Mercoledì 23 Maggio 2012
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L'ultima speranza per il Sud si chiama Lega

8 Maggio 2008

Con perfetta precisione ad ogni cambio di governo si ripresenta l'eterna questione meridionale. Questa volta il dibattito ruota su un dilemma stringente. A sinistra: "La Lega non vi lascerà nemmeno gli occhi per piangere!". A destra: "La Lega può essere una risorsa per il Sud, che dovrà saper spendere bene i denari pubblici, altrimenti...". Propendiamo per questa seconda prospettiva, ma senza soverchie illusioni, perché il sistema pubblico del Sud è costitutivamente volto alla lentezza, allo spreco, non poche volte allo sperpero corrotto.

Antimeridionalismo? Razzismo? No, questa è solo disillusione, in chi è nato ed opera nel Mezzogiorno, dopo anni ed anni di denari ricevuti ed obiettivi mancati.

Ma la speranza è l'ultima a morire... Oggi la speranza è La Lega. Sembra paradossale ma non lo è. La Lega potrà avere quella veste di controllore dei modi e dei tempi della spesa pubblica nel Mezzogiorno, che il Sud non ha mai avuto (non ha mai voluto avere).

Ora nel Sud non mancano le eccezioni di buona amministrazione, ma il contesto generale è quello ben conosciuto: ritardo crescente, sperpero, malversazione, corruzione. Il caso dei rifiuti napoletani è esemplare.

Per questo guardammo sempre di buon occhio la Lega, e continuiamo a farlo oggi.

Alcune cose nella cultura politica leghista son molto apprezzabili. In primo luogo l'esempio assai generalizzato di buona amministrazione locale. Comuni e province amministrate dai leghisti vanno bene e in ciò una ragione ci dovrà pur essere. Personaggi capaci ed onesti governano quelle realtà locali? Certo, ma vi è qualcosa d'altro. E questo è ravvisabile nel rapporto fra eletti ed elettori nelle realtà in cui la Lega è presente. In queste realtà la società è su e la politica è giù, cioè è al servizio della società. Andate in un comune amministrato dai leghisti. I cittadini, quando qualcosa non va, richiamano i loro eletti e li strapazzano. E costoro sono costretti a trottare. Nel Sud l'elettore è giù e guarda verso l'alto, verso il personale politico, verso l'ultimo stracciaculo che abbia avuto la ventura di diventare consigliere od assessore. Ad esso è riservato ossequio e reverenza. I bisogni del Sud hanno cancellato la dignità di gran parte della sua popolazione: e questo si chiama plebeismo.

Ma, ad esser completi, il plebeismo non è solo la malattia di buona parte della popolazione del Sud. Esso è anche la forma di governo adottata e mantenuta da molta parte del personale politico meridionale. Esso svolge -come è ormai noto- la semplice funzione di redistribuzione dei denari pubblici nei mille rivoli del bisogno e della spesa (anche futile)  del Mezzogiorno. Per questo ha vitale bisogno di questi finanziamenti, per mantenersi al potere. Quanta parte del personale politico meridionale in carriera sopravviverebbe, se il Sud fosse capace di camminare -come avviene per il Nord- con le proprie gambe?  Per questo ai pochi uomini politici meridionali che aborrono il plebeismo e son veramente premurosi della rinascita prima di tutto morale del Sud, la Lega può essere d'aiuto.

Un pericolo, tuttavia, si profila all'orizzonte, in questa speranzosa delineazione del domani per il Mezzogiorno. Che la Lega questa volta giochi d'astuzia e non vada lancia in resta contro il Mezzogiorno e i suoi tanti politici spreconi e corrotti. E cioè che essa dica: volete il Ponte sullo Stretto? D'accordo. Volete altri finanziamenti pubblici a ristoro dell'imprenditoria meridionale languente? D'accordo. Ma la contropartita, cari amici del Sud, dev'essere il federalismo fiscale. Sta scritto addirittura nel programma di Berlusconi!

Allora bisognerà vedere quanti Tavoli per il Mezzogiorno, sorti prima delle elezioni come funghi per risolvere, anche in modo bypartisan, l'eterna questione meridionale, si trasformeranno, secondo l'antica consuetudine, in belle Tavole per il Sud. Bene apparecchiate, abbondanti, anche se questa volta -siatene certi- per l'ultima cena.


Commenti
SICILIANO X IL SUD
12/05/08 15:39
Sono un siciliano, nato e
Sono un siciliano, nato e cresciuto nell'agrigentino. Sono un grande appassionato di politica ma sono soprattutto profondamente innamorato della mia terra. Scrivo per dire che condivido in toto questo articolo. Siamo stanchi di cassa del mezzogiorno, banca del mezzogiorno e altre porcate. Tutti sappiamo che fine fanno quei soldi. Io credo che il governo centrale debba intervenire nel sud con la forza per debellare quell'antico fenomeno di mafia e corruzione che, nonostante i tanti contributi che arrivano da Roma, inchiodano la mia terra in una condizione di malessere sociale e sudditanza ai padroni della politica.
Carmine Monaco
13/05/08 09:46
Abbiamo bisogno di una Rivoluzione arancione
Sottoscrivo ogni parola di quest'articolo, ma... c'è un "ma". Non credo che le cose al Sud si possano risolvere in maniera tranquilla. Abbiamo bisogno di una grossa scossa per scrollarci di dosso la cupola politica, affaristica, mafiosa, camorrista, e 'ndranghetista che blocca le azioni degli onesti. Per spazzare via questo regime abbiamo bisogno di qualcosa di simile ad una "Rivoluzione arancione", come quella ucraina, che non finisca, come al solito, in un accordo a tarallucci e vino. Abbiamo bisogno che la gente scenda pacificamente nelle piazze del potere a chiedere che la feccia che li occupa vada via, e che ci resti finché quella feccia non se ne sia andata davvero. Purtroppo, a differenza dell'Ucraina, non esiste al sud una forza politica che abbia la volontà, l'intenzione, l'interesse, i numeri e la forza per compiere questa rivoluzione. Ed è per questo che ho abbandonato la mia terra. Perché non ne potevo più di vederla marcire.
Anonimo
19/05/08 12:08
forse l articolo descrive un
forse l articolo descrive un po la situazione meridionale ma non riesce a coprire tutto l argomento. sono calabrese,fiera di esserlo e da poco laureatami sono costretta fra pochi giorni ad emigrare al Nord in cerca di lavoro.parto con tanta rabbia dentro, rabbia non contro la mia regione e nemmeno contro la mafia.il mio rancore è rivolto allo Stato, forse non è lui l unico in grado ad intervenire?perche non lo fa?forse fa comodo pure a lui che esista questa situazione.non combatte la mafia perche la mafia innanzitutto è lo stato.non facciamo illusioni e soprattutto non spariamo sentenze contro una popolazione onesta,volenterosa e con gran senso di rispetto verso le istituzioni statali anche se non meriterebbero nulla!!!!
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