Mercoledì 23 Maggio 2012
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L'indagine Istat smentisce i catastrofisti

L'Italia degli italiani non è quella di Santoro e Travaglio

6 Novembre 2010
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C’è un’Italia diversa da quella cupa, pessimista, in ginocchio, senza fiato raccontata da Annozero, Ballarò, Report o il Fatto Quotidiano. E’ l’Italia fotografata dall’Istat che non può essere certo sospettato di pendere dalla parte di chi governa. E il fermo immagine che ne deriva è quello di un Paese che somiglia più a Berlusconi che a Santoro. 

Certo, da qui a dire che “va tutto bene madama la marchesa” ce ne corre e la rilevazione dell’Istituto nazionale di statistica non è da pendere per oro colato, ma indubbiamente indica e fissa una realtà che se si sta ai messaggi mediatici imperanti, non esiste. Anzi, sparisce, inghiottita dal nuvolone nero del pessimismo d’ordinanza in base al quale siamo un paese sull’orlo del precipizio. I numeri dell’Istat parlano chiaro.

L’indagine è stata condotta nel mese di febbraio 2010 e il quadro che emerge dice che rispetto all’anno prima c’è una percentuale maggiore di famiglie (51,5 per cento rispetto al  44,9) che giudicano la propria condizione economica “sostanzialmente invariata”. Al tempo stesso, diminuisce la quota di coloro che riferiscono di un peggioramento della propria situazione (dal 50 al 44,8 per cento). Per l’Istat il trend segnala “un consolidamento della tendenza già emersa nel 2009”. Il voto che sintetizza il livello di soddisfazione è pari a 7,2 (mentre il valore mediano, cioè quello che divide il collettivo a metà è pari a 7) secondo il ‘focus’ di Multiscopo dell’Istat sugli “aspetti della vita quotidiana”, segno evidente che non va poi tutto così a rotoli, almeno testando la percezione dei diretti interessati.

Dalla rilevazione non viene fuori una differenza tra uomini e donne seppure le donne anziane sembrano essere più insoddisfatte degli uomini e le differenze maggiori si evidenziano con l’età: si passa infatti da un voto pari a 7,8 tra i giovani tra 14 e 17 anni e un 6,8 degli ultrasettantacinquenni. L’altro dato interessante è che non ci sono differenze tra Nord, Sud e Centro. Secondo la rilevazione Istat, infatti, il Nord presenta un valore medio di soddisfazione pari a 7,4, il Centro di 7,1 e il Mezzogiorno un valore pari a 7,0. Le regioni dove le famiglie hanno una percezione più ottimista della propria situazione sono il Trentino Alto Adige (7,8), la Valle d’Aosta (7,5) e la Lombardia (7,4) mentre quelli con i livelli più bassi sono la Campania (6,8) seguita da Sicilia e Puglia (7,1).

A stare meglio, ovviamente, sono le persone che hanno un lavoro rispetto a chi non lo ha e lo sta cercando ma anche qui se si guarda ai voti rilevati sul campione anche coloro che vivono in condizioni più precarie attestano il loro livello di soddisfazione sopra la soglia della sufficienza (6,6 contro il 7,4). Se si scende più in dettaglio, i fattori che determinano maggiore stress nelle famiglie italiane sono quelli più legati alla quotidianità: traffico, smog, il tempo perso per trovare un parcheggio ma anche il rumore assordante e la qualità dell’acqua del rubinetto.

C’è poi un dato nel dato. Nessuno nelle regioni d’Italia si lamenta del traffico, della sporcizia delle strade e del rischio criminalità, come i cittadini del Lazio: una famiglia su due, infatti, li considera problemi molto o abbastanza presenti nella zona in cui risiede.

Situazioni specifiche a parte, il quadro di insieme che l’Istat ci consegna è sostanzialmente quello di un Paese dove la gente vive  bene, nonostante i problemi quotidiani. Tutta un’altra storia, invece, alle latitudini di Santoro, Floris e Gabbanelli. Italia reale o virtuale?

Commenti
Anonimo
06/11/10 10:00
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Dato che io sono giapponese e mi chiamo Tommaso, quindi Tommaso san, sono andato sul sito internet dell' ISTAT a cercare questi dati eclatanti, ma nel mese di febbrario 2010 non li ho trovati, quindi o io non li ho visti, che è possibile, o la sig.ra Bruni prende lucciole per lanterne, che spero non sia successo, se no poi io penso male... Se, come si dovrebbe fare, l'articolista citasse i link, in modo che ognuno potesse vedere questo miracolo, sarebbe meglio,no? Così zittiamo una volta per tutte questi corvi, oppure zittiamo la signora Bruni.
Peppe 70
06/11/10 18:46
gente allegra Dio l'aiuta.
Cara Antonella, sicuramente GABBANELLI,SANTORO,TRAVAGLIO e tutti gli altri sputano perennemente sul piatto dove mangiano...sebbene questa ITALIA (per loro "da buttare") gli consente di guadagnare montagne di soldi...alla faccia di chi campa con meno di 1000 euro al mese. Certo l'ITALIA, paese complesso e frantumato, ha però una prerogativa. La gente comunque "sa campare"...diciamo che siamo animati da una straordinaria capacità di adattamento e abbiamo un enorme forza che ci consente di andare avanti...alla faccia della SVEZIA dove magari non c'è monnezza per le strade, non si annulla il concorso per notai a seguito di una vicenda che sa di surreale...ma dove nessuno di noi Italiani vorrebbe andare a vivere!
Pietrina Bosu
13/11/10 20:42
La rappresentazione del paese reale.
Se uno mangia sei polli e io ne mangio zero, finisce che io ho mangiato tre polli. Va tutto bene dunque. Santoro, Floris e la Gabanelli hanno il torto di rappresentare quelle fasce che non se la passano bene per niente, che non somigliano per niente a Berlusconi.Bene fareste a farlo anche voi. Dobbiamo cancellare disoccupati, precari e cassintegrati per far tornare i conti del vostro Leader maximo che vuole sia solo rappresentata la realtà positiva che a seguito del suo intervento taumaturgico si è prodotta? Un paese civile dà spazio anche alle minoranze e un buon governante non ha paura dei giornalisti che lo criticano.L'ISTAT e la Caritas hanno fatto menzione anche dei poveri, una categoria in espansione a seguito della crisi. Non ci sono? li hanno inventati Floris e Santoro?
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