Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
L'uovo di giornata

La Spagna si dimentica del genocidio di Stalin

11 Marzo 2010

In Ucraina la parola Holodomor vuol dire “infliggere la morte per fame” e si riferisce alla grande carestia che colpì il Paese fra il 1930 e il 1932. Gli storici concordano sul fatto che a causare quella immane tragedia – da 3,5 a 7 milioni di morti, a seconda delle ricostruzioni – non furono le avversità della Natura, ma la sciagurata politica di collettivizzazione forzata delle campagne imposta da Stalin. E’ notizia dei giorni scorsi che il Partito socialista spagnolo ha bloccato una iniziativa parlamentare che avrebbe obbligato i professori a insegnare quali furono i crimini del dittatore sovietico.

Non sono solo gli storici a concordare sul mandante morale e materiale dell’Holodomor. La proposta di riscrivere i testi scolastici in modo da far rientrare la grande carestia ucraina fra i grandi genocidi del XX secolo, come quello del popolo ebraico o in Ruanda, viene dall’Unesco, ed è stata recepita dall’Unione Europea, dal Canada dall’Australia e dall’Argentina.

I socialisti spagnoli la pensano diversamente per due ragioni. Da una parte si giustifica Stalin tirando in ballo la “dekulakizzazione” delle campagne, gli espropri dei kulaki, i piccoli e grandi proprietari terrieri. In realtà in Ucraina la collettivizzazione non fu rivolta solo contro i kulaki ma contro la gente comune, e riesumare la lotta di classe per giustificare i crimini di "Baffone" è un’operazione che la dice lunga sulle rimozioni del socialismo spagnolo e sulla sua incapacità di giudicare a mente fredda la storia del Comunismo. Ci si chiede spesso perché la sinistra e la socialdemocrazia europea siano alle corde, in declino elettorale e senza identità. La risposta è questa incapacità di liberarsi dal pantheon comunista. In Spagna non siamo ancora alla riabilitazione di Stalin, come sta accadendo in Russia, ma posizioni come quelle PSOE sui libri scolastici dovrebbero preoccuparci. 

C’è poi una seconda ragione per cui i socialisti hanno disertato la richiesta dell’Unesco. Sono convinti che non debba essere lo Stato a decidere cosa scrivere nei manuali scolastici, ma la “comunidad educativa”, nozione piuttosto vaga che oltre agli storici di professione comprende anche i professori e gli insegnati. Ebbene, non sappiamo esattamente quale sia la situazione nelle scuole spagnole, ma proviamo a fare un parallelo con l’Italia. Che cosa farebbe uno dei tanti professori "de sinistra" che intasano le nostre aule scolastiche, se uno studente gli chiedesse lumi sull'Holodomor - per quanto sia una eventualità remota? E' stato un genocidio oppure no?

