Sarebbe stupido oltre che presuntuoso liquidare come una bufala gli oltre novantamila documenti "classified" sull'Afghanistan diffusi da WikiLeaks, che raccontano la guerra con gli occhi chi la combatte, ufficiali e sottoufficiali, i loro errori, i piani andati a monte, le scelte tattiche sempre discutibili. Uno zibaldone militare che va tenuto in considerazione, come hanno fatto grandi giornali - il New York Times, il Guardian, lo Spiegel - verificando la fonte prima di far infuriare la Casa Bianca. Ma se dobbiamo, e vogliamo, dar credito ai warlogs, non dobbiamo trasformarli nello scoop di tutti i tempi, perché non lo sono.
"Ora finalmente il popolo americano sa quanto è sporca la guerra", "d'ora in poi la percezione che avremo dell'Afghanistan non sara' piu quella di prima", i Taliban "sono piu forti adesso che nel 2001", tristi ritornelli su cui in queste ore Wikileaks marcia trionfante. Eppure nel 2001 c'era un emirato talebano che grazie alla Coalizione non esiste più, anche se non vuol dire che sia sparito uno dei paradisi di Al Qaeda, ed è per questo che la guerra al terrore continua.
Più che di grandi scoperte, i warlogs sono ricchi di conferme. Non ci voleva un genio per sapere che i Talebani usano Stinger made in Usa, forniti ai bei tempi per combattere i sovietici, né che i droni - oltre a decapitare i vertici del nemico - precipitano ingloriosi al suolo, si scontrano per aria, protagonisti in negativo di quella "guerra dei cieli" con cui Washington si è a lungo illusa di assolvere alla sua missione di globocop. Come pure non è uno scoop la notizia sulla "Task Force 773", le unità di elite che inseguono, imprigionano sommariamente, e quando serve fanno fuori i capi talebani: basta vedersi una puntata di "The Unit", il telefilm scritto e diretto da David Mamet, per apprendere che queste forze speciali sono di stanza a Fort Bragg.
L'aumento delle Ieds? Sarà pure "la forza" dell'insorgenza, come scrive il Guardian, ma ci sono fior di analisti pronti a giurare che se il nemico fa un uso sempre più massiccio di esplosivo, perdendo anche quel poco di consenso che aveva fra la popolazione, forse invece che sulle stelle i Talebani stanno finendo nelle stalle. Le vittimi civili? I warlogs mostrano che di molti di questi caduti innocenti non ci arriverà mai notizia sotto l'ombrellone - ieri il bollettino è salito ancora, un altro errore della Coalizione -, ma prima di denunciare i "crimini di guerra" americani il fondatore di Wikileaks farebbe bene a leggersi che dicono le Ong, quelle indipendenti, non sul libro paga del Pentagono: oltre il 60% per cento dei civili morti tra il 2009 e il 2010 è sulla coscienza dei Talebani.
Per non dire del Pakistan e dei suoi servizi segreti deviati, che solo Wiki e i giornali del coro continuano incredibilmente a ritenere un potenziale alleato degli Usa, quando invece lo sanno tutti che ad Islamabad si gioca doppio, ed è sempre stato così dai tempi di "Kim", l'Occidente finanzia con miliardi di dollari i generali, mentre l'Isi dirotta parte dei versamenti ai Talebani. E che dovrebbe fare Obama, abbandonare il Paese ai fondamentalisti islamici?
Non c'è trippa per gatti, a meno di non scandagliare scientificamente nel profluvio di notizie che arrivano, e arriveranno, nei prossimi giorni (mesi, forse anni, visto che non sono stati pubblicati 15.000 documenti 'sensibili' per la sicurezza della Coalizione). Di uno scoop però dobbiamo essere grati agli spioni del Web: hanno offerto prove concrete sull'addestramento e il denaro offerto dagli iraniani ai Talebani (comprese le "taglie" per ammazzare soldati e poliziotti afghani). Julian Assange ha certamente un merito, allora, aver servito su un piatto d'argento a Obama una nuova e inaspettata "pistola fumante"...


Afganistan e Iran
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La verità non vera
Che ipocriti!