Mercoledì 23 Maggio 2012
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Maroni non è Mengele ma conviene dipingerlo così

1 Luglio 2008

Difficile ricostruire il cortocircuito nell’informazione sul censimento nei campi nomadi italiani voluto dal ministro dell’interno Maroni. Le ordinanze con le quali si sta procedendo alla identificazione degli abitanti dei numerosi insediamenti – spesso illegali e comunque indegni della umana convivenza – hanno suscitato un uragano di commenti indignati provenienti da varie istituzioni anche ecclesiastiche e naturalmente a seguire da vari esponenti della opposizione. Addirittura la stampa ha riportato la “ribellione” alla presunta schedatura dei rom di un prefetto nominato dal Viminale commissario straordinario per la sicurezza. Una cosa mai vista, come se l’ambasciatore d’Italia a Washington, per esempio, facesse delle dichiarazioni contrarie alla politica estera di Roma.

Evidentemente il binomio bambini/impronte digitali ha scatenato un rigetto incondizionato. Il che non è nocivo di per sé: è sempre utile il principio di precauzione come è di moda dire, ma lascia perplessi la reazione di fronte ad un provvedimento che di certo nasce su due necessità oggettive. La prima riguarda la vistosa anomalia di cui siamo testimoni impotenti, dello sfruttamento dei minori, anche piccolissimi, dediti all’accattonaggio o peggio istigati al furto dai genitori veri o presunti o meglio dai criminali che li gestiscono in condizioni aberranti. Che va decisamente stroncata, anche con il censimento con tutti i mezzi disponibili alla polizia e ai tribunali dei minorenni, se necessario anche con la presa delle impronte. La seconda più in generale ci riporta alla immigrazione clandestina e al diritto/dovere di ogni paese di agire con ogni mezzo legale per tutelare l’interesse nazionale, soprattutto nei confronti degli immigrati irregolari che per di più delinquono.

Ben venga quindi la decisione di censire la presenza dei nomadi sul nostro territorio, ricordiamolo una posizione condivisa da molti sindaci di sinistra, tra cui Cacciari. Avremo molte sorprese, tra le quali che circa la metà dei Rom sono cittadini italiani a tutti gli effetti e che invece molti degli ultimi arrivati sono semplicemente clandestini perché entrati con documenti falsi. Importante comunque che Maroni non venga descritto come una sorta di Dott. Mengele: a complicare una situazione di per sé complicata manca solo il disprezzo del ridicolo. (Margherita Boniver, Presidente Comitato Schengen, Europol, immigrazione)

