Mercoledì 23 Maggio 2012
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Il 9/11 sette anni dopo

L'11 settembre sotto silenzio

11 Settembre 2008

Tratto da Il Giornale

È troppo facile dimenticare. L'11 settembre 2001 è un ricordo sbiadito, una memoria residua, una rievocazione appannata. Dov'è finito il «siamo tutti americani» del giorno dopo? Non c’è: è sparito così in fretta da non lasciare più spazio nemmeno alla retorica. 

Ci saranno due fasci di luce a simboleggiare le torri gemelle e poco altro. Ci sarà una cerimonia poco globale, perché il mondo non si sente più parte di questa storia. La montagna di speciali tv e di dibattici politici internazionali, si è già esaurita. Neppure la campagna elettorale per le presidenziali americane tocca l'argomento, se non per la tangente. Il ricordo non è più collettivo, ma personale.

Sette anni sono pochi per ridurre solo a una data il momento che ha cambiato la storia, eppure non c'è un altro fatto che sia diventato passato con la stessa velocità. Sembra che l'Occidente abbia un pudore tutto suo ad alimentare la memoria e a piangere i suoi morti: qualcosa che assomiglia alla paura di dare fastidio all'islam e alla vergogna per essersi sentiti tutti colpiti al cuore.

Abbiamo visto due aerei schiantarsi su New York, abbiamo contato tremila vittime, abbiamo visto cadere le persone in cerca di scampo dalle fiamme del World Trade Center, abbiamo pulito la polvere che ricopriva ground zero. Ci siamo promessi che nulla sarebbe stato come prima, che nessuno avrebbe considerato quello un attacco solo all'America.

E ora? Ricordare l'11 settembre non è più chic. La rimozione è un gioco perverso perché appiattisce le emozioni. Le lacrime, il terrore, la certezza che tutti noi, in quei giorni, potevamo essere vittime della vigliaccheria terroristica non ci sono più, masticati e digeriti dalla rielaborazione buonista e autolesionista dell'11 settembre. Abbiamo dimenticato che c'è stata una dichiarazione di guerra globale e a dichiararla non è stato l'Occidente.

Tutto quello che è successo dopo ha scavalcato quella tragedia: la guerra in Irak, reputata sbagliata e illegittima a scoppio ritardato, ha alimentato il sentimento antiamericano che è cresciuto in Europa e persino in una parte degli Stati Uniti; le centinaia di notizie sul carcere di Guantanamo hanno portato nell'oblio i morti innocenti nell'attentato alle torri gemelle per dare dignità solo alle storie dei reclusi in tuta arancione.

La paura di giustificare la reazione considerata sproporzionata ha fatto prendere le distanze: l'Europa ha progressivamente abbandonato il sentimento di vicinanza con l’America e ha cominciato a fare dei distinguo. Siamo passati dal «siamo stati colpiti», al «sono stati colpiti». Siamo passati dall'attacco alla civiltà occidentale, all'attacco agli Stati Uniti, quindi all'impero, quindi a Bush, quindi al cattivo. Ci manca solo che qualcuno dica che hanno fatto bene, quelli di Al Qaida.

Certo, perché dimentichiamo che la campagna del terrorismo islamico ha colpito anche in Spagna, in Turchia, in Inghilterra, in Marocco e in tutti i paesi arabi che non si vogliono piegare all'islam radicale. Questo in sette anni è stato cancellato, incredibilmente spodestato dal senso di colpa per tutto quello che l'11 settembre ha provocato. Nessuno sente più la puzza della morte provocata dai kamikaze di Al Qaida e invece aumentano quelli che sentono puzza di qualcosa di strano attorno agli attentati.

Così è cresciuta l'onda dei negazionisti, è montato il complottismo: oggi, fuori dall'America una persona su due crede alle teorie della cospirazione. Un'enormità. E tra quelli che non credono alle piste alternative monta la «cordata» di chi è convinto che in fondo gli americani quantomeno se la siano cercata. Si alimenta il secondo revisionismo, quello di chi crede che l'11 settembre sia stato solo un pretesto per dare più potere ai potenti, per rendere schiavi i cittadini, per farli vivere nel terrore e governarli meglio.

È vero, da quel giorno è cambiato tutto. Da allora ci hanno blindato gli aeroporti, non possiamo entrare più liberi nei musei, nelle stazioni, oppure salire tranquilli sui tram e nelle metropolitane. L'Occidente si difende, si protegge, si barrica. Ma è colpa sua o di chi lo vuole attaccare? Ci siamo dimenticati che noi siamo le vittime. E siamo i parenti dei tremila morti dell'11 settembre 2001.

© Il Giornale

 

 

Commenti
alcambi
11/09/08 14:45
ricordo 11 settembre
RICORDO 11 SETTEMBRE Un'eco dolce che rapisce il cuore un'eco spenta nata da pensieri mano leggera sopra una tastiera note smarrite vagano tremanti giardini verdi vegliano i dormienti moto d'amaca d'infinito eterno Due spade nere a penetrare il cielo due torri umane soffrono agonia velenoso acre nerofumo inonda speranze ignare e grida soffocate cosmo rigato di paura e amore intero mondo inebetito e sbronzo uomini folli brindano osannanti mondo perduto s'è drogato d'odio Sale più alta ed urla la vendetta voluta sacra giusta e duratura amaro elenco di dolore e morte sfumato e incerto cade nell'oblio anime ardite per amor di patria volano mute sotto la bandiera inni struggenti parlano d'onore memoria eterna sulla stele bianca Ogni vita spenta morde la ragione alcambi
Alessandro
11/09/08 15:06
Purtroppo qualcuno parteggia
Purtroppo qualcuno parteggia davvero per Al Qaida. E non sa, o fa finta di non sapere, che probabilmente sono proprio quei soldati (in maggioranza) americani in Iraq e Afganistan che impediscono ai terroristi di organizzare nuovi attentati in occidente tenendoli impegnati sul loro terreno. Chi può sapere se l'intervento in Iraq non abbia sventato altri attacchi in Europa?
fabio
16/09/08 15:19
EVIDENTEMENTE....
Si sono accorti anche i candidati alla presidenza che l'argomento è meglio non toccarlo. mi sembra evidente o meglio è evidente agli occhi del mondo intero che attentato terroristico non sia stato, è vero inizialmente (ben organizzato certo) a suscitato tanto commozione rabbia reazione...e poi. la cosa veramente grave è che a distanza di sette anni il governo busc (come si legge) non tira fuori tutta la verita, non c'è da biasimarli, ci sono esempi come anna maria franzoni - rudy etc. non esiste una sola prova del coinvolgimento islamico mentre ce ne sono migliaia che evidenziano la partecipazione governativa. Pero che fico assistere al discorso del presidente "cari americani le torri le abbiamo buttate giu noi, ci si vedeva meglio un parco giochi e i nostri magazzini d'armi erano stracolmi, ci scusiamo tanto bla bla bla
Anonimo
27/09/08 10:41
11 settembre 2001
io sono un americano e sono stato trasferito in italia con le mei sorelle appena i nostri genitori e morta, vivo in italia da quando e successo. l'america e corrotta in mille complotti, non so se sono stati gli americani a fare questo attentato o gli islamici, so colo di avere perso la famiglia e il sorriso di un ragazzo di 19 anni che ora vive in un mondo che non si puo riconoscere la verità dal falso, il bene dal male,il giusto dallo sbagliato.
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