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Volere volare

Nasce la nuova Alitalia e all'orizzonte rispunta Air France

27 Agosto 2008

 Si chiama Compagnia Aerea Italiana e conta  16 soci, la new company che garantirà un futuro ad Alitalia. E’ nata ieri (Rocco Sabelli è stato nominato amministratore unico) e nei prossimi giorni sarà trasformata in SpA e dotata di un consiglio di amministrazione presieduto da Roberto Colaninno, con Rocco Sabelli amministratore delegato. La nuova società (il cui capitale ammonta a un miliardo di euro) rileverà il marchio e le attività di volo della compagnia di bandiera, rotte,  flotta (integrata con quella di Air One) e una parte dei dipendenti attuali.

Il primo concreto passo verso il salvataggio della compagnia di bandiera è stato quindi mosso, ma gli occhi restano puntati sul Consiglio dei Ministri di domani che dovrebbe dare semaforo verde a  una riforma complessiva degli strumenti legislativi a disposizione per affrontare crisi aziendali come quella di Alitalia, unificando le attuali leggi Marzano e Prodi.

Solo dopo sarà possibile procedere, come previsto dal Piano Fenice, allo spacchettamento della compagnia. Da una parte la nuova società sostenuta dalla cordata italiana e integrata con AirOne, dall'altra la vecchia Alitalia, una "bad-company" carica di debiti ed esuberi.

In un momento successivo subentrerà una “alleanza forte”. E partendo dal presupposto che la nuova Alitalia non potrà fare a meno di un partner internazionale, continuano i contatti con le grandi compagnie aeree straniere, Lufthansa e Air France-Klm in primis che starebbero mettendo a punto in questi giorni le rispettive proposte di partnership. I francesi (la vera sorpresa è il rientro in pista di Air France) hanno convocato per domani un consiglio di amministrazione straordinario. La riunione si terrà all'indomani di un incontro a Parigi tra una delegazione di top manager  di Intesa SanPaolo in cui sarà illustrato ai vertici della compagnia franco-olandese il piano. Ma i vertici di Intesa, secondo indiscrezioni, avrebbero comunque in programma anche un incontro con il management di Lufthansa.

Venerdì, il cda di Alitalia sarà impegnato su due fronti: dovrà approvare i conti del semestre e chiedere la procedura di amministrazione straordinaria che porterà al commissariamento della vecchia Alitalia, dal momento che le perdite al 30 giugno, stimate in 400 milioni, rendono impossibile la prosecuzione dell'attività (i nomi più accreditati per il nuovo commissario sono quelli dell'ex ministro Augusto Fantozzi e l'ex ad dell'Enav Massimo Varazzani).

La settimana rovente di Alitalia era cominciata con una riunione milanese nel corso della quale l’ad in pectore Rocco Sabelli aveva presentato ai soci privati della cordata il piano. Ieri il dossier è passato nelle mani del Governo: i ministri dell'Economia Giulio Tremonti, delle Attività Produttive Claudio Scajola e delle Infrastrutture Altero Matteoli hanno infatti incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta per fare il punto sull'aggiornamento della legge Marzano - con cui il cda di Alitalia, venerdì prossimo, dovrebbe chiedere di avviare l'amministrazione straordinaria - e sulla gestione degli esuberi. Non sembra un percorso in discesa infatti, quello che vedrà il confronto con i sindacati per quanto riguarda il nodo contrattuale e gli esuberi (il piano Fenice dovrebbe prevedere tra i 6mila e i 6500 lavoratori in esubero, anche se per una parte di questi il piano ipotizza la riconversione e l'impiego nella newco in cui dovrebbero confluire le attività redditizie della compagnia).

L’ultima parola sull’intera questione spetterà  comunque al Presidente del Consiglio, che dopo aver riaperto i giochi mettendo in discussione la vendita della compagnia di bandiera ad Air France, dovrà chiudere il cerchio e rimettere in pista Alitalia.

Commenti
Antonio
27/08/08 00:00
Pantalone
L'unica cosa che accomuna l'attuale e i vecchi governi è che, i vecchi hanno finanziato per decine di anni l'alitalia con migliaia di miliardi di vecchie lire prese dalle tasche dei contribuenti Italiani. Il governo attuale, venderà la parte redditizia ai soliti noti, amici degli amici, facendo pagare i debiti della parte "bad" ai contribuenti Italiani, come al solito. Poi la rivenderanno o all'airfrance o alla lufthansa a prezzi maggiorati, alla faccia del declamato" Non venderemo mai l'alitalia allo straniero" Il vecchio detto vale sempre " FRANZA O SPAGNA, PURCHE' SE MAGNA"
27/08/08 00:02
Lo stoppatore
Occhio, c'è un refuso alla fine dell'articolo: non è stato Berlusconi a "stoppare" l'accordo con Air France, è stato Epifani spalleggiato dal sindacato dei piloti. Non facciamo confusione, altrimenti poi s'alza Di Pietro e dice di aver ragione.
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