Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Le contestazioni dentro e fuori la Chiesa

La pedofilia è solo l'ultimo ingiustificato attacco al magistero di Papa Benedetto

20 Marzo 2010

Il tentativo della stampa di coinvolgere Benedetto XVI nella questione pedofilia è solo il più recente tra i segni di avversione che tanti nutrono per il Papa. Bisogna chiedersi come mai questo pontefice, nonostante la sua mitezza evangelica e l’onestà, la chiarezza delle sue parole unitamente alla profondità del suo pensiero e dei suoi insegnamenti, susciti da alcune parti sentimenti di astio e forme di anticlericalismo che si pensavano superate. E questo, è bene dirlo, suscita ancora maggiore stupore e addirittura dolore, quando a non seguire il Papa e a denunciarne presunti errori sono uomini di Chiesa, siano essi teologi, sacerdoti o laici.

Le inusitate e palesemente forzate accuse del teologo Hans Küng contro la persona di Jopeph Ratzinger teologo, vescovo, Prefetto della Congregazione della Fede e ora Pontefice per aver causato, a suo dire, la pedofilia di alcuni ecclesiastici mediante la sua teologia e il suo magistero sul celibato ci amareggiano nel profondo. Non era forse mai accaduto che la Chiesa fosse attaccata in questo modo. Alle persecuzioni nei confronti di tanti cristiani, crocefissi in senso letterale in varie parti del mondo, ai molteplici tentativi per sradicare il cristianesimo nelle società un tempo cristiane con una violenza devastatrice sul piano legislativo, educativo e del costume che non può trovare spiegazioni nel normale buon senso si aggiunge ormai da tempo un accanimento contro questo Papa, la cui grandezza provvidenziale è davanti agli occhi di tutti.

A questi attacchi fanno tristemente eco quanti non ascoltano il Papa, anche tra ecclesiastici, professori di teologia nei seminari, sacerdoti e laici. Quanti non accusano apertamente il Pontefice, ma mettono la sordina ai suoi insegnamenti, non leggono i documenti del suo magistero, scrivono e parlano sostenendo esattamente il contrario di quanto egli dice, danno vita ad iniziative pastorali e culturali, per esempio sul terreno delle bioetica oppure del dialogo ecumenico, in aperta divergenza con quanto egli insegna. Il fenomeno è molto grave in quanto anche molto diffuso. Benedetto XVI ha dato degli insegnamenti sul Vaticano II che moltissimi cattolici apertamente contrastano, promuovendo forme di controformazione e di sistematico magistero parallelo guidati da molti “antipapi”; ha dato degli insegnamenti sui “valori non negoziabili”  che moltissimi cattolici minimizzano o reinterpretano e questo avviene anche da parte di teologi e commentatori di fama ospitati sulla stampa cattolica oltre che in quella laica; ha dato degli insegnamenti sul primato della fede apostolica nella lettura sapienziale degli avvenimenti e moltissimi continuano a parlare di primato della situazione, o della prassi o dei dati delle scienze umane; ha dato degli insegnamenti sulla coscienza o sulla dittatura del relativismo ma moltissimi antepongono la democrazia o la Costituzione al Vangelo. Per molti la Dominus Jesus,  la Nota sui cattolici in politica del 2002, il discorso di Regensburg del 2006, la Caritas in veritate è come se non fossero mai state scritte. 

La  situazione è grave, perché questa divaricazione tra i fedeli che ascoltano il papa e quelli che non lo ascoltano si diffonde ovunque, fino ai settimanali diocesani e agli Istituti di scienze religiose e anima due pastorali molto diverse tra loro, che non si comprendono ormai quasi più, come se fossero espressione di due Chiese diverse e procurando incertezza e smarrimento in molti fedeli.

In questi momenti molto difficili, il nostro Osservatorio si sente di esprimere la nostra filiale vicinanza a Benedetto XVI. Preghiamo per lui e restiamo fedelmente al suo seguito.

S.E. Mons.Giampaolo Crepaldi è Arcivescovo di Trieste e Presidente dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân


 

Commenti
mauro
20/03/10 22:05
pesi e misure
A parte che Gesù in fatto di pedofilia è stato molto chiaro, invitando il reo piuttosto a mettersi una pietra al collo e gettarsi in mare, mi chiedo: se un sacerdote si rende colpevole di questi atti, poi quando celebra la Messa e assume l'Ostia Consacrata non compie forse peccato di sacrilegio? e non lo reitera forse tutte le volte che ripete il rito? i due peccati insieme non sono forse un attimino peggiori di un disgraziato/a che è costretto/a ad abortire e che viene automaticamente scomunicato?
Anonimo
21/03/10 13:42
CONTRO GLI ABUSI DI POTERE DEI PRETI RIVEDIAMO IL CONCORDATO
Se uno è a conoscenza del fatto che dietro l'extra-territorialità della Chiesa sono avvenuti fatti di riciclaggio di denaro sporco, non può meravigliarsi dell'atteggiamento della Chiesa sulla pedofilia. A certi livelli superiori, essere preti equivale all'immunità. E noi italiani abbiamo viziato i preti romani largheggiando con le concessioni in fatto di extra-territoralità che favoriscono solo questi "buchi neri". Vogliamo ridisciplinare nel prossimo Concordato l'extra-territorialità, che è concepita come funzionale al Conclave e non può diventare occasione per meglio delinquere?
Dikeopolis
22/03/10 19:02
La pedofilia un problema di magistero?
A me sembra più un problema di disciplina, o meglio di mancanza di essa... E, diciamo la verità, la pedofilia per la Chiesa cattolica è stato anche un problema legato al reclutamento. Se prendersela con quelli che "attaccano il Papa" sia più utile a risolvere il problema di quanto lo sia attaccare il Papa, resta da vedere. E comunque tra quelli che "non ascoltano il Papa" per caso dobbiamo metterci anche "One in Four"?
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl