Mercoledì 23 Maggio 2012
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Lessons Learned dall'Abruzzo

Giuliani non è attendibile, ma l'Italia
ha fatto poco per prepararsi al sisma

Intervista a Robert Holdsworth di

Andrea Holzer

11 Aprile 2009
L'Aquila.jpg
Un uovo di Pasqua gigante per i bambini colpiti dal terremoto.

A sentire le varie trasmissioni radiofoniche e televisive (anche troppe e spesso troppo grossolane o non qualificate), incentrate in questi giorni solo e soltanto sugli avvenimenti tragici di L’Aquila e dintorni, un nome su tutti sembra svettare nel mare magnum di improperi e maledizioni. Giampaolo Giuliani (che aveva comunque previsto il sisma in tempi e luoghi sbagliati) sembra essere diventato il simbolo di un mancato intervento da parte del governo che avrebbe potuto salvare centinaia di vite umane. In realtà gli scienziati ci dicono che i terremoti non si possono prevedere. Dopo Patrizia Macrì, tocca a Robet Holdsworth, geologo di fama mondiale dell’università di Durham in Inghilterra, ribadire il concetto: si deve essere preparati ai terremoti, non tentare di prevederli.

Professore, Lei ha dichiarato che l’Abruzzo è una regione che “è stata spinta verso l’alto in un’era geologicamente recente e che ora sta affondando sotto il suo stesso peso”, può spiegarci meglio questa affermazione?
L’Italia è soltanto una piccola parte di una zona di collisione tra Africa ed Eurasia. Una zona di subduzione localizzata sotto quella che voi chiamate la costa Adriatica ha causato una compressione che a sua volta ha spinto verso l’alto la catena montuosa degli Appennini. Ora, il problema è che questa catena montuosa è diventata instabile dal punto di vista gravitazionale e sta lentamente collassando, mentre allarga la crosta terrestre e causa la formazione di faglie. Queste faglie sono di tipo sismo-genico e lo sono state per molte migliaia di anni.

Si fa un gran parlare di Giampaolo Giuliani, il ricercatore dei laboratori del Gran Sasso che avrebbe predetto il terremoto. Le autorità Italiane lo hanno denunciato per “procurato allarme”. Secondo Lei, il governo dovrebbe prendere in considerazione allarmi di questo tipo? O crede che causerebbe reazioni eccessive?
Da quello che mi pare di capire, Giuliani ha sbagliato nel predire sia il punto esatto del terremoto, sia il momento in cui si sarebbe scatenato. Non si possono prevedere le scosse telluriche con un’approssimazione accettabile né dal punto di vista del luogo che dell’ora esatta in cui avverrà. Inoltre, quello della previsione non è un metodo accettabile perché può facilmente degenerare nel famoso grido ”al lupo, al lupo” con tutte le sue conseguenze. 

Che metodo ha impiegato Giuliani per le sue previsioni? A sua detta, determinante sarebbe l’osservazione del comportamento di un gas chiamato “radon”. Questo metodo non è «ufficialmente accettato»dalla comunità scientifica, come ha dichiarato il segretariato delle Nazioni Unite che si occupa della Strategia internazionale per la riduzione dei disastri (Isdr).
Il “radon” è un gas radioattivo molto comune nelle falde acquifere. Quando la pressione dei fluidi cala a causa di un terremoto imminente, questi gas vengono fuori da una soluzione (come le bolle in una bottiglia di birra quando la stappi) e sono quindi veicolate verso l’esterno per mezzo delle falde. Questo processo comporta normalmente un innalzamento della concentrazione di “radon” negli strati più superficiali e nelle falde acquifere, che può essere misurata. Il problema è che la maggior parte di questo processo avviene dopo il terremoto e di conseguenza la precisione di questo metodo è scarsa. In pratica, il “radon” si manifesta ma non può essere un fattore di previsione attendibile.

C’è chi ha detto che un terremoto di magnitudine 6.3 avrebbe causato pochissimi danni (rispetto a quello che è successo a L’Aquila) se fosse accaduto in posti come la California o il Giappone. Lei che ne pensa?
No, non sono d’accordo. Un terremoto di questa magnitudine causa sempre gravi distruzioni. Anche se, a dirla tutta, la conformazione geologica e il modo in cui sono stati costruite le case possono avere un’enorme influenza sulla vastità dei danni a persone o cose. Molto spesso è il posto in cui si costruisce e cosa si costruisce che conta (per esempio: una roccia solida è un buon posto in cui costruire mentre i depositi alluvionali non lo sono, ovviamente).

I suoi scienziati si stanno dirigendo all’Aquila per studiare la catastrofe? Che cosa esamineranno di preciso?
I miei scienziati si concentreranno sulla ricerca di falde scoscese (le cosiddette fault scarps), che possiamo definire come grosse lacrime sulla superficie delle rocce. Queste si formano nel momento in cui la falda che ha causato il terremoto raggiunge la superficie della crosta terrestre.

Lei ha dichiarato che le autorità italiane non hanno investito a sufficienza nella prevenzione dei terremoti, nonostante il nostro sia un paese ad elevata intensità sismica. E ciò contrariamente al Giappone, per fare un esempio tra i più citati. Conferma questa dichiarazione?
Anche se non posso dare pareri in merito alle spese pubbliche di un paese, visto che sono un geologo e non un politico, ammetto di aver dichiarato che l’Italia, come d’altronde altre nazioni europee, potrebbe non aver calibrato le sue spese in maniera ottimale, così da fronteggiare al meglio l’eventualità di un terremoto.

