Venerdì 10 Febbraio 2012
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Lombardia/ Verso le Regionali

Escluse anche le liste di Formigoni. Che fine ha fatto il popolo sovrano?

2 Marzo 2010

Dopo la mancata presentazione della lista Pdl a Roma e provincia, pensavamo di aver visto tutto. Ma le elezioni regionali 2010 riservano ancora sorprese: ieri pomeriggio, infatti, la Corte di Appello di Milano ha respinto la lista “Per la Lombardia” di Roberto Formigoni. In seguito al ricorso presentato da Lorenzo Lipparini, accompagnato da Marco Cappato a nome della lista Bonino-Pannella, i giudici hanno decretato l’invalidità di centinaia di firme a sostegno del governatore uscente: su 3.935 nominativi, 514 non possono essere conteggiati. “Tra le firme della lista Formigoni mancano timbri, luoghi degli autenticatori, date, requisiti sostanziali senza i quali quelle firme non sono valide”, spiega Cappato: “Ora faranno ricorso, hanno 24 ore di tempo per farlo – continua il leader radicale – ma ci sono altre irregolarità che io credo metteranno fuori dalla competizione la lista di Formigoni e tutte quelle ad esso collegate”.

Al netto delle 514 firme invalidate, la lista Formigoni può contare su 3.421 sottoscrizioni a fronte delle 3.500 imposte dalla legge. Cappato e Lipperini, che ieri mattina alle 8.30 hanno depositato il ricorso in tribunale, avevano sollevato lo stesso problema (“insufficienza delle firme dei sottoscrittori”) anche per la lista “Penati Presidente”, legata al candidato del Partito Democratico: in questo caso, però, la Corte non ha riscontrato irregolarità tali da giustificare un respingimento (le firme presentate, infatti, sono 3.795 e le irregolarità certificate solo 173). Ma la validità delle sottoscrizioni, in Lombardia, non è l’unico motivo di attrito tra i Radicali e Formigoni: Cappato, infatti, aveva già annunciato ricorso al Tar sostenendo l’ineleggibilità del governatore uscente per un terzo mandato. Il responso, in questo caso, dovrebbe arrivare qualche settimana dopo il voto.

Se qualcosa in queste ore accomuna gli elettori lombardi e laziali, è il disorientamento. Fino a qualche giorno fa, i candidati alla poltrona di governatore erano sette: Roberto Formigoni, sostenuto da Pdl e Lega; Savino Pezzotta, ex-leader della Cisl candidato dall’Udc; Filippo Penati, già presidente della provincia di Milano e candidato del Pd; Marco Cappato, esponente della lista Bonino-Pannella; Vittorio Agnoletto, che rappresenta la Federazione della Sinistra; Vito Crimi, candidato dal grillino Movimento cinque Stelle; Gianmario Invernizzi, esponente di Forza Nuova. A sparigliare le carte è giunta però la Corte d’Appello, incaricata di certificare la validità delle sottoscrizioni presentate dalle singole liste.

Dopo un primo conteggio, i giudici hanno respinto la candidatura dello stesso Cappato – in quanto “la lista Bonino-Pannella risulta presentata da un numero non idoneo di iscritti” – e, per gli stessi motivi, “La Destra” di Francesco Storace. Ieri, infine, è stato il turno della lista “Per la Lombardia” di Formigoni, che avrà tempo fino alle 14.00 di oggi per presentare ricorso formale: Paolo Valentini, consigliere regionale e capogruppo del Pdl, spiega di aver “verificato quali sono le irregolarità per capire come impostare il ricorso”. Tra gli sfidanti di Formigoni, il primo commento viene da Savino Pezzotta: “Il Pdl faccia i suoi ricorsi: io preferisco una competizione dove si cerca di ottenere voto per voto”, ha detto il candidato dell’Udc, “però noi abbiamo rispettato le regole e la legge vale per tutti”.

Pdl e Lega, intanto, si preparano alle prossime mosse: bisogna agire in fretta, evitando passi falsi. Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl, rassicura gli elettori: “La legge prevede che i certificati possano essere sanati e la questione verrà risolta”, parole simili a quelle spese dal leghista Roberto Calderoli. A preoccupare, però, è quanto sostenuto da Cappato nel corso di un’intervista a Radio24: allo stato attuale, ha spiegato l’ex-candidato della lista Bonino-Pannella, “il listino deve cadere e devono cadere tutte le liste di coalizione perchè a quel punto non hanno più il candidato presidente e il listino a cui essere collegati”. Se le cose dovessero andare così – ma sono in pochi a crederlo – le elezioni lombarde sarebbero ancora più paradossali di quelle laziali, in quanto il centrodestra perderebbe insieme liste e candidato.

