Mercoledì 8 Febbraio 2012
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Vento del nord

Le mosse di Fini al Nord rafforzano la Lega e indeboliscono il Pdl

7 Dicembre 2009

I danni che il finismo sta provocando qui giù, al Nord, sono enormi. Con una qualche difficoltà ma con buoni risultati si era creato un ceto di governo di centrodestra non leghista: Enzo Ghigo pur dopo avere perso con Mercedes Bresso, soprattutto a causa del peso della Torino di Sergio Chiamparino, aveva mantenuto un saldo rapporto con la società di quest’area del Nord ovest italiano. Giancarlo Galan non ha mancato negli anni di combinare pasticci politici intervendo in varie città venete, da Verona a Vicenza, da Padova a Venezia, regalando alla sinistra prima e alla Lega poi amministrazioni che un centrodestra liberale meglio ispirato avrebbe potuto mantenere o conquistare. Eppure il presidente della Regione veneta è stato un ottimo governatore, rispettato dai suoi cittadini che non solo godono di un perfetto sistema di gestione della sanità (funzione centrale dell’attività regionale) ma anche di una buona capacità di programmazione nel campo infrastrutturale (al di là di qualche lentezza).

In Lombardia non solo c’è l’esperienza eccellente di Roberto Formigoni ma sono cresciuti anche altri amministratori di centro destra, compreso un nucleo di provenienza missina-aennina con ottime qualità di governo (da Riccardo De Corato a Carlo Borsani, da Viviana Beccalossi a Massimo Corsaro). Eppure questo ceto politico è oggi in difficoltà ed essenzialmente grazie all’azione disarticolatrice di Gianfranco Fini.

Se era opportuno aprire una polemica verso le forme più rozze di polemiche anti-immigrati dei leghisti (i maestri spia, i medici della mutua spia, l’apartheid nel metrò) l’idea di trascurare diffusi sentimenti popolari che chiedono il massimo di prudenza nel trattare la questione immigrazione è una scelta suicida.

Qualcuno, all’interno della compagnia messa insieme dal presidente della Camera, ha notato come in questo periodo non solo i leghisti ma anche Nicolas Sarkozy abbia assunto una linea più severa verso la vasta immigrazione ospitata sul suolo francese, e ha commentato questa nuova tendenza dicendo, con aria di superiorità e di deplorazione, che il presidente francese si comporta così perché sente l’aria delle vicine elezioni. Invece i finiani non si curano delle prossime elezioni? Le considerano dei ludi cartacei? Un problema dei berlusconiani, questi omini affannati nella ricerca del consenso popolare? Sono decisi – come sta spiegando con un’articolata inchiesta La Stampa – a cedere gran parte dei loro elettori ai leghisti?

La Lega Nord era stata subito dopo il 1992 il ricettacolo degli spaventati dalla vittoria della sinistra (pur sbandata dai vari Occhetto e Martinazzoli) per via giudiziaria. Poi i consensi erano calati di fronte ai limiti programmatici degli uomini di Umberto Bossi. Man mano vi è stata un ripresa, prima nel fronte subalpino, poi tra i ceti medi, poi tra i lavoratori. Oggi si avvicinano alla Lega anche ceti professionali urbani dei centri maggiori, quelli che erano più distanti dal bossismo. E questo innanzi tutto grazie a Fini che è riuscito a trasmettere il messaggio che potrebbe ripartire l’antica politica oligarchica romana che se ne impippa della gente. Un ottimo risultato, di cui non si coglie la meta strategica. Forse l’ipotesi di un ritorno alla stagnazione proporzionalista potrebbe dare una qualche razionalità a queste mosse. Naturalmente questo non farebbe che aumentare i consensi alla Lega, in una prospettiva sempre più allarmante per l’unità stessa dell’Italia.

 

