Secondo l'opinione comune, la sinistra in Occidente nacque nei corridoi del Parlamento francese all’incirca 220 anni fa, vale a dire in piena Rivoluzione. Fin da subito si proclamò con una certa fierezza “Partito della Libertà” ma, paradossalmente, al giorno d’oggi sembra aver assunto l’aspetto e il ruolo del “Partito del Controllo Statale”, un antico nemico della Libertà. E se è vero che i suoi fondatori furono uomini e donne animati da grandi passioni, oggi i loro discendenti giocano il proprio ruolo politico senza alcuna convinzione, mostrandosi al mondo come attori esangui e insensibili, tanto che talvolta sembra d’avere a che fare con androidi e non con esseri umani. Una volta rivoluzionari progressisti, ora appaiono dei reazionari oppressivi o difensori dell’inefficienza dello status quo.
La sinistra si è trasformata dunque nel suo esatto contrario. Invece di esser rinnegata, e quindi, in tal modo, inaugurare un’era di radicale uguaglianza, l’idea di Stato è cresciuta sempre di più, diventando il principale strumento della nuova classe dirigente, largamente composta da intellettuali e principi del foro. Dopo qualche problema iniziale, come le avvisaglie di un C. Wright Mills, la sinistra, da ambo le parti dell’Atlantico, ha finito per appoggiare l’idea di Stato, fino a diventare, oggi, uno dei più avidi partecipanti alla creazione della “soft tyranny“ contro la quale ci aveva già ampiamente messo in guardia Alexis de Tocqueville.
Così, quando si sono dissolte le ultime scorie rivoluzionarie, la sinistra è stata ridotta a un partito politico con una ambizione per il potere tutt’altro che debole . La mia opinione è che il momento cruciale di questa trasformazione sia stato l’ultimo conflitto mondiale, quando la passione politica che accompagnò la nascita della sinistra europea si esaurì definitivamente, anche a causa della presenza del suo gemello maligno, il Fascismo. Le "intensità politiche" nel vecchio continente, infatti, scomparvero dopo quella guerra che, non a caso, segnò la fine dell’era rivoluzionaria in Europa, in seguito sostituita dall’esangue elitismo, ad oggi profondamente radicato nell’Unione Europea. Le proteste appassionate passarono rapidamente alle generazioni più giovani, come in Francia nel ’68, ma esse non rappresentarono altro che fenomeni marginali.
Al giorno d’oggi, è quasi impossibile trovare un europeo di sinistra che creda ancora nei vecchi valori della libertà: infatti, ogniqualvolta una figura politica invoca i vecchi ideali, chiunque può facilmente notare come essi finiscano per esser sempre ideali di destra. La sinistra americana ha dovuto far fronte a questa spiacevole situazione solo nel passato più recente. Per la maggior parte degli ultimi 200 e più anni, infatti, c’erano profonde, fondamentali differenze tra gli uomini di sinistra americani e quelli europei. Questi ultimi erano molto più indottrinati, gli americani più pragmatici. Gli europei hanno insistito per anni nel tradurre la dottrina di Marx sia in ambito politico che sociale, mentre gli americani non hanno mai avuto un reale movimento socialista; non a caso, infatti, gli europei erano succubi del comunismo in un modo in cui gli americani non lo sono stati mai. Gli europei sono caduti nell’utopia dello “stato sociale”, mentre gli americani restavano saldamente ancorati all’American Dream.
La sinistra americana si è avvicinata parzialmente allo statalismo solo durante il New Deal, che non a caso si basava sull’irritante convinzione che le persone eleganti e garbate siano più affidabili del libero mercato e persino della gente libera. L’opera fu completata solo a seguito della sconfitta del comunismo sovietico. Il fallimento del Grande Sogno di sinistra era così chiaro, così palese, che solo i suoi più sinceri sostenitori osarono ammettere che l’American Dream – il duro lavoro fruttuoso, poichè la nostra è una società rivoluzionaria basata sull’opportunità – non era altro che un miraggio, così come hanno creduto che noi americani avevamo bisogno di un’egemonia statale che plasmasse e rinforzasse la giustizia. E sebbene la sinistra avesse da tanto tempo conquistato il controllo delle università e della maggior parte dei media, essa regolarmente falliva nel far eleggere i suoi più importanti leader: la sua idea statalista non riusciva ad affascinare il nostro popolo.
Gli ideali della sinistra finivano così per essere giustamente rifiutati, ed è per questo che il marxismo e tutte le sue derivazioni hanno fallito. Nessuno credeva più al vecchio motto “da ciascuno secondo le sue abilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”. A cosa si riduceva, allora, la sinistra? Al desiderio di potere, legittimato solo dalla convinzione che la nuova classe dirigente avrebbe preso le decisioni per tutti gli altri. Gli uomini della sinistra compresero che, nel momento in cui la loro ideologia veniva rigettata, il modo migliore, e forse l’unico, per vincere le elezioni era demonizzare i loro oppositori e partecipare alle tornate elettorali come l’unico “Partito delle Virtù”.
Le vecchie idee finirono così per esser sostituite dal marxismo di Groucho. Una volta il grande comico americano disse: “Ho dei principi. Se non vi piacciono, ne ho degli altri”. Vota per noi perchè siamo persone superiori, sostengono i leader di sinistra. Facciamo tutto meglio. Oggi ogni cosa si basa su potere e controllo, non su nuove versioni del “socialismo”. Non a caso, non c’è nulla di particolarmente socialista nelle eco-dottrine proposte da Al Gore e Carol Browners, tantomeno nei progetti sulla sanità ad opera del duo Pelosi-Reid. Per andare sul sicuro, essi la chiamano “ridistribuzione delle ricchezze” ma, come abbiamo visto col piano TARP, la ricchezza è ridistribuita solo tra compari politici. Non è per niente una campagna ideologica quella che porta ad appropriarsi delle ricchezze per finanziarsi e consolidare il proprio potere.
Come aveva anticipato Tocqueville, la libertà viene affossata da una rete infinita di regole, mentre noi diventiamo schiavi senza accorgercene, e tutto questo perchè andiamo a votare e vogliamo consolarci al pensiero che i governanti sono al NOSTRO servizio. Nel frattempo, la sinistra ha legiferato (o, quando non è stato possibile, ha semplicemente modellato) il Grande Stato, per poi riempirlo solo con i suoi uomini. Come molti sanno, la Storia è piena di paradossi, ma nessuno appare più angosciante della perfetta oppressione statale attuata da quelle persone che hanno dichiarato d’agire in nome della libertà.
Tratto dal blog "Faster, Please!" (Pajamas Media)
Traduzione di Tommaso Menna



Articolo interessante, ma...
Perfetta analisi che sembra
Traduzione parzialmente alternativa di uno degli ultimi passi