Venerdì 10 Febbraio 2012
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Forza Pristina

Kosovo, una giovane nazione in cerca di maggiore sicurezza

26 Gennaio 2009

D’accordo con la Nato, il governo kosovaro sta rafforzando le sue forze di sicurezza anche per provvedere alla tutela della minoranza serba. Un passo verso la riconciliazione etnica in questo piccolo ma importate esempio di costruzione della democrazia.

 

Ha iniziato ad operare mercoledì scorso la Kosovo Security Force (KSF), la nuova forza di sicurezza della giovane nazione kosovara. La sostituzione dell’attuale Kosovo Protection Corps (KPC), la forza istituita nel 1999 con compiti di protezione civile, rappresenta un tassello importante per la conquista della piena indipendenza di Pristina, un passaggio d’altronde previsto sia dalla Costituzione approvata a giugno, sia dal piano Ahtisaari. L’inviato speciale dell’ONU, infatti, nel 2007 aveva sottolineato l’esigenza di affiancare alle missioni internazionali, che tutt’oggi assicurano il mantenimento della sicurezza all’interno del Kosovo, una forza locale, costituita in modo da garantire anche la minoranza serba, che col tempo potesse rappresentare il nucleo su cui costruire le nuove forze armate.

Sebbene al momento sia prevista solo la dotazione di equipaggiamenti leggeri, in un futuro non troppo lontano questi saranno sicuramente integrati con tutti gli armamenti necessari ad una vera forza militare. I tempi dovrebbero essere dai tre ai cinque anni (prima di essi non sarà comunque possibile riconsiderare lo status della KSF); fino ad allora il controllo sulle attività della nuova forza kosovara ricadrà sulla NATO, che d’altronde ha provveduto alla formazione e all’equipaggiamento del personale reclutato da Pristina.

Non mancano naturalmente i problemi, primo fra tutti quello rappresentato dalle vibranti proteste della Serbia. Il ministro degli esteri di Belgrado, Vuk Jeremic, ha dichiarato che “le truppe albanesi sono una forza paramilitare illegale che minaccia la stabilità della regione, e sono assolutamente inaccettabili per la Serbia”, mentre il Presidente Tadic ha già fatto sapere che chiederà all’ONU ed alla NATO di provvedere al loro scioglimento.

A parte le scontate reazioni serbe, anche all’interno dello stato kosovaro non mancano i malumori. Una dimostrazione delle difficoltà incontrate dal governo di Pristina è rappresentata dalla nomina degli ufficiali che dovranno guidare la KSF, che ha subito continui rinvii ed ha provocato non pochi nervosismi a livello politico, fino a concludersi con la nomina del Generale Syleiman Selimi, ex comandante del KPC.

Proprio dall’ormai praticamente disciolta protezione civile sono venuti altri problemi. Il personale dell’organizzazione, che ha svolto un ruolo importante nel nascente stato, si aspetta un riconoscimento che dovrebbe concretarsi nell’assorbimento della stragrande maggioranza dei suoi membri all’interno delle nuove forze di sicurezza. Tuttavia il KPC è composto da più di 3.000 persone mentre la KSF ne prevede 2500 più 800 riservisti, ed è evidente che i conti non tornano.

Considerando che il KPC rappresenta un importante bacino elettorale, specialmente per il Presidente Thaci, occorrerà trovare una soluzione politica che probabilmente si concretizzerà nell’assorbimento di una parte del personale all’interno della KSF, che però prevede proporzioni etniche che garantiscano anche la minoranza serba (non va invece dimenticato che il KPC è formato dagli uomini della Albanian Kosovo Liberation Army la forza che combatté contro la Serbia nella guerra del 98-99). Per gli esclusi, invece, si potrebbero aprire le porte dell’amministrazione pubblica.

Come detto la KSF resterà sotto il controllo della NATO, e si affiancherà alle missioni attualmente in atto in Kosovo, in particolare alla recente missione europea EULEX, che ha il compito di supervisionare il lavoro di giudici, polizia e dogane, ed alla KFOR, la missione NATO che svolge compiti di peacekeeping (guidata dal Generale Emilio Gay). Resterà da vedere se la nuova forza sarà in grado di garantire realmente con imparzialità la sicurezza di tutti i cittadini e di tutte le minoranze, etniche e religiose, sperando che non si verifichino nuovamente gli atti di violenza discriminatoria che nel recente passato hanno insanguinato il paese.

 

Commenti
mj23
26/01/09 17:03
ma come si fa?