Commenti
Franco Cazzaniga
07/12/09 12:02
Ma siamo poi così sicuri?
E' non solo possibile, ma anche probabile che le mosse di Fini irritino una parte non piccola dell'elettorato settentrionale, ma siamo poi così sicuri che polemizzare rozzamente con lui e chiamarlo "leader ideale della sinistra" aiuti il PDL?
A me pare che il problema sia più ampio e più profondo e che tocchi una divisione interna al PDL della quale sarà la Lega a beneficiare.
E' chiaramente in atto - e questo giornale ne è una delle punte di lancia - un tentativo di ridefinire la destra in termini identitari per mezzo di una culture war che taglia in due l'area di riferimento del PDL e rischia di lasciare i veri liberali politicamente orfani.
Resta poi da vedere chi ha in realtà scatenato per primo l'attuale campagna. A me pare che l'appiattirsi sulle posizioni leghiste in merito al reato di immigrazione clandestina sia stato un errore fatale, del quale nemmeno oggi il PDL ha preso coscienza. E' vero che il supporto per tale politica, soprattutto al nord, era presente, ma è anche vero che allora, a ridosso di elezioni politiche vittoriose, non sarebbe stato troppo costoso dire di no, semmai impegnandosi più a fondo in direzione del federalismo.
Invece si è preferito l'appeasement nei confronti delle sbandate xenofobe della Lega e si è scelto di alimentare l'islamofobia e la paura dell'immigrazione in nome del tentativo di dare al popolo italiano un'identità "organica" che non ha né può avere, e il risultato sarà la divisione all'interno del PDL.
Concludendo, è vero che le posizioni di Fini porteranno a una perdita di voti a breve al nord, ma gran parte di questa perdita era già iscritta nell'ordine delle cose, e rimproverare a Fini di cercare una strategia di respiro più ampio senza offrire alternative reali e non immaginarie è cosa ancor più miope. La rincorsa al leghismo non farà altro che convincere l'elettorato a votare chi certi sentimenti li interpreta in maniera più autentica.
Togliatti, che era uno che di politica se ne intendeva, non ammetteva nemici a sinistra. Berlusconi farebbe meglio a guardarsi di più da chi sta alla sua destra.
tony
07/12/09 13:02
Non sono d' accordo
Non sono d' accordo ......... al posto di farsi corrodere lentamente (o se preferite "farsi cucinare a fuoco lento") meglio dire in faccia le cose come stanno ......... Gira che ti rigira il partito nazionale PDL è costretto a fare la sua politica solo dove Lega comanda ........... e questo a qualcuno fa comodo ma a qualcun' altro no.
tony
07/12/09 13:09
Non sono d' accordo
Non sono d' accordo ......... al posto di farsi corrodere lentamente (o se preferite "farsi cucinare a fuoco lento") meglio dire in faccia le cose come stanno ......... Gira che ti rigira il partito nazionale PDL è costretto a fare la sua politica solo dove Lega comanda ........... e questo a qualcuno fa comodo ma a qualcun' altro no.
daniele
07/12/09 15:12
Quella di accusare Forza
Quella di accusare Forza Italia prima,il pdl ora,di appiattirsi sulle posizioni della Lega è un vecchio vizio casiniano,ripreso dai finiani.Il programma del pdl lo ha scritto il pdl,finiani compresi,o La Lega?Le firme contro le proposte Amato,a proposito di cittadinanza ecc.le raccolse La Lega?Io firmai sul sito di Forza Italia.E se c'è qualcuno che ha definito il richiamo al programma di governo,"vecchio"di neppure un anno,"risibile",si può pensare che gli elettori facciano salti di gioia?Sul federalismo alla Lega non è stato regalato nulla.Visto che è sempre stato un punto programmatico anche di Forza Italia.Si può invece dire che è stato usato come "ricatto" nei confronti della Lega.Berlusconi ha sempre avuto grande seguito perché interpretava umori ed interessi degli elettori non di sinistra.Per Fini è un vanto cambiare radicalmente le sue idee.E su questioni fondamentali per il presente ed il futuro del paese.Affari suoi,ma pretendere che gli elettori facciano lo stesso!Mica siamo in Corea del Nord!Se Fini ha cambiato,come ha detto Matteoli,il suo retroterra,beh vada dove è quello nuovo.Che,guarda caso,è di sinistra.Sulle posizioni verso l'immigrazione può trovare l'applauso della chiesa e,quindi,dell'udc,ma nelle questioni etiche?Visto che è ancora,e spero per poco,un iscritto al pdl,vada a parlare ad una assemblea di iscritti e veda che accoglienza avrà.Gli applausi li ha solo quando va in ambienti anti pdl.Può darsi che molti voti che La Lega avrà siano da considerarsi "in libera uscita".Di certo non rientreranno finché il pdl,con Fini,sarà un partito inaffidabile.
antonella
