Venerdì 10 Febbraio 2012
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No ai minareti

I'iniziativa svizzera è stata
un voto contro "l'Islam politico"

11 Dicembre 2009

Qualcuno dovrebbe seriamente pensare di dare vita al movimento “MMCM” (Musulmani Moderati Contro i Minareti) perché il divieto di costruire nuovi minareti in Svizzera non significa che il popolo svizzero è contro i Musulmani, bensì che gli elvetici sono contro l’Islam radicale. Il Partito del Popolo Svizzero (nazionalista) ha portato avanti una campagna contro la costruzione di nuovi edifici religiosi tramite dei manifesti che rappresentano una donna coperta da un burqa nero. Alle sue spalle, una bandiera Svizzera gettata per terra viene pugnalata da una serie di minareti a forma di missile. L'immagine non potrebbe essere più eloquente: l’SVP ha dichiarato che i minareti non sono simboli religiosi ma politici e che di conseguenza sono anticostituzionali.

Nonostante ciò, il divieto ha attirato molte accuse contro gli svizzeri, bollati come razzisti. Ma queste sono le stesse persone che (in nome del pluralismo) fanno convivere quattro differenti nazionalità (e quattro differenti religioni, incluso l’Islam) nello stesso Stato. Molte le voci che si sono alzate contro l’esito del referendum: il ministro degli Esteri Bernard Kouchner ha definito il divieto una “manifestazione d’intolleranza”. I politici svedesi (che ora presiedono l’UE) pensano che “il divieto sui minareti” sia l’espressione di un pregiudizio. Tobias Billstrom (il ministro dell’Immigrazione svedese) ha detto che “certe cose in Svizzera si decidono con referendum, mentre nel mio paese ci pensano quelli del piano regolatore”. Anche Human Rights Watch ha avanzato delle riserve. E poi, stando al gran muftì egiziano, Ali Gomaa, il divieto Svizzero rappresenta un “insulto a tutti i musulmani”.

Quello che tutta queste gente fatica a comprendere, però, è che gli svizzeri non sono contro i musulmani. Loro, infatti, raramente si mettono contro qualcosa o qualcuno e il caso dell'iniziativa non fa eccezione. Gli svizzeri invece sono molto bene informati e, se c'è da prendere una decisione importante, ritornano sui banchi di scuola. E sui banchi di scuola ci sono tornati anche questa volta, per scoprire che i minareti di mezza Europa stanno diventando simboli politici in cui gli Imam radicali predicano la supremazia morale e politica della loro religione. Ecco contro che cosa ha votato il 57% degli Svizzeri lo scorso 29 novembre. Gli Svizzeri sono contro la segregazione sociale dei gay, la condanna morale degli ebrei e l’annichilimento di ogni altra religione. Sono contro le bombe umane, l’infibulazione, la lapidazione e la limitazione dei diritti e della libertà delle donne, in una parola: sono contro la Sharia.

Stando al parlamentare dell’SVP, Oskar Freysinger, l’esistenza dei minareti riflette il desiderio di potere politico: “se veramente per loro si tratta di qualcosa di decorativo e secondario, perché si danno tanta pena per quel simbolo? La realtà è che per loro il minareto è un simbolo molto forte, che rappresenta il controllo territoriale e, per adesso, credo che sia meglio non ospitarlo nel nostro paese”. La scrittrice e dissidente Ayan Hirsi Ali pensa che, nella battaglia delle idee, i simboli siano molto importanti: “Quello che gli Europei stanno capendo dell’Islam mentre studiano questa religione è che in realtà non si tratta solamente d’una religione. Infatti, l’Islam non si limita ad offrire soltanto un quadro di riferimento spirituale per relazionarsi a questioni umane come la nascita, la morte e quello che c’è dopo la vita; ma prescrive anche un modo di vivere”.

Gli Svizzeri non sono razzisti, anzi. Per certi versi potremmo dire che quello svizzero è il popolo meno razzista di questo pianeta oltre ad essere un popolo molto rispettoso ed educato. Fatevi una passeggiata per le strade di Zurigo o Ginevra e osservate bene: la Svizzera è un paese moderno, ricco e cosmopolita e le persone che abitano questo territorio condividono gli stessi valori e lo stesso atteggiamento positivo nei confronti dell’umanità. Potreste facilmente scorgere ebrei ortodossi camminare per le strade del distretto di Wiedikon a Zurigo. Noterete che si fanno gli affari loro e vivono insieme a cristiani, musulmani, atei e chiunque altro si presenti.

In realtà non dovrebbe sorprendere che questa gente sia contro la costruzione di nuovi minareti perché, come ha scritto la Hirsi Ali: "l’Islam rappresenta un’idea di come la società dovrebbe essere organizzata; della relazione che esiste tra individuo e Stato; della relazione tra uomini e donne; delle regole d’interazione tra credenti e non credenti; di come si possa imporre certe regole; e del perché un governo islamico sia meglio di un governo basato su altre idee. Questo aspetti politici dell’Islam hanno i loro simboli: il minareto, la luna crescente, la khafia e la scimitarra. Il minareto è il simbolo della supremazia islamica, è un segno di dominio che ha poi simbolizzato la conquista islamica".