Cosa si può fare nel caso di antichi edifici come la chiesa di Santa Maria di Collemaggio?
Nel caso di un monumento antico, purtroppo, si può fare ben poco. Comunque, il fatto che molti degli antichi monumenti italiani sono ancora lì, rappresenta una buona testimonianza della loro resistenza al terremoto. Ricordiamoci, però, che nessun edificio sarà mai completamente a prova di terremoto.

Che si sente di consigliare alle autorità italiane?
Il consiglio che mi sento di dare alle autorità italiane e a chiunque si trovi nella condizione di dovere pianificare contro i terremoti è semplice: tentare di adeguare il progetto di un edificio o di un luogo e avere una chiara conoscenza delle zone più a rischio, in modo da concentrare gli interventi.

Il professor Robert Holdsworth è direttore del Consiglio di Studi e docente di Geologia Strutturale al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Durham in Inghilterra. 

Commenti
Anonimo
11/04/09 12:06
Basta pagare il canone per
Basta pagare il canone per poi trovarsi san santoro a OFFENDERE la Protezione Civile. Lui cosa fa e ha fatto per gli abruzzesi????? Dovrebbe vergognarsi e nascondersi, scomparire, come i comunisti dal parlamento (meno male) e dalla storia (idem). Giornalista dei miei c...
Leonardo
11/04/09 13:44
Giuliani ha avuto piena ragione
Vorrei sottolineare che Giuliani NON ha mai detto che ci sarebbe stato un terremoto a Sulmona. E aggiungo anche che Giuliani, 2 ore prima del tragico sisma del 5 aprile, ha fatto uscire di casa tutta la famiglia perché il livello di RADON era arrivato ormai alle stelle e il tecnico era praticamente certo che entro poche ore ci sarebbe stata una grossa scossa. Se all'Istituto Nazionale di Geofisica avessero avuto l'umiltà di sentire le parole di Giuliani, la popolazione sarebbe stata allertata e in tanti avrebbero dormito FUORI casa. E invece niente: "State tranquillo, va tutto bene".....si è visto infatti chi ha avuto torto e chi ha avuto ragione.
Leonardo
11/04/09 13:48
Il Governo non ha colpe
Poi che il Governo non abbia colpe è a tutti evidente. Stupisce il grottesco tentativo attuato da tre mesi dagli enti locali di tranquillizzare la popolazione relativamente alle continue scosse che da Natale si sono ripetute con inquietante costanza fino al tragico epilogo.
12/04/09 22:54
Determinazione del radon
Capisco i toni polemici dell'immediato post-terremoto per i più svariati motivi ma prima si può fare anche un tentativo per verificare la fondatezza o meno dei dati. http://coseinteressanti.altervista.org/radon.pdf (copia/incolla sulla barra di comando) DETERMINAZIONE DELLA RADIOATTIVITÀ DI UN’ACQUA tratto da “Esercitazioni di Fisica Pratica” Prof. Giuseppina Aliverti, Ist. Sup. Navale di Napoli, Facoltà di Scienze Nautiche Editore Ulrico Hoepli Milano 1968
12/04/09 22:57
Determinazione del radon
Capisco i toni polemici dell'immediato post-terremoto per i più svariati motivi, ma prima si può fare anche un tentativo per verificare la fondatezza o meno dei dati. http://coseinteressanti.altervista.org/radon.pdf (copia/incolla sulla barra di comando) DETERMINAZIONE DELLA RADIOATTIVITÀ DI UN’ACQUA tratto da “Esercitazioni di Fisica Pratica” Prof. Giuseppina Aliverti, Ist. Sup. Navale di Napoli, Facoltà di Scienze Nautiche Editore Ulrico Hoepli Milano 1968
martino guarino
16/04/09 14:46
Una ricerca da portare avanti
I terremoti e le eruzioni come tutti sappiamo non sono ancora prevedibili.....ma i rischi sono prevedibili grazie alla ricerca e agli eventi storici del passato. Sappiamo molto bene le aree soggette a forti rischi sismici e vulcanici, ma non abbiamo sino ad oggi attuato le norme di prevenzione e di sicurezza su i rischi che il nostro fragile territorio ha. Le ricerche continuano abbastanza bene, anche se non si stanziano abbastanza fondi per un campo così importante. Giampaolo Giuliani è un ricercatore e non ha fatto altro che portare avanti una ricerca importante che anche altri ricercatori di altre parti del mondo continuano a fare. Primo tra tutti la Russia che ha iniziato la ricerca sul radon per il rischio sismico già diversi anni fa. Giuliani ha eliminato tutte le interferenze sul radon per verificare più dettagliatamente e sperimentalmente una eventuale previsione di una scossa più o meno violenta. Così è stato... dai rilevamenti del radon ha capito che qualcosa di tragico poteva accadere da un momento all'altro. Adesso che ciò è accaduto tutti possono pensare ciò che vogliono, ma questo ricercatore ha fatto ciò che doveva fare...avvisare, ma è stato sottovalutato, criticato ed incolpato di falso allarme. I ricercatori del suo campo che lo hanno criticato, ma anche tutti coloro che non appartengono al campo della ricerca di questi fenomeni naturali dovrebbero vergognarsi. Non dimentichiamoci che Galileo anche fu fortemente criticato per aver detto che la terra girava intorno al sole. Credo che grazie a Giuliani si aprirà un nuovo campo nella continuazione della ricerca delle previsioni sismiche dovute al radom.....forse non riuscirà il radon a dire con esattezza l'ora del sisma....ma sicuramente sarà un campanello di allarme di un sisma che si verificherà da lì a pochi giorni.....e sarebbe questo un grandissimo risultato per la ricerca scientifica e per tutti coloro che vivono in queste aree. Giampaolo Giuliani, continua nella tua ricerca! Da Martino Guarino
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