Martedì 9 Febbraio 2010
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Nave dei veleni: "Nessun pericolo: affondato durante la Grande Guerra"

29 Ottobre 2009

"La Catania non è la nave dei veleni, ma una nave passeggeri, affondata durante la Prima guerra mondiale, nel 1917''. Lo ha dichiarato il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in una conferenza stampa con il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso. Quest'ultimo ha aggiunto: ''Fino a 300 metri di profondità e per un raggio di sette chilometri sono da escludere tracce di contaminazione radioattiva''.

Secondo quanto è stato spiegato, la nave passeggeri Catania risulta dell'armatore 'Società marittima italiana' di Genova. Costruita a Palermo nel 1906 è stata silurata nel corso della Prima Guerra Mondiale da un sommergibile tedesco il 16 marzo 1917 a largo di Cetraro nel viaggio di ritorno sulla tratta Bombay-Napoli. Non è - si legge sul dossier del ministero dell'Ambiente - della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e del reparto ambientale marino del corpo delle capitanerie di porto, e non è neanche una nave dei veleni, anche perché non contiene bidoni.

Dopo l'annuncio, il ministro ha ritenuto quindi necessario chiedere che vicende di questo tipo vengano trattate con più prudenza e responsabilità: "Abbiamo registrato un tentativo di soffiare su questa vicenda da parte di chi, amministratori e sindaci, avrebbero dovuto agire con più cautela", ha detto la Prestigiacomo aggiungendo che ci sono state delle ostilità "a tutti i costi" delle autorità regionali verso il Governo. "Oggi - ha concluso il ministro - è giusto rassicurare al più presto l'opinione pubblica e la popolazione calabrese".

Il procuratore Grasso ha dunque dichiarato il caso del relitto di Cetrario chiuso anche se, ha tenuto a sottolineare, "quello dell'inquinamento, in generale, della Calabria è sempre aperto". Grasso ha proseguito che "serve certo un programma organico di interventi, per la Calabria, per accertare se vi è necessità di bonifiche alle quali procedere con risorse adeguate". Tuttavia il procuratore ha sottolineato che finora "si è certamente causata una vittima: l'area di Cetraro e la Calabria. Perché gli operatori turistici guardano con timore alla prossima stagione, perché la popolazione si sente in pericolo temendo per le condizioni di salute, perchè i pescatori hanno smesso di pescare".

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