Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il nation-building a Pristina

Kosovo, il "sentimento della Patria" sarà un argine all'islamismo

18 Dicembre 2009
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La commissione UE non sbaglia quando dice che la corruzione è all’ordine del giorno nel giovane stato del Kosovo. E non solo in Kosovo, ma anche in Albania, Serbia, Bulgaria, Macedonia... molti sociologi locali sostengono che la corruzione è figlia della rottura con il passato comunista, perché il nuovo regime democratico ha delle istituzioni molto deboli nella catena di comando statale. L’obiettivo del prossimo futuro, a Pristina, è quello di rafforzare le strutture statali, ovvero di modernizzarle rispetto ai servizi per i cittadini. Esiste anche un’altra forma di corruzione, un fenomeno carsico, legato alle privatizzazioni, diffuso in altri rami dell'economia, e legato soprattutto alla speculazione edilizia. La mafia albanese si è ispirata a quella italiana per riciclare i soldi sporchi tramite la corruzione nel comparto dell’edilizia. A Tirana, la capitale albanese governata dai socialisti (figli della nomenclatura comunista), c’è stato un vero e proprio scempio degli spazi pubblici, con la costruzione di eco-mostri nel bel mezzo della città. In Kosovo succede più o meno la stessa cosa.

Corruzione a parte, dopo le elezioni la politica kosovara ha ripreso il suo solito tran-tran. Il primo ministro Hashim Thaci e il presidente Sejdiu hanno dichiarato che il Kosovo è ormai uno Stato «indipendente, sovrano e democratico». Resta l’incognita della opinione che la Corte internazionale di giustizia dovrà fornire sulla legalità della dichiarazione di indipendenza kosovara, avvenuta in modo unilaterale, ma con l’assenso di numerosi Paesi. In realtà, più delle antiche chiese ortodosse protette nelle enclave serbe in territorio kosovaro, a Belgrado interessa la materia prima di cui è ricco il sottosuolo del Kosovo, come le miniere nella zona di Mitrovica. In gioco ci sono grandi interessi economici e geo-strategici. Il giornale serbo "Blic" ha scritto che è improbabile che la Corte internazionale di giustizia esprima un parere favorevole alla Serbia, visto che Belgrado continua a non tenere in conto l'autodeterminazione di un popolo e il suo desiderio di autogovernarsi. Sarebbe difficile tornare indietro, in una regione dove le piaghe della pulizia etnica (serba contro i kosovari e il revanscismo kosovaro ai danni dei serbi) sono ancora aperte.

Ci vorrà del tempo per pacificare i Balcani. Nel frattempo il Kosovo continua a godere del sostegno della comunità internazionale. Stati come gli Usa, la Francia, la Germania, l’Arabia Saudita, e altri Paesi appoggiano apertamente Pristina dopo averne riconosciuto l’indipendenza; altri, come la Russia, la Repubblica Popolare cinese o la Spagna, restano avversi alla nuova Repubblica balcanica per motivazioni diverse, ma soprattutto perché temono che anche le proprie minoranze etniche possano sollevarsi in nome del diritto alla autodeterminazione dei popoli. In realtà, secondo alcuni osservatori, il Kosovo è una costola della identità albanese; kosovari e albanesi parlano la stessa lingua, hanno la stessa cultura, le stesse tradizioni, e vogliono entrambe vivere nell’Unione Europea senza fondersi in una “Grande Albania” come temono in molti.

Un ultimo aspetto che va evidenziato parlando della nuova entità statuale kosovara è la penetrazione sempre più ampia del wahhabismo, una denominazione fondamentalista islamica che però, dicono i più ottimisti, appare un problema meno grave rispetto ad altri quali la criminalità mafiosa, la corruzione degli apparati dello stato, l’autoritarismo dei leader… In realtà, nella definizione della loro nuova e complessa identità etnico-religiosa (le minoranze serbo-ortodosse, la lenta diffusione del cristianesimo) i kosovari hanno accettato un “patto col diavolo” wahhabita. Detto questo, bisogna prendere con le molle le notizie che raccontano di sceicchi arabi pronti a costruire centinaia di nuove moschee nel Paese, e questo perché – a differenza di altri popolazioni di fede musulmana – i kosovaro-albanesi vivono la fede come un fatto privato e, in ogni caso, come qualcosa che viene dopo il “sentimento patrio”. All’epoca della dominazione turca, i chierici cattolici, musulmani, bektashi avevano come slogan “per la patria e per la fede”...
 