Io continuo a non capire come possa questo sito denunciare (GIUSTAMENTE!) il terrorismo islamico in Medio Oriente, e allo stesso tempo tessere le lodi dei terroristi islamici albanesi e ceceni nei Balcani e nel Caucaso. Perchè di questo si tratta. Questa "forza di sicurezza" della "giovane nazione kosovara" (mi sembra di vedere quasi una lacrimuccia di commozione dietro questa frase..) è costituita in gran parte da terroristi ex-Uçk. Lo stesso comandante Selimi è stato in passato uno dei principali membri di questa organizzazione terroristica. Ergo, la reazione di Vuk Jeremic e della Serbia intera, non è solo "scontata" come dite voi nell'articolo, ma è semplicemente SACROSANTA. Ma con quale coraggio la NATO può affermare che punta a stabilizzare e a portare la pace nella penisola balcanica quando alla prova dei fatti si mette ad armare ex-terroristi? Con quale coraggio si può parlare di diritto internazionale quando la risoluzione 1244 dell'ONU viene quotidianamente sbeffeggiata? Con quale coraggio si può parlare di "piano Ahtissari", visto che le Nazioni Unite non ne hanno mai dato il via libera? Non sarà per caso che siccome la Russia è il principale alleato della Serbia, anche della Serbia di oggi che, vorrei sommessamente ricordare, è una nazione DEMOCRATICA E CIVILE, bisogna anche qui mantenere in vita il teatrino politico per cui pur di essere contro la Russia dobbiamo allearci con i terroristi della peggior specie (vedi anche i mujaheddin afghani e lo stesso Bin Laden alleati dell'Occidente contro l'Unione Sovietica negli anni Ottanta)? La mia è una domanda retorica, perchè è ovvio che le cose stiano così... Il Kosovo deve rimanere territorio serbo, poche storie. Così è sempre stato e così deve rimanere. Poi si può discutere su ogni forma di autonomia possibile (e certamente giusta) per la minoranza albanese, anche la più ampia immaginabile (tra l'altro io sono un convinto federalista), ma all'interno dei confini serbi. Solo fermando le secessioni selvagge (guarda caso sempre a danno dei serbi!) sarà possibile stabilizzare una volta per tutte i Balcani. Come si fa a non capirlo?
Gjergj
26/01/09 18:10
Kosova e Albania !
Kosova diventera Albania naturale ! Viva Gjergj Kastrioti & Adem Jashari ! Viva Madre Teresa & Dr.Ibrahim Rugova !
Matteo Gualdi
26/01/09 18:55
per mj23
Gentile lettore, mi spiace che abbia intravisto all'interno dell'articolo una presa di posizione a favore del Kosovo e contro la Serbia. Sinceramente ritengo che l'articolo sia rimasto volutamente al di fuori della questione della legittimità internazionale sulla quale si basa la dichiarazione di indipendenza della nazione kosovara. E mi creda, non vi è alcuna "lacrimuccia" laddove si parla della "giovane nazione kosovara", è semplicemente la constatazione di un dato di fatto. Personalmente ritengo che i terroristi siano tutti uguali, senza differenza di etnia, religione o colore politico. Non a caso ho voluto fare riferimento agli "atti di violenza discriminatoria che nel recente passato hanno insanguinato il paese" (forse Le è sfuggita la parte finale). La speranza è che all'interno del territorio kosovaro possa essere mantenuta la pace e la sicurezza di tutti i cittadini, che siano serbi o albanesi, musulmani o cristiani. Questo risultato non potrà essere garantito per sempre dalle forze della NATO, a questo scopo è stata creata la forza di sicurezza di cui abbiamo parlato. Se raggiungerà i suoi obiettivi, lo valuteremo tra qualche tempo. mg
giancarlo
26/01/09 20:18
Kosovo ....Kosovo!.
Prima di gridare al piccolo importante esempio di costruzione democratica del Kosovo, dovremmo anche interrogarci sulla durata di questo progetto che nasce col 50% delle probabilità, e poggiante su grossi problemi di...etica! Qualcuno osserverà: meglio che niente, è certamente un inizio. Tuttavia un problema etnico-politico con alle spalle ruggini ataviche, non si risolve con una cartina geografica ed un bel tratto di penna. Almeno credo.
Anonimo
26/01/09 21:41
Kossovo
"Forza Pristina"? Vergogna piuttosto! Ho trovato assolutamente in linea con i miei pensieri il commento di mj23: d'altronde siamo nel mezzo di un pieno revisionismo ipocrita e di comodo (la riabilitazione dei mujaheddin, docet). Apprendo da questo sito che l'Islam è una "religione di morte", ma nel caso dei cari kossovari e della loro dirigenza politica mafiosa e criminale, che però ospita una base NATO (se ben ricordo la più grande del Sud-Europa) i nostri "paladini occidentali" hanno tutt'altre parole... due pesi e due misure. Le mie congratulazioni.
26/01/09 21:46
@mj
Il Kosovo non è uno stato secessionista ma il frutto della disgregazione della Ex-Jugoslavia titina (come d'altronde, la Serbia). La Federazione è collassata e ogni repubblica o regione autonoma si sono costituiti in nuovi stati nazionali. Non si tratta di colpi di penna sulla cartina geografica, ma del rispetto del diritto alla autodeterminazione di uno, anzi di più popoli. I palestinesi dovrebbero seguire il modello di costruzione nazionale kosovaro.
Matteo Gualdi
27/01/09 08:15
revisionismo?
Scusate, ma faccio un po' fatica a capire di cosa stiamo parlando. Qui non si fa alcun revisionismo. La storia dell'indipendenza del Kosovo ha radici antichissime, e, senza risalire troppo indietro negli anni, vorrei ricordare che quando nel 1912 gli albanesi si liberano dal giogo ottomano e proclamano a Vlore l'Albania indipendente (28 novembre) il Kosovo viene occupato dalle forze militari serbe e annesso alla Serbia (non mi risulta che qualcuno abbia chiesto pareri alla popolazione che per il 90% è albanese). Quanto alle violenze, non mi risulta nemmeno che l'esercito serbo sia stato tenero con la popolazione albanese (per non parlare delle scelte politiche, come quella di licenziare tutti gli insegnanti di etnia albanese, che hanno portato alla fame molte persone). E vorrei ricordare anche che il popolo kosovaro ha approvato con l'87,5% di voti favorevoli il referendum per l'indipendenza (26-30 settembre '91) e per la creazione di uno stato autonomo e sovrano. Forse occorrerebbe chiedersi per quale motivo la stragrande maggioranza del Kosovo ha voluto l'indipendenza da Belgrado, e forse il motivo è da ricercarsi proprio nel modo in cui Belgrado ha trattato la popolazione kosovara che evidentemente non si sente serba (anche perchè, come già detto, il 90% non lo è).
