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Università

Linee guida per una riforma

7 Novembre 2008

Lezioni in lingua straniera, prestiti d'onore per gli studenti, valutazioni periodiche dell'attività svolta dai docenti, commissariamento per gli atenei inadempienti dal punto di vista finanziario. Sono alcune delle indicazioni che emergono dalle linee guida per l'università presentate dal ministro Gelmini e varate oggi dal consiglio dei ministri. Linee guida le quali, insieme alle altre proposte che emergeranno dal confronto parlamentare e dalla discussione pubblica, saranno tradotte in disegni di legge.

Il provvedimento (11 pagine di «proposta aperta») individua alcune linee di intervento che fanno perno sui concetti di autonomia, responsabilità e merito e ipotizza anche il superamento del valore legale del titolo di studio.

OFFERTA FORMATIVA Occorre ridurre gli insegnamenti (ora sono 180 mila, affidati per il 40% a docenti esterni, spesso giovani sottopagati) e razionalizzare i corsi di studio. A questo proposito il Governo auspica che le università procedano a una netta riduzione da subito, anche prima che siano emanati i necessari provvedimenti ministeriali. Si suggerisce di incentivare i corsi di laurea con insegnamenti in lingua straniera, di modificare le procedure di accesso ai corsi a numero programmato, di avviare le procedure di accreditamento dei corsi sulla base della qualità, di valutare se tenere aperte o no certi sedi decentrate e di promuovere l'educazione tecnico-scientifica.

DIRITTO ALLO STUDIO Va dato un forte impulso ai prestiti d'onore e potenziate le risorse per le residenze universitarie. Si suggerisce anche di incrementare i corsi universitari in orario serale per far fronte alle esigenze degli studenti che lavorano.

IL MERITO E LA VALUTAZIONE Entro la legislatura il 30% delle risorse dovrà essere erogato su base valutativa (già nel 2009 questa percentuale dovrà attestarsi al 7% di tutti i fondi di finanziamento). Si deve accelerare l'entrata in funzione dell'Agenzia della valutazione e attribuire da subito ai risultati della valutazione della ricerca un peso significativo nell'attribuzione delle risorse.

RECLUTAMENTO DOCENTI Il meccanismo delle idoneità multiple va eliminato. Bisogna poi rivedere il meccanismo degli aumenti delle retribuzioni sostituendolo gradualmente con valutazioni periodiche dell'attività svolta. Riformare i meccanismi di selezione dei professori associati e ordinari distinguendo tra reclutamento e promozione e ridefinire e ridurre, in tempi rapidi, i settori scientifico-disciplinari.

DOTTORATO DI RICERCA, SI CAMBIA L'idea è quella di razionalizzare e riorganizzare i dottorati di ricerca predisponendo nuove modalità di ammissione e ripensandone la durata. Tra le priorità anche quella di promuovere la residenzialità dei dottorandi.

GOVERNANCE Oltre a completare le norme che consentono alle università di trasformarsi in fondazioni, si prevede di distinguere in modo netto tra le funzioni del Senato accademico e del consiglio di amministrazione, di ridefinire il ruolo del rettore (non più di due mandati per un massimo di 8 anni), di favorire i processi di aggregazione federale degli atenei.

RESPONSABILITÀ FINANZIARIA Intanto, va gradualmente ridotta l'incidenza della spesa per il personale, e poi bisogna dare un giro di vite dal punto di vista finanziario: imporre agli atenei con bilanci in deficit un piano concreto e rapido di rientro nella norma e predisporne il commissariamento in caso di inadempienza; rivedere il rapporto tra le facoltà mediche, gli atenei e il sistema sanitario per raggiungere un equilibrio tra funzioni e costi (Fonte Ansa)

Commenti
rosario nicoletti
12/11/08 12:50
linee guida
Le linee guida sembrano tutte orientate nella giusta direzione: una prevedibila scarsa efficacia in alcuni casi. Per la cosidetta "governance", si tratta di linee non significative, che indicano l'aspirina quale cura di una polmonite. La durata del mandato dei Rettori, che tende a prolungarsi all'infinito con vari accorgimenti, non è che il sintomo della alta viscosità decisionale degli organi accademici. La loro semi impotenza nasce dal meccanismo elettivo, che impone loro la rappresentanza di una serie di interessi corporativi spesso contrapposti. Il Rettore ha in questa situazione buon gioco per imporsi. Definire più chiaramente i compiti di Senato e Consiglio di Amministrazione serve a poco, trattandosi delle stesse persone che si alternano alle varie cariche, e ricevono il mandato dallo stesso (all'incirca) corpo elettorale. Per modificare la "governance" bisognerebbe infrangere il tabù che gestione ed amministrazione delle università siano (esclusivamente) compiti degli stessi docenti. Diverse università europee sono state riformate in questa direzione.
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