Sono 17 i morti e circa mille gli sfollati del tragico disastro ferroviario che ha colpito la città di Viareggio. Per loro, per chi non ha più una casa, la notte è trascorsa tranquilla: alcuni sono stati ospitati a casa di amici, altri sono alloggiati negli alberghi messi a disposizione dal Comune. Altri ancora si sono rifugiati nella tendopoli sistemata davanti alla sede del Comune o nella palestra di una scuola, dove è stata improvvisata anche una mensa. Nelle strade si sente ancora l’odore del gas e i testimoni fanno fatica a dimenticare il boato che ha sconvolto la città poco prima della mezzanotte di ieri.
Non ce l’hanno fatta invece a superare la nottata i due bimbi salvati dalle macerie provocate dalla terribile esplosione. Una bimba di tre anni era stata ricoverata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù con ustioni sul 90 per cento del corpo e uno shock emodinamico. La piccola, della quale non si conosce ancora il nome, se n’è andata da sola, senza parenti al suo capezzale. Della piccola si sa solo che aveva origini straniere e che era giunta in ospedale alle 6 di ieri mattina in eliambulanza. È morto anche Lorenzo, il bimbo di 2 anni e mezzo che era stato ricoverato ieri in condizioni disperate all'ospedale Meyer di Firenze per le scottature. Il bambino, anche lui con ustioni nel 90 per cento, è stato dichiarato morto dai sanitari dell'ospedale nella tarda serata di ieri. I suoi genitori sono ricoverati uno a Pisa e l'altro a Padova.
Delle 17 persone che hanno perso la vita nel disastro, sono 12 i corpi carbonizzati che non sono ancora stati identificati e che verranno sottoposti agli esami del Dna. Sono 31 invece i feriti ricoverati in diversi ospedali, 10 dei quali in gravissime condizioni. Tra loro anche una famiglia intera. Le ricerche non si placano: al momento, mancano tre persone all'appello, ma con il passare del tempo è sempre meno probabile che siano rimasti sotto le macerie. Nel frattempo continua il trasbordo del Gpl dai carri cisterna ribaltati a Viareggio avviato già durante la notte. “Un'attività che sta avvenendo con le massime precauzioni” come ha assicurato il ministro dei Trasporti Altero Matteoli in una informativa urgente alla Camera.
Ancora ignote le ragioni del disastro. Nella mattinata di ieri il ministro aveva subito annunciato il varo di una commissione d'inchiesta sull'incidente ferroviario. Oggi è arrivata la nomina dei commissari. Dell’incidente si sa di sicuro solo che il treno era composto da 14 carri cisterna trasportanti butano, trainati da una locomotiva elettrica Trenitalia. Dopo 15 traverse (circa 9 metri), la ruota sinistra del primo carro è caduta all'interno del binario. In seguito allo “svio”, il carro ha urtato il marciapiede del binario dispari: il treno ha proseguito per tutta la stazione fermandosi a circa 200 metri dopo il marciapiedi, con le prime cinque cisterne ribaltate verso sinistra, le successive 2 sviate ma ancora in asse e le ultime 7 rimaste sul binario. In totale il treno ha percorso, dopo essere sviato, circa 500 metri. L'incendio è stato provocato dalla fuoriuscita del gas dalla cisterna del primo carro e dalla sua successiva deflagrazione.
Tutto il resto è un continuo incrociarsi di accuse e smentite tra le Ferrovie dello Stato, i sindacati, il ministero dei Trasporti e la Gatx Rail Europe, la società proprietaria dei vagoni. Il ministro Matteoli ha smentito categoricamente le accuse rivolte dai sindacati sulla riduzione delle risorse da destinare alla manutenzione e alla sicurezza della rete ferroviaria: “Abbiamo sempre dato priorità alla sicurezza della rete e degli impianti, cosa ampiamente testimoniata dalle risorse destinate per tale finalità nei piani delle Ferrovie dello Stato”. Per le Ferrovie – in merito alle quali l’Amministratore delegato Mauro Moretti tiene a sottolineare che “in Europa, i treni italiani sono al primo posto per la sicurezza” – l’ipotesi da valutare è piuttosto quella del cedimento di un carro del vagone che conteneva il Gpl.
“Ora bisogna verificare che quel carro sia stato effettivamente sottoposto a manutenzione”, afferma l’Ad Moretti anticipando che se il controllo è stato eseguito correttamente “allora occorrerà guardare alla normativa europea per cambiarla ed eventualmente migliorarla”. Poi il numero uno di Ferrovie dello Stato ha chiarito che il taglio dei fondi non può in alcun modo aver inciso sulla sicurezza in Italia perché Trenitalia e Fs logistica non hanno sovvenzioni dallo Stato ma contratti di servizio. Una teoria sostenuta anche dalle dichiarazioni dell’assessore regionale toscano alla Difesa del Suolo Marco Betti, per cui “la ruggine aveva parzialmente corroso il carro”. Dal canto suo la Gatx Rail ha inviato un tecnico a Viareggio per collaborare con le autorità italiane nell’indagine sulle cause dell’incidente. L’amministratore delegato Johannes Mansbart non ha voluto commentare le varie ipotesi circolate sui giornali italiani: nel caso in cui a provocare il disastro sia stato un cedimento strutturale dei vagoni, infatti, la responsabilità ricadrebbe nella società americana perché proprietaria, e non di chi ha affittato il mezzo. Secondo quando ha diffuso il ministero questa mattina il carro era stato sottoposto alla prevista revisione lo scorso 2 marzo 2009 e dai primi accertamenti non emergerebbero irregolarità. Anche il peso del carro era in regola con le prescrizioni.
Nonostante le divergenze e le diverse ipotesi al vaglio delle autorità, i responsabili chiamati in causa nell’incidente sono tutti d’accordo su un’unica cosa: la necessità di rivedere le normative europee per il trasporto in sicurezza di materiale pericoloso su ferrovia. A tal fine Matteoli ha infatti chiesto che “al prossimo Consiglio dei ministri europeo venga posto all'ordine del giorno l'approfondimento degli strumenti che garantiscono la circolazione delle merci pericolose”. Una tragedia che non era annunciata, quindi, come al contrario ha accusato il leader della Cgil Guglielmo Epifani.