Matteo Gualdi
27/01/09 08:41
@Anonimo
Ma come si fa a paragonare il terrorismo islamofascista che vorrebbe instaurare la sharia ed annientare l'occidente, che taglia la testa ai civili, che non riconosce alcun diritto alle donne ai cristiani ed agli ebrei, che uccide gli insegnanti e sfregia con l'acido le ragazzine che vanno a scuola, che condanna con la morte l'apostasia, che usa la lapidazione per le adultere, che dirotta due aerei e li usa contro la popolazione civile di un altro paese, che vorrebbe cancellare israele dalla cartina geografica, che spara razzi a caso sui cittadini inermi di Ashdot, ecc., con gli avvenimenti che hanno portato all'indipendenza del Kosovo? Ma non scherziamo!
giorgio
27/01/09 09:06
@Roberto e Matteo
Purtroppo mj23 ha perfettamente ragione! Riguardo alla presa di posizione a favore del Kosovo e contro la Serbia questa è evidente fin dal titolo dell'articolo: come si fa a non provare simpatia per una "giovane nazione" alla ricerca della sacrosanta "maggiore sicurezza"? e "l'importante tassello"? la verità è che si è voluto armare e sostenere contro ogni legge e ogni decenza un gruppo di terroristi perchè facessero del Kosovo una zona franca da ogni legge! Il KSF è una banda di criminali privi di ogni legittimità in una non-nazione non-indipendente (infatti come dice l'articolo dipende eccome dalla NATO). Riguardo al collasso della Federazione Jugoslava bisogna riconoscere che è "stata suicidata" e i mandanti sono a Berlino e Washington: in particolare il Kosovo non è proprio il frutto di nessun collasso ma di 78 giorni di guerra di conquista a cui vergognosamente e contro la nostra costituzione abbiamo partecipato anche noi grazie a quel gran statista di D'Alema. Ed evitiamo di parlare di diritto all'autodeterminazione dei popoli che si rivela una bugia con le gambe cortissime: perchè altrimenti questo diritto non si applica ai serbi di Bosnia?
giorgio
27/01/09 09:25
revisionismo e non solo
Matteo, prima ancora del revionismo riguardo alla storia del Kosovo c'è un'altro aspetto da considerare: il diritto all'autodeterminazione è limitato dalla intangibilità dei confini e dal consenso delle parti. Questo perchè altrimenti i casi a cui applicarla sarebbero infiniti: Alto Adige/Sud Tirolo, Corsica, Paesi Baschi, Kurdistan, Scozia, Quebec, Irlanda del nord... per non dimenticare l'Ossezia! Riguardo alla giustificazione storica, bisogna stabilire quanto indietro questa possa spingersi: guardando bene siamo tutti degli "immigrati", chi da prima chi più di recente (prima degli ottomani c'era il regno della serbia medioevale di cui i monasteri sono testimonianza, e certo prima gli illiri, ma magari ancora prima qualcun'altro...). Quello che non digerisco è che nella vicenda recente del Kosovo (guerra del 1999 e fatti successivi) si sono dette tante bugie per giustificare una guerra di aggressione, a cominciare dal casus belli rappresentato dal cosiddetto massacro di Racak su cui è lecito nutrire più di un dubbio. Per non parlare dell'esito di questa guerra: soldi del contribuente spesi (male), uomini e donne soprattutto civili uccisi, un paese distrutto (la Serbia), un protettorato NATO/UE nei balcani che produce mafia, droga e corruzione e inghiotte altri soldi del contribuente per non si sa bene quale scopo: un fallimento.
