Venerdì 10 Febbraio 2012
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Contro Giavazzi

l'Ici è un balzello ingiusto e il federalismo può attendere

20 Maggio 2008

 

Il Corriere della Sera non perde l’abitudine di impartire lezioni di politica al centro destra. Questa volta nel mirino è finita la decisione, più volte ribadita da  Berlusconi, di abolire subito l’Ici.

In un editoriale di Francesco Giavazzi (Federalismo a singhiozzo) ci viene spiegato che si tratta di una misura contraddittoria rispetto alla volontà di istituire il federalismo fiscale, che pure è stata assunto come una delle bandiere della nuova maggioranza. L’Ici, ricorda Giavazzi, è una tassa comunale. In quanto tale essa deve svolgere una funzione eminentemente virtuosa. Mettere a confronto, cioè, la popolarità dei sindaci con i servizi offerti. Un amministratore che la dovesse aumentare senza fornire un corrispettivo adeguato ai cittadini, sarebbe automaticamente punito. Abolendola si colpisce il federalismo nel suo primo germogliare e si perpetua la realtà viziosa di un potere centrale che trasferisce in periferia risorse prelevate dal gettito erariale centrale. In questo modo scompare la trasparenza virtuosa e ricompare lo stato padrone e deresponsabilizzante. Non c’è che dire. Si tratta di un ragionamento perfetto, che sembra preso di peso da un bel manuale sull’argomento: Il governo federale in dieci lezioni.

Giavazzi però, onde evitare un approccio troppo scolastico, e per dare forza empirica al suo ragionamento, lo corrobora con un esempio tratto dalla sua esperienza di vita quotidiana. Il brillante editorialista c’informa che nel comune dove lui vive (una piccola cittadina del Massachusetts) il sindaco ha appena deciso di aumentare la tassa comunale sulle case (l’equivalente dell’Ici) per costruire una nuova scuola comunale. La scelta è stata contestata da alcuni cittadini, per cui adesso tutti gli abitanti della piccola comunità saranno chiamati ad esprimersi con un referendum per decidere: anzitutto se confermare o meno la decisione del sindaco e in seconda battuta per stabilire come eventualmente utilizzare il maggior gettito (costruire la scuola, assumere semmai insegnanti migliori).

Sarebbe facile replicare a Giavazzi con un altro esempio personale, tratto dalla nostra esperienza di vita. Nella città in cui vivo (Napoli) la tassa comunale sulla spazzatura è di oltre 500 euro l’anno, ma comportamenti virtuosi non se ne vedono. Tuttavia, al di là delle facili ironie sulla condizione in cui Giavazzi si trova a vivere, conviene fare qualche considerazione di ordine più generale.

Gli schemi ideali vanno rapportati alle condizioni del paese in cui ci si trova. Il consiglio del Corriere ci viene dal cuore dell’America puritana (quella che affascinò Tocqueville all’epoca del viaggio famoso nel 1831),  dove lo spirito civico, l’iniziativa privata, il senso di appartenenza a una comunità hanno da sempre prodotto il federalismo come una proiezione istituzionale adeguata.

L’Italia ha un’altra storia. Non si tratta di fare analisi sociologiche a un tanto al chilo, quanto di ricordare una verità semplice. Nel nostro paese la casa di proprietà è stato il primo obiettivo del lavoratore medio. Tante, tantissime famiglie hanno fatto duri sacrifici per poter acquistare l’appartamento in cui vivere. La tassa comunale sugli immobili è sentita come un balzello oppressivo, una iniqua patrimoniale su un bene di prima  necessità.

Diciamo la verità l’abolizione dell’Ici non sarà una misura federalista, ma è una scelta che l’Italia profonda e popolare aspetta come un segno di liberazione. Per questa volta il Massachusetts può attendere.

