Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Come ottenere consenso

L'Amalthea verso Gaza. Anche i Gheddafi vogliono la loro "flottilla"

11 Luglio 2010

Sabato scorso la "Amalthea", ribatezzata Hope e battente bandiera moldava, è partita da un porto della Grecia meridionale agli ordini di un capitano di marina cubano. Finanziata dalla Fondazione Gheddafi, la nave è diretta a Gaza per portare oltre 2.000 tonnellate di aiuti umanitari alla popolazione palestinese. L'esempio della Marmara ha fatto scuola. Dopo il sanguinoso assalto dei commando alla nave turca, la comunità internazionale ha condannato in modo unanime lo stato di Israele. Isolato, il premier Netanyahu ha acconsentito ad ammorbidire il blocco di Gaza, "aumentando in modo considerevole il volume delle merci che possono entrare nella Striscia", come spiegava ieri l'ambasciatore dello stato ebraico alle Nazioni Unite. Il risultato è stata la partenza di nuove "flottilla".

Il ministro della Difesa israeliano Barak fa sapere che se la Amalthea dovesse proseguire il suo viaggio, cercando di sbarcare a Gaza, la marina dello stato ebraico interverrà per bloccarla e condurla nel porto di Ashdod, a sud di Tel Aviv. In alternativa, la nave dei libici potrebbe attraccare senza problemi nel porto egiziano di el-Arish. Il deputato arabo-israeliano Ahmed Tibi ha risposto che l'equipaggio della nave non intende opporre resistenza a un eventuale blitz delle forze speciali israeliane sulla imbarcazione. Dopo l'ispezione, però, alla nave dovrà essere consentito di raggiungere Gaza. I rappresentati della Fondazione Gheddafi che si trovano a bordo, raggiunti con un telefono satellitare, hanno confermato che resta questo il loro obiettivo.

A poco sono servite le pressioni esercitate dal ministro degli esteri Liebermann sulla Grecia e sulla Moldavia, i due Paesi che hanno favorito la partenza della spedizione umanitaria. Israele ha ottenuto vaghe rassicurazioni sulla destinazione del vascello. Gli agenti portuali greci lo hanno ispezionato, dichiarando che i documenti di bordo indicavano come meta finale del viaggio il porto di el-Arish, ma a quel punto è intervenuto di persona Seif al Islam Gheddafi, per dire che "la Amaltea si dirige verso Gaza, come previsto. E' una missione umaniaria, non provocatoria né ostile". La speranza è che Barak abbia persuaso il capo della intelligence egiziana Suleiman a non innescare una nuova crisi. 

Che la Libia voglia fare bella figura nella gara per la solidarietà verso Gaza è comprensibile. Se i commando dovessero intervenire, e l'equipaggio non facesse resistenza, sarebbe un terno al lotto per la famiglia Gheddafi, ansiosa di legittimarsi come uno degli sponsor della causa palestinese insieme ad Iran e Turchia. Ma tutti coloro che vivono in Palestina e conoscono il regime fascista di Hamas dovrebbero chiedersi perché ai regimi arabi piace tanto giocare sulla pelle degli altri. La ragione è semplice, il consenso interno e quello dentro la "Umma". Solo che adesso per Saif, il delfino del Colonnello, sarà più difficile continuare a presentarsi come un interlocutore affidabile dell'Occidente. Il figlio di Gheddafi avrà pure fatto fare dei passi avanti al suo Paese da quando ha creato la International Foundation for Charity Associations, battendosi per avere una costituzione e per garantire il rispetto dei diritti umani, ma attualmente Tripoli non dà alcun segnale di un cambiamento in senso democratico del regime autoritario al potere.           