mj23
27/01/09 15:34
per Matteo Gualdi
Come si fa a paragonare il processo di indipendenza del Kosovo con le azioni terroristiche mediorientali? Ma, dico, abbiamo per caso voglia di scherzare? Mi meraviglio di lei che in qualità di giornalista dovrebbe essere molto più informato di me su certe cose. Il processo di indipendenza del Kosovo non ha inizio con la dichiarazione di indipendenza di un anno fa, sig. Gualdi. Le ricordo che si è arrivati a questo punto dopo una brutale politica di pulizia etnica ai danni della popolazione serba che dal 1999 a oggi è continuata senza sosta sotto gli occhi delle truppe ONU e NATO! Quasi 300mila serbi sono stati cacciati dalle loro case senza che i contingenti internazionali muovessero un dito! Migliaia di serbi sono stati uccisi e centinaia di chiese distrutte per far posto a nuove moschee finanziate dall'Arabia Saudita! Sono state usate tattiche di brutale terrorismo come bombe su autobus, dentro i bar, linciaggi di massa, decapitazioni di civili innocenti, tutto in nome della "democrazia kosovara"! Come si può far finta di non vedere questo? I parallelismi tra il terrorismo kosovaro e quello arabo ci stanno proprio tutti, che all'Occidente piaccia o no. Così come le azioni criminali ed eccessive degli estremisti serbi prima del 1999 non hanno certo nulla da invidiare a quelle messe in atto dagli estremisti ebrei prima del 1948 (attentato al King David Hotel, massacro di Deir Yassin) e dopo il 1948 (assassinio del mediatore ONU Folke Bernadotte su tutti). Tutto questo non può giustificare la violenza bieca che si è scatenata dopo questi fatti su serbi ed ebrei! E questo deve valere per entrambe le situazioni. Nello specifico, le vittime sono vittime sia che siano serbe sia che siano israeliane, così come i terroristi sono terroristi sia che siano arabi sia che siano albanesi. Se mettiamo in dubbio questo, ci esponiamo al fenomeno dell'ipocrisia. Ad esempio, perchè mai Israele ha diritto all'autodifesa mentre la Serbia no? Perchè Israele può bombardare Gaza, mentre la Russia non può bombardare la Georgia? Perchè Israele può reprimere la resistenza dei palestinesi, mentre la Serbia e la Russia non possono reprimere la resistenza albanese e cecena? Perchè se i palestinesi lanciano razzi su Israele, Israele può bombardare Gaza mentre se Saakashvili bombardarda le scuole e gli ospedali di Tskhinvali, la Russia non può rispondere? Perchè gli albanesi hanno diritto all'autodeterminazione e i serbi no? Perchè il Kosovo può essere indipendente e la Republika Srpska no? Perchè dove abitano albanesi fuori dall'Albania è sempre terra albanese, mentre dove abitano serbi fuori dalla Serbia non può mai essere terra serba? Queste sono domande che ESIGONO risposte! E risposte concrete, supportate da fatti e motivazioni concrete, non dai teatrini della politica. Grazie...
Anonimo
27/01/09 16:47
Grazie mj23! Dall'anonimo
Io mi ero limitato ad etichettare la dirigenza kosovara come -mafiosa e criminale- ma effettivamente avrei potuto dilungarmi un po' di più sulle atrocità dell'UCK (ricordo anche uno scandalo di non molto tempo fa sull'asportazione e vendita di organi SANI a prigionieri serbi...). La notizia dei finanziamenti sauditi per l'apertura di nuove moschee mi era invece sfuggita... Grazie per il tuo lucido intervento.
Matteo Gualdi
27/01/09 21:51
per mj23 e Anonimo
Premesso che non ho mai detto che il processo di indipendenza del Kosovo è iniziato un anno fa, anzi, se rilegge la mia precedente risposta ho sottolineato proprio che "ha radici antichissime", e non vi sono dubbi che vi siano stati atti criminali da una parte e dall'altra, sia da parte dei serbi che da quella degli albanesi; tuttavia continuo a ritenere che vi sia una differenza enorme tra la situazione kosovora e quella palestinese, perchè nella prima non ravviso un disegno globale di distruzione dell'Occidente e di imposizione di un regime islamico, come invece avviene con Hamas, Hezbollah od Al Qaeda. L'ideologia alla base dell'una e dell'altra è evidentemente diversa. Ed è vero, verissimo (e gravissimo) che l'Arabia Saudita svolge un ruolo importante nell'esportazione dell'Islam radicale, anche in Kosovo (proprio su questo argomento ho in preparazione un nuovo articolo), ma questo non toglie che il movimento che ha imposto l'indipendenza sia fondamentalmente un movimento nazionalista, non islamofascista (cioè il ruolo svolto dal nazionalismo è preminente rispetto a quello svolto dall'ideologia islamica). Questo non toglie che, come ho già detto nella precedente risposta, ma evidentemente giova ripeterlo, i mezzi utilizzati dai terroristi contro i civili innocenti, sono ugualmente condannabili. Quello che però non accetto è che si cerchi di far passare gli albanesi come se fossero tutti dei terroristi ed i serbi come se fossero solo delle vittime. La verità è che nel 1994 il Council for the Defence of Human Rights and Freedom registrò "2.157 phisicals assault by police, 3.553 raids on private dwellings and 2.963 arbitry arrests". E sulla situazione di quegli anni abbiamo testimonianze dirette, visto che tra il 1994 ed il 1995 proprio in Italia si registrò un aumento drammatico dell'immigrazione di kosovari albanesi che scappavano dalla repressione serba di Milosevic. Per non parlare delle operazioni di polizia (o pulizia?) di Drenica, di Likosane, di Obrinje e di Cirez? Non a caso come sicuramente saprà, visto la sua conoscenza dell'argomento, inizialmente il KLA aveva l'appoggio di una nettissima minoranza, mentre la maggioranza dei kosovari albanesi supportava Rugova, che certo non era un terrorista. Peccato che proprio l'azione della polizia di Milosevic abbia avuto l'effetto di ribaltare la situazione. Eppure solo quando nel 1998 i carri armati serbi entrarono in Kosovo e provocarono duemila vittime civili, duecento villaggi rasi al suolo e tremila profughi, il Presidente Clinton cominciò a prendere in considerazione la possibilità di un intervento armato. E non mi metto a citare le numerose risoluzioni dell'ONU, ripetutamente ignorate (che sicuramente conoscerà). Questo non vuol dire che i serbi siano tutti cattivi e gli albanesi tutti buoni, anzi è proprio perchè vi sono stati errori da una parte e dall'altra che auspicavo nell'articolo che la nuova forza di polizia potesse garantire tutte le minoranze, affinchè quegli atti non abbiano ad accadere mai più.
