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L'uovo di giornata

La Litizzetto, i preservativi e il Papa

27 Marzo 2009

Dopo aver pubblicato gli articoli di Pietro De Marco e di Carlo Meroni sulla polemica contro il Papa per le sue parole su Aids e preservativi avevo l’impressione che il più e il meglio fosse già detto. Poi c’è stato l’exploit di Luciana Litizzetto a Che tempo che Fa e una disputa con un amico esperto di marketing.

Allora ho pensato che c’era ancora qualcosa da aggiungere. La comica e il mio amico hanno infatti utilizzato argomenti che al fondo si somigliano. Quella irresistibile linguacciuta della Litizzetto a un certo punto ha gridato: “Dire che il preservativo non serve è una bugia. È come dire che le cinture di sicurezza in auto non evitano gli incidenti mortali. Se vai a 200 all´ora può essere che ti spetasci, ma il più delle volte servono”. Il mio amico ha fatto un ragionamento simile: lui si vanta di occuparsi di “prodotti”, si picca di andare al sodo. Secondo lui la comunicazione del Papa è stata un errore in termini di marketing: ha danneggiato l’immagine di un prodotto che si è rivelato utile senza acquisire un vantaggio concorrenziale verso il suo brand.

Fica questa idea del marketing e dei prodotti, suona moderna, concreta, laica. E bella la storia delle cinture di sicurezza: dopo un primo momento di rifiuto oggi ce le mettiamo tutti (anche perché le auto ci assordano di bip) e guidare ci piace quanto prima. Ma portato fino in fondo questo ragionamento si ritorce contro i suoi sostenitori, la Litizzetto, il mio amico e tantissimi come loro, moderni, laici e concreti.

Ragioniamo infatti in termini di prodotto. Poniamo che un commerciante di biciclette giunga in un paese dove l’auto la fa da padrone. Non solo, gli abitanti di questo paese sono dei veri e propri maniaci delle corse anche se il contesto non lo consiglierebbe. Le strade non sono asfaltate, non c’è segnaletica né codice della strada: ognuno guida come gli pare e va dove più gli piace senza curarsi delle conseguenze. Risultato: ogni anno centinaia di morti e feriti per incidenti stradali. Ma c’è di più, la vita in quel paese è un inferno per tutti: ingorghi di traffico ovunque, e poi inquinamento, rumore, caos.

Da qualche tempo nel paese è diventato obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza, se ne importano a milioni perché il paese non è in grado di produrle. Gli automobilisti dal canto loro le indossano di malavoglia e spesso neppure nel modo giusto, non sono giudicate “cool”, non rispecchiano il mito del pilota dominante che divora la strada con un ruggito. Roba per signorine in utilitaria insomma.

Il nostro venditore di biciclette prima di dispera, poi si rimbocca le maniche e comincia la sua bella campagna di marketing. Lui vuole vendere biciclette e vuole convincere gli abitanti del paese che questo migliorerebbe molto la loro qualità della vita nel complesso. Meno morti sulle strade, meno passanti investiti, meno traffico, meno inquinamento, un rapporto diverso con l’ambiente e con il tempo. E’ una rivoluzione nei comportamenti quella che propone e pensa che ogni bicicletta venduta è qualcosa di più che una vita salvata, contribuisce alla salvezza di tutta la comunità. Diciamo che sceglie un marketing alla “pubblicità progresso”: funziona e gli conviene.

Le repliche della concorrenza automobilistica non tardano a farsi sentire e una su tutte: “ma come, abbiamo fatto installare le cinture di sicurezza, salvano delle vite: vuoi forse ancora più morti?”. Ma lui ha la risposta pronta: pensate che bastino le cinture per questo casino di paese? Ci vuole ben altro per fermare la mattanza. Ci vuole che migliorino le strade, che ci sia la segnaletica, il codice; serve che cambino le abitudini, non si può prendere la macchina per ogni minino spostamento, non si può pretendere di avere due, tre quattro macchine da guidare come pazzi. Anche l’aria è ormai irrespirabile: le cinture non sono la soluzione di tutto questo, anzi, magari, a volte, danno quel senso di sicurezza in più che ti fa andare a 200 all’ora e “spetasciare” anche peggio.

