà .
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