Al contrario, nel 2008 la Fondazione ha ottenuto che fossero rilasciati 90 membri del Libyan Islamic Fighting Group (LIFG), la più potente organizzazione radicale che predica il jihad in Libia. Dopo l'11 Settembre, le Nazioni Unite hanno inserito il gruppo tra le organizzazioni affiliate di Al Qaeda. L'ombrello caritatevole dei Gheddafi è servito anche ad altre "operazioni umanitarie". Per esempio fare da tramite nel pagamento di riscatti per la liberazione di cittadini occidentali tenuti prigionieri dagli islamisti. Sempre nel 2008, sembra che la Germania sia riuscita ad assicurarsi il rilascio di alcuni ostaggi in Algeria proprio grazie a un riscatto pagato attraverso il canale aperto dalla Fondazione Gheddafi. Un modo per favorire, indirettamente, il "Gruppo Salafita per la Preghiera e il Combattimento" (GSPC), di base ad Algeri e con una serie di cellule sparse in mezza Europa. Nel 2002 anche il GSPC è stato inserito nella lista delle organizzazioni terroriste dal Dipartimento di Stato americano. Combatte a fianco di Al Qaeda nel Nordafrica.

Commenti
Truman Burbank
12/07/10 10:40
Liberiamo il Mediterraneo dai pirati
Sarebbe ora di liberare il Mediterraneo dai pirati israeliani che la infestano. Chissà perchè i pirati somali fanno notizia mentre i pirati israeliani vengono lasciati ad aggredire impunemente navi di tutte le nazionalità in mare aperto? Forse perchè tramite gli USA (United States of Assassins) sono i nostri padroni?
12/07/10 10:46
La Libia, ora si interessa
La Libia, ora si interessa di diritti umani, dopo aver torturato, pestato e proposto i lavori forzati per degli eritrei, dall’Italia respinti; vediamo che una nave libica sponsorizzata da un figlio di Gheddafi Saif al Islam, è salpata dalla Grecia facendo rotta su Gaza, per portare aiuti alla popolazione dell'hamastan, uno statarello terrorista oppresso da dei terroristi: quelli di Hamas. Abbiamo appurato che, il terrorismo, con la scusa degli aiuti umanitari riceve aiuti, mentre dei veri richiedenti asilo, come gli eritrei ricevono botte, sfruttamento a magari pure la morte, dagli stessi sponsor. L'Eritrea fu nostra colonia, e ciò dovrebbe essere sufficiente al nostro attuale governo ad accettare ogni richiesta degli esuli eritrei, così come in passto si sono accettate le richieste della Libia.
yossi
12/07/10 13:26
povero "burbank"...
povero "burbank"... ammaliato dai fascisti islamici... pur di odiare USa e Israele venderesti il posteriore pure a satana
Cuchulainn
12/07/10 16:14
Free Palestine
Gaza è una prigione a cielo aperto e Israele continua a violare caterve di diritti umani...è davvero incredibile come le istituzioni internazionali non POSSANO mobilitarsi come si deve. E comunque, caro Santoro, prima di scrivere "regime fascista di Hamas" ti consiglio di informarti meglio sull'evoluzione di questo movimento negli ultimi anni e di come oggi sia inserito in un contesto politico nel quale riesce anche, da solo, a dare servizi nella società civile. Come ti invito anche a rivedere il significato del termine "fascista". Le parole non vanno scritte a caso.
Anonimo
12/07/10 18:38
@Cuchulainn
Caro Cuchulainn, lascia perdere... da quando ho sentito Gasparri (ripeto, Gasparri!) dare del FASCISTA ad un ragazzo che ha sollevato una domanda durante un incontro a Milano, credo che ormai siamo arrivati al delirio completo. Su questo sito da quattro soldi sono degli specialisti della mistificazione in ambito nazionale e non... leggere di politica estera qui è tempo perso.
12/07/10 21:02
@cucciu
il famoso welfare degli scudi umani.
12/07/10 23:27
Una informazione di parte
Che l’«Occidentale», il suo direttore Loquenzi (presente in piazza Montecitorio con la Nirenstein), quelli che si scrivono siano di parte sionista non ci piove... È anche vero che lasciano passare qualche commento dell’altra sponda... Non mi soprende neppure che uno stia dall’altra parte del fronte... Dai miei “nemici”, che immagino assai più potenti di me, per mezzi materiali armamenti e risorse di ogni genere, mi sarei però aspettato “grandi” argomenti... Invece trovo una superficialità e fragilità spaventosa sotto ogni aspetto (intellettuale, politico, etico, morale). Probabilmente, contano solo sull’effetto disco, sulla ripetizione costante e priva di intelligenza sempre dello stesso slogan... Insomma, al di là del merito in sé, vi è un problema dei soggetti e della natura umana che sta dietro a ciò...
13/07/10 10:14
Le liste dei “terroristi”.
Bene. Ringrazio per la pubblicazione del commento. I punti dove ritengo di poter confutare agevolmente l’articolo sono numerosi e devo sceglierne qualcuno, rimandando ad eventuali altri commenti altre confutazioni. Intanto, voglio però dare una notizia telefonica di questa mattina. Mi dicono che in Israele vengono fatti acquisti e accrediti con i bancomat e le carte di credito che sono state sequestrate ai pacifisti e fino a venerdi ho notizie che il materiale sequestrato non è giunto a destinazione in Gaza... Posso ben capire la riluttanza dei libici a lasciarsi rapinare dagli israeliani. E vengo alla prima confutazione: ma che senso può avere mai fissare unilateralmente e arbitrariamente un lista di organizzazioni “terroriste” dove ci si schiappa dentro tutti quelli che non ci aggradano? Veramente, una lista di “terroristi” dovrebbe avere al primo e al secondo posto proprio gli Usa e Israele. È dubbio solo chi meriti il primo posto, ma se si indaga la storia recente e meno recente si trovano da parte di CIA, Mossad e governi esempi inconfutabili di autentico “Terrorismo”. Ma la stampa embedded ci canta sempre la solfa delle organizzazioni "terroristiche". Già, terrorismo, terrorismo, terrorismo... Alla prossima!
Cuchulainn
14/07/10 17:03
@santoro
Il vero problema è che chi tenta di dare un minimo di informazione dovrebbe essere ALMENO: 1.consapevole delle proprie fonti 2.pensare con la PROPRIA testa e dare un informazione oggettiva 3.avere il pieno controllo del lessico usato. Non conoscevo il sito e ingenuamente pensavo che si volesse dare dell'informazione non di parte. Quello che non si vuole capire è che ciò che accade laggiù va al di fuori di quello che i media vi propinano e di quello che i vostri ignoranti politici (destra o sinistra che sia) vi vogliono far credere. Chi vuole dare INFORMAZIONE dovrebbe essere libero da vincoli e pensare con la propria testa. Tirare le solite argomentazioni è tanto stupido quanto dire "gli israeliani sono tutti assassini". Immagino che tu non sia mai stato in quelle terre e non abbia mai visto cosa subiscono i palestinesi di Qalqilya, Dayr al-Balah o Jenin... A me è bastato un anno tra quelle città per capire come la storia sia tutt'altra cosa da quello che vogliono farci arrivare ma questo nessuno lo dirà mai. Le atrocità che subiscono certe persone farebbero rabbrividire anche i più forti. Come anche, d'altro canto, nessuno racconterà mai di quel dottore EBREO-ISRAELIANO che di nascosto faceva visite gratuite all'ospedale rimesso su (da Hamas) dopo la distruzione; o del soldato israeliano che "per sbaglio" fa cadere dalla tasca una barretta di cioccolato vicino a 2 bambini palestinesi che lo guardavano (rischiando la corte marziale solo per questo!) Piccole storie, a volte toccanti, di una verità che qui non arriva e quando accade non è facile da trovare. Io non sono nessuno, e il mio voleva solo essere un invito a cercare di essere obiettivi per quanto possibile nel dare informazione e a non farsi abbindolare da quello che i politici vogliono farvi credere. Con questo chiedo scusa per l'intromissione e vi faccio i migliori auguri per tutto.
16/07/10 16:49
@cucciù
che retorice tutta MAIUSCOLA.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl