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Che fine ha fatto Sergio Cicala

La compravendita di ostaggi (italiani) nella Mauritania in preda al caos

24 Dicembre 2009

Della Mauritania, in primo piano dal sequestro il 18 dicembre di due cittadini italiani, bisogna sapere innanzi tutto che negli ultimi quattro anni il governo è stato travolto per ben due volte da un "golpe bianco", un colpo di stato militare incruento. La prima volta è successo nell'agosto del 2005 con la deposizione del presidente Ould Sid'Ahmed Taya. Il Consiglio militare per la giustizia e la democrazia, l'organo di governo imposto dai golpisti, sosteneva di aver agito per porre fine al regime totalitario di Taya e di volersi impegnare "a creare le condizioni per una democrazia aperta e trasparente".

In effetti nel marzo 2007 si sono svolte le elezioni presidenziali che hanno dato la vittoria all'ex ministro Sidi Ould Cheik Abdallahi. Nell'agosto del 2008, però, più o meno con le stesse motivazioni, un nuovo golpe bianco ha deposto il presidente democraticamente eletto e il potere è tornato nelle mani dei militari. Da allora alla guida del paese è stato posto un Consiglio di Stato presieduto dall'ex capo della guardia presidenziale, Ould Abdel Aziz, il quale lo scorso luglio ha ottenuto a sua volta la legittimazione del voto popolare.

La Mauritania è anche uno degli stati africani nel quale convergono ogni anno decine di migliaia di africani originari di paesi limitrofi per tentare di imbarcarsi alla volta delle Isole Canarie. Inoltre, benché il presidente Taya avesse promosso delle riforme democratiche, si fosse avvicinato all'Occidente sostenendo nel 2003 gli Stati Uniti nella guerra contro il leader irakeno Saddam Hussein e fosse diventato il terzo stato della Lega Araba, dopo Giordania ed Egitto, a stabilire rapporti diplomatici con Israele, vi si pratica tuttora la schiavitù. Secondo l'associazione 'Sos schiavitù', nonostante un decreto governativo l'abbia proibita nel 1981, i mauritani schiavi oggi sarebbero addirittura 600.000 su una popolazione di circa tre milioni. Soltanto nel 2007 il parlamento ha votato una legge che punisce la schiavitù con pene fino a 10 anni di carcere.

Per finire, come nel vicino Mali e in altri stati africani, il governo mauritano non controlla vaste estensioni di territorio che diventano terreno di insediamento e di azione di cellule terroristiche, gruppi armati, delinquenti comuni e trafficanti di clandestini e di droga (si ritiene che il 27% della cocaina importata dall'America Latina in Europa passi attraverso l'Africa Occidentale). Rapimenti e aggressioni a stranieri si verificano spesso nel cosiddetto "triangolo maledetto" costituito da Mauritania, Algeria e Mali.

Due anni fa, alla vigilia di Natale, quattro turisti francesi sono stati assassinati mentre facevano un pic nic in una località dell'interno, situata a sud est della capitale Nouakchott. Due dei tre aggressori erano stati arrestati nel 2006 - prosciolti in primo grado e messi libertà, in attesa della sentenza d'ppello - con l'accusa di associazione all'Organizzazione di al Qaida per il Maghreb islamico, il gruppo terroristico algerino, ormai estesosi al Mali e alla Mauritania, fondato nel 1998 e noto fino a un anno prima come "Gruppo salafita per la preghiera e il combattimento". Secondo le autorità francesi, che decisero di sospendere per motivi di sicurezza l'edizione 2008 del rally Parigi-Dakar, si era trattato non di un'aggressione a scopo di rapina, ma di un atto terroristico. Pare che dal 2007 i rapimenti compiuti nella regione da al Qaida per il Maghreb oppure da bande armate che poi passano gli ostaggi ai terroristi in cambio di un buon compenso abbiano fruttato più di 12 milioni di dollari.

Nelle mani dei sequestratori, oltre ai nostri connazionali, sono al momento quattro cooperanti spagnoli sequestrati un mese fa a 170 chilometri a sud della capitale Nouakchot, mentre con un convoglio portavano aiuti di prima necessità alla popolazione, e un ricercatore francese catturato nello stesso periodo nel nord del Mali, nella città di Menaka, a circa 100 chilometri dal confine con il Niger, dove stava studiando le proprietà terapeutiche di una pianta locale per la cura della malaria. Per impedire che le cellule terroristiche si autofinanzino e creino delle reti transnazionali difficilmente contrastabili, nel 2002 il presidente degli USA G.W. Bush ha varato la Pan-Sahel Initiative, un progetto di collaborazione militare intergovernativa che coinvolge Mauritania, Algeria, Mali e Niger e si propone di controllare le frontiere, tracciare i movimenti di persone e beni, addestrare personale civile e militare, formare archivi informatici e garantire la sicurezza di porti e aeroporti. Un secondo progetto, l'East Africa Counterterrorism Initiative, è stato avviato l'anno successivo con compiti analoghi, rivolto a Kenya, Tanzania, Uganda, Etiopia, Eritrea e Gibuti.

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