Ora, la Svizzera potrà anche essere un piccolo paese, ma è certamente grande nella sua diversità. Con quattro diverse lingue ufficiali e con il 21 per cento della popolazione composta da stranieri, il mix culturale qui è una parola chiave e il pluralismo una necessità. Anche la stessa Europa è un posto molto tollerante. Se così non fosse, i musulmani avrebbero da tempo cominciato a lasciare questo territorio invece di continuare a immigrare. Il divieto sui minareti è un divieto contro l’Islam radicale, non contro i musulmani. Il loro arrivo e la loro permanenza sono ben accetti, fin tanto che non provano a imporre i loro valori nella casa del loro ospite. I musulmani moderati dovrebbero indicare la via verso un’integrazione indolore in Europa. Noi, d’altronde, abbiamo i nostri valori: la separazione tra religione e Stato è forse uno dei più importanti, e questo dovrebbero averlo notato.

 

Commenti
Augusto
11/12/09 11:24
Continuo a vedere citati i
Continuo a vedere citati i "musulmani moderati" ma la domanda è : esistono? In realtà sono sicuro che esistano, ma devono cominciare a darsi da fare, organizzarsi, farsi notare, assumere un peso anche politico perchè finora, anche nel loro caso, la "minoranza rumorosa" sta prevalendo sulla "maggioranza silenziosa".
Anonimo
11/12/09 17:15
Per Augusto: in effetti ci
Per Augusto: in effetti ci sono eccome i moderati dell'Islam, e sono la stragrande maggioranza. Rispetto a ciò che affermi sappi che per esempio, in Spagna, è nato il primo partito politico islamico moderato. L'esempio si spera possa essere seguito in ogni paese europeo che voglia dirsi civile per favorire l'integrazione anche nel quadro politico e soprattutto per distinguersi da chi, nel contesto democratico, non vuol proprio rientrare, pur vivendo sul ns. suolo!
Ritvan Shehi
11/12/09 18:21
Torna di nuovo a scuola!
----Gli svizzeri invece sono molto bene informati e, se è il caso di prendere una decisione importante, ritornano sui banchi di scuola. E sui banchi di scuola ci sono tornati anche questa volta, per scoprire che i minareti di mezza Europa stanno diventando simboli politici in cui gli Imam radicali predicano la supremazia morale e politica della loro religione. Andrea Holzer----- Beh, molto probabilmente son tornati sui banchi di una scuola specializzata in insegnamento di castronerie, visto che anche i bambini delle scuole “normali” sanno che gli imam non predicano affatto dal balconcino del minareto, bensì all’interno della moschea. Il minareto ha una funzione analoga alla torre campanaria dei cristiani, ovvero attraverso la voce del muezzin ricordare ai fedeli che è l’ora della preghiera (cosa che peraltro i muezzin si guardano bene dal fare in Svizzera, forse per non offendere le sensibili orecchie dei “padroni di casa”, tanto i fedeli “integrati” c’avranno anch’essi l’orologio a cucù per ricordarsi dell’ora della preghiera:-) ).
11/12/09 19:07
non posso rispondere
Caro Ritvan, molto simpatico il tuo commento, ma non posso riponderti: sto tornando a scuola! :-) Andrea Holzer
Fuoco di Vesta
11/12/09 21:29
Meglio prevenire...
I soliti benpensanti ripetono instancabilmente che l'esito del referendum svizzero è una negazione della libertà religiosa, in realtà non è affatto così, nessuno vieta agli islamici di pregare e di costruire moschee, tuttavia bisogna rendersi conto che anche la libertà religiosa ha i suoi limiti, ed un muezzin che richiama dal proprio minareto con l'altoparlante per 5 volte al giorno i fedeli alla preghiera (disturbando così il vicinato) questi limiti li oltrepassa abbondantemente... fosse per me bandirei anche il suono delle campane. E' vero che attualmente in Svizzera i minareti non sono utilizzati dai muezzin, ma in futuro quando "grazie" alla continua immigrazione e all'elevato tasso di natalità la presenza islamica inevitabilmente aumenterà (e con essa anche il potere politico dei musulmani) chissà... ergo proibire i minareti mi sembra una piccola ma saggia misura di prevenzione.
Fuoco di Vesta
12/12/09 00:58
L'UDC non è un partito nazionalista
Faccio comunque presente all'autore dell'articolo che il "Partito del Popolo Svizzero" (l'UDC o SVP) non è affatto un partito nazionalista ma semplicemente conservatore o se vogliamo nazional-conservatore. Purtroppo però, come spesso avviene in Europa i partiti di destra che hanno posizioni anti-sistema e che si oppongono con fermezza all'indiscriminata immigrazione clandestina vengono demonizzati se non addirittura diffamati, ergo anche l'UDC viene a volte definita dai media, in malafede, per ignoranza o conformismo (nel senso che si ripropone acriticamente un’etichetta affibbiata altrove) come un partito nazionalista, populista, xenofobo, razzista di estrema destra o peggio, il discorso è il solito, etichettare fa evitare di ragionare... Comunque tanto per fare un paragone, non sentirete mai dagli esponenti dell'UDC esternazioni simili a quelle fatte da taluni leghisti.
