Mercoledì 23 Maggio 2012
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L'uovo di giornata

La pace è una cosa seria non copriamola di ridicolo

10 Ottobre 2009

Si pensava, evidentemente sbagliando, che con l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2008 ad Al Gore, l’Accademia di Norvegia avesse toccato il fondo dell’inconsistenza e della banalizzazione del politically correct.

Gli accademici di Norvegia hanno voluto però sorprenderci ancora una volta. Il Premio Nobel per la Pace 2009 a Barack Obama sembra infatti quantomeno prematuro o, se vogliamo, preventivo, un premio sulla fiducia insomma.

Purtroppo la pace è un fatto, solamente un fatto, e di fatti non ne vediamo, nemmeno all’orizzonte.
Dal famoso discorso del Cairo del Presidente degli Stati Uniti, molto è successo, ma niente che lasci anche solo presagire la pace. I focolai di guerra civile in Iran repressi nel sangue e l’ammissione del piano di proliferazione nucleare, sono i risultati della politica della “mano tesa” di Obama. Dall’inizio della nuova amministrazione americana, negli ultimi nove mesi, sono stati ben 42 gli attacchi missilistici in Afghanistan con un aumento significativo di truppe rispetto all’amministrazione Bush e con un pericoloso allargamento del conflitto al Pakistan. Non un soldato, rispetto a Bush, è stato richiamato dall’Iraq e sul fronte israelo-palestinese, c’è un silenzio diplomatico assordante.
Guantanamo è ancora aperto, ovviamente di per sé la cosa non appare uno scandalo, ma era stata una precisa promessa di Obama in campagna elettorale. E da ultimo, il Dalai Lama per la prima volta in 38 anni non è stato ricevuto alla Casa Bianca, un effetto collaterale del futuro G2.

La pace è una cosa maledettamente seria. Il relativo Premio Nobel dovrebbe almeno tentare di non apparire ridicolo.

(Milton)

Commenti
Erasmo
10/10/09 11:15
Premio a Obama: ridicolo sì, ma un segno di risalita di livello
Vorrei rettificare: il fondo fu toccato non con Al Gore, ma con l’assegnazione del premio Nobel per la pace nel 1994 a Yassir Arafat, un vero terrorista, sia pure abilmente mascherato da fautore della pace (che tra l’altro, come è emerso dopo la sua morte, si appropriava di vari finanziamenti arabi e no alla causa palestinese). Anche per questo il premio preventivo a Obama non mi scandalizza né mi emoziona più di tanto. Al massimo è espressione del buonismo dabbene nord-europeo, del wishful thinking e del politicamente corretto euroamericano. Il prestigio del premio Nobel è stato già ridotto al lumicino, anche per incredibili premi Nobel alla letteratura. Nel 1997, per esempio, il prestigioso premio, che era stato assegnato in passato a gente come Pirandello e Montale, fu assegnato ad un giullare (ancorché bravo) come Dario Fo. Ricordo che quest’ultimo, oltre ad essere autore di assurdi, manicheisti e infondati comizi teatrali (tra cui il tanto decantato “Mistero Buffo”, una caricatura, piena di inesattezze, della storia della Chiesa), dopo la tragedia dell’11 settembre 2001 negli Usa, intervistato col rispetto dovuto ad un premio Nobel, dichiarò: “Cosa volete che siano 5000 (sic!) morti americani di fronte alle tante vittime dell’imperialismo americano?”. Non mi sembra perciò che il Nobel preventivo ad Obama, ancorché un po’ comico, sia questa grande tragedia. Non fa danni comparabili a quelli di precedenti premi Nobel. Anzi, può essere visto come un segno di “risalita” del livello. Gaudeamus igitur,
Erasmo
10/10/09 11:18
Premio un pò ridicolo, ma non il fondo
E' stato un pò ridicolo. D'accordo. Ma vorrei rettificare: il fondo non è toccato oggi, nè fu toccato non con Al Gore, ma con l’assegnazione del premio Nobel per la pace nel 1994 a Yassir Arafat, un vero terrorista, sia pure abilmente mascherato da fautore della pace (che tra l’altro, come è emerso dopo la sua morte, si appropriava di vari finanziamenti arabi e no alla causa palestinese). Anche per questo il premio preventivo a Obama non mi scandalizza né mi emoziona più di tanto. Al massimo è espressione del buonismo dabbene nord-europeo, del wishful thinking e del politicamente corretto euroamericano. Il prestigio del premio Nobel è stato già ridotto al lumicino, anche per incredibili premi Nobel alla letteratura. Nel 1997, per esempio, il prestigioso premio, che era stato assegnato in passato a gente come Pirandello e Montale, fu assegnato ad un giullare (ancorché bravo) come Dario Fo. Ricordo che quest’ultimo, oltre ad essere autore di assurdi, manicheisti e infondati comizi teatrali (tra cui il tanto decantato “Mistero Buffo”, una caricatura, piena di inesattezze, della storia della Chiesa), dopo la tragedia dell’11 settembre 2001 negli Usa, intervistato col rispetto dovuto ad un premio Nobel, dichiarò: “Cosa volete che siano 5000 (sic!) morti americani di fronte alle tante vittime dell’imperialismo americano?”. Non mi sembra perciò che il Nobel preventivo ad Obama, ancorché un po’ comico, sia questa grande tragedia. Non fa danni comparabili a quelli di precedenti premi Nobel. Anzi, può essere visto come un segno di “risalita” del livello. Gaudeamus igitur,
Autores
10/10/09 16:33
la pace si cerca
La Pace si cerca,non si guadagna.
marco
10/10/09 18:02
romanzo
Il fondo è stato toccato altre volte ed è vero! Però la cosa che mi preoccupa è che questo fatto mi ricorda il romanzo di Robert Hugh Benson intitolato “il padrone del Mondo” in cui un politico tipo Obama provocava in nome del pacifismo e del relativismo,chiamato umanitaritasmo nel romanzo, una guerra terrificante che iniziava con la distruzione di Roma, dopo diversi anni in cui il cristianesimo era stato sbeffeggiato e ridotto ai minimi termini. E’ un libro da leggere, anche se fa un po’ paura.
riccardo
11/10/09 09:34
E' come se dopo Monaco
E' come se dopo Monaco avessero dato il nobel a Neville Chamberlain.
Anonimo
11/10/09 15:04
Condivido le perplessità
Condivido le perplessità generali su questo "nobel" preventivo. Ma l'America aveva bisogno di un cambio d'immagine rapido e radicale. Obama è un'operazione pubblicitario-commerciale per far recuperare agli USA il terreno perso maldestramente sotto i tristi anni di Bush, un rozzo personaggio privo di qualunque qualità basilare per condurre un grande paese democratico. Sotto il periodo Bush gli USA sono ritornati ad essere i più odiati del pianeta, anche in Europa. Il credito accumulato di colpo dopo gli attacchi dell'11 settembre è stato bruciato in un paio di anni...poi il resto è solo sangue, odio, torture e altre aberrazioni. Obama parla, e sottolineo PARLA, in modo opposto, nei toni e nei contenuti, ma se le cose cambieranno davvero lo dirà solo il tempo, ora è presto sia per premiare che per giudicare.
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