Per giorni ce lo siamo sentito risuonare nelle orecchie: “C’è una bella differenza tra Marazzo e Berlusconi, e sta nel fatto che il governatore del Lazio si è assunto tutte le sue responsabilità e si è dimesso”. Per giorni la sinistra si è fatta scudo delle dimissione del suo presidente, per elevare ancora una volta la questione morale a superiorità politica. Per giorni ci hanno martellato con la storia dell’autosospensione, della ricattabilità, della responsabilità di chi ricopre un incarico politico.
Bersani non vedeva l’ora di farci sopra la sua facile ironia: "Non ho visto ancora autosospeso Berlusconi. Può darsi la settimana prossima...". La Bindi fremeva per essere interpellata su questo: “Sul piano politico Marrazzo non ha insultato la classe politica italiana. La Differenza è che Marrazzo non c'è più e l'altro ha mentito e continua ad essere presidente del Consiglio”. Per non parlare dell’Idv, che è maestra nel sollevare questioni morali e giudiziarie: “Sara' il tempo a far cogliere a tutti -la differenza di comportamento istituzionale tra Marrazzo e Berlusconi”.
Il giorno dopo le deposizioni di Piero Marrazzo in procura, forse la Bindi, Bersani, quelli dell’Idv e compagni belli farebbero bene a leggere non certo quello che scrive Feltri sul suo giornale berlusconiano ma il loro giornalista di riferimento nel loro quotidiano di riferimento. Troverebbero, forse con sorpresa, una verità molto diversa nelle parole chiare e incontrovertibili del grande moralizzatore, Giuseppe D’Avanzo, che proprio a proposito delle confessioni dell’ex governatore laziale, scrive su Repubblica: “Piero Marrazzo è un cocainomane. Lo ammette, nel suo secondo interrogatorio, correggendo quel che ha detto nel primo. La cocaina sul tavolo, ripresa in segreto dal cellulare di carabinieri furfanti, era sua. L'aveva comprata e non è vero che quella polvere bianca era stata sistemata dai militari che si erano introdotti nell'appartamento con la forza. Un altro frammento di verità. Un'altra ammissione. Viene da chiedersi: ci sono altre confessioni? Marrazzo ha davvero e finalmente detto tutto? Perché a tornare indietro con la memoria, del governatore si ricordano soltanto omissioni, mezze verità, frottole”.
Lungi da noi dare lezioni di moralismo, ci chiediamo però se e quanto sia lecito continuare sulla strada della superiorità morale di questo o quel partito, di questa o quella categoria antropologica. Fossimo a sinistra, la smetteremmo di ergerci a depositari della verità e del bene assoluto e cominceremmo a fare un po’ di sana autocritica, riavvolgendo almeno per una volta, il nastro del passato per rivedere dove e quando abbiamo sbagliato. Perché in questo gioco al massacro in nome dei sacri principi del moralismo il rischio a questo punto è elevatissimo: che chi di questione morale ferisce alla fine di questione morale perisce pure.


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