mj23
28/01/09 13:09
per Matteo Gualdi
Tanto per fare chiarezza. Non ho mai detto che gli albanesi sono tutti terroristi e i serbi tutti vittime, esattamente come non ho mai detto che i palestinesi sono tutti terroristi e gli israeliani tutti vittime. Esistono tante vittime albanesi e palestinesi così come molti criminali serbi e israeliani. Pensavo fosse scontato, ma onde evitare equivoci.. Ecco, detto questo, continuo a non capire dove stia la differenza tra la questione palestinese e quella balcanica. Lei mi dice che il movimento indipendentista albanese, soprattutto con Rugova, ma anche con l'Uçk, è connotato da atteggiamenti dettati più dal nazionalismo che dall'estremismo religioso islamico. Beh, ciò è senz'altro vero, ma la stessa cosa si può allora affermare anche in Palestina. Come lei ben saprà, al momento della fondazione dell'OLP, Yasser Arafat era mosso da intenti estremamente nazionalistici, in cui l'aspetto religioso passava assolutamente in secondo piano, tanto è vero che la portavoce del movimento era una cristiana. Come altrettanto certamente lei saprà, Hamas fu finanziata inizialmente dal Mossad proprio per indebolire Arafat, in quanto all'epoca Israele riteneva fosse più semplice combattere contro persone mosse da fervore religioso piuttosto che nazionalistico. Dovrebbe sapere meglio di me che il movimento panarabo inizialmente fu caratterizzato da accenti spiccatamente nazionalistici, mentre solo a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, in piena rinascita islamica, esso venne progressivamente sostituito da una folle ideologia integralista che poggiava le proprie fondamenta esclusivamente sull'Islam. Come diceva all'epoca Alija Izetbegovic, noto fondamentalista islamico bosniaco che negli anni Novanta sarebbe poi diventato il pupillo dell'Occidente contro la Serbia, "fintanto che gli arabi sono stati un popolo musulmano, hanno dominato mezzo mondo, mentre i regimi nazionalisti arabi hanno perso la guerra contro Israele (1967)". Nel suo libro "Dichiarazione islamica", il signor Izetbegovic auspicava quindi un ripresa della pratica religiosa musulmana che si sostituisse al nazionalismo, in modo da sostituire l'iniziale progetto panarabo in una ben più ambiziosa nazione islamica unita "dal Marocco all'Indonesia". Non solo, ma in un altro passo del suo libro Izetbegovic affermava che "non può esservi pace nè coesistenza tra la fede dell'Islam e le fedi e le istituzioni non islamiche". E le ricordo che stiamo parlando solo degli anni Settanta. Quindi, come può vedere, la questione palestinese e quella balcanica sono estremamente correlate, con l'unica differenza che Israele può godere dell'appoggio occidentale, mentre la Serbia è stata provocata, bombardata e umiliata nel nome di un'ipocrita e criminale "guerra umanitaria" che è servita solo a creare uno stato islamico nel cuore dell'Europa. Infine le vorrei ricordare che è troppo semplicistico osservare soltanto gli errori e i crimini di Milosevic in Kosovo dal 1989 in poi. Ci si dovrebbe domandare anche cosa successe prima, quale fu il contesto drammatico in cui si arrivò ad eleggere un criminale come Milosevic a presidente della Serbia, quali soprusi e quali terribili violenze i serbi dovettero subire dalla Seconda Guerra mondiale in poi soprattutto in Kosovo. Le ricordo che all'inizio del Novecento, anche secondo i dati dell'impero asburgico (e che quindi non può essere certo tacciato di filo-serbismo!), i serbi costituivano circa il 60% della popolazione kosovara, mentre dopo la Seconda Guerra Mondiale (durante la quale, vorrei ricordarlo, il popolo serbo ha subito un vero e proprio GENOCIDIO, con almeno un milione di morti) questa percentuale si era grosso modo dimezzata, fino ad arrivare agli anni Ottanta quando la loro presenza sul suolo kosovaro si era ridotta ulteriormente di un'altra metà. Per non parlare della situazione post 1999, durante la quale la già esigua minoranza serba è stata ormai quasi completamente estirpata dalla propria terra. Vede sig. Gualdi, trovo incredibile che un sito che si pone a difesa dell'Occidente, che denuncia il pericolo dell'invasione musulmana dell'Europa, che è conscio dell'intolleranza insita nelle società islamiche, nella questione balcanica si schieri apertamente contro la Serbia senza accorgersi che ciò che hanno subito i serbi in Kosovo è esattamente ciò che rischia di subire l'intera Europa negli anni a venire: LA PERDITA DELLA PROPRIA TERRA.
