Venerdì 10 Febbraio 2012
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Nuove misure per le Pmi

Banche Popolari: lo Small Business Act per il rilancio

18 Dicembre 2009
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Il ruolo peculiare delle PMI nell’economia europea è stato ripetutamente riconosciuto ai più alti livelli politici ed istituzionali. Nel marzo del 2008 il Consiglio europeo ha emanato un documento programmatico di particolare importanza denominato “Small Business Act” (SBA), e, chiedendone la rapida adozione ai governi degli Stati membri, ha espresso un sostegno senza riserve per rafforzare ulteriormente la crescita e la competitività nei mercati delle imprese di dimensioni contenute.

In Italia, il Consiglio dei Ministri ha approvato nel mese di novembre del 2009 la direttiva che dà attuazione allo SBA, un provvedimento che interesserà circa 6 milioni fra aziende, società e ditte individuali con un bacino di quasi 9 milioni di occupati, così da valorizzare le potenzialità di crescita di piccole e medie imprese. Si stima che l'applicazione delle linee guida individuate nel provvedimento possa avere un impatto aggiuntivo sul PIL valutabile nello 0,3% annuo e un potenziale di aumento di occupazione di 10mila unità all’anno.

Il governo italiano ha, infatti, ritenuto doveroso attuare le migliori condizioni per garantire la competitività ed il rilancio delle piccole e medie imprese, il cui ruolo è finalmente riconosciuto fondamentale per lo sviluppo dell’occupazione e per la crescita economica: in questo senso, l’impegno assunto è sfociato nella creazione di un Tavolo d’iniziativa per le piccole e medie imprese, che ha permesso un confronto tra i Presidenti di tutte le categorie delle PMI ed i rappresentanti della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri dell’Economia, Funzione pubblica, Ambiente, Semplificazione, Regioni e Politiche Comunitarie così da fornire un approccio politico finalizzato al riconoscimento ed alla valorizzazione dello spirito imprenditoriale.

Le Banche Popolari, particolarmente attente, per la loro natura, all’evoluzione del contesto operativo delle PMI, hanno accolto con soddisfazione il recepimento e l’applicazione di tale direttiva da parte dell’Italia, paese nel quale il Credito Popolare ha da sempre manifestato grande attenzione alle esigenze delle imprese minori, valorizzandone l’attività nei vari contesti economici e sociali e riconoscendo loro un sostegno mai venuto meno nemmeno nei momenti di profonda crisi economica.

Tra le azioni decise dall’Esecutivo, figurano l’aumento del Fondo di Garanzia per le imprese che sale da 1,3 a 1,5 miliardi con un incremento anche del plafond di garanzia, per ogni singola impresa, da 500mila a 1,5 milioni di euro.

D’altronde, anche in un contesto come quello degli Stati Uniti, lo Small Business Act, in vigore fin dal 1953, ha previsto la possibilità di aiutare, assistere e proteggere, per quanto possibile, gli interessi delle piccole e medie imprese (con meno di 500 addetti) al fine di preservare un sistema imprenditoriale libero e competitivo.

Lo Small Business Act statunitense si fonda, infatti, sull'assunto che solo con il completo e svincolato accesso alla libera concorrenza, il sistema americano può ottenere lo sviluppo e la sicurezza del Paese.

Tornando all’ambito continentale, alla base dello SBA c’è la convinzione che un contesto realmente favorevole alle PMI dipenda innanzitutto dal riconoscimento delle qualità degli imprenditori da parte della società. Infatti le PMI forniscono un evidente contributo all’incremento dell’occupazione e possano giocare un ruolo determinante nell’ assegnare solidità alla crescita economica. Lo spirito imprenditoriale e la volontà di assumere rischi vanno applauditi dai responsabili politici e dai media e sostenuti dalle amministrazioni.

Essere favorevole alle PMI deve quindi divenire politicamente normale, secondo il principio del “Pensare anzitutto in piccolo” (Think Small First), in cui è necessario preoccuparsi in primo luogo di agevolare l'ambiente imprenditoriale per aumentarne la competitività, implementando obiettivi quali la riduzione dei costi amministrativi, la semplificazione delle procedure nei rapporti con la Pubblica Amministrazione ed il miglioramento dell'accesso al mercato.

Il passo apre la strada ad una serie di misure finalizzate allo sviluppo di strumenti finanziari a vantaggio del credito e della capitalizzazione delle piccole imprese, di cui il Credito Popolare assume il ruolo di importante inteprete. Tuttavia, nel rendere agevole l’accesso al credito per le PMI, le Popolari si distinguono, in particolar modo, per l’intensità e la profondità delle relazioni con il territorio e la comunità, una qualità intrinseca testimoniata dalla capacità di essere vicine all’imprenditore come “persona”, di conoscerla e di mostrare grande apertura nell’ascoltare le sue esigenze.

Un modo di “essere e fare banca” specifico nel sistema creditizio, in cui fiducia e la disponibilità si abbinano alla capacità di innovazione ed alla semplicità organizzativa della piccola e media impresa nel rispetto del suo potenziale quantitativo e qualitativo per il raggiungimento di obiettivi di sana concorrenza e di un’offerta di prodotti e servizi sempre superiori e competitivi.

 *  Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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