Una cosa è chiara: mai come in questa tornata elettorale le verifiche dei tribunali – dal Lazio alla Lombardia – sono state (e saranno) determinanti nella definizione dei simboli che compariranno sulle schede elettorali. A Milano e in regione, i pronunciamenti della Corte d’Appello contro la lista di Formigoni hanno acceso i riflettori su una campagna elettorale che, fino a qualche giorno fa, sembrava avere ben poco da dire: la Lombardia, infatti, è una roccaforte del centrodestra e della Lega, e in pochi credono che il centrosinistra possa superare il consenso di Pdl e Lega. A differenza di regioni vicine come Piemonte e Liguria – dove il risultato è appeso a un filo – in Lombardia ci si può al massimo chiedere se Bossi riuscirà a strappare altri voti al Pdl, o se sia stata una buona idea candidare l’igienista dentale del Nicole Minetti: sulla sconfitta di Formigoni, però, nessuno sarebbe davvero pronto a scommettere. Sempre che a fine marzo non accada un altro imprevedibile e il governatore azzurro risulti ancora candidato al Pirellone.

Commenti
Anonimo
02/03/10 08:38
secondo me
Il popolo sovrano si sta rendendo conto di che animali ha messo al governo....
dikeopolis
02/03/10 09:22
Ma come fa ad essere sovrano?...
...un popolo che non è neanche capace di firmare col proprio nome?
reta
02/03/10 10:13
esclusione liste
ma veramente questi sono politici improvvisati e non conoscono nemmeno le regole.i partiti tradizionali, con tutti i loro difetti, mai avrebbero commesso questi errori, anzi veniva raccolto un gran numero di firme per evitare che qualcuna venisse annullata. e ora fanno le vittime! i radicali li hanno aggrediti? ma fate il piacere. credo proprio che abbiano solo vigilato perchè si seguissero le regole.
Anonimo
02/03/10 10:26
Se io in ufficio arrivo
Se io in ufficio arrivo tardi vengo penalizzato, se sbaglio a presentare i documenti per una qualsiasi richiesta la stessa mi viene rifiutata, se non esibisco i documenti regolari non mi danno il passaporto.ecc. ecc......se davvero i politici sono, come dicono, vicini alla gente, beh che inizino ad avere gli stessi doveri e obblighi che ha la gente....
chicchina
02/03/10 10:33
sicurezza o spocchia?
il pdl crede di poter sanare tutte le illegalità con la prepotenza o se va male con un de-cretino,che prenda per i fondelli il (così detto da loro) popolo sovrano.Ma non è detto che se il popolo li ha votati una volta, sia sempre disposto a far calpestare leggi regolamenti in suo nome,perchè sarebbe la barbarie. Questi signori si sentono sempre troppo sicuri,con quei sorrisi a 54 denti,sempre pronti a chiamare in causa il popolo che li ha eletti.Sono stati eletti,è vero,ma non miracolati,o autorizzati a delinquere,o mi sbaglio?
flaminio cozzaglio
02/03/10 10:49
il beato formigoni
IL BEATO FORMIGONI Formigoni escluso dalle liste ? Ma fatemi il piacere , un miracolo e tutto torna a posto Cremona 02 03 2010 www.flaminiocozzaglio.info
Marco
02/03/10 11:12
Evoluzione assurda e disgustosa
Posso capire che i radicali difendano il loro diritto a presentare le proprie liste in ogni dove e da sempre (e ho molti ricordi in anni passati). Ma cercare di far di tutto per ottenere di non far presentare altre liste - guarda caso nel lazio con polverini vs bonino - io la trovo una evoluzione assurda e disgustosa. E' stato un agguato.
Paolo_da Benevento
02/03/10 12:05
I due incaricati, se davvero
I due incaricati, se davvero sono state commesse delle imprecisioni, sono igiustificabili ed imperdonabili. Però vorrei far riflettere tutti su una cosa: Cosa sarebbe successo se ad essere esclusa fosse stata la lista del PD? Ve lo dico io cosa sarebbe successo (e non ci vuole neppure molto ad immaginarselo). In questo momento ci sarebbe letteramente il caos nel mondo politico, nei media, e nella società civile; ci si leverebbe in difesa della libertà, della democrazia, del diritto di scelta dei cittadini, ci si scaglierebbe contro il regime dittatoriale berlusconiano che impedisce agli avversari persino di prendere parte ad una competizione elettorale, ci si straccerebbe le vesti gridando al golpe, all'attentato alla costituzione, al complotto, alla manipolaziona della burocrazia, al bieco sfruttamento di un cavillo, si farneticherebbe di "listone unico" come durante il Ventennio, ex presidenti della repubblica leverebbero il loro unanime grido di dolore, i centri sociali sarebbero in rivolta con lanci di molotov e sassi per le strade contro la polizia, il giornale La Repubblica pubblicherebbe un'edizione straordinaria sul primo atto aperto di dittatura, Santoro, Floris, Fazio, Annunziata, Travaglio, Padellaro, D'Avanzo, Bocca, Sartori, Flores D'Arcais, Eco, Lerner, De Gregorio, Scalfari, Mauro, ecc, firmerebbero un nuovo manifesto degli intellettuali antifascisti (antiberlusconiani, stavolta, che per loro è la stessa cosa), Di Pietro e i suoi si sfregherebbero le mani pregustando la lotta