Le macchine, dice il venditore di biciclette, utilizzatele pure, quando dovete fare viaggi lunghi e impegnativi, dove riscoprire il piacere della guida e del viaggio. Non fatene un pazzesco autoscontro cittadino.

Per il venditore di biciclette la questione delle cinture è marginale, non è la soluzione. Il suo messaggio punta più alto: la cintura forse ti salva la vita, la bici certamente te la cambia. Potrete essere contrari alle biciclette, odiarne persino la vista (tanto nessuno vi costringerà a comprarla), ma non potete negare che il venditore di biciclette fa il suo mestiere e anche bene.

 

Commenti
tacitus
27/03/09 13:16
Non se ne può più di
Non se ne può più di queste polemiche speciose e strumentali sulle parole del Papa,che ha pienamente ragione. Affermando che il condom non serve, non poteva certo addentrarsi in dettagli "tecnici",ma il sottoscritto, vecchio libertino (ahimè in disarmo) può farlo, seppure con riluttanza. Il condom, o come lo si voglia chiamare,offre protezione, solo per l'atto penetrativo sic et simpliciter (sempre che non si rompa) , ma come la mettiamo con quei preliminari tanto usuali quanto piacevoli, ove si ha contatto fra apparati orali oppure oro-genitali? Micro ferite, screpolature labiali, irritazioni anche minime, possono produrre contatti con sangue potenzialmente infetto. Per sicurezza dobbiamo rinunciare a tutto ciò?
Grisostomo
27/03/09 14:09
Scudo e ragnatela
Ma certo! La Littizzetto,che pur se ne intende, avrebbe potuto chiedere a qualcuno che, prima della loro abolizione, frequentava i bordelli. Bene, avrebbe saputo che allora sui condom era d'uso comune, tra quelli che non lo volevano usare, questo brocardo: "Il preservativo è uno scudo contro il piacere, ed una ragnatela contro le infezioni". Ma si sa, questa qui, se intravede una sciocchezza, ci si fionda sopra a corpo morto, cercando di rimanervi infilzata.
pietro
27/03/09 21:22
Per quanto si possa critcare
Per quanto si possa critcare l'utilità del preservativo, se si guarda quello che ha detto il Papa, cioè che il preservativo aumenta il rischio di contagio l'unico paragone corratto sarebbe dire che nel caso di incidenti stradali il rischio di morire aumenta se si usano le cinture di sicurezza, tutti gli altri discorsi sono raia fritta.
sandro
28/03/09 12:35
Il tuo amico esperto di
Il tuo amico esperto di marketing (magari lo fosse davvero) - che in trasferta nel paese di zapatero non ha resistito e ha imboccato il primo internet cafe' per leggere l'uovo di giornata - pensa che associare il sesso all'uso dell'automobile sia un po' capzioso: infatti suggerisce al lettore che fare sesso sia una cosa un po' "postmoderna" come l'abuso della macchina, lo smog e il caos che ne deriva. Il sesso, in realta´, e' naturale come camminare a piedi. Ma forse sottilizzo un aspetto comunicativo del tuo discorso, non lo so. Ma per rispettare il tuo ragionamento e rimanervi al suo interno, posso suggerirti di sostituire "cinture di sicurezza" con "freni" e poi vedere se il tuo ragionamento conserva la stessa forza logica?
28/03/09 16:24
risposta
Diciamo che i freni fanno parte del meccanismo principale, io mi sono ispirato alla metafora litizzettiana delle cinture di sicurezza; rimmarrei nell'ambito degli accessori. Avrei potuto parlare di air bag e sarebbe stato anche più evocativo. Andare a piedi è cosa sana e naturale ma se lo fai sull'autostrada hai buone possibilità di lasciarci la pelle.
Pisolo
29/03/09 11:46
Sono triste per il rapido declino della Litizzetto
L'essere, o diventare monomaniaci, è il più evidente segnale di rimbambimento. E La L. ci si sta avvicinando rapidamente e pericolosamente. Ora è bi-maniaca, ed i suoi argomenti sono "la tavoletta del cesso usata dai maschi" e "eminence e connessi". Fra poco ne perderà uno per strada e darà la conferma di aver esaurito tutta la sua verve di comica. Farà la fine tristissima del Cornacchione-anti Berlusca... (chi mai sa che fine ha fatto?)
Beit
29/03/09 15:34
piccolo particolare
