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Visto da Gerusalemme

Alla Conferenza di Copenaghen c'è anche l'esempio di Israele

14 Dicembre 2009

I grandi del mondo si preparano per le grandi pulizie del pianeta, iniziando da Copenaghen, ma i prodotti più usati per questo repulisti saranno sicuramente israeliani. Sul clima, infatti, lo stato israeliano è all’avanguardia nello studio e nell’applicazione delle energie alternative: dalle macchine elettriche all’energia solare, dalla lotta alla desertificazione all’energia geotermica. Sicché alla 15esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici Israele non è un semplice ospite ma un esempio.

Lo stato di Davide non ha aspettato Copenaghen per iniziare il percorso sulla green way. A inizio dicembre la Knesset approva due disegni  di legge in materia ambientale che mirano a ridurre le emissioni  di gas serra. Vari ministeri vengono chiamati a fare squadra per disciplinare l'inquinamento atmosferico e, se il Ministero dei Trasporti presenta un piano di miglioramento per il trasporto pubblico entro un anno, quello della Pubblica Istruzione si avvia a formare gli insegnanti sulle questioni ambientali. Gli imprenditori saranno presti chiamati ad essere responsabili dei prodotti fino alla loro distruzione, comprese le operazioni di riciclaggio. E siccome il mondo è di tutti a pulirlo ci penseranno anche studenti e giovani disoccupati formati e pagati per riciclare vetro, metallo, legno, cemento e materie plastiche.

Per andare al lavoro si prenderà l’automobile elettrica a Zero emissioni che sarà su strada nel 2011, anche con l’aiuto del governo di Gerusalemme che riduce del 10% l’imposta sull’acquisto di queste auto (il gruppo Megan sembra sia interessato) e favorisce le costruzioni di impianti per il rifornimento. Israele investe da prima di Copenaghen anche in energia solare (per l’uso domestico e industriale), avanza nel campo delle nanotecnologie (utilizzo di nuovi materiali che sostituiranno il silicio delle attuali cellule fotovoltaiche, troppo costose), punta sulla produzione dell’energia geotermica (del calore terrestre si riforniscono 500.000 persone), sugli impianti eolici e produce tecnologia che riesce a raccogliere l’umidità presente nell’aria e a trasformarla in acqua pulita.

Sempre in Israele sono stati identificati i geni che permettono alle piante di tollerare e sopravvivere alle dure condizioni desertiche di calore, siccità e salinità (colture base come granturco e riso potrebbero affrontare i cambiamenti climatici associati al riscaldamento globale). Sulla scena mondiale Israele è partner 20 accordi bilaterali per la cooperazione ambientale con Egitto, Turchia, Giordania e Kazakistan. Nel Mediterraneo una delegazione israeliana ha preso l'iniziativa di promuovere la salvaguardia dell’ambiente come un obiettivo primario. Intanto continua la collaborazione nel Triangolo del Mar Morto, un eco-progetto che ha riunito israeliani, giordani e palestinesi...

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