Giovedì 23 Febbraio 2012
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M.O. Nirenstein a Gomel: "Strano modo il suo di aiutare Israele"

5 Ottobre 2010

"È uno strano modo di cercare di aiutare Israele quello di invitare a boicottare una manifestazione intesa unicamente a far cessare la delegittimazione di Israele". Così Fiamma Nirenstein, del Pdl, promotrice della manifestazione 'Per la verità, Per Israele' in programma dopodomani risponde alle critiche avanzate dal rappresentante italiano dell'organizzazione Jcall, Giorgio Gomel.

"Ma credo che questa posizione sia limitata a Gomel, perché - ha aggiunto - non mi giunge nessun altro messaggio del genere, non ne trovo traccia sul sito di JCall e nessuno ha rinunciato a partecipare, anzi, qualche membro del gruppo Jcall ci ha confermato che verrà e prenderà la parola. È del resto del tutto logico perchè la nostra manifestazione ha una piattaforma condivisibile e condivisa da tutte le parti politiche. Rappresenta anzi un momento di grande unità, in un periodo in cui la discordia domina tanti settori dell'opinione pubblica".

"Mira infatti - ha spiegato - a far cessare l'ossessiva negazione del diritto di Israele a esistere, a difendersi, a partecipare ad ogni manifestazione di vita civile nel mondo, sia che si tratti di cultura, di scienza, di sport o di arte. Tale delegittimazione è avvenuta negli anni quale che fosse il governo al potere. Non capisco quindi cosa c'entri adesso il tema della critica a questo o a quel governo. Ognuno ha le sue idee su come raggiungere la pace, cosa che spero sia un obiettivo comune. E qualsiasi persona ragionevole - ha concluso - concorda sull'obiettivo 'Due stati per due popoli'. La politica la lasciamo a un'altra occasione".

Commenti
Signor Nessuno
09/10/10 12:04
Chi si vuol prendere in “Giro”?
La signora Nirenstein va rilasciando interviste promozionali del seguente tenore: noi non intendiamo intervenire sulla politica del governo israeliano, che si sta dando da fare per cercare la pace con i palestinesi, cosa che a noi sta molto a cuore. Ci interessa contrastare la diffusa – dice lei - delegittimazione di Israele. Obiezioni: a) La legittimità/non legittimità di qualcosa è un dato di diritto naturale e dai tempi di Antigone ognuno di noi con il cuore e con la mente è giudice sovrano di cosa è “legittimo” e cosa non lo è. La “legittimità” in quanto istituto di diritto naturale è cosa diversa dalla “legalità”: era “legale” lo Stato nazista allo stesso modo in cui oggi è "legale” lo Stato “ebraico e democratico”, fondato sulla pulizia etnica e sull’apartheid. Ma ognuno di noi ha per fortuna libertà di giudizio morale se ritiene che siano "illegittimi" i mille eccidi israeliani contro i palestinesi (ultimo a venir scoperto e documentato, da Joe Sacco, è quello di Kahn Younis avvenuto nel novembre del 1956... La signora Nirenstein era pure lì presente come giornalista embedded?), Piombo Fuso, Mavi Marmara, la prigione a cielo aperto di Gaza, l’assedio per fame, gli omicidi mirati, l’altissimo numero di palestinesi in prigione per nessun motivo (altro che Shalit, soldato addestrato per uccidere!). La signora Nirenstein vuole coartare e impedire il libero giudizio morale di ognuno, compreso chi scrive, che non avrebbe nessuna soggezione ad un contraddittorio con la stessa? b) A manifestazione avvenuta e sentite le registrazioni, dove di “verità” non ne è venuta fuori nessuna che già non si conoscesse e che coincide con quella contenuta nella risoluzione ONU che equiparava il sionismo al razzismo (mi dispiace per Albertazzi, ma è proprio così, anche se poi hanno fatto ritirare quella risoluzione veritiera), basta isolare l’intervento canoro di Riccardo Pacifici, il quale dice: i coloni? Le loro famiglie crescono ed hanno bisogno di più stanze per le loro esigenze. Quindi gli insediamenti coloniali possono continuare, come pure possono continuare i colloqui di pace, l’eterno “processo di pace”, che con ogni evidenza è la pace dei cimiteri, anzi delle fosse comuni dove sono stati ammassati i cadaveri spesso occultati di donne, vecchi, bambini. Ma chi vuol prendere in giro la signora Fiamma Nirenstein, di cui leggo che sarebbe lei stesso una “colona” avendo una casa o residenza nell’insediamento illegale di Giro o Gilo? - E qui mi fermo riservando ad altro luogo una critica analitica di ognuno dei singoli interventi della manifestazione, dove non ho trovato nessuna verità che non fosse già nota e in ultimo descritta ancora una volta nel rapporto Goldstone né pietà per il popolo palestinese, espropriato della sua terra e ridotto in una condizione che rende invidiabile la schiavitù del mondo antico. È significativo in tutti i numerosi interventi come sia stato del tutto assente proprio il popolo palestinese, il convitato “di pietra”, se non per le manifestazioni di contestazione sulla piazza che pare vi siano state. È stato perfino teorizzato (Pezzana) che il “popolo palestinese” sia stato inventato dopo il 1967: prima non esisteva! È ancora significativo come l’annunciata e reclamizzata manifestazione si sia poi svolta a “porte chiuse” nel Tempio di Adriano e non “in Piazza di Pietra” come era stato annunciato pubblicamente, invitando chiunque volesse venire, anche solo per sentire le enormità che sono state dette. In piazza c’era infatti il popolo italiano che manifestava contro la politica estera del ministro Frattini, che all’interno del Tempio rivelava la sua “organicità” con gli organizzatori della “Verità”.
11/10/10 12:05
Pubblicazione esterna del commento
COMUNICAZIONE INTERNA AL MODERATORE o AI MODERATORI, se più di uno. Per vostra informazione intendo pubblicare all’esterno commenti inizialmente a voi destinati. Siffatti commenti verranno da me all’occorrenza ulteriormente elaborati. Sono da intendere come una forma di critica all’interno della stessa area di militanza, non avendo spazi il dissenso in siti come quello gestiti da Loquenzi. Cordialmente Signor Nessuno - È questo il nome che mi è stato dato da un noto esponente della Comunità ebraica e che io userò orgogliosamente tutte le volte che mi parrà il caso. Passato qualche tempo e non vedendo pubblicati i commenti del Signor Nessuno, li considererò non approvati e passerò alla pubblicazione esterna, indicando il testo di riferimento da me criticato. Distintamente
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