Mercoledì 23 Maggio 2012
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"Per la verità, per Israele"/21

L'Albania amica di Israele ha protetto gli ebrei dal Nazismo

12 Ottobre 2010

Difendere Israele vuol dire preservare il diritto all'esistenza di Israele. Esistenza che viene minacciata ogni giorno da alcuni regimi teocratici. Ci sono uomini e politici nel Medio Oriente che vogliono annientare lo stato ebraico, ma l’opinione pubblica occidentale spesso è lenta a capire la portata devastante di questa minaccia. Come pure non si accorgono che c'è una origine storica in tutto questo, il nazimo, l'idea del genocidio di un intero popolo. Ma in passato ci sono state persone coraggiose che, con pochi mezzi, riuscirono a fermare la macchina dello sterminio e della Grande Menzogna antisemita. Persone della mia terra, l'Albania.

Venti anni fa vennero mostrati a una delegazione americana recatasi a Tirana alcuni dossier risalenti agli anni della dittatura comunista di Hoxha. Il rappresentante del Congresso, Joe Dioguardi, rese pubblici alcuni di questi documenti, che hanno grande importanza storica, relativi alle testimonianze di ebrei salvati dagli albanesi durante la II Guerra Mondiale. Dopo la scoperta il senatore Dioguardi spedì quei documenti  a Tel Aviv e l'Albania venne inserita nell'elenco dei "Giusti tra le Nazioni", ovvero quei Paesi, quelle persone o enti, che si erano impegnate a salvare degli ebrei dall'Olocausto. L'Albania ha anche un altro primato: è l'unico Paese coinvolto nel secondo conflitto mondiale in cui non ci siano state deportazioni e che può vantare di aver salvato tutti gli ebrei presenti nel suo territorio. E’ infatti un dato storico acquisito come prima della Seconda Guerra Mondiale gli ebrei in Albania fossero circa 200 mentre alla fine della guerra risultarono essere oltre 2mila.

Come fecero a salvarsi? In parte per l'isolamento di cui godeva il nostro paese in un contesto europeo che al contrario era fortemente influenzato dall'ideologia fascista e nazista, ma soprattutto grazie alla cultura albanese - basata su un codice morale, il ‘Kanun’, e in particolare su una sua parte, la ‘Besa’ - che ritiene un dovere inderogabile difendere la vita umana di chiunque, anche a costo della propria incolumità. Da notare come, nel corso della storia, questo codice si sia a volte contrapposto al potere politico e si siano registrati casi in cui il Kanun veniva addirittura prima di altre forme del potere costituito. Il Kanun, infatti, contiene anche altri elementi inaccettabili come il delitto d'onore o il dovere di vendicare anche con l'omicidio i torti subiti. Su tutto, però, ha un grande merito, quello di non riconoscere la parola "straniero": esistono gli "ospiti" ma non gli "stranieri".

Durante la Seconda Guerra Mondiale gli albanesi nascosero  gli ebrei nel loro territorio sia per iniziativa privata, sia perché la autorità locali si rifiutarono di consegnare ai fascisti italiani arrivati nel loro paese nel 1939 - e ai tedeschi nazisti arrivati poi nel 1943 - le liste con i nomi degli ebrei presenti nel territorio. Il pericolo di ritorsioni, specie durante l'occupazione nazista, era molto alto, ma i cittadini e le autorità albanesi difesero gli ebrei totalmente: nascondendoli nelle case, procurando loro documenti falsi, travestendoli da contadini e spostandoli da un luogo all'altro per sfuggire alla morte.

Tra le tante storie di "giusti" se ne ricordano alcune davvero incredibili, come quella di Ali Alia. Un negoziante che, per salvare un ebreo caduto nelle mani di un nazista, ospitò quest'ultimo a casa sua facendolo ubriacare. Ma ci sono anche testimonianze da cui si deduce che in certi casi furono gli stessi occupanti italiani a scongiurare lo sterminio. Era il segno che la macchina nazista si poteva fermare. Berlino infine si rese conto di non poter contare su Tirana per condurre a termine le sue operazioni. Se si pensa che, al di fuori dell'Albania, solo una ristretta parte di essi sia riuscita a sopravvivere all'Olocausto, la straordinaria importanza della repubblica schipetara negli anni dell'Olocausto risulta ancora più evidente. Anche gli albanesi del Kossovo, del Montenegro e della Macedonia avrebbero contribuito alla salvezza di molti ebrei aiutandoli a rifugiarsi in Albania.