giorgio
28/01/09 15:32
fatti e opinini
Council for the Defence of Human Rights and Freedom è un organizzazione albanese: le fonti serbe raccontano una verità differente. Quale delle due verità è quella "vera"? Drenica, Likosane, Obrinje, Cirez e Racak raccontano di una guerra civile: violenza da entrambe le parti e anche tante bugie. Non capisco perchè bisogna credere a quelle dell'UCK piuttosto che a quelle di Milosevic. I fatti sono solo quelli certi: il Kosovo è una provincia della Serbia (per inciso i carri armati serbi non sono entrati in Kosovo, c'erano già prima; sarebbe come dire che i bersaglieri entrano in Lombardia!) passata sotto controllo NATO/UE a seguito della guerra del 1999 e attualmente in un limbo istituzionale. Le giustificazioni portate dai nostri governanti per questa guerra sono perlomeno molto incerte per non dire del tutto infondate: ricordo che in TV ci raccontavano le favole più incredibili... decine, anzi centinaia di migliaia di morti... campi di sterminio... un nuovo Olocausto!!! Il Kosovo indipendente è una chimera e l'esempio che dà nuoce alla stabilità e alla pace in tutto il mondo.
giorgio
28/01/09 15:34
fatti e opinini
Council for the Defence of Human Rights and Freedom è un organizzazione albanese: le fonti serbe raccontano una verità differente. Quale delle due verità è quella "vera"? Drenica, Likosane, Obrinje, Cirez e Racak raccontano di una guerra civile: violenza da entrambe le parti e anche tante bugie. Non capisco perchè bisogna credere a quelle dell'UCK piuttosto che a quelle di Milosevic. I fatti sono solo quelli certi: il Kosovo è una provincia della Serbia (per inciso i carri armati serbi non sono entrati in Kosovo, c'erano già prima; sarebbe come dire che i bersaglieri entrano in Lombardia!) passata sotto controllo NATO/UE a seguito della guerra del 1999 e attualmente in un limbo istituzionale. Le giustificazioni portate dai nostri governanti per questa guerra sono perlomeno molto incerte per non dire del tutto infondate: ricordo che in TV ci raccontavano le favole più incredibili... decine, anzi centinaia di migliaia di morti... campi di sterminio... un nuovo Olocausto!!! Il Kosovo indipendente è una chimera e l'esempio che dà nuoce alla stabilità e alla pace in tutto il mondo.
Matteo Gualdi
29/01/09 15:47
israele e serbia
Per mj23: Allora, posto che siamo d'accordo, se ho ben capito, sul fatto che il terrorismo kosovaro è profondamente diverso da quello rappresentato da Hamas, Hezbollah, Al Qaeda, ecc., e posto che siamo d'accordo sul fatto che tutte le azioni terroristiche sono da condannare, vediamo di capire se la situazione serba è assimilabile a quella israeliana. Innanzitutto diciamo che il terrorismo di Al-Fatah e dell'OLP di Arafat è simile a quello dell'UCK perchè connotato da un forte sentimento nazionalista. Questo è certamente vero. Ma perchè, mi chiede, Israele ha il diritto di difendersi ed è appoggiato dalla comunità internazionale, mentre la Serbia è stata brutalmente bombardata? La risposta, a mio avviso, è semplice: perchè Israele non nega il diritto del popolo palestinese ad avere un suo stato. Se eslcudiamo i fanatici sionisti che inseguono l'idea della Grande Israele (e costoro non hanno l'appoggio di nessuno a livello internazionale), tutti gli altri, e cioè il governo e la stragrande maggioranza dei cittadini israeliani, hanno da subito sperato che i palestinesi si dotassero di un proprio stato. Invece Arafat e l'OLP hanno a lungo negato il diritto di Israele ad esistere ed hanno rifiutato di costituire un proprio stato. Lo stesso, evidentemente, non può dirsi della Serbia, che non riconosce il diritto del Kosovo a costituire un proprio stato indipendente, ritenendolo una regione all'interno del proprio territorio (come ha ricordato anche giorgio). Ed in ogni caso la comunità internazionale, o perlomeno gli Stati Uniti si sono comportati in modo coerente perchè in un caso hanno appoggiato i terroristi dell'UCK, nell'altro caso hanno dialogato con i terroristi di Arafat, che prima degli accordi di Oslo non riconoscevano lo stato israeliano. E se Arafat avesse rispettato tali accordi, anzichè rimangiarsi la parola data e lanciare la seconda intifada, avremmo avuto uno stato palestinese guidato da un terrorista. Questo non vuol dire, vorrei essere chiaro su questo, che Israele ha ragione e la Serbia torto, vuol dire semplicemente che le situazioni sono diverse e non paragonabili (a mio avviso).
giorgio
29/01/09 16:13
israele e serbia
Israele non nega il diritto del popolo palestinese ad avere un suo stato: ok! e neanche la Serbia nega al popolo albanese il diritto ad avere un proprio stato che infatti si chiama Albania. Kosovo è una denominazione geografica (tra l'altro un toponimo serbo) e non il nome di una "nazione" definibile su base etnica/religiosa ecc. In Kosovo vivono (vivevano?) albanesi, serbi e altre minoranze etniche ma non sono mai esistiti i kosovari come gruppo nazionale. Basta vedere che bandiera sventolano per la strada gli albanesi: rossa con l'aquila e non certo quella strana invenzione della forza di occupazione NATO blu con le stelline... Gli USA non si sono comportati in modo coerente: non c'è mai stato un negoziato con la Serbia bensì un ultimatum (Rambouillet) a cui è seguita l'aggressione. Ma la vera domanda è quella che fa mj23: perchè mai l'occidente dovrebbe appoggiare l'irredentismo albanese (con forti connotazioni islamiche) e bosniaco? Cosa succederebbe se una comunità di immigrati diventasse maggioranza in una provincia italiana? avrebbero forse diritto all'autodeterminazione?
