Mercoledì 23 Maggio 2012
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L'uovo di giornata

La Bonino risfodera l’antinuclearismo per acchiappare voti a sinistra

17 Gennaio 2010

“Ritengo che il programma nucleare del governo che prevede una centrale nel Lazio – ha detto la candidata alla Regione Emma Bonino – non sia utile in termini di costi-benefici. Piuttosto che spendere 25-30 miliardi per avere tra 10 anni il 4,5 per cento di energia necessaria, è meglio raggiungere questo obiettivo con politiche di efficienza energetica”. E’ dal 1976, quando entra in Parlamento, che la Bonino si è dedicata anima e core alla battaglia contro il nucleare. Con tesi anche argomentate ma viziate, a 30 anni di distanza, da un eccesso di zelo ideologico e dalla urgenza di acchiappare qualche voto a sinistra e tra i verdi.

Il piano nucleare italiano, infatti, non sta marciando come un carro armato, almeno non tanto da farne uno dei perni della campagna elettorale per il Lazio. Il governo tiene un profilo basso in vista delle Regionali e nessuno scommette sui futuri vertici della Agenzia Nucleare. Fino ad ora circolano solo delle voci sui siti destinati ad ospitare le centrali ma le Regioni sono già sul piede di guerra, quelle di sinistra, innanzitutto, ma anche il Veneto che nicchia dopo l’ipotesi di Chioggia. 15 Regioni hanno sottoscritto un documento che dice no alle centrali e la mancanza di indicazioni chiare da parte del governo sulle future “compensazioni economiche” non aiuta a persuadere i governatori più possibilisti. La Conferenza Stato-Enti Locali sta cercando di accelerare i tempi ma il Consiglio di Stato non ha ancora espresso un parere positivo.

Non seguiremo un esacerbato Giuliano Ferrara che qualche giorno fa ha descritto la Bonino come “una pallona gonfiata come poche”, e se Emma, un giorno, volesse discutere sulle criticità che ha avanzato rispetto al piano nucleare, saremmo felici di spiegarle come la pensiamo in materia: il nucleare è una energia pulita e ci permetterà di essere almeno un po’ più indipendenti dalle grandi potenze energetiche. “L’Italia è stata, sia sul piano intellettuale che sperimentale, una delle prime potenze nucleari al mondo – ha scritto Sergio Romano sul Corriere della Sera – Non è giusto né opportuno che questo patrimonio di conoscenze venga dissipato”.

Ma difficilmente la Bonino accetterà il nostro invito a un confronto pubblico sul nucleare – dai radicali ci aspetteremmo almeno questo sforzo di analisi critica – visto che la sua ultima uscita “no-nuke” appare del tutto fuori contesto e legata a mere esigenze elettoralistiche. Le ha permesso di incassare, in rapida successione, l’appoggio dei verdi, di Sinistra Ecologia e Libertà (la Puglia vendoliana è già una “regione denuclearizzata”), e di Rifondazione Comunista. Tutto questo mentre uno dei miti della sinistra italiana, il premier Zapatero, decide di tenere in vita le centrali spagnole, venendo meno a una delle grandi promesse del suo programma elettorale (chiuderle). Il fatto che la Bonino si sia schiacciata sulle posizioni dell’estrema sinistra in materia di energia, dunque, potrebbe suggerire ai liberali di non votarla nel Lazio.

E la sfidante Renata Polverini? La candidata del Pdl ha precisato: “Stiamo valutando e valuteremo insieme alle comunità locali tenendo presente che alcuni siti avevano molti anni fa una condizione diversa da oggi, anche in termini di popolazione. Quindi tutto va rivisto”. Dichiarazione un po' troppo ambigua che mostra i dubbi e i timori del centrodestra nel prendere una posizione chiara sul nucleare quando lo scontro si sposta sul terreno locale, lasciando la porta vuota alla Bonino per sparare le sue bordate vetero-referendarie.