Commenti
marco bianchi
01/07/08 10:42
Onestamente ho sempre
Onestamente ho sempre trovato indecente che un giornale come famiglia cristiana sia venduto alle chiese.Comunque non credo che il ministro Maroni si farà condizionare dalla lobby Charitas e dintorni.
Anonimo
01/07/08 11:54
Vero... forse Maroni non è
Vero... forse Maroni non è Mengele ma non si può giustificare la rinuncia ai principi basilari di ogni società civile in forza di un "principio di precauzione"(?)... in fondo la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni. E per concludere... se accettiamo che il fine giustifica i mezzi non siamo nella condizione di esprimere giudizi di merito nè sui mezzi tantomeno sul fine...
Grisostomo
01/07/08 12:35
Sono cattolico ma non
Sono cattolico ma non sfoglio famiglia cristiana neppure con i guanti di lattice. Questo è un vergognoso giornale simil-scandalistico, guercio dall'occhio destro, spudoratamente a favore di personaggi come la Bindi. A questi preti vanno bene i matrimoni omosessuali, e preferiscono che i bambini rom a si rotolino nel fango agli incroci. Fanno pena.
Anonimo
01/07/08 13:09
Non capisco tutto questo
Non capisco tutto questo stracciarsi le vesti per due impronte digitali. Quando vai negli USA ti prendono le impronte digitali (neonati inclusi) e nessuno si scandalizza. E poi, se non hanno nulla da nascondere di che si preoccupano. Aggiungo che dietro tutto questo can can dei cattocomunisti ci sono i finanziamenti (lauti) che certe organizzazioni non governative si prendono per gestire di volta in volta le "emergenze" rom, clandestini e via di seguito.
Anonimo
01/07/08 14:01
Il problema non sono le
Il problema non sono le impronte digitali... ma la volontà palese di schedare un gruppo... una minoranza... una razza. Nessuno conosce la deriva di tale comportamento ma se non fossimo sciocchi dovremo quantomeno porci la domanda. I ghetti ebrei sono nati più o meno allo stesso modo e forse nessuno, allora come oggi, aveva previsto le conseguenze. Ciò che mi chiedo è perchè continuiamo a nasconderci dietro un dito... a volere giustificare comportamenti che sono deprecabili non secondo me ma secondo gli insegnamenti e l'esperienza che ci deriva direttamente dalla storia. Se esiste un problema di sicurezza allora schediamo tutti... anche i nostri figli... tanto se non abbiamo nulla da nascondere che paura dobbiamo avere??? io sono d'accordo... tu?
01/07/08 14:23
Razze
E perché non prenderle a tutti i cittadini le impronte, come avviene in tanti paesi del mondo? Perché un provvedimento riservato a un'etnia specifica? In base a cosa? Che gli appartenenti a una "razza" in particolare sono più propensi a compiere crimini? Maroni non è Mengele, ma con le sue uscite ama tanto suscitare brutti ricordi. Il rigore e la legalità si possono portare avanti anche in termini meno rozzi e più liberali.
Grisostomo
01/07/08 14:43
Ma quanta ipocrisia! In fin
Ma quanta ipocrisia! In fin dei conti che sarà mai prendere le impronte digitali? Se uno non è in grado o non vuole farsi identificare è solo uno dei mezzi per farlo. La sinistra è veramente disgustosa.
Anonimo
01/07/08 15:26
A Grisostomo
Non chiederti mai perchè tutti sono convinti che la cultura stia a sinistra. La risposta sei tu...
Augusto
01/07/08 21:08
Identificazione personale indubbia
Premesso che la IDENTIFICAZIONE non "schedatura" consentirá agli enti assistenziali maggior controllo a proposito delle cure ricevute dai piccoli. Premesso questo, proporrei vivamente di raccoglere: impronte podali (neonati), digitali e DNA per tutti i cittadini italiani ed immigranti. Clandestini o meno. Dati da riportarsi in una "carta di identitá" con microcip. Questi dati, estremamente meno compromettenti e "socialmente sensibili" di una intercettazione, per metterebbero di risolvere molto rapidamente differnti casi di polizia. A voi al scelta; dalla immigrazione abusiva (appunto) al sequestro di persona passando per truffe varie ecc.
FRANCESCO PRIMO
01/07/08 22:56
La migliore che ho sentito
La migliore che ho sentito afferma che lo Stato dovrebbe invece accompagnare i bambini rom a scuola, se mai utilizzando i bus della polizia! Significa non aver capito affatto l'origine del problema; secondo me il motivo per cui i bambini rom vengono costretti a rubare, scippare, e così via, e non mandati a scuola, non deriva dal fatto che i rom non conoscano l'indirizzo della scuola più vicina, o da una degenerazione culturale, o da un pregiudizio anti-istruzione. La banale realtà è che per molte famiglie rom i bambini costituiscono la principale, e spesso l'unica, fonte di reddito, e spesso di sopravvivenza. Se lo Stato riuscisse a regalare a tutte le famiglie rom mille euro al mese, molti bambini andrebbero a scuola ed i furti diminuirebbero; e credo che complessivamente lo Stato risparmierebbe! Cordiali saluti
Anonimo
02/07/08 07:38
Le paure indotte
Ma scusate... oggi il problema sono solo i ROM, ieri erano gli albanesi e qualche anno prima i pitt bull... l'aviaria, la mucca pazza, l'ebola, l'AIDS, il buco nell'ozono, la mononucleosi, la zanzara tigre, i coccodrilli nelle fogne, e potrei continuare all'infinito... ma non vi sorge il dubbio che forse qualche paura sia generata e montata ad arte (così magari distogliamo l'attenzione dagli altri problemi magari più importanti)?
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