I tempi sono stretti. Da una parte ci sono le condizioni di Alitalia, che ha ancora pochi giorni di autonomia finanziaria, dall'altra c'è una nuova compagnia pronta al decollo. In mezzo, il nodo-esuberi e la trattativa con i sindacati, a cui oggi il Governo ha chiesto ancora una volta di accettare l'accordo.
Già il ministro Brunetta si era opposto a un eventuale assorbimento degli esuberi nella Pubblica Amministrazione e oggi il collega al Lavoro Maurizio Sacconi l'ha confermato. "Non abbiamo mai pensato che i lavoratori in esubero di Alitalia potessero essere ricollocati nella Pubblica Amministrazione, dove si entra solo per concorso pubblico. Già nel primo Consiglio dei ministri è stato esplicitamente detto che sarebbero stati ricollocati in aziende private”. Poi una precisazione: gli incentivi ai datori di lavoro, in tal caso, "sono quelli ordinari e non straordinari, sono quelli che qualunque datore di lavoro ottiene se assorbe i lavoratori dalla Cassa integrazione o dalla mobilità".
Alla vigilia dell’incontro-chiave tra Governo e sindacati, è il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta a usare i toni più duri. Si vada avanti con o senza sindacato, ha detto, mettendo in evidenza come la situazione di Alitalia sia “il prodotto di cattiva politica certamente, ma anche di cattivo sindacato”. Anche se alla fine, come sostengono fonti vicine alla trattativa, anche la Cgil dirà "sì" e Alitalia volterà pagina.
Il collega del Lavoro Sacconi, intervenuto stamani in un programma televisivo per chiarire alcuni punti fermi del Governo e fare luce sulla trattativa in corso con i sindacati non fornisce alcuna cifra - “ancora non c'è una definizione esatta di coloro che dovrebbero essere collocati in attività diverse dal nuovo sistema Alitalia”, ha detto – ma secondo indiscrezioni, anche se il numero di piloti ed hostess necessari per far ripartire la compagnia va giocato sul tavolo della trattativa,gli esuberi sarebbero 4.500: 500 piloti, 1.500 assistenti di volo, 2.500 dipendenti di terra, a cui applicare ammortizzatori sociali per sette anni. Meno, quindi, dei 6-7mila emersi fino a ora. E meno anche di quelli previsti da Air France se il progetto fosse andato in porto: "Se guardiamo bene il piano Air France – ha detto Sacconi - gli esuberi erano ben di più perché si potevano considerare tali quelli che venivano collocati in un'azienda pubblica, però il piano Air France a mio avviso non era sostenibile perché ragionevolmente l'egemonia di un operatore concorrente su una nuova società avrebbe determinato il suo esclusivo interesse sul mercato di Alitalia. Probabilmente avrebbe tenuto anche il marchio per acquisire e controllare quote di mercato ma avrebbe svuotato via via la società concentrando le funzioni nella sua sede principale”.
Con il Piano Fenice messo a punto da Intesa SanPaolo, a pagare il prezzo più alto dovrebbero comunque essere hostess e steward mentre i lavoratori di call center, servizi informatici e amministrazione dovrebbero andare in altre aziende, come potrebbe avvenire per la maggior parte dei tecnici della manutenzione pesante.
Intanto, il miliardo per l'aumento di capitale è pronto e la “Compagnia aerea italiana”, Cai, guidata da Roberto Colaninno prepara la prima assemblea che, secondo indiscrezioni, si riunirà domani proprio in contemporanea con la ripresa del tavolo governo-sindacati. La newco da cui nascerà la nuova Alitalia si trasformerà in spa e darà il via all'aumento da un miliardo che partirà con l'acquisto anche degli asset di AirOne. Proprio in merito al nuovo piano, Sacconi ha spiegato come in questo momento le prime valutazioni siano affidate al commissario straordinario, al lavoro sul dossier.
E seppure il ministro del Lavoro abbia ribadito pieno sostegno ai risparmiatori – “purtroppo i debiti della vecchia Alitalia sono un problema di tutti. La società è posseduta largamente dal Tesoro, abbiamo detto che garantiremo i titoli dei risparmiatori e abbiamo individuato i modi con cui farlo”- gli occhi restano puntati sull’incontro di domani , quando il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, avvierà la trattativa no-stop sul piano industriale scelto per la “Nuova Alitalia”.

