Mercoledì 23 Maggio 2012
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Ma non era l’Olanda la terra delle libertà?

10 Aprile 2008

Prima dell’uscita di “Fitna” il governo olandese ha ritirato il proprio personale diplomatico da alcuni stati arabi. Geert Wilders è stato censurato senza troppe spiegazioni. Siamo a questo punto.

Agli occhi dei suoi detrattori Wilders è un reazionario a cui va tappata la bocca. Questo politico della destra olandese, che adora la Thatcher e mangia il kebab, vorrebbe impedire la costruzione di nuove moschee e bloccare l’immigrazione dai paesi islamici. Il Corano? Un libro peggiore del Mein Kampf. Posizione discutibilissima ma la pensa esattamente così. Ci si chiede se abbia il diritto di farlo. “Ho un problema con la tradizione islamica. La tradizione, la cultura, l’ideologia. Non c’è l’ho con il popolo musulmano”. Con queste aporie ha mandato in tilt il dialogo euroarabo e gettato nel panico l’Olanda. Ma non è un fascista, “i miei alleati non sono Le Pen o Haider. Non ho mai avuto a che fare con gli amici di Mussolini”.

Wilders è un iconoclasta, un provocatore libertario. Nella libera Olanda queste voci fuori dal coro hanno sempre avuto solida rappresentanza. Pensiamo ai Provos. E non si tratta di un povero pazzo isolato. I sondaggi danno la sua formazione, il “People’s Party”, al 15%. “Non c’è libertà, non c’è privacy,” dice beffardo guardando le guardie del corpo che lo seguono giorno e notte. A pensarci bene chissà che inferno è vivere sottoscorta per uno che difenderebbe fino alla morte le libertà individuali. Troppo facile uscirsene con la storia del ‘se l’è cercata’. Stiamo scherzando? Si diverte a punzecchiare l’establishment: “Il nostro premier è un codardo”.  “Non c’è paragone tra la nostra cultura e quella islamica. Guardate al loro punto di vista sulle donne o sugli omosessuali”. Per questo Hirsi Ali l’ha ospitato sul suo blog.

In tutta Europa la politica di sfida lanciata dalla destra contro l’estremismo e l’immigrazione islamica sta pagando in termini di consenso, ma non è per forza un segno di xenofobia. Quando Susan Winter, candidata del “Freedom Party”, ha cercato di conquistarsi un seggio nella città di Graz, brandendo lo slogan “Maometto era un molestatore di bambini”, ha perso un sacco di voti nel suo partito. Gli elettori sanno distinguere e ragionano con la propria testa. Si può essere o non essere d’accordo con la visione del mondo di Wilders, e con i mezzi che usa per imporla, ma vietargli di dire che esiste un link tra Islamismo e totalitarismo è un brutto colpo per la libertà di parola. Anche perché non c’è solo lui a metterci in guardia.

Lo scorso 23 marzo Paul Berman ha scritto che il radicalismo islamico non vuole morire. Perché è una filosofia moderna, non un pregiudizio medievale. La teocrazia iraniana non è né povera né arretrata tecnologicamente, eppure è fondata sul Corano. Meglio, su una interpretazione del Corano che si ispira ai totalitarismi europei del XX secolo. In questo senso l’islamismo non è al palo, non è “in ritardo” come crede Wilders, che cade in uno dei più diffusi stereotipi sul mondo musulmano. Stavolta non c’è nessun fardello per l’uomo bianco. Bin Laden & Co sono una dittatura all’avanguardia. Nel 1939 Carl Jung disse che “Hitler è come Maometto. Sono tutti ubriachi di un Dio selvaggio”. Carl Jung non Geert Wilders. In questo schieramento trasversale c’è posto per vecchi e nuovi conservatori, storici allergici al post-colonialismo, liberali antitotalitari, dissidenti laici dei paesi islamici, radicali e antifascisti. Dovremmo impedire a tutti di parlare?

In realtà Wilders non dice niente di straordinario ma è un abile ‘sobillatore’. A volte basta un pizzico eversivo per farsi sentire, ed evidentemente a qualcuno dà fastidio che ci siano persone pronte a gridare così forte. Anche nella ‘libera’ Amsterdam. Dove di libero rischia di rimanere solo un po’ di sesso e qualche spinello. In fondo chi vuole Wilders muto o morto crede che la nostra civiltà sia al capolinea e si accontenta di una convivenza sempre più spicciola e senza reciproco rispetto. Una società squallida che un tempo era capace di contestare i provocatori con argomenti seri e all’altezza della situazione.        

Commenti
vittorio
10/04/08 12:01
La verità è
La verità è che,ormai,l'Olanda è una fogna.
Anna Maria
10/04/08 15:35
Spesso gli oppositori si chiamano provocatori
Per certuni, autodefinitisi democratici, dialogatori, antifascisti, cultori e protettori del diverso, generatori di Patrie Libere e Multi Culturali, difensori dei deboli e delle idee delle minoranze (tutori della libera espressione delle idee DI TUTTI!), Santi Subito e veri Eroi del XXI sec. (meno male che ci stanno), il miglior modo di contestare chi la pensa diversamente da loro è tappargli la bocca. Sistema sperimentato ormai da tempo, garantisce sempre ottimi e definitivi risultati. Macchè ascolto e poi replica democratica con migliori e diversi argomenti (oppure ricorso alla Magistratura se c'è offesa): gli oppositori si fanno tacere. Punto. Essi non fanno parte di minoranze tutelabili. Ovvio però che tale regola E' GIUSTA, VALIDA E APPLICABILE SOLO AGLI OPPOSITORI-PROVOCATORI. Guai ad usarla contro le minoranze protette dai certuni. Si chiama in causa, allora e solo allora, Voltaire e l'illuminismo contro l'oscurantismo bigotto. In Italia, per esempio, Giuliano Ferrara e il Papa devono tacere: altrimenti il primo umilia-il-corpo-delle-donne e il secondo fa-ignobile-ingerenza-nelle-cose-dello-Stato. Le Moschee, invece, devono proliferare e prosperare in Italia e tutta Europa, altrimenti siamo fascisti-razzisti-xenofobi-intolleranti (e pure un po' stupidi e ritardati). Cari certuni, andate tutti a quel Paese (che non è l'Olanda).
Anonimo
12/04/08 10:50
Dove portano le liberta' olandesi
Ve lo dico io cos'e' l'olanda.Io ci sono stato e c'ho lavorato.E' il massimo delle liberta' che l'ha fatta diventare la latrina d'europa.Io lavoravo al confine col Belgio,dormivo con un pregiudicato e nel fine settimana vedevo i trafficanti prendere la coca e portarla in Belgio.Ognuno fa quello che gli pare.Io sono di Bologna e noi siamo molto piu' civili di loro,perche' a me come mi hanno trattato sul lavoro in Olanda,mai a Bologna mi è successo.Avete mai sentito parlare di scioperi in Olanda?Be' io no.Poi dicono che in Italia si sta male.Per me tutto il mondo è paese e ogni paese ha i suoi pregi e i suoi difetti.
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