Commenti
Saul
12/10/10 13:59
Attenti ai falsi amici di Israele
Le SS islamiche erano albanesi, gli ebrei erano considerati peggio dei serbi, questo Lita dimentica che anche negli ultimi decenni in Kosovo gli albanesi hanno cacciato tutti gli ebrei, costretti a migrare proprio in Israele.
edrus
12/10/10 17:00
Per Saul
Saul, ma secondo te, quei ebrei cacciati fuori dal Kosovo per mano dei kosovari (come dici te), aspettavano la tua difesa perché non potevano denunciare i fatti da soli?! Perché approfittate di ogni occasione per diventare ridicoli?! Abbiate il buonsenso, perlomeno, di non cercare di parlare ogni volta che si parla bene dei albanesi.
Ritvan Shehi
12/10/10 17:56
Cadute da cavallo
Poffarbacco, o Glorioso Primo Re d’Israele (o sei, invece, quello fulminato sulla via di Damasco?), questa pagina della Storia del Kosovo a Fumetti per Dummies mi mancava: gli albanesi del Kosovo avrebbero fatto piazza pulita degli ebrei kosovari “negli ultimi decenni”, ovvero quando quegli stessi albanesi erano sottoposti alle persecuzioni del regime poliziesco serbo??!! Sì, devi essere proprio quel Saul fulminato sulla via di Damasco…e hai sbattuto la testa quando sei caduto da cavallo, vero?
Ritvan Shehi
12/10/10 18:18
Lode a Lavdrim
Confermo e sottoscrivo quello che ha scritto il mio connazionale Lavdrim Lita (bel nome puro albanese: “lavdrim” in albanese significa “lode, elogio”), specie la spiegazione della nobile tradizione albanese della protezione dello straniero anche a costo della vita. Solo due piccole aggiunte. 1. Negli anni della IIGM la popolazione albanese era per circa il 70% musulmana (20% cristianortodossa e 10% cattolica).2.Durante l’occupazione italiana dell’Albania (1939-1943) non ci fu bisogno di proteggere gli ebrei, poiché da parte italiana non si mostrò alcun intento persecutorio nei loro confronti. Il problema sorse solo dopo la capitolazione dell’Italia (8 settembre 1943) e l’invasione tedesca dell’Albania. Alla descrizione di Lita in merito aggiungo che le autorità di governo albanesi (seppur istituite dai tedeschi e in maggioranza di religione islamica) non si limitarono a non fornire ai tedeschi le liste degli ebrei (liste che peraltro i tedeschi, se avessero voluto, avrebbero potuto procurarsele in altri modi): da parte del governo albanese si chiese esplicitamente ai tedeschi di non eseguire rastrellamenti di ebrei, pena le dimissioni in blocco del governo e possibili disordini armati da parte della popolazione albanese decisa a difendere i loro “ospiti” ebrei. E i tedeschi accettarono: infatti, non ci furono rastrellamenti tedeschi antiebraici in Albania.
Anonimo
13/10/10 10:08
rotatio pallarum...
rotatio pallarum...
Ritvan Shehi
13/10/10 14:26
Menzogne faithfreedomaiole
La spregevole menzogna secondo cui gli albanesi (oh, ma solo quelli muSSulmani,eh) avrebbero aiutato Hitler nella persecuzione degli ebrei è contenuta anche nel papiro del Nuovo Profeta di "faithfreedom" Ali Sina che campeggia sul sito di tale Onorevole Organizzazione, sito al quale evidentemente i cari islamofobi in servizio permanente effettivo che infestano gli spazi dei commenti di questo giornale si abbeverano. Scrive, infatti il suddetto Sina “….durante la Seconda Guerra Mondiale, gli stessi Musulmani Albanesi si siano schierati dalla parte di Hitler e l'abbiano aiutato nel suo olocausto contro gli Ebrei.” Cfr: http://www.italian.faithfreedom.org/readArticle.php?article=37
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