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Arcana Imperii

Vita e morte di uno 007 giordano nella Vienna dei misteri

15 Dicembre 2009

Morire a Vienna, possibilmente per cause naturali, è sempre un modo decente di salutare questo mondo per uno 007 di gran lignaggio. La capitale austriaca resta infatti un'importante area logistica ed operativa per le spie internazionali anche dopo la caduta del Muro di Berlino, sia per la centralità della posizione geografica tra est e ovest Europa, che per la non esaltante efficienza dell'intelligence locale. Senza dimenticare la presenza delle sedi di organismi quali OPEC, IAEA, OSCE.

Una stima di qualche mese fa ha quantificato in svariate migliaia il numero degli agenti segreti impegnati a marcarsi stretto tra le vie della splendida città asburgica. Lo scorso 9 dicembre il corpo senza vita del generale Said Bashir Saad Kheir, cinquantotto anni all'insegna delle trame e del pericolo, è stato scoperto in una stanza del Vienna's Imperial Hotel. Fonti della polizia austriaca hanno attribuito il decesso ad un attacco cardiaco.

Kheir è stato un autentico pezzo da novanta nel sulfureo universo dello spionaggio e delle forze di sicurezza mediorientali. Dalla fine del 2000, l'astuto militare, ha guidato il Dipartimento generale dell' intelligence giordana, diventando il primo consigliere del re Abdullah II. Una crescita d'influenza vorticosa, la sua, nei dorati palazzi del potere Hascemita, fino ad essere considerato, al picco della carriera, il secondo personaggio più influente del Paese, alla stregua del collega di mestiere, ma ben più callido, Omar Suleiman, eminenza grigia d'Egitto.

Il cinque maggio del 2005, Kheir venne rimosso dall'incarico, tra lo sorpresa dei più, con un ordine perentorio del sovrano di Giordania. La motivazione ufficiale dell'atto d'imperio fu quella della necessità di rimuovere un satrapo che fungeva ormai d'ostacolo alle riforme economiche e politiche di cui lo stato arabo abbisognava. In realtà, dopo pochi giorni, circolarono altre voci. Complotti orditi e sventati; alleanze spericolate  con personaggi invisi al monarca; rapporti troppo stretti con gli Stati Uniti, capaci d'influenzare lo stesso atteggiamento della Giordania rispetto all'invasione dell'Iraq; last but not least,  si malignò d'una malcelata gelosia di Abdullah per il troppo potere accumulato dal leader degli uffici riservati. Ora che il cuore di Kheir ha ceduto - honni soit qui mal y pense - resta il dolore della perdita d'un caro amico da parte di George Tenet, l' ex capo della Cia che tanto lo stimava.

Commenti
Marco
15/12/09 12:35
Giordania
Che la Giordania abbia un nucleo speciale come quello israeliano?
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