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La fine del multiculturalismo e il nuovo paradigma della cittadinanza

7 Dicembre 2010

“Il multiculturalismo ha fallito, completamente fallito” è così che Angela Merkel, circa un mese fa, davanti ai giovani dell’Unione dei Cristiano Democratici (CDU), è entrata nel lungo ed intenso dibattito sull’integrazione che da quest’estate tiene occupata e divide l’intera Germania.

Difficile dare torto alla Cancelliera tedesca. Dall’attacco al World Trade Center dell’11 settembre 2001, all’uccisione del leader olandese Pim Fortuyn del 2002 e del regista Theo van Gogh nel 2004, il fallimento del multiculturalismo è evidente a tutti.

La confinante Olanda è il paese in cui, in modo più evidente di altrove, il multiculturalismo da modello è diventato un “dramma”. Del resto già nel 2000 il sociologo olandese Paul Scheffer, in un articolo sulla questione dell’immigrazione nel proprio paese, parlava esplicitamente di “Dramma multiculturale” e di “illusione cosmopolita”.

Forse troppo a lungo si è voluto ignorare un problema esploso nei primi anni del 2000 e che oggi, in Olanda, è nelle mani di Geert Wilders.

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