mj23
29/01/09 23:41
per Matteo Gualdi
Mi spiace sig. Gualdi, ma non sono per niente d'accordo con lei. Vede, un conto sono le parole e un conto sono i fatti. Mi risulta che lo stato di Israele esista dal 1948, e nessuno può farmi credere che se Israele volesse davvero concedere uno stato ai palestinesi in questi 60 anni non ci sia mai stata la possibilità di farlo realmente. Alle parole, di norma, dovrebbero seguire i fatti. E oltretutto ho notato che ha accuratamente evitato di rispondermi sulla questione della nascita di Hamas che fu appoggiata attivamente da Israele per contrastare Arafat (le ricordo anche che la seconda intifada che lei erroneamente attribusce ad Arafat, fu invece scatenata proprio da Hamas dopo la famosa "passeggiata" di Ariel Sharon sulla spianata delle moschee di Gerusalemme, in quanto Arafat all'epoca aveva ormai perso qualsiasi tipo di controllo, di autorità e di credibilità sulla resistenza palestinese), così come sulle determinanti dinamiche terroristiche che precedettero la nascita di Israele, dinamiche che, tra l'altro, videro tra i propri principali protagonisti personaggi del calibro di David Ben-Gurion e Menachem Begin, due dei futuri presidenti dello stato ebraico. Guardi, io voglio essere anche più esplicito. Premesso che l'esistenza dello stato di Israele, a tutt'oggi, non può e non deve in alcun modo essere messa in discussione, penso che lei troverà molte difficoltà a negare che il diritto di sovranità della Serbia sul Kosovo è infinitamente più legittimo di quello di Israele su Gaza e sulla Cisgiordania. La storia ce lo insegna in modo palese. Infatti lei non ignorerà che nel 1947 l'ONU votò un piano (rifiutato dai paesi arabi, tra i quali anche il Libano che all'epoca era un paese a maggioranza cristiana, in quanto toglieva gran parte della terra abitata dalla popolazione palestinese autoctona in favore degli immigrati ebrei) di spartizione della Palestina che prevedeva la nascita di uno stato ebraico e di uno arabo, il quale avrebbe dovuto avere confini comunque ben più estesi rispetto alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza. Tra l'altro, e anche qui ha accuratamente evitato di rispondermi, l'insistenza del mediatore ONU Folke Bernadotte sul rispetto di tale piano da parte di entrambe le parti, portò all'assassinio dello stesso Bernadotte da parte degli estremisti israeliani. Ciò che intendo dire, è che il fatto che Israele a parole non neghi la nascita di uno stato palestinese, non è dettato da una misericordia o da una generosità israeliana, ma semplicemente da un obbigo sancito dall'ONU. A tal proposito, colgo l'occasione per risponderle anche al suo appunto nel suo precedente commento sulle risoluzioni dell'ONU violate dalla Serbia. Beh, anche qui Israele non può di certo essere considerato più conciliante della stessa Serbia, in quanto, come lei ben saprà, Israele detiene il record di ben 72 risoluzioni ONU ignorate. Ma per tornare alla sovranità, dicevo, Israele sarebbe in teoria obbligato a concedere uno stato palestinese da una risoluzione ONU. Mentre nel caso del Kosovo, il diritto internazionale sta tutto dalla parte della Serbia, in quanto mai nella storia è esistito un Kosovo indipendente e mai è stata messa in discussione dall'ONU la sovranità della Serbia sul Kosovo. Anzi, la risoluzione 1244 sancisce nella maniera più chiara e limpida il diritto della Serbia alla sovranità sul Kosovo. Il Kosovo è una terra serba, lo è sempre stata, tanto è vero che lo stesso nome della regione, anche in lingua albanese (Kosova), deriva dalla parola serba "kos" che significa "merlo". Il fatto che la dominazione ottomana, le tragedie delle due guerre mondiali, le discriminazioni durante gli anni della Jugoslavija comunista (soprattutto dal 1968 al 1989) e l'attuale pulizia etnica dal 1999 a oggi, abbiano fatto sì che l'originaria e maggioritaria popolazione serba in Kosovo sia stata progressivamente ridotta a una sparuta minoranza, non dà assolutamente alcun diritto di secessione agli albanesi. Tra l'altro, se anche volessimo in uno slancio di generosità concedere l'indipendenza agli albanesi del Kosovo per ricompensarli dei crimini commessi a loro danno da Milosevic, allora per coerenza dovremmo per lo meno concedere il diritto ai serbi del Kosovo di rimanere attaccati alla Serbia. Ma di questo non se ne parla nella maniera più assoluta. Il perchè, rimane un mistero. Quale persona un minimo dotata di cuore e di umanità può imporre a un popolo di venire sradicato dalla propria madrepatria per essere poi assoggettato a un governo e a una forza di polizia composti da terroristi guerriglieri che hanno sgozzato e massacrato migliaia di civili innocenti? Ribadisco, l'unico modo per risolvere la questione balcanica è quello di lasciare il Kosovo quello che è, cioè una provincia della Serbia, ma, dato che non ci possiamo permettere di ignorare la presenza di una forte comunità albanese nella regione, avviare parallelamente un processo di colloqui di pace che concedano al Kosovo la più ampia autonomia possibile, sull'esempio dei più moderni federalismi europei. E questo oggi è possibile, perchè oggi al potere in Serbia non c'è nè Milosevic, nè Seselj, nè Kostunica, ma un governo assolutamente moderato e democratico che risponde alla persona di Boris Tadic. E da questo punto di vista penso che nessuno possa pensare anche soltanto di instaurare un parallelismo tra un uomo come Tadic e un terrorista come Hashim Thaçi, attuale "premier" kosovaro. Mi dica, sig. Gualdi, se questi miei discorsi sono logici oppure no. Mi dica se sono comprensibili oppure no. Mi dica se sono condivisibili oppure no. Perchè, vede, se lo sono, mi auguro di vedere ogni tanto su questo sito anche parole di dura condanna nei confronti delle scelte ingiuste e sbagliate dell'Occidente, nei casi in cui, come questo, esse sono palesemente ingiuste e sbagliate. Cordiali saluti.
