Venerdì 10 Febbraio 2012
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Ben fatto Presidente!

L'Occidentale ospita un appello
a sostegno di Napolitano

9 Marzo 2010

 

Al Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano 

Signor Presidente,

le parole con cui Ella ha motivato la firma del decreto sulle liste elettorali ci hanno riconfermato, se ce mai ce ne fosse stato bisogno, nell'alta considerazione che abbiamo sempre avuto per la Sua persona e per la Sua figura di garante del rispetto della Costituzione e della legalità democratica. Ella ha dato al paese una  lezione, al tempo stesso severa e realistica, delle linee di condotta che la suprema carica dello Stato deve assumere dinanzi a un conflitto oggettivo di valori.<Erano in gioco--ha spiegato--due interessi o 'beni'entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi> Dinanzi a tale conflitto e all'impossibilità di auspicabili accordi <tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolari come questo e ancor più in clima elettorale>, Ella ha compiuto una scelta difficile ma, alla luce del buon senso e della saggezza, inevitabile.<Io sono deciso--ha scritto--a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo, e di rigoroso esercizio delle prerogative, che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica, nei limiti segnati dalla stessa Carta e in spirito di leale cooperazione istituzionale>. A tale ruolo, in un momento così delicato della vita nazionale, Ella, a costo di sfidare l'impopolarità di una parte dell'opinione pubblica, si è attenuto scrupolosamente e di ciò Le sono profondamente grati e riconoscenti i firmatari di questa lettera aperta, elettori dei più diversi partiti e appartenenti alle più diverse culture politiche.

Con i più distinti saluti

Giuseppe Bedeschi (Università di Roma La Sapienza)

Dino Cofrancesco (Università di Genova)

Biagio De Giovanni (Università L'Orientale di Napoli)

 

