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Il rischio di una deriva laicista

Nel Pd esplode il caso Bonino. L'altolà della Cei: "Incompatibile coi cattolici"

18 Febbraio 2010

Emma Bonino è “un mattone comune nella casa del Pd” dice Bersani. No, quel mattone la casa rischia di farla crollare ancora prima di tirarla su, ribatte L’Avvenire. Dopo l’addio della Binetti ai democrat, il caso Bonino esplode dentro il partito e nel mondo cattolico.

Gli effetti immediati stanno nel botta e risposta tra il leader Pd e il quotidiano dei vescovi, ma la questione è ben più ampia perché dal Lazio dove il Pd subisce l’autocandidatura della senatrice radicale, amplifica un tema più generale che come rileva il vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello non può essere derubricato, come fa D’Alema, a semplice “dicotomia tra integralismo e militanza in un partito plurale”.  

La querelle tra Bersani e il direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio segnala proprio questo. Il quotidiano dei vescovi denuncia senza riserve “una incompatibilità irriducibile'' tra la candidata del centrosinistra alla presidenza del Lazio e i cattolici. Sulle stesse pagine del giornale cattolico, a stretto giro arriva la risposta di Bersani convinto del fatto che candidare la Bonino significa “porre un mattone nella casa comune del partito democratico''. Passaggio che il direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio stigmatizza duramente quando spiega che i radicali che “si candidano ad assumere addirittura la rappresentanza del sentire cattolico”, rappresentano un caso “curioso quanto inquietante”. Messaggio a nuora (Bonino) perché suocera (Bersani) intenda è il passaggio successivo del ragionamento di Tarquinio il quale sottolinea che rivendicare battaglie comuni al fianco dei cattolici è “a dir poco” una “operazione insensata e truffaldina. Siamo davanti a un autentico insulto all'intelligenza e alla memoria collettiva degli italiani”.

Le ragioni sono chiare: su vita, famiglia, difesa della libertà educativa, solidarietà sociale e visione del mercato e del lavoro “i radicali predicano sistematicamente l'opposto di ciò che afferma la dottrina sociale della Chiesa” osserva il direttore dell’Avvenire che lancia l’affondo finale: nessuno può stravolgere “la visione cristiana della vita” ed “Emma Bonino meno di tutti”. Bersani difende la senatrice Pd-Radicale e la scelta di candidarla a nome del centrosinistra, poi affronta la questione spinosa delle defezioni cattoliche dal partito, ultima in ordine temporale quella di Paola Binetti approdata all’Udc.

“Le culture del Pd non possono vivere da separate in casa. Piaccia o no questo è il nostro progetto” rimarca respingendo le accuse di indifferenza rispetto ai numerosi abbandoni di esponenti cattolici, specie dopo la candidatura della Bonino nel Lazio. “Non mi si può accusare di sottovalutare la funzione della cultura cattolica nella vita pubblica del Paese” nè di avere “un atteggiamento di sufficienza sulla questione” scrive il segretario democrat nella replica all’Avvenire. Il punto vero, secondo Bersani, sta nel fatto che la costruzione del partito “pretende uno sforzo di convergenza e di mescolanza sul piano del progetto politico” e dunque “le defezioni o le adesioni” avvengono su questo piano. Discorso che vale tanto per Bonino, quanto per Binetti.  

Come a dire che quei cattolici che hanno deciso di andarsene lo hanno fatto perché non sono stati capaci di integrarsi nel progetto comune del Pd. Un modo piuttosto sbrigativo di liquidare la questione che nelle file del Pdl viene letta come un redde rationem che prima o poi doveva arrivare, perché come osserva Gianni Alemanno le “enormi distanze tra la Bonino e i cattolici dovevano venire a galla” e il monito dell’Avvenire sta lì a dimostrarlo su un punto-chiave: la tutela della vita e della famiglia sono temi sui quali  “non possono esistere mediazioni politiche o culturali”.

Né si può accettare, osserva Barbara Saltamartini responsabile pari opportunità del Pdl, che la Bonino “si proponga quale novella interprete del sentire cattolico, come ha evidenziato con parole chiare e coraggiose il direttore dell’Avvenire”. Non a caso, Fabio Rampelli, deputato Pdl rimarca che se per Bersani la Bonino rappresenta un mattone comune nella casa del Pd, in questa casa “i cattolici non possono trovare posto”.

Se il Pd prova a togliersi dall’imbarazzo, la dura presa di posizione del quotidiano dei vescovi italiani segnala che la questione ha già travalicato i confini del Lazio. Con buona pace di Bersani e D’Alema.

 

Commenti
Esatau
18/02/10 08:53
Podestà d'Italia
Il PD è nato con un atto di arroganza, l’ultimo di una lunga catena degenerativa che, per quanto fattasi virulenta dopo il crollo dell’URSS, ha le sue radici nell’antica linea togliattiana del dialogo con “i cattolici”. Una linea malintesa all’interno dello stesso PCI, dove nel corso dei decenni ha prodotto un Partito disposto a farsi democristiano piuttosto che socialista. Per quanto riguarda i toni odierni di “Avvenire”, essi sono i soliti toni da “podestà” d’Italia e stupiscono solo coloro che vogliono farsi stupire. Il quotidiano dei vescovi rileva che il lungo e vecchio equivoco, prodottosi attraverso la strisciante inversione dei termini culturali della lontana linea togliattiana e poi berlingueriana, non giunge a definitivo compimento. L’uscita dal PD della senatrice Paola Binetti e di altri teodem simboleggia questo fuoripista all’ultimo chilometro ed evita l’estrema unzione alla sinistra italiana. Ora c’è la sala di rianimazione, dove sarà importante che attorno al capezzale ci siano più medici che becchini. Ma l’assenza del Presidente di sé stesso Francesco Rutelli dona qualche speranza in tal senso.
Andrea Spanu
18/02/10 10:57
Incompatibili sono integralismo e democrazia
Nel Partito Democratico sono presenti moltissimi cattolici, sia nella base che nella rappresentanza parlamentare. Il problema della Binetti (e il problema di "Avvenire" nei confronti della Bonino) è l'integralismo religioso, che è ovviamente incompatibile con la democrazia e con la libertà. Questi soggetti pretendono, e lo scrivono senza giri di parole, che i precetti e i dogmi della chiesa cattolica vengano fatti propri dalle leggi dello Stato. Bene, se questa è la loro strada nel PD non hanno e non avranno cittadinanza, dato che un partito non può essere al contempo "democratico" e "integralista". I cattolici laici invece sanno distinguere fra istanze legittime (pretendere di professare in piena libertà la propria religione, il che è garantito dalla Costituzione) e istanze impossibili (imporre agli altri per legge il rispetto di un codice religioso). Quanto al riferimento di "Avvenire" sulla incompatibilità delle battaglia condotte dalla Bonino e popolo cattolico, i risultati dei referendum sull'aborto e sul divorzio stanno a dimostrare che il quotidiano della CEI non si ricorda, o finge di non ricordarsi, come andarono le cose.
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