Commenti
Marco
18/12/09 09:11
La signora Di Lellio aveva
La signora Di Lellio aveva garantito che in Kosovo non vi era ombra di fondamentalismo islamico. Con questo articolo viene clamorosamente smentita. Mi auguro avrà l'umana dignità di ritirarsi a meditare e non accettare più cariche pubbliche, dove potrebbe fare solo del male per le sue complicità ideologiche con i fondamentalisti islamici
carlo II
18/12/09 12:55
magari !!
L'analisi mi sembra troppo semplificatrice ed ottimista. Al tempo della dominazione musulmana son secoli fa, ora le cose son diverse. Gli estremisti musulmani non hanno tempi da fatturato semestrale delle aziende occidentali. Il grande errore che stiamo facendo è di ritirare la missione militare per liberare risorse per l'Afganistan. Errore gavissimo ! In un altro commento, tempo permettendo, cercherò di spiegare perchè bisognerebbe rimanere presenti in Kossovo e nei Balcani in genere.
mj23
18/12/09 17:05
tutta colpa dell'Occidente
Quando si commettono errori e crimini di questa portata sarebbe bene almeno chiedere scusa. Adesso è troppo tardi piangere sul latte versato e tentare di mistificare le responsibilità. La vergognosa ingiustizia di strappare il Kosovo alla Serbia tramite l'uso della violenza bieca, prima dell'Uçk e dei mujaheddin importati dal Medio Oriente, poi della NATO e adesso dei mafiosi di stato (anch'essi ex-Uçk), è colpa solo ed esclusivamente degli Stati Uniti, della NATO e dei paesi europei asserviti all'impero d'Oltre Oceano. Chi ha armato l'Uçk e i mujaheddin mediorientali? Chi ha bombardato la Serbia? Chi ha fatto carta straccia della risoluzione ONU 1244 che sancisce la sovranità della Serbia sul Kosovo? Chi parla ipocritamente di "diritto all'autodeterminazione" degli albanesi in Kosovo, negando contemporaneamente ai serbi in Bosnia-Erzegovina addirittura il "diritto all'autonomia"? Chi parla ipocritamente di terrorismo islamico in Palestina, in Iraq, in Afghanistan, mentre contemporaneamente ha armato e finanziato i terroristi islamici nei Balcani? Chi parla ipocritamente di "difesa della Cristianità dalla minaccia islamica iraniana", mentre nel 1994 scendeva a patti con lo stesso Iran per portare nei Balcani armi, denaro e mujaheddin da impiegare contro i serbi cristiani? Vergogna Stati Uniti! Vergogna NATO! Vergogna Europa! Vergogna Occidente! P.S. L'unica soluzione per pacificare i Balcani è cacciare via tutte le truppe occupanti della NATO, smantellare da cima a fondo la criminale base militare americana "Bond Steel" in Kosovo, e adoperarsi per garantire larghe autonomie federali alle regioni con forti minoranze etniche (vedi albanesi in Serbia e in Macedonia, serbi in Croazia e in Bosnia-Erzegovina, croati in Bosnia-Erzegovina, ungheresi in Serbia), tutelando le lingue, le identità e le culture locali, ma mantenendo inviolate le frontiere degli stati. Tutto il resto è solo ipocrisia.
Ritvan Shehi
18/12/09 19:20
Accuse senza prove
----Un ultimo aspetto che va evidenziato parlando della nuova entità statuale kosovara è la penetrazione sempre più ampia del wahhabismo, una denominazione fondamentalista….i kosovari hanno accettato un “patto col diavolo” wahhabita.----- Gentilmente, si potrebbe avere dagli autori qualche dato verificabile a sostegno di tali accuse di solito “cucinate” a Belgrado e spacciate in Italia – ovviamente senza supporto di alcun dato verificabile - in modo perfettamente bipartisan da Lega Nord, Santoro, Iacona &Co? Grazie!
Ritvan Shehi
19/12/09 12:42
Contro la concorrenza sleale ai cristiani
Dal sito del “Corriere della sera”: http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/20/soldati_della_mafia_serba_nuovi_co_9_091120009.shtml “I «soldati» della mafia serba nuovi padroni della cocaina” "È la mafia serbo-montenegrina, la nuova potenza nel traffico di cocaina tra Sud America ed Europa. Le rotte. In qualche anno, l' organizzazione è arrivata a monopolizzare le rotte della droga via mare per rifornire famiglie di ' ndrangheta, il Nord Italia, la criminalità di Austria, Germania, Spagna, Inghilterra. La forza. Il «successo» dei serbi è legato alla forza di professionisti para-militari, alla mentalità da guerrieri-narcos e alla affidabilità di una multinazionale: sono diventati la migliore «agenzia di servizi». I costi. La criminalità locale si scarica di ogni responsabilità per le fasi più rischiose dell' affare. E risparmia: comprando le partite di droga dai serbi, la coca costa in media 35 mila euro al chilo rispetto ai 40 mila della «concorrenza».".... Sì, decisamente bisogna riportare quei piccoli mafiosetti fondamentalisti&terroristi musulmani:-) dell’UCK sotto la sovranità della Santa Madre Mafia Serba&Cristiana e non lasciali indipendenti e liberi di fare concorrenza sleale a quest’ultima! Ekkekkakkio, vogliamo forse discriminare le mafie cristiane a favore di quelle musulmane?!:-) P.S. Ogni riferimento a quanto scritto da mj23 è da considerarsi puramente casuale:-).
Marco
19/12/09 22:25
SI SCIOLGA LA UE
Concordo con mj23. L'Unione Europea è una marcia creazione dei potentati del golfo e i suoi dirigenti sono corrotti dai petrodollari per islamizzare l'Europa. Per salvare il continente occorre sciogliere l'Unione Europea e costituire, in suo luogo, una "Alleanza Europea" che abbia lo scopo di emancipare l'Europa da ogni interferenza esterna, a partire dagli stati sunniti e dall'Iran. L'Unione Europea è la sezione continentale della Conferenza Islamica e, per quanto mi riguarda, le nego ogni legittimità legale e politica e considero i suoi esponenti come dei traditori e nemici della Costituzione.
beni
20/12/09 14:28
secondo me queste sono
secondo me queste sono propagande del Belgrado che ha i suoi colaboratori she purtropo non gli hanno dato una mano a impedire la indipendenza del Kosovo....LUNGA VITA AL KOSOVO E ETERNA FRATELLANZA CON U S A
mj23
20/12/09 19:47
per Marco
Non penso che la soluzione giusta sia sciogliere l'Unione Europea. Piuttosto bisogna fare in modo che la soffocante influenza degli Stati Uniti, che tramite la NATO hanno imposto queste politiche distruttive e criminali all'Europa, finisca una volta per tutte. In questo senso la prima cosa da fare è smantellare completamente la piaga di questa ipocrita e deleteria "Alleanza Atlantica" (in pratica la legalizzazione della sottomissione dell'Europa alla prepotenza americana) e puntare a più stretti legami con la Russia, parte determinante e imprescindibile dell'Europa. Solo riprendendo in mano il destino del nostro continente potremo migliorarne davvero il presente e il futuro.
Pierpaolo Poldrugo
20/12/09 21:30
La Corte internazionale di giustizia
La Corte internazionale di giustizia esprimendo un parere sfavorevole alla Serbia risolverebbe immediatamente e definitivamente il "problema Kosovo", così come il "problema Abkhazia" ed il "problema Ossezia". Attualizzerebbe, invece, ed acutizzerebbe il problema basco, quello del Tirolo meridionale, sempre disponibile all'occorrenza, come pure il problema del Tibet e fors'anco quello delle Hawaii. È, quindi, esercizio di prudenza saper cogliere ogni occasione favorevole al ritiro della nostra truppa dalla Serbia, specie se schierata nell'effimero Stato del Kosovo.
Anonimo
21/12/09 12:53
...non vedo l'ora di vivere
...non vedo l'ora di vivere in Eurabia!!!
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