Commenti
taccuino
20/05/08 17:07
Ici tassa illegittima che col federalismo ha nulla a che vedere
Perchè mai dite che "l’abolizione dell’Ici non sarà una misura federalista"? Forse perchè è una tassa che va versata ai Comuni e non allo stato centrale? E allora? Il federalismo non consiste nel mantenere le tasse comunali ma nel versare le tasse, che ora vanno allo stato, direttamente ai comuni o comunque alle istituzioni più vicine al cittadino, con l'obiettivo primario di controllarle meglio e cioè di ridurle. Vorrei ricordare quanto scriveva Gianfranco Miglio, padre del Federalismo, a proposito della appena istituita ISI (Imposta Straordinaria sugli Immobili, 1° gen 1992) successivamente codificata in ICI: "...non sto discutendo qui il caso di chi possiede magari diverse case, come mezzi di investimento e di produzione di reddito: perché queste sarebbero effettivamente disponibilità finanziarie computabili ai fini della determinazione del benessere del cittadino. Ma sto considerando esclusivamente gli immobili abitati (personalmente o con la famiglia) dai proprietari (non importa se "prime" o "seconde" case); e affermo che su tali Beni il fisco non deve pretendere nulla: perché essi costituiscono, per cosi dire, una estensione fisica e un complemento necessario della persona che li possiede e li usa. In caso contrario, tanto varrebbe sottoporre a imposta la salute o la bellezza di un cittadino..."
enricodesimone@fastwebnet.it
20/05/08 17:11
1° e successive case
Non solo la prima casa, ma anche le successive sia per ICI e IRPEF inquadrate nella unificazione della tassazione delle rendite finanziarie al 20 %
non volevo andare a capo!
21/05/08 07:28
Abolizione ICI 1casa: 1)ragionevole 2)qualcosa di sinistra
1) L'ICI di per se parte da una ipotesi: che il catasto funzioni. Visto che questa i dati falsificano questa ipotesi, l'ICI in generale e' una tassa ingiusta. Case modeste nella periferia urbana hanno rendite catastali maggiori di casali nelle Langhe o nella collina senese.... 2) Sulla seconda casa ...pazienza, l'errore della rendita catastale puo' essere considetato un elemento della casa... nessuno ti obbliga a comprarla.. ma per la prima casa no! Un "tranviere" che deve vivere per forza vicino alla citta', si trova a pagara piu' ICI sulla prima casa di chi vive di rendita nel casale in collina.... Abolizione ICI = un po' di giustizia !!!
Gabriele
21/05/08 10:54
L'ingiustizia dell'ICi
Secondo me l'ICI è la tassa più ingiusta che esiste. Un povero disgraziato, come me, passa la sua vita a fare rinunce di: cinema, cene, vacanze e divertimenti in genere per comprarsi una casa. Sottoponendosi a surplus lavorativi. Non basta perchè, dopo aver raggiunto lo scopo primario, continua con rinunce e sacrifici per dare una mano ai figli per raggiungere lo stesso tipo di autonomia abitativa. Lo stato cosa fa? Non gli dà una medaglia per aver risolto in maniera autonoma un problema sociale, ma lo tartassa con tasse e balzelli utilizzate, magari per dare una casa ai clandestini o per pagare bollette ed affitti agli occupatori di immobili.
Gius.
23/05/08 17:27
Ici, telenovela gemella dell'invim
Chi non ricorda il pateracchio dell'Invim, tassa odiosa, ingiusta e incostituzionale che mirava a colpire e per certi versi colpisce ancora la svalutazione monetaria con conseguente rivalutazione automatica degli immobili. Orbene come è andata a finire ? Il governo di allora ci ha messo una pietosa pezza, complice la Corte Costituzionale !!! Ora è la volta dell'Ici utilizzata a piene mani dai comuni allo stesso modo in cui oggi utilizzano la tassa sui rifiuti solidi urbani: lo scopo di questi due balzelli è vergognosamente ignorato dai sindaci ma nessun sindaco è punito. L'invim colpiva la rivalutazione per effetto dell'inflazione e della svalutazione, l'Ici colpisce il risparmio. Domanda: cosa si inventeranno i comuni per sostituire questo balzello Ma veramente si pensa che in Italia siamo tutti cogliones e non sappiamo ragionare ? Solo un esempio, proprio di questi giorni. Tremonti ha "minacciato" petrolieri e banche promettendo che dovrebbero pagare più tasse. Quindi il ministro intende agire sul reddito imponibile, o no ? Questo ragionamento, di un grande tecnico, c'entra come i cavoli a merenda. E chi frena i prezzi ?
luigi
08/06/08 08:08
Un po' contraddittori
Perchè quando la proponeva il centro sinistra i vostri commenti erano questi: Il grande bluff dell'Ici sulla prima casa di Antonio Mambrino Abolire l'Ici è un'operazione simbolica e un po' demagogica di Antonio Mambrino invece se lo fa il centro destra il federalismo può attendere? ll
08/06/08 08:55
precisione
Caro Luigi, un po' più di precisione nei riferimenti! Il pezzo di Mambrino, "Abolire l'Ici è un'operazione simbolica e un po' demagogica" è apparso il 20 maggio 2008, quando il centro destra aveva già vinto, era al governo e proponeva l'abolizione dell'ici... e Mambrino non aveva cambiato idea.
enricodesimone@fastwebnet.it
11/07/08 19:59
smaltimento rifiuti
Il problema ben impostato a livello provinciale in via normativa potrebbe essere integrato per i casi di emergenza con inceneritori o valorizzatori nazionali di supplenza impiantati in zone rivierasche non contestate come zone di utilizzazione civile di interessse nazionale, oltre alla eventuale lavorazione; se si spende per mandarli in Germania non vedo perche' non possano viaggiare in patria!
enricodesimone@fastwebnet.it
05/09/08 00:23
Oltre il Prof Miglio nella
Oltre il Prof Miglio nella distinzione dei beni: identita'oggettiva e diversita' finalistica; rileva la destinazione finalistica, di scopo, di impiego: laddove e' produttiva di reddito e laddove e' uso e consumo perwsonale: impiego differente di reddito gia' prodotto in patrimoliata' o in investimento. Altro e' il discorso di quanto attiene alle occorrenze urbanistiche che sono dell'usufruitore del bene, alkias inquilino; difatti, in Framncia vige la Fontier in aggiunta a quella statale che pero' andrebbe altrettanto collegata alla urabanistica statale
enricodesimone@fastwebnet.it
09/01/09 21:11
I C I
E basta con questa ICI non abolita!...... La casa e' bene primario, anzi andrebbe concepita addirittura come in albergo ed in crociera :servizio residenziale senza bollette di utenze varie e spurgata da ogni tipo di tassazione, oltre anche la ipotizzata tassa sui sevizi locali. La 2°e 20° casa va vista come investimento o altro
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