07/12/09 16:28
FINI
Cosi' come la sinistra Fini ormai rappresenta soltanto i suoi INTERESSI economici,fondati sullo SFRUTTAMENTO degli extracomunitari, e "percepisce" i sentimenti degli italiani,quelli VERI, non disposti a calabraghismo nei confronti degli INVASORI. Resta la constatazione, che l'embolia di cui soffre, continua a danneggiare quei 4 neuroni che gli restano. Un DECEREBRATO TRADITORE leccapiedi dell'islam che ci porterà alla guerra civile. Mai il Paese, ebbe simile INFAME. Fuori dal PDL un simile leccone!
Mimi
07/12/09 18:50
Dove va Fini?
Il PDL perderà molti voti anche al centro Italia a favore della Lega. Nel dubbio che nelle liste ci siano finiani,tanta gente voterà lega che è in forte espansione nell'Emilia e nelle Marche. Anche perchè molti non condividono le repentine giravolte di Fini ,tantomeno molte sue posizioni. Tanto vale votare per il Pd
Claudio
07/12/09 20:13
Da ex-An mi sento tradito da Fini
@Franco Cazzaniga: Che il PDL si sia appiattito su posizioni leghiste in merito per esempio al reato di immigrazione clandestina è solo un banale luogo comune messo in giro dalla sinistra e dai finiani, in realtà il reato di immigrazione clandestina è sempre stato un cavallo di battaglia per l’ex Alleanza Nazionale; Forza Italia ed AN pur respingendo certi toni rozzi della Lega nei fatti hanno sempre propagandato la difesa della nostra identità nazionale/culturale ed auspicato politiche più severe in materia di immigrazione, ricordo per esempio che tre anni fa FI raccolse firme contro il ddl Amato sulla cittadinanza facile per gli immigrati (che dimezzava i tempi per l’ottenimento della cittadinanza ed introduceva uno ius soli "temperato") ddl guarda caso molto simile al recente "Granata-Sarubbi" appoggiato tra gli altri dal nostro "amato" presidente della camera. Ti domandi poi chi ha iniziato per primo questa guerra fratricida all’interno del PDL, ebbene se ti presenti nel 2008 alle elezioni con un partito di destra la cui piattaforma politica è incentrata sulla difesa dell’identità nazionale e su una dura opposizione all’immigrazione clandestina ( http://www.alleanzanazionale.it/Notizie.aspx?id=341 ) e poi una volta eletto e divenuto grazie ai tuoi elettori Presidente della Camera, non solo rinneghi ed abbandoni queste posizioni, ma scimmiottando la sinistra ti dai al politically correct e alla retorica immigrazionista, beh mi sembra inevitabile che molti tuoi elettori (tra i quali il sottoscritto) ed esponenti del tuo stesso partito sentendosi traditi inizino a criticarti anche pesantemente. Poi obiettivamente non si capisce per quale ragione dovremmo considerare Fini ancora di destra, visto che le sue attuali posizioni (in materia di immigrazione, cittadinanza, laicità, patriottismo costituzionale ecc.) sono indistinguibili da quelle del PD, insomma al di là del suo passato politico, si può sapere cosa attualmente caratterizzerebbe Gianfranco Fini come uomo di destra? Per non parlare poi dei suoi lacchè della Fondazione Farefuturo che sono ancora più a sinistra di lui, consiglio la lettura del loro web magazine, per rendersi conto di come costoro non abbiano nulla a che vedere con la destra e rappresentino piuttosto un pensatoio della sinistra "liberal".
Claudio
07/12/09 20:44
I finiani rappresentano la destra europea? ma per favore...
Approfittando del fatto che generalmente gli italiani poco conoscono la politica estera, è di moda da parte dei finiani sostenere che loro si ispirerebbero alle destre europee. Ovviamente questa è una mistificazione, innanzitutto i leader politici che loro prendono come riferimento sono di centro (come la Merkel) o di centro-destra (come Cameron) inoltre esistono profonde differenze tra i finiani e certi partiti europei di centro-destra. Presso questi partiti infatti non è per nulla presente la retorica immigrazionista di Fini, i problemi derivanti dalle immigrazioni di massa non si nascondono ma si affrontano, il reato di immigrazione clandestina (che è presente in Gran Bretagna, Francia, Germania ecc.) viene difeso e anche sulla cittadinanza agli stranieri si stanno restringendo le maglie, ed in Gran Bretagna a riformare in senso restrittivo le regole sulla concessione della cittadinanza sono addirittura i laburisti di Gordon Brown. Per quanto riguarda Sarkozy (che da mesi fa riflettere la Francia sulla propria identità nazionale) le differenze con il nuovo Fini sono talmente radicali che è assurdo anche azzardare un semplice paragone. Comunque al di là di tutto mi domando se al posto di scimmiottare i partiti esteri non sia invece il caso di trovare una "via italiana" alla destra... Una domanda ovviamente retorica, i finiani si dichiarano di destra solo per opportunità politica, è ormai il pensiero unico "politically correct" la loro guida.