Dagli articoli di questo sito si coglie molto chiaramente un fatto evidente: nessuno sa di cosa sta parlando. Nessuno ha la minima idea di che cosa sia la sanità nei paesi africani in cui è in corso una pandemia di Aids, né di quanto siano accessibili i farmaci, né dei problemi sociali che implica la diffusione dell'Hiv. Neanche Ratzinger, duole dirlo, aveva la minima idea di quale fosse la realtà a cui si stava riferendo. E poi dicono che il Vaticano è bene informato... Continua così, caro Occidentale, tanto il resto del mondo non merita di essere conosciuto: continua a guardarti l'ombelico, a descrivere l'Africa con il marketing e la teologia, e andiamo tranquilli verso l'Apocalisse. Pochi saranno quelli che si salveranno.
Grisostomo
30/03/09 09:01
Il meraviglioso attrezzo
I monomaniaci compulsivi che sanno tutto sul preservativo e niente su come vanno veramente le cose, gli attribuiscono facoltà taumaturgiche immense. Il preservativo non serve a niente. Lo sanno tutti, tranne loro: a Washington c'è la stessa incidenza di aids che in Uganda. Eppure di portatori sani di preservativi dovrebbero essercene a bizzeffe.
Rokko
30/03/09 09:26
fuffa
Questo articolo è fuffa. Tra l'altro, non si capisce nemmeno chi ne sia l'autore, almeno potrebbe servire per tenersene alla larga. Il paragone delle pratiche sessuali con l'uso dell'auto è davvero indice di quante sciocchezze uno sia disposto a scrivere pur di compiacere non si sa chi. All'autore dell'articolo: 1) non le viene in mente che praticare sesso sia un po' meno pericoloso che sfrecciare con l'auto senza regole ? Le sembra serio paragonare una trombata ad una corsa selvaggia in auto ? 2) Abbuonato il paragone, fatto salvo che l'auto sarebbe paragonabile alla trombata, la bicicletta cosa rappresenterebbe secondo lei ? Una sana masturbazione ? 3) Ma ve lo volete mettere in testa tutti quanti che praticare sesso non è un comportamento sconveniente, che l'uso del preservativo nei rapporti è un ottimo fattore di protezione e che il papa dice un sacco di minchiate ? 4) Perché, se non avete voglia di fare il vostro mestiere di giornalisti e smontare le sciocchezze dette da chiunque finanche il papa, non vi dedicate all'agricoltura ? Il prezzo dei cereali è in aumento, potrebbe essere conveniente.
giancarlo
30/03/09 11:17
La Littizzetto è una
La Littizzetto è una persona che fà della comicità? La mia impressione è che si esibisca continuamente in una sorta di prosa acida. La Littizzetto, frizzante quanto si vuole (non la vorrei comunque nel condominio!). E, come personale pensiero, non riesco ad associarla alla comicità: quest'ultima, difatti, ma quella vera, è ben altro! Ma un pregio però glielo riconosco. E mi riferisco al fatto che, titolare di diploma di conservatorio in pianoforte, non ha mai sbandierato questa sua qualità come personale "sostegno" al programma a cui è chiamata a partecipare. E ciò vuol dire che idee e contenuti li ha. Forse alla fine mi è simpatica. Però non la vorrei compagna di viaggio, in un posto assegnato, in qualche tratta ferroviaria della penisola! .
AndreaS
30/03/09 16:27
Rokko
Mi sa che Rokko (ma non si scriveva con le C? Ah già, i komunisti, le okkupazioni e via dicendo) dicevo, mi sa che Rokko: 1) non tromba 2) non va in bicicletta 3) non usa le cinture di sicurezza in auto 4) non ha capito una ceppa dell'articolo e dell'ironia 5) non ha capito il senso del messaggio. Buona fortuna Rokko!!!
Anonimo
30/03/09 20:31
Quando la sinistra inizierà
Quando la sinistra inizierà con coraggio a fare satira su tutte le religioni, anche quelle che per una parola ti tagliano la gola; quando riconosceranno il diritto di non essere offeso per tutti i credenti, senza i soliti due pesi e due misure; quando inizierà a fare satira vera e non irrisione e denigrazione su un partito e un leader che sanno conquistarsi milioni (MILIONI) di consensi, potrò prendere in considerazione l'idea di dargli il voto.
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