Commenti
Anonimo
09/03/10 13:26
Aspettiamo
Aspettiamo anche una lettera a sostegno del TAR del Lazio!!!
placido saya
10/03/10 07:45
Napolitano e le liste
mi associo toto corde alla lettera di stima inoltrata dai 3 professori a Napolitano: sarebbe stato assai grave per l'Italia tutta se la provenienza politica del Presidente della Repubblica avesse influito sulla sua imparzialità. Purtroppo credo che l'arroganza di alcuni magistrati (presenti anche nel CSM)non cesserà, checché dica o faccia Napolitano. Temo che solo una crisi estrema delle istituzioni potrà portare qualche buona novità.
Marco V
10/03/10 12:31
Ben fatto!
L'opposizione manca di senso di responsabilità verso il popolo, non ha ancora chiarito quale dei due legittimi interessi debba avere la precedenza. E' inconcepibile che ad una larga parte della popolazione sia impedito di esperimere il voto, ma loro se ne fregano di questo dettaglio, sembrano ignorarlo distrattamente, si attaccano solo ad uno dei due interessi, quello meno prioritario, anche se importante. Avrebbero dovuto mostrare senso di reponsabilità e allo stesso tempo inveire contro il PDL che ha causato questo guaio; hanno solo inveito dimenticandosi il senso di resposabilità.
ninni de santis
10/03/10 17:31
leggete cosa ha detto De Magistris...
...ma se avesse scritto Berlusconi queste cose , quanti fascicoli sarebbero stati aperti dai nostri zelanti magistrati? Dal sito dell'eurodeputato: Il Presidente inadeguato Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano é stato uno dei leader della corrente "migliorista" del PCI. In particolare, esponente apicale in Campania. Molti personaggi di quella corrente sono stati travolti da tangentopoli. Emersero, all´epoca, contatti di interesse investigativo anche con Silvio Berlusconi e le società a lui vicine. I passaggi di denaro tra gruppi imprenditoriali di rilevanza nazionale, coinvolti nelle inchieste della magistratura, e l´area migliorista sono antitetici alla questione morale di Enrico Berlinguer. Quanto mancano nella sinistra persone come Enrico Berlinguer e Sandro Pertini. I miglioristi napoletani, che facevano capo a Giorgio Napolitano, vennero coinvolti nelle indagini della magistratura napoletana avente ad oggetto la realizzazione della metropolitana. Una delle indagini più illuminanti circa il sistema corruttivo che coinvolgeva la politica a 360°. Le indagini portarono all´iscrizione nel registro degli indagati anche l´allora Presidente della Camera Napolitano; si conclusero, poi, nei suoi riguardi, con l´archiviazione. Le carte di quell´inchiesta, comunque, delineano uno spaccato inquietante, descrivono o`sistema. Il Presidente della Repubblica è, quindi, persona inserita in un certo modo di intendere la politica. Quella politica che va profondamente cambiata, senza se e senza ma. Anche per questa premessa non posso dire di essere deluso da Napolitano. Il Presidente della Repubblica non sta facendo, in realtà, nulla per impedire lo svuotamento della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al nazi-fascismo, attraverso l´utilizzo illegittimo della legislazione ordinaria. Non usa gli strumenti che la Carta gli affida per arginare il costante abuso del diritto. Non impedisce che le norme siano divenute lo strumento per la realizzazione di profonde ingiustizie e per il consolidamento di un disegno autoritario che, per certi versi, é eversivo dell´ordine costituzionale. Sta avallando l´attuazione del piano di rinascita democratica ideato da Licio Gelli ed oggi realizzato dal premier piduista Berlusconi. Un Presidente che non ha volutamente difeso magistrati impegnati in prima linea, nel Sud, contro la criminalità organizzata e la corruzione e che non ha impedito che venissero illegalmente fermate indagini che stavano portando alla luce la "Nuova P2". Il ruolo avuto da Napolitano nella vicenda della cd. guerra tra Procure è in contrapposizione con la difesa dei principi costituzionali di autonomia ed indipendenza dei magistrati. La morte professionale di magistrati onesti ed indipendenti é stata sancita con il suo sostanziale avallo. Un Presidente della Repubblica che non ha avuto problemi a promulgare leggi incostituzionali, come la vergogna del Lodo Alfano, oppure leggi in violazione del diritto comunitario, come lo scudo fiscale che introduce il riciclaggio di Stato. Un Presidente della Repubblica che, in pochi minuti, ha promulgato un decreto legge incostituzionale in materia elettorale modificando le carte in tavola, avallando il ruolo di baro del diritto assunto del Governo. In questi casi, soprattutto se l´arbitro non è imparziale, é il popolo - custode primo ed ultimo della Costituzione Repubblicana - che alza la vigilanza democratica e non permetterà - con una resistenza pacifica costituzionale - ad una oligarchia istituzionalmente golpista di stravolgere lo Stato di diritto nel nostro Paese Questo l’attacco di De Magistris al Presidente Napolitano pubblicato sul blog dell’esponente dell’IDV.Riportiamo alcune frasi: "Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano é stato uno dei leader della corrente "migliorista" del PCI....I miglioristi napoletani, che facevano capo a Giorgio Napolitano, vennero coinvolti nelle indagini della magistratura napoletana avente ad oggetto la realizzazione della metropolitana. Una delle indagini più illuminanti circa il sistema corruttivo che coinvolgeva la politica a 360°. Le indagini portarono all´iscrizione nel registro degli indagati anche l´allora Presidente della Camera Napolitano;.....Il Presidente della Repubblica è, quindi, persona inserita in un certo modo di intendere la politica. Quella politica che va profondamente cambiata, senza se e senza ma. ...Sta avallando l´attuazione del piano di rinascita democratica ideato da Licio Gelli ed oggi realizzato dal premier piduista Berlusconi....Un Presidente che non ha volutamente difeso magistrati impegnati in prima linea, nel Sud, contro la criminalità organizzata e la corruzione e che non ha impedito che venissero illegalmente fermate indagini che stavano portando alla luce la "Nuova P2"....In questi casi, soprattutto se l´arbitro non è imparziale, é il popolo - custode primo ed ultimo della Costituzione Repubblicana - che alza la vigilanza democratica e non permetterà - con una resistenza pacifica costituzionale - ad una oligarchia istituzionalmente golpista di stravolgere lo Stato di diritto nel nostro Paese
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