Anonimo
08/12/09 13:36
Io non credo alla
Io non credo alla "conversione" POLITICA di Fini. Credo che stia facendo un gioco furbo, avendo intuito che Berlusconi è quasi alla frutta, vuole ricentrare la destra sui valori del Partito POpolare europeo, e renderla più presentabile in Europa. Oggi infatti il vero problema è che, agli ochi della Comunità europea, Lega NOrd e Berlusca sono impresentabili, inaccettabili. Andate a farvi un giro per l?Europa e dite "sono italiano", la prima cosa che faranno, ovunque, sarà ridervi in faccia dicendo "ahahaha...berlusconi!", questa storia deve finire, ci ridono dietro e la Lega si fa ancor più ridere dietro per le sue posizioni retrograde contro la chiesa,contro gli stranieri,contro RomaLadrona, e contro il tricolore ma a favore della croce nel tricolore. Insomma, impresentabili, ridicoli, si commentano da soli. Forse Fini vuole creare un nuovo centro-destra, o centro e basta,raccogliendo i delusi da berlusconi e coloro che, come me, non voterebbero MAI chi ha sputato sul tricolore e vuol dividere l'Italia!
Franco Cazzaniga
08/12/09 20:34
@Claudio
Non nego certo che Fini abbia cambiato radicalmente le proprie posizioni, anzi, è una cosa che fa da anni e in modo del tutto evidente, ma dov'è lo scandalo? Senza la sua maturazione e senza quella della destra con lui saremmo ancora al vecchio MSI contrapposto ai partiti del"arco costituzionale". Naturalmente, di cambiamento in cambiamento si possono perdere per strada dei sostenitori e magari trovarne di altri, ma, anche qui, non ci vedo nulla di scandaloso.
Il problema, almeno a giudicare dagli umori e dai commenti (spesso cum insulti) che appaiono su questo giornale, è che ha toccato alcuni argomenti-tabù sui quali una parte non piccola dei più militanti preferirebbe avere il monopolio e un unanime consenso.
Questo però crea un problema ai liberali (con la i finale) come me, che quando hanno votato PDL non si aspettavano che venisse sposata in maniera acritica la posizione leghista sull'immigrazione, o che della bioetica si facesse una questione di partito. Che poi queste posizioni fossero simili a quelle di Alleanza Nazionale è vero, ma in Forza Italia ce ne erano anche altre, alle quali mi pare che oggi si voglia negare il diritto di essere rappresentate da un leader nazionale.
Il problema quindi non è se Fini ha o no cambiato idea, o se il lettore Claudio e altri debbano seguirlo sulla sua strada, ma se la dialettica interna al PDL ammetta posizioni liberali classiche (sempre con la i finale). Pretendere però che le sue posizioni siano indistinguibili da quelle liberal (questa volta senza vocale finale) del PD significa farci o esserci. Se lasciamo la seconda possibilità agli sciocchi e la prima a chi pensa che la politica si combatta anche negando la dignità degli avversari, resta del tutto in piedi il contenuto del mio intervento precedente.
Piero
09/12/09 13:05
...ho letto sopra che
...ho letto sopra che qualcuno ritiene impresentabile la Lega e il Berlusca? Be credo che si tratti di persona sinistriode che non sa che cosa significa lavorare, produrre, ovvero guadagnarsi onestamente da vivere col sudore quotidiano. Qualcuno che non sa che grazie all'accoglienza e quindi all'eccesso di offerte di forza lavoro, ora il potere contrattuale dei lavoratori è sceso sotto zero quando invece alcuni anni fa era a livelli altissimi, impensabili! E' qualcuno che non conosce la realtà quotidiana dove il razzismo è a rovescio come precedenze di Loro su tutti i servizi, migliaia di euro che percepiscono mensilmente, di assegni fam. per innumerevoli figli (dubbi) che hanno a casa loro. In piena crisi aviaria avevano garantito un minimo di 15 giorni pagati, mentre noi lottavamo per sopravvivere, per andare a lavorare e pagare tasse per mantenere loro! Case nuove dategli in affitto che che dopo 15 anni diventano di loro proprietà, mentre io o pago l'affitto a vita o pago il mutuo pure a vita!!! Il problema vero è che con coraggio ci siamo liberati di Casini e ora purtroppo abbiamo Fini. E' un vero peccato che si voglia distruggere a tutti i costi questo paese!
Piero Sampiero
09/12/09 15:04
Vento del Nord