12/12/09 12:52
Mettiamola così:
Mettiamola così: dall'elezione di Blocher(1979)in poi, lo Schweizerische Volkspartei, si è allontanato sempre di più dalle tradizionali posizioni moderatamente conservatrici e vicine alla classe agricola/rurale del paese, per arrivare a occupare l'ala destra del Parlamento. Io lo definisco nazionalista perchè non mi interessano le etichette che i partiti si affibiano da soli: in questo caso sarebbe un'etichetta nazional-popolare. Sto invece attento alle poolitiche che un partito propone. E lo Schweizerische Volkspartei, ha proposto iniziative nazionaliste nel senso più puro del termine.L'Svp si è opposto )e continua a opporsi) all'Unione Europea in nome di un'identità nazionale svizzera. Questa iniziativa contro i minareti l'ha portata avanti in nome dell'identità culturale nazionale e, tanto per fare un altro esempio, ora questo stesso partito vuole cacciare addirittura i tedeschi (!) che negli ultimi dieci anni si sono trasferiti in Svizzera, sempre in nome dell'identità nazionale. Ora, mi perdoni, ma se il nazionalismo è inteso come quella dottrina politica che punta all'affermazione della nazione intesa come identità collettiva ritenuta depositaria di valori culturali tradizionali ed esclusivi, non vedo perchè non si possa definire nazionalista un parito che persegue esattamente (e quasi esclusivamente) questo tipo di politiche. Andrea Holzer
FuocoDiVesta
22/12/09 23:54
Per Andrea Holzer
Che l’UDC voglia cacciare i tedeschi dalla Svizzera mi è nuova, so che esistono tensioni tra svizzeri-tedeschi e tedeschi a causa della folta immigrazione e del fatto che i tedeschi si accontentano mediamente di stipendi più bassi di quelli dei loro colleghi svizzeri "rubandogli" di fatto il lavoro (l’immigrazione tedesca è altamente qualificata), ma non ho mai sentito paventare espulsioni di massa di tedeschi e francamente stenterei a credere che l’UDC abbia proposto qualcosa del genere. Nessuno poi mette in dubbio il fatto che il programma dell’UDC sia incentrato sulla difesa dell’identità nazionale/culturale (caratteristica comune a qualsiasi partito nazional-conservatore) tuttavia non mi sembra che questo partito propagandi un’esaltazione della nazione svizzera tipica dei nazionalismi, anche la contrarietà all’entrata nell’Unione Europea è motivata dal timore (oserei dire comprensibile) di perdere la propria autonomia oltre che la caratteristica neutralità, forse un termine più idoneo per definire tale partito è "sovranista", termine pressochè sconosciuto da noi ma molto utilizzato in Francia per definire movimenti simili.
malatesta
26/01/10 16:38
bhé.. io in svizzera ci
bhé.. io in svizzera ci abito... e conosco molto bene la politica del partito popolare, non c'é niente di "studiato su i banchi di scuola" nell'iniziativa. si è puntato sulla paura e l'immagine della bandiera bucata dai minareti e della donna "imburkata" richiama l'arcaica paura dello staniero che s'impadronisce della terra e delle donne. l'svp ha promosso alre iniziative con manifesti espliciti e usando un linguaggio molto poco politicamente corretto. e le ricordo che nel 1970 ci fu un referendum per mandare tutti gli stranieri a casa. le racconto inoltre, che assistii ad una partita tra una squadra nazionale africana e la nazionale svizzera, prima di cominciare la partita mandaro nel maxischermo uno spot antimmigrazione che sintetizzato diceva: cari africani, la svizzera non è il paradiso, statevene a casa vostra. se queste iniziative fossere state prese in italia si sarebbe gridato allo scandalo.. ma qui non hanno fatto quasi) neanche una piega. gli svizzere non sono il paese meno razzista del mondo, il fatto che sia pieno di stranieri non basta a qualificarlo come antirazzista, semplicemente è un paese che ha usufruito dell'immigrazione, come ha fatto gli stati uniti per esempio, aveva bisogno di manodopera e ne ha trovato di buona a basso costo. di certo non è nemmeno il paese piu' razzista del mondo. io sono felicemente ateo.. e l'islam mi sta sullo stomaco esattamente come la chiesa cattolica. la separazione tra stato e chiesa vale solo se la chiesa non è quella "tradizionale".
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