fisica aperta e le manette invocanto l'intervento delle forze armate e tutela del Paese, Fini e Napolitano parlerebbero di "episodio preoccupante per la tenuta democrazia", la corte costituzionale (o la suprema corte di cassazione, non so bene al momento a chi competa la faccenda) prenderebbe in considerazione l'ipotesi di invalidare delle elezioni siffatte, e la sinistra tutta rinfaccerebbe al centrodesta di non aver speso neppure una parola per espriremere indignazione la mancata occasione di confronto elettorale con l'avversario perchè "se sono hanno davvero a cuore la democrazia e hanno senso di libertà e rispetto per i cittadini, dovrebbero essere i primi a chiedere di farci partecipare alle elezioni". Ecco cosa succederebbe. Confrontate, adesso, la situazione attuale con quella ipotetica...non notate qualche piccola differenza? Aprite gli occhi
Anonimo
02/03/10 12:09
x Marco
Se tu paghi presenti una richiesta in ritardo sei tagliato fuori. Punto. E deve valere per tutti. Altro che agguato, questi sono scemi per conto loro.
Ciro Beporretti
02/03/10 15:48
cialtroni!
Nella mia giovinezza ho conosciuto il PCI. Una delle operazioni che era più curata era la presentazione delle liste: facendo lunghe attese i comunisti si presentavano per primi anche per avere sulla scheda il primo posto in alto a sinistra. Ed erano muratori, operai, piccoli commercianti! Siamo nelle mani di cialtroni, che fanno rimpiangere i partiti della prima repubblica. Per i bischeri - si dice in Toscana - la un c'è paradiso!
Marco
02/03/10 16:05
E' inutile parlare di scemi
E' inutile parlare di scemi o cialtroni. Parafrasando il guru radicale questo è un caso in cui la forza del diritto diviene il diritto della forza, poiché se il meccanismo che i radicali hanno perfezionato da anni per consentire ai loro elettori di poter votare le loro liste, si trasforma in un meccanismo per impedire ad altri elettori di poter votare altre liste non vince il diritto, vince solo la forza di chi ha messo in scena l'agguato. E' aberrante.
02/03/10 16:33
il pasticcio della presentazione delle liste
potrebbe esser dovuto non solo ad inettitudine, quanto e specialmente a raggiungere un obiettivo preciso http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2010/03/01/altro-che-panini-burocrazia-e-complotti-della-sinistra-che-vuol-vincere-facile-questa-e-robaccia-interna-alla-destra-piu-malfamata/
Marco
02/03/10 17:42
x Anonimo
E' inutile parlare di scemi o cialtroni. Parafrasando il guru radicale questo è un caso in cui la forza del diritto diviene il diritto della forza, poiché se il meccanismo che i radicali hanno perfezionato da anni per consentire ai loro elettori di poter votare le loro liste, si trasforma in un meccanismo per impedire ad altri elettori di poter votare altre liste non vince il diritto, vince solo la forza di chi ha messo in scena l'agguato. E' aberrante.
DanieleB
03/03/10 10:54
x paolo da benevento
Che fastidio i poveretti che commentano con il "cosa sarebbe successo se fosse accaduto al centrosinistra" questa è una ridicola forma retorica molto in voga sui giornaletti di propaganda Berlusconiana . Ad esempio quelli diretti da un noto divulgatore di informazioni false sempre al servizio del datore di lavoro, che hanno come vicedirettore uno pagato dai servizi segreti per diffondere notizie false su avversari politici, con Moggi come commentatore sportivo e con molti altri personaggi che in un paese normale avrebbero vergogna a mostrarsi in pubblico (vogliamo parlare del fannullone-truffatore dello stato Sgarbi condannato perché, quando lavorava per la sopraintendenza delle belle altri, mandava i certificati medici mentre andava al Maurizio Costanzo prendendosi anche i gettoni di presenza….). Questa forma retorica dicevo è fastidiosa perchè vi permette di vomitare tutta le vostre prevenute teorie finalmente liberi dalla realtà e dai fatti, vi create un mondo in cui avete ragione per definizione, visto che in quello reale il vostro rapporto con i fatti è quantomeno complicato. In queste situazioni ipotetiche l’unica cosa che traspare dalle vostre ricostruzioni è come vi comportereste voi di destra, se fosse successo al PD (di falsificare le liste già sottoscritte ritardandone la consegna). In questa situazione irreale non accenni minimamente al fatto che politici o simpatizzanti di destra avrebbero dichiarato che in fondo era solo un errorino burocratico, ipocriti!
Euplio Franco
04/03/10 16:26
Finalmente anche in Italia abbiamo il partito unico !
Sono 65 anni che il Partito Comunista sogna di realizzare in Italia il partito unico, gloria e vanto dell'Unione Sovietica. E dovremmo aspettarci che adesso rinuncino al sogno per qualche milione di poveri elettori? Oggi in Lazio e Lombardia, domani in tutta Italia: partito unico. E se non bastano gli errori formali, ci penseranno i magistrati a rimediare
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