Il pdl avvantaggia la lega, cedendo ai suoi ricatti e consentendo l'occupazione partitocratica del potere ad un movimento che assomiglia sempre di più ad un leviatano. Fini non c'entra, come non c'entra la chiesa con i suoi vescovi. La xenofobia deve alimentarsi di slogan e di nemici assoluti per eludere i veri problemi del paese, ammesso che ad essi la lega abbia mai pensato veramente, e fanatizzare il proprio elettorato, sollecitandone gl'istinti belluini. La responsabilità del centrodestra sulle fratture create nel tessuto sociale di una nazione europea,come l'italia, si vedranno dopo la riforma federale anti-sussidiaria, che sta a cuore a Bossi & company per fomentare la secessione, unico obiettivo perseguibile per i leghisti, alla faccia dell'unità nazionale e dei valori cristiani.
Piero Sampiero
09/12/09 20:05
Vento del Nord
Ho postato un commento critico sulla tesi dell'articolo. Ma non c'è traccia alcuna delle mie osservazioni.
Piero
10/12/09 19:26
SanPiero
Caro SanPiero non ascoltare solo il folclorismo tanto amplificato dai media e guarda i fatti che vengono passati, purtroppo, in secondo piano. E' da molti anni che la Lega è oramai l'unico movimento che difende gli interessi veri dei lavoratori, della piccola e media impresa e dell'Italia Intera, ovvero è dalla parte di chi lavora, suda e produce ricchezza. Da come parli direi che non fai parte di questa categoria o sbaglio? Se così è medita: come vivresti se non ci fosse chi silenziosamente lavora e produce ricchezza? Se così non è, ti chiedo scusa, ho interpretato male il tuo pensiero, ma a questo punto anche tu hai interpretato male il pensiero leghista.
Claudio
23/12/09 18:42
Per Franco Cazzaniga
Fini ha ovviamente tutto il diritto di cambiare opinione, così come i suoi elettori (grazie ai quali è diventato Presidente della Camera) hanno il sacrosanto diritto di criticare queste sue nuove posizioni senza essere continuamente etichettati dai pasdaran finiani come esponenti di una destra rozza e becera, perché è questo che mi da particolarmente fastidio in tanti finiani, la tendenza a considerare tutti coloro che non condividono le loro nuove posizioni (rigorosamente politically correct) come degli estremisti, tralasciando il fatto che chi oggi critica Fini continua a condividere nella maggior parte dei casi le stesse posizioni che fino a poco più di un anno fa erano di AN e dello stesso Fini; poi io in gran parte ho condiviso il percorso politico di Fini, sono stato entusiasta della Svolta di Fiuggi (del resto non avrei mai votato l’MSI) ma oramai il nostro "amato" Presidente della camera ha sfondato decisamente a sinistra ed abbandonato la destra, sarà sì un liberale ma di centro o centro-sinistra, tu contesti questa mia conclusione, ma io te lo richiedo, quali attuali posizioni di Fini lo caratterizzerebbero ancora come uomo di destra? Ciò che critico a Fini è anche l’essersi circondato da gente che di destra lo è ancora meno di lui, per esempio il web magazine di FareFuturo come detto nel mio precedente post mi sembra obiettivamente una rivista liberal-progressista, una rivista in cui la retorica ed un certo moralismo la fanno da padrona: retorica immigrazionista, retorica multietnicista e multiculturalista, retorica dei diritti umani, retorica del patriottismo costituzionale ecc. ecc. anche nei riferimenti culturali si rifanno spesso alla sinistra e numerose sono le entusiastiche recensioni che vengono fatte a libri e a film di autori di sinistra, recentemente ho letto anche una recensione al film Welcome in cui si criticava duramente le politiche sull’immigrazione di Sarkozy (definite nell’articolo autoritarie e reazionarie), alla faccia di quelli che vogliono farci credere di ispirarsi alla destra europea! Comunque in definitiva, non mi sembra (come argomentavo nel mio precedente post) che il PDL si sia appiattito in materia di immigrazione sulle posizioni della Lega, ma piuttosto che siano stati i finiani ad appiattirsi su posizioni politically correct. Poi sono d’accordo che il PDL debba evitare certi toni ed eccessi della Lega, ma da qui a condividere le posizioni finiane come per esempio quella sulla "cittadinanza facile" c’è un’ abisso, io per esempio ho trovato abbastanza equilibrato e liberale il documento in materia di immigrazione e cittadinanza rilasciato recentemente dalla Fondazione Magna Charta (di cui si era data notizia anche su questo sito). Concordo infine sul fatto che sia necessaria una dialettica interna al PDL, ma poi ci si dovrebbe comunque adeguare alle decisioni della maggioranza, a parte sulle questione etiche (per esempio il testamento biologico) dove ci dovrebbe essere libertà di coscienza.
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