Matteo Gualdi
30/01/09 14:44
dialogo
A questo punto direi che è evidente che non siamo d’accordo su diverse questioni (le sue osservazioni, mj23, sono comprensibili, logiche, ma personalmente non le condivido, o almeno non tutte). Voglio però ringraziarvi (sia mj23, sia giorgio) per le vostre osservazioni, interessanti e competenti, con la speranza che anche in futuro vorrete commentare gli scritti del quotidiano, nella convinzione che il dialogo, anche quando non porta ad una comunanza di vedute, sia sempre il modo migliore di approcciarsi agli altri. Cordiali saluti
mj23
30/01/09 15:59
sul dialogo sono sempre d'accordo
Certo sig. Gualdi, su questo non ho nulla da ridire. Anzi, il confronto su temi così importanti è sempre un aspetto dal quale non si può prescindere se si vuole arricchire il proprio bagaglio culturale e cercare di comprendere le posizioni altrui. Ritengo non si debba mai lasciarsi imprigionare dalle logiche imposte dall'alto, prevenute, strumentali, di partito, di destra contro sinistra o di sinistra contro destra, o ancor peggio per sentito dire, ma semplicemente cercare di informarsi sui fatti consultando le fonti più disparate possibili, riflettere lucidamente su ciò che si è appreso, darne un giudizio secondo i criteri che si ritengono più giusti e razionali, e infine esporre le proprie ragioni per sentire l'opinione degli altri, che a volte può essere coincidente con la nostra o vicina alla nostra, mentre altre volte divergente se non addirittura opposta. L'importante è confrontarsi e portare motivazioni concrete e valide a sostegno delle proprie tesi, non per cercare di far cambiare opionione al prossimo, ma semplicemente per dimostrargli di quanto si sia in buona fede nel difendere ognuno le proprie argomentazioni. Finchè c'è dialogo c'è speranza. Saluti.
Cucombra
31/01/09 18:31
Il Kosovo è parte inalienabile della Serbia
Sono perfettamente d'accordo con mj23, anche perchè in maniera evidente risulta assai preparato sia sulla questione kosovara che su quella data dal conflitto israeliano-palestinese. Fatto sta che secondo il modesto parere del sottoscritto, la questione Kosovara è partita male e sta andando a finire peggio: era infatti stata ufficializzata tramite disposizioni legislative di diritto internazionale l'inalienabilità del Kosovo dalla Serbia, ma poi i Paesi Occidentali, sotto la spinta prevalente degli Stati Uniti, si sono tutti tirati indietro rimangiandosi tutto come se niente fosse stato. In secondo luogo, l'esercito che avrebbe dovuto rappresentare una forza, per così dire, di pace è stato costituito, sulle linee guida dell'ONU e della NATO, pressochè interamente da criminali di guerra ex-militanti dell Uçk, tra i quali spiccano figure inquietanti come Ahtisaari (al quale, mi si corregga pure se sbaglio, è stato dato persino conferito un premio Nobel per la pace...)... Detto ciò, se il concetto di pace dovrebbe essere percepito come qualcosa che richiama alla stabilità e all'uguaglianza in termini di diritti e doveri delle parti chiamate a convivere assieme, mi verrebbe da dire che qui sono state adottate opzioni indubbiamente alquanto inique nei confronti della minoranza serba...
armand
22/06/09 01:07
storiaa
scusatemi, tutti,,, il problema del kosovo e nato quando si é dissolto l'impero ottomano, non solo il kosovo ma tutti gli albanesi dei balcani se la sono vista brutta in quel periodo perke essendosi convertiti all'islam si sono distinti dagli altri popoli ke avevano come vicini,,, ogni paese compresa la che confinava con l'aqlbania etnica le ha portato via un pezzo di territorio dove vivevano albanesi.. vedi grecia, la çameria, serbia, il kosovo e macedonia le città di struga e tetovo ma snke il montenegro la città di ulqinj. quindi e stato fatto un errore grossolano quando nel 1913 le potenze di allora hanno definito i confini dell'albania moderno... e agli erori bisogna rimediere. il kosovo e una situazione particolare perke e stato messa in atto una pulizia etnica degna dei tempi di hitler. se questo non fosse successo gli albanesi avrebbero preferito vivere insieme ai loro cugini dell'albania ma si sarebbero comunque rassegnati a vivere insieme ai serbi, in pace chiaramente. sfido chiunque di voi a vivere nel proprio paese da estraneo e discriminati come lo sono stati gli albanesi del kosovo da parte dei serbi e non solo... quindi vi invito a studiare un po di storia specifica prima di fare commenti senza nessun tipo di fondamento
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