Commenti
Dino Cofrancesco
17/01/10 11:55
Caro Loquenzi,perchè tanta
Caro Loquenzi,perchè tanta meraviglia sul demagogismo antinucleare della Bonino? Furono i radicali, tanti anni fa, a indurre Craxi a commettere il peggiore errore della sua strategia politica,quella scelta antinucleare, contro cui tanto si batté il suo amico Ruberti, scienziato e Rettore Magnifico dell'Università di Roma. Quei voti non arrivarono ma l'Italia si ritrovò con un costo dell'energia, occorrente all'industria, superiore a quello di tutti gli altri stati europei.D'altra parte, non dimentichiamo che radicali e socialisti sono stati i pretoriano più fedeli del peggiore governo della storia della Repubblica,l'ultimo governo Prodi. Non una delle critiche rivolte da Piero Ostellino alla sua politica economica trovò ascolto nella pattuglia'liberale liberista libertaria'--che si risvegliava solo quando era in gioco la 'questione gay'. Secondo un vecchio vizio azionista, quella pattuglia si compiaceva anzi di porsi alla destra dei riformisti e dei 'socialdemocratici' del PD.Il lupo perde il pelo ma non il vizio..
18/01/10 16:54
risposta
la Bonino non avrà cambiato idea (ma questo non è sempre un pregio) ma la sua presa di posizione a ridosso di una decisione del governo destinata a riportare il dibattito sul nucleare dal mondo delle idee a quello del "fare", mi è sembrata un po' troppo frettolosa e ideologica. Una bandierina elettorale appunto e come tale l'abbiamo trattata. Dalla Bonino e in genere dai radicali ci si aspetterebbe un atteggiamento più pragmatico, più liberale, più attento alle condizioni del mercato e meno a quelle delle convenienze di coalizione. Se mi sbaglio lo riconoscerò Giancarlo Loquenzi
monitor
18/01/10 09:54
Radicali
Dino Cofrancesco ha detto tutto e bene. Hanno fatto più male i radicali alla causa liberale italiana e alla nostra economia che tutti gli altri partiti messi insieme.
Algonautic
18/01/10 15:30
Caro Loquenzi,
questa sua è solo una polemica di bassa lega per screditare il candidato dello schieramento avversario. Potevo capire la polemica se la Bonino avesse cambiato idea per raccattare voti, invece no: la Bonino antinuclearista era e antinuclearista è rimasta e vivaddio qualcuno che almeno conserva un po’ di coerenza in questo paese. Piuttosto che dire del grande statista Craxi (anche su queste pagine ricordato come tale) avendo anche lui sostenuto il referendum antinucleare, su questa cosa fu un po’ meno grande statista?? E che dire dell’attuale grande statista che abbiamo al Governo, che ha fatto l’annuncio ad effetto (come tanti altri…) di un grande piano nucleare che, però, lei stesso ammette “non sta marciando come un carro armato” e non è “uno dei perni della campagna elettorale per il Lazio” (ma neanche delle altre regioni, aggiungo io)??? Qui sì che c’è una chiara strategia elettorale diversamente dalle parole della Bonino che è solo coerente con le sue idee di sempre. Evidentemente il grande annuncio del piano nucleare può creare molto effetto (ma assai poca sostanza) se parte da Roma in termini roboanti ma generici, invece può creare, ne sta già creando e ne creerà di problemi, se calato concretamente nelle realtà locali che poi dovrebbero ospitare questi ipotetici nuovi siti nucleari. Questa cosa la sanno bene sia i candidati governatori di centrosinistra (che la utilizzano a fini polemici contro l’attuale Governo), sia quelli di centrodestra (che ipocritamente nicchiano sull’argomento, facendo sicuramente peggio di ciò che viene addebitato alla Bonino in quest’articolo). La verità è che il tema dell’energia e di un eventuale rilancio del nucleare è un argomento troppo serio per essere liquidato con chiacchiere da bar o affrontato con un articoletto che ha il solo scopo ci fare un po’ di polemica di parte in una campagna elettorale ormai lanciata. Ben venga piuttosto questo “confronto pubblico sul nucleare” nel quale alcun tecnico o scienziato serio eventualmente convenuto potrà essere d’accordo con lei che il nucleare (specie quello della “generazione” scelta dal Governo italiano) sia una “energia pulita” visto che comunque produce scorie radioattive molto nocive che devono essere smaltite e poi sul fatto che certo ci libererà (un po’) dalla dipendenza dei combustibili fossili, ma non è che poi l’uranio, come pure le tecnologie per il nucleare le abbiamo disponibili e ce ne dobbiamo comunque approvvigionare dall’estero. Per finire un accenno alle ideologie. E’ vero non se ne può più: in questo caso sia della ideologia antinuclearista, sia di quella di questo “sviluppiamo nuclearista” che è altrettanto un’ideologia ed è altrettanto (se non di più) superficiale e strumentale.
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