"Una cosa deve essere chiara: il Pdl non pensa di chiamare in piazza il Popolo delle libertà per protestare contro una sentenza". Intervistato, Ignazio La Russa chiarisce il senso dell'iniziativa respingendo le critiche mosse anche dal Secolo d'Italia, il quotidiano di An: "Alcuni amici dovrebbero contare fino a 10 prima di fare certe dichiarazioni e di scrivere certi articoli".
Dice il coordinatore del Pdl: "Ma quale drammatizzazione, qui si tratta di rimettere al centro dell'attenzione degli elettori l'azione del governo e non quella delle veline e delle escort". La Russa parla di una manifestazione (a dicembre) "non contro qualcuno o qualche tribunale, ma per confermare la volontà del governo Berlusconi di mantenere gli impegni con i suoi elettori. Vogliamo chiamare a raccolta il Popolo delle libertà - insiste il ministro - anche per assumere nuovi impegni per il futuro, visto che governeremo fino alla fine della legislatura".
Insomma, "non vedo lo scandalo. Vogliamo uscire dalla gabbia in cui ci vogliono mettere, cioè quella di parlare solo delle vicende private del premier - rimarca la Russa - per oscurare tutto il lavoro che questa maggioranza sta facendo". Un disegno eversivo? "Io non uso questi termini, anche se vedo un continuo bombardamento su Palazzo Chigi. Una cosa è chiara: la maggioranza - avverte La Russa - è compatta attorno a Berlusconi e le dichiarazioni di Fini ne sono la dimostrazione. Se qualcuno pensa di poterci mandare a casa si sbaglia di grosso. Tra i due cofondatori del Pdl - osserva - è stata ritrovata la sintonia e non ci provino alcuni amici ex An a rimettere zizzania".

