Presto potrebbe essere raggiunto un accordo tra Israele e Hamas per arrivare ad uno scambio di prigionieri e quindi alla liberazione di Gilad Shalit, il giovane caporale israeliano sequestrato nel giugno del 2006 dai guerriglieri palestinesi della Striscia di Gaza.
Secondo quanto rivelato da una fonte coinvolta nelle trattative e citata da 'Ynet', il sito web del quotidiano israeliano 'Yedioth Ahronoth', l'intesa sarebbe stata raggiunta per la flessibilità concessa sui nomi contenuti nella lista di prigionieri di cui Hamas chiede il rilascio in cambio della liberazione di Shalit.
Stando alla fonte, alcuni giorni dopo una recente visita al Cairo del funzionario del ministero della Difesa israeliano Amos Gilad, Israele avrebbe dato l'impressione di maggiore flessibilità sui detenuti da liberare. Nel frattempo, un'autorevole fonte palestinese ha detto al quotidiano saudita 'Okaz' che Gilad avrebbe parlato della volontà di Israele di rilasciare tutti i prigionieri presenti nell'elenco stilato da Hamas.
Stando alla fonte, l'obiettivo della recente missione in Egitto del funzionario dello Stato ebraico sarebbe stato quello di assicurarsi che le altre fazioni palestinesi non abbiano alzato le proprie richieste in cambio della liberazione di Shalit. Nell'ambito dell'accordo per lo scambio di prigionieri, così, Israele dovrebbe liberare militanti di Hamas e di altre organizzazioni che hanno sferrato attacchi contro interessi o cittadini dello Stato ebraico e che sono stati condannati a lunghe pene detentive e persino a ergastoli.
Intanto, però, la questione di un accordo tra Israele e Hamas è diventata anche una questione interna palestinese, che incide sulle trattative tra il movimento di resistenza islamico e Fatah per porre fine alla crisi interna.
«Oggi Hamas chiede il rilascio di tutti i suoi parlamentari rinchiusi nelle carceri israeliane. Il problema è che la loro liberazione causerà problemi ad Abu Mazen - ha detto la fonte - Israele ha un problema. Da un lato, il rilascio di tutte queste persone è indispensabile per concludere l'accordo su Shalit, ma dall'altro, la liberazione indebolirà e colpirà Abu Mazen, (il premier palestinese, ndr.) Fayyad e l'Autorità nazionale palestinese».