Commenti
Esatau
12/03/10 09:17
Fette di Pantheon sugli occhi
E’ bellissima la proposta di riscrivere i testi scolastici in modo da far rientrare la grande carestia ucraina fra i genocidi del XX secolo; con la precisazione che essa non è imputabile alle avversità della Natura ma alla sciagurata politica di collettivizzazione forzata delle campagne imposta da Stalin. Liberiamoci pure dal pantheon comunista. Vorrei che per una simile e liberatoria ristampa l’Unesco e l’Unione Europea, a cui noi facciamo dei pernacchioni giganti se si “intromettono” nelle nostre ipocrisie istitutionalizzate, per amor di precisazione avessero chiesto, per esempio, anche un breve cenno alla “Istoria o brevissima relatione della distruttione dell'Indie Occidentali” a suo tempo redatta da Mons. Rev. Don Bartolomeo, Sivigliano dell'Ordine de' Predicatori & Vescovo di Chiapa. Oppure e più realisticamente, qualora l’Occidentale fosse disponibile a darne divulgazione, posso personalmente inviare alcuni passaggi dell’edulcoratissima versione storica della colonizzazione europea delle Americhe in uso nei testi di Storia adottati dalle scuole paritarie cattoliche italiane. Giusto per stimolare le ristampe e non mantenere fette di Pantheon sugli occhi. Perché se baffone e il suo mito sono morti da tempo, ad altri miti continuiamo a far baciare i bambini.
Algonautic
12/03/10 14:18
Holodomor…
Non conoscevo questa parola, ma ho possibilità di saperne qualcosa in più. Ne parlerò con la mia colf cinquantacinquenne ucraina, che spessissimo, quando mi trovo per casa mi dà da parlare (anche quando sono impegnato ed avrei altro da fare…) e mi racconta dei problemi del suo paese che, a sentire lei, se la passa malissimo: economia in ginocchio, disoccupazione dilagante, mancanza di generi di prima necessità, prezzi alle stelle e non ne parliamo delle bollette energetiche…E poi cerca di convincermi della giustezza del suo odio verso Gorbaciov che, ai miei occhi di occidentale, invece è stato sempre un mito che con la sua perestroika ha fatto finire la miseria e le dittature del socialismo reale e ha avviato i paesi dell’Est verso la democrazia e il benessere del capitalismo. Come tenta di convincermi? Mi sciorina la sua storia personale che ritiene esemplare: “Guardi me: ho due lauree, facevo l’insegnante ed ora sono costretta a fare la cameriera in Italia. Avevo due case: una in città ed una sul Mare Nero dove andavamo a villeggiare, non vivevamo nel lusso, ma non ci mancava nulla, il cibo costava pochissimo, l’energia per il nostro rigidissimo inverno non è mai mancata. All’improvviso ci siamo trovati senza lavoro ed ora con i soldi che guadagno io in Italia a stento mio marito che sta ancora lì ed è disoccupato paga il fitto di casa e le salatissime bollette della luce e del gas…” Il racconto continua ma ve lo risparmio. Io rispondo un po’ farfugliando (magari ho già il soprabito addosso e sto per scendere…): “Sì vabbè, ma la democrazia, la libertà…” ma lei ancora più decisa: “Se questa è la democrazia, preferirei tanto ritornare a vivere nella dittatura che avevo quando vivevo felice con la mia famiglia, nel mio paese…Gorbaciov ci ha solo rovinato, mi creda!” Ed io “Ehm, capisco…però…ne riparliamo… si è fatto tardi, devo andare…”. Scendendo le scale di casa la mia convinzione che Gorbaciov abbia fatto comunque la cosa giusta non è molto cambiata e però, pure mi viene da pensare e rimugino tra me e me quelle parole e rimango almeno sicuro di una cosa: non esistono mai verità assolute e che le cose viste dal di fuori sono sempre diverse da come si possono vederle vivendole dal di dentro…
mauro
13/03/10 10:25
DNA del comunismo
L'Holodomor fu un vero e proprio genocidio pianificato, volto a sradicare etnicamente la popolazione ucraina che Stalin considerava ostile. Comportamento molto frequente nella storia del comunismo, vedi i milioni di morti per fame nel "grande balzo in avanti" cinese degli anni 50, altri milioni in Cambogia con Pol Pot, i massacri di migliaia di persone in Vietnam nelle le fosse comuni di Huè. Del resto pochi sanno che gli stessi Marx ed Engels teorizzavano lo sterminio di popolazioni arretrate come i baschi, i bretoni, i serbi ed altre, in quanto definite da essi nel Neue Reinische Zeitung "immondizia dei popoli" (volkenabfalle), non essendo ancora pervenute neanche al capitalismo, troppo arretrate al livello storico e sociale e che quindi sarebbe stato impossibile portare ad essere "rivoluzionarie". Questo è il fondamento della legge: se non la pensano come te vanno annientati, lo "psicoreato" non è stato inventato da George Orwell. Senza scomodare la Spagna, vorremmo che quanto sopra fosse insegnato nelle nostre scuole? e cosa ci vorremmo aspettare da gente che usa l'immagine di un assassino sanguinario e guerrafondaio come il Che Guevara come icona pacifista?
Anonimo
13/03/10 12:22
Di stucco (e stuccato)
Rimango Basito. Ho letto il commento precedente 2 volte e con molta attenzione. Ho sperato fino all'ultimo di aver capito male. Invece no: ancora, i post-comunisti o vetero-comunisti e che altro non so, si auto assolvono dei misfatti e eccidi e genocidi e terribili violenze dei loro (ancora) beniamini, dando la colpa al destino cinico e baro (la siccità, la carestia). E, ancora e peggio, continuano a giustificarsi dicendo che comunque altri hanno ucciso più di loro (sic!) . Ciliegina sulla torta condiscono il tutto frignando e pure incazzandosi perchè, a loro dire, se un libro tratta degli assassinii di Stalin deve comunque aggiungere anche gli eccidi della Santa Inquisizione, e magari chessò, del Sacco di Roma o anche della schiavitù degli ebrei in Egitto. Ma tutte queste violenze e genocidi SONO GIA'SCRITTE DA TEMPO NEI LIBRI DI STORIA, mentre per esempio sono sempre mancate LE FOIBE! Meglio finire con Totò: ma ci faccia il piacere..!
vanni
17/03/10 14:08
Holodomor e superiorità antropologica
Egregio Anonimo 13/03/10 12:22 non rimanga basito: non è da oggi che basta una parola – holodomor poi si pensava che non potesse più venir fuori - per toglier il velo a chi non sa fare i conti con la sua storia (lasciamo stare le coscienze). E' la caratteristica che sustanzia la superiorità antropologica di tanti (per me troppi, un'opinione). Algonautic 12/03/10 14:18 è imbarazzato per le colpe dell'Occidente democratico e farfuglia, potrebbe magari parlare con un'altra badante ucraina la cui famiglia ha avuto i suoi bei morti ai bei tempi, e che ora con il suo lavoro in Italia sta cambiando le condizioni di vita dei suoi congiunti in Ucraina (non avevano case sul mar Nero). Insomma... non esistono verità assolute... le cose viste dal di fuori sono sempre diverse da come si possono vederle vivendole dal di dentro… non ci sono più le mezze stagioni...
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl