Mercoledì 23 Maggio 2012
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Gli errori del Grande comunicatore

Lo show di Porta a Porta è stato un boomerang per l’immagine del Cav.

16 Settembre 2009
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Il programma di Vespa è stato battuto dalla fiction di Garko

Un passo falso, un errore di comunicazione, prima ancora che di opportunità politica. La lunghissima serataccia di Berlusconi a Porta a porta vive il suo logico, anche se sorprendente, corollario nell’impietoso responso dei freddi numeri Auditel: 13,47% di share, 9 punti in meno della non irresistibile fiction programmata su Canale 5 e altrettanti rispetto alla media di rete. In una serata, peraltro, nella quale la controprogrammazione, probabilmente non per caso, era più che mai fiacca.

No, questa volta il Grande Comunicatore ha sbagliato proprio sul suo campo. Colpito duro per mesi nella sua sfera privata, seccato da un conflitto strisciante con Gianfranco Fini che avrebbe voluto evitare a ogni costo, provato dalla gestione delle intemperanze dei vari Feltri e Bossi, il Cavaliere ha pensato bene di rispondere con uno show nel salotto televisivo amico a base di concretezza, di mattoni, di gru e delle salutari lacrime di gioia dei terremotati che ritrovavano un tetto sotto cui vivere.

Un’idea che in altri momenti si sarebbe rivelata vincente e che forse lo sarebbe stata anche ieri, a patto di tenere moderati i toni, di contenere l’intervento ai temi legati alla ricostruzione, di limitare quanto più possibile i tempi della trasmissione ed evitando, se possibile, la polemica del giorno prima, con gli slittamenti sospetti di Ballarò e Matrix, le magagne sulla sorte di incerta di Annozero e Report e l’incognita delle nuove nomine di Rai Tre. Un cocktail esplosivo che il Cavaliere non è riuscito a gestire.

Ha perso ben presto un doveroso tono di sobrietà già parlando delle nuove case di Onna (“Tutti noi vorremmo abitare in villette così”, “Saranno dei nidi d’amore”), si è ripetutamente impappinato sulle cifre della ricostruzione nel terremoto dell’Irpinia e soprattutto non si è trattenuto nel lancio di anatemi pesanti contro Repubblica, i giornalisti in generale, i “comunisti”, i “cattocomunisti”, i programmi Rai a lui ostili e i leader politici dell’opposizione, arrivando persino a sfidare la memoria di De Gasperi nel difficile tentativo di dimostrare di essere un presidente del Consiglio migliore.

E tutto questo senza un contraddittorio vero, senza nemici in studio che avvelenassero subdolamente il clima e con un Vespa che da ossequiosa spalla si è trasformato per forza di cose in un interlocutore credibile, almeno quando ha posto la ricorrente domanda sul conflitto di interessi nel sistema televisivo, cogliendo paradossalmente impreparato il suo ospite.

No, Berlusconi è caduto nella sua stessa trappola. Sa di avere ancora la fiducia di un gran numero di italiani, ma forse non ha compreso che la “luna di miele” che ha caratterizzato i suoi primi mesi di governo se non è finita, è seriamente compromessa a causa, più che di Noemi e della D’Addario, della crisi economica. Ha capito che alle famose dieci domande di Repubblica gli conviene rispondere con la forza dei fatti e con l’autorevolezza del suo governo, ma non ha rinunciato alla polemica rovente e alla demonizzazione dell’avversario. Così, lo show di ieri, considerati tutti i mal di pancia della maggioranza e le tensioni con il mondo dell’informazione, è stato un autentico boomerang per l’immagine del governo e del suo capo.

Non cantino vittoria i suoi avversari, però. Non è la prima volta che il Grande Comunicatore sbaglia la strategia di comunicazione. Lo fece quando si presentò dimesso ed esitante nel primo confronto televisivo con Prodi nel 2006, salvo cambiare passo nel secondo e costringere l’avversario a un inatteso pareggio elettorale che segnò il destino dell’ultimo governo di centrosinistra.

Berlusconi, in genere, impara dai propri errori: i suoi rivali sono avvisati…

 

Commenti
Yanez
16/09/09 12:12
Porta a Porta
Vero, era una palla.
fede
16/09/09 12:21
Finalmente!
E' mesi che lo diciamo che è una palla.....al piede per l'Italia!!
luca
16/09/09 12:54
Spesso è incontinente e
Spesso è incontinente e sembra non pensare prima di parlare,ma per la demonizzazione credo non debba fare un grande sforzo:si demonizzano da soli.
francesca valentini
16/09/09 14:32
la noia
il grande comunicatore ha "toppato"? Questo è sicuro, a giudicare dai dati Auditel. I motivi sono ben spiegati nell'articolo di Lener. Ne aggiungerei un altro: la noia. Gli italiani si sono stufati di vedere sempre lo stesso copione: autoincensamento, insulti agli avversari e una retorica insopportabile. Se le fortune del cavaliere sono legate al suo appeal, vedo nero il suo futuro...
Yanez
16/09/09 14:33
Oxymoron 2009
Premio Oxymoron 2009 a quello che ha scritto il commento dopo il mio firmandosi "Fede"!
Piero
16/09/09 14:54
vedo la Juve, ma voto Cavaliere alla faccia dell'audience!
c'era la Juve, c'era il Milan... noi eravamo in otto tutti elettori non pentiti del Cavaliere: con un certo rammarico abbia visto le partite facendo zapping tra Juve, Milan e Porta a Porta. Durante l'intervallo delle partite abbiamo seguito per 15 minuti Porta a Porta... rassicurati che il Cavaliere non aveva bisogno dell'aiuto di nessuno ci siamo visti tranquilli il secondo tempo delle partite. Poi siamo tornati al Cavaliere addolorato, ma tenace ed indomabile... alla faccia di Dario Ciauseschinu al quale non resta che continuare a lanciare pesanti quanto inutili sandipietrini con la fionde di Repubblica, del Corriere di repubblica e della Stampa di repubblica! Auguri!
mavi
16/09/09 15:41
il problema non è di
il problema non è di berlusconi, ma dei suoi avversari e alleati che non sanno approfittare dei suoi scivoloni per cogliere le opportunità di lungo periodo
Mariagiovanna
16/09/09 19:25
Io, per essere certa di non
Io, per essere certa di non incappare in telegiornali o collegamenti con Porta a Porta, ho preferito seguire La7. La sua presenza e la sua voce hanno superato ogni limite di sopportazione. Complimenti a lei per l'articolo!
Nicevest
16/09/09 20:06
controprogrammazione fiacca??
Che due prime di Champions con Milano e Juve in prima linea siano controprogrammazione fiacca per la media degli uomini in Italia, vuol dire non capire granchè di share e di programmazione. Quindi, ancora una volta, denigrazione gratuita e per di più, neanche pertinente. Ma ci siamo abituati...
Audaces
16/09/09 20:15
L'invidia.
Il terremoto è sempre una grande tragedia. Il governo Berlusconi ha agito prontamente come mai si era verificato in alcun altro paese del mondo. Se tutto ciò è condividibile, allora presentare quanto è stato fatto e cioè la consegna delle prime case, dovrebbe essere una festa nazionale. Così non è stato e le facce dei leader della opposizione sinistrata parlavano chiaro:l'invidia costituisce una resistenza di fondo, biologica, primordiale che gli individui oppongono a chiunque cerchi di sollevarsi sopra di loro. Se alla base delle rivoluzione c'è l'invidia e i sinistrati in ciò hanno sempre avuto dimestichezza, allora possiamo dire che l'invidia è una forza collettiva, un'ideologia mobilitante. Concludendo possiamo affermare allora che, le ideologie invidiose utilizzano l'energia desiderante che nasce dal confronto con chi è più capace o fortunato o intelligente e meritevole,per produrre odio verso il nemico rappresentato. Una volta che la metamorfosi è riuscita, l'invidia scompare e rimane il suo corrispondente collettivo, l'odio di classe, l'odio politico. Per tutti coloro che come me non odiano individualmente né collettivamente, io dico: "Forza Presidente, avanti tutta e grazie!".
Audaces
16/09/09 20:27
L'invidia.
Il terremoto è sempre una grande tragedia. Il governo Berlusconi ha agito prontamente come mai si era verificato in alcun altro paese del mondo. Se tutto ciò è condividibile, allora presentare quanto è stato fatto e cioè la consegna delle prime case, dovrebbe essere una festa nazionale. Così non è stato e le facce dei leader della opposizione sinistrata parlavano chiaro:l'invidia costituisce una resistenza di fondo, biologica, primordiale che gli individui oppongono a chiunque cerchi di sollevarsi sopra di loro. Se alla base delle rivoluzione c'è l'invidia e i sinistrati in ciò hanno sempre avuto dimestichezza, allora possiamo dire che l'invidia è una forza collettiva, un'ideologia mobilitante. Concludendo possiamo affermare allora che, le ideologie invidiose utilizzano l'energia desiderante che nasce dal confronto con chi è più capace o fortunato o intelligente e meritevole,per produrre odio verso il nemico rappresentato. Una volta che la metamorfosi è riuscita, l'invidia scompare e rimane il suo corrispondente collettivo, l'odio di classe, l'odio politico. Per tutti coloro che come me non odiano individualmente né collettivamente, io dico: "Forza Presidente, avanti tutta e grazie!".
Anonimo
16/09/09 20:56
FINALMENTE!!!!
Finalmente un articolo obiettivo! complimenti a lener
placido saya
16/09/09 22:56
che pena Berlusconi a Porta a Porta!
Berlusconi ha un sacco di difetti, anzi possiamo dire che é il peggiore dei ns governanti, ma, come diceva Churchill per la democrazia, "fatta eccezione per tutti gli altri"
Francesco Lener
17/09/09 09:15
Risposta a Nicevest
A differenza della partita dell’Inter di ieri, i debutti di Milan e Juve di martedì sera non godevano della diretta in chiaro. Lo share dei match trasmessi solo in pay tv, come puntualmente certificato dall’Auditel, non supera fisiologicamente un contenuto numero di punti percentuali. È il 22% della fiction di Canale 5, rapportato al 13% di Vespa su Rai Uno, a costituire il vero metro di paragone e a certificare un insuccesso di ascolti che nessuno, né la Rai né tanto meno Palazzo Chigi, ha pensato di contestare. Si documenti meglio, caro Nicevest, prima di denigrare, lei e non io, il pensiero altrui.
fede
17/09/09 11:40
premio Oxymoron?
Ho vinto qualcosaa? Sono rimasto meravigliato di aver vinto un premio di cui non sapevo neanche l’esistenza. Io non aspiravo a tanto, la mia era una semplice battuta così per rompere il silenzio assordante della situazione, mi sembrava che un po’ di lucida follia potesse dare un brivido caldo ai lettori dell’’Occidentale”. Scusatemi se apprezzo questo tipo di disgustoso piacere: non vi preoccupate tornerò nel mio ridotto a lanciare urla silenziose. Oggi sono proprio in vena: vincerò il premio “Il globulo rosso”?
Anonimo
28/09/09 18:49
semiflop di Porta a Porta
bravo lener hai fatto centro con grande puntualità e hai raccontato un deja vu che nel salotto di Vespa questa volta ha superato ogni limite. Sono d'accordo con te sul boomerang........
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