Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Il rovescio della medaglia

Quello delle lampade a basso consumo è un business ad alto rischio

10 Marzo 2010

Dal 1 settembre dello scorso anno  sono sparite dagli scaffali dei negozi di elettricità  (o dovrebbero essere sparite) le lampadine con potenza maggiore o uguale a 100 watt, quest’anno scompariranno quelle da 75 e così via sino al 2012 quando le lampadine ad incandescenza non saranno più commercializzate in Europa. Questo  è il risultato della direttiva europea dello 8 dicembre 2008  assunta nel quadro del Piano clima-energia: quello famoso nel quale gli europei si auto imponevano il famoso piano "20:20:20" sull’energia castrando la propria industria a vantaggio dei competitori dei Paesi che si erano ben guardati di applicare il protocollo di Kyoto ed i suoi limiti che si sono mostrati oggettivamente irraggiungibili.

Un aspetto della direttiva, come conseguenza della volontà del Piano di ridurre i consumi energetici del 20% entro il 2020, era quello di passare, gradatamente ma rapidamente, all’uso di lampadine a basso consumo, le LBC,  che hanno l’innegabile vantaggio di produrre la stessa quantità di luce consumando fino a cinque volte meno corrente e durando (questo è da vedere nella realtà) sino a cinque volte in più della vita media delle vecchie lampadine ad incandescenza.

Primi della classe nell’applicazione della Direttiva, Francia,Austria ed Irlanda che la hanno già inserita nella loro legislazione nazionale. Tutto bene quindi? Si attendono gli altri 24 paesi che stentano, però, ad esercitare il loro diritto al risparmio energetico con altrettanta solerzia.

Nella realtà, anche nei tre primi apripista dopo la corsa in avanti cominciano a nascere dubbi e problemi che rischiano di mostrare come questa scelta, forse, non sia stata proprio la migliore sotto molti punti di vista. C’è anzi chi direttamente indica che il cambio obbligato delle lampadine si sta rivelando una “falsa buona idea”. Vediamo perché.

Le lampadine ad incandescenza, LAI , sono formate da un bulbo leggero di vetro, riempito di gas inerte per evitare che rompendosi divenissero pericolose con l’esplosione in mille pezzi, e di  un leggero filamento di tungsteno che arrivava al calor bianco al passaggio della corrente. Da qui la prima critica; nelle LAI il 95% dell’energia elettrica serve a produrre calore mentre solo il 5% dà effettivamente luce: ne deriva bassa efficienza luminosa ma produzione di calore. Per una LBC questi valori si invertono. In inverno però, quando è maggiore la necessità di fare luce, le LAI contribuiscono anche a scaldare l’ambiente mentre è necessario compensare con altra energia la mancanza di riscaldamento prodotto dalle LBC.

Un altro punto importante è che il peso percentuale dell’energia consumata per l’illuminazione è marginale rispetto a quello di altre voci quali gli elettrodomestici o il condizionamento (in Francia è addirittura del solo 10%) per cui non si comprende quale enorme impatto l’uso delle LBC possa produrre effettivamente sui consumi energetici.

I problemi, però, sono altri e più rilevanti tanto che alcuni ecologisti più illuminati e seri all’estero stanno già mettendo il dito sulle piaghe reali che sono generate da questa scelta. In primis il fatto che le LBC contengono del mercurio; e questo con buona pace del fatto che sarebbe (e volontariamente usiamo qui il condizionale) presente non più di 3 milligrammi per lampadina in ossequio ai limiti stabiliti a livello comunitario. Il mercurio è altamente velenoso tanto che lo hanno eliminato da tempo  anche dai termometri levando il gusto ai ragazzini di giocarci quando il bulbo si rompeva.

Recentemente un’associazione di medici francesi con 2500 membri, l’ASEF, ha concluso uno studio dal quale emerge che le lampadine a basso consumo sono sì inoffensive... sintanto che non si rompono. Infatti, se si verificasse  questo caso, il suggerimento è di aerare la stanza dove si è prodotta la rottura per almeno una quindicina di minuti, di raccogliere i pezzi di vetro e quantaltro fosse fuoriuscito non con l’aspirapolvere ma con paletta e scopettino, indossando dei guanti, di raccogliere i pezzi in un contenitore ermetico e continuare a ventilare la stanza ancora per alcune ore. Catastrofismo o ragionevole precauzione?

Un altro problema che emergerebbe, sempre in Francia vista che il paese è partito lancia in resta sul tema, sarebbe dovuto al fatto che le lampadine produrrebbero dei campi elettromagnetici particolarmente forti  a piccola distanza i quali, potenzialmente, potrebbero essere pericolosi per la salute se queste affermazioni corrispondessero a verità. Su questo tema il dibattito tra catastrofisti da una parte e tecnici scettici dall’altra è acceso e solo agli inizi perché le misure necessarie non sono semplici e ancor meno lo è la modalità di standardizzazione delle stesse. Ad oggi la bagarre tra le due fazioni, i catastrofisti e gli scettici ad oltranza, continua senza che si sia arrivati a nulla di concreto: staremo a vedere se mai si otterranno risultati riproducibili e certificati.

Qui è opportuno fare soltanto alcune riflessioni comparando le vecchie lampadine ad incandescenza e le LBC: la composizione complessiva di queste ultime è certamente da tenere sotto controllo perché contiene materiali notoriamente inquinanti e pericolosi tanto che già adesso stanno nascendo opportuni centri di raccolta specifica e di smaltimento. Possiamo, forse, essere sicuri del controllo dei limiti di mercurio per quelle prodotte nei paesi avanzati ma molto meno fiducia andrebbe posta per i prodotti provenienti da altri paesi e che stanno inondando l’Italia soprattutto sulle bancarelle per le strade ed a prezzi pericolosamente stracciati.

Le LBC fanno consumare, a parità di luce prodotta, sino a cinque volte meno di quelle a incandescenza: è vero ma sono anche almeno cinque volte più massicce e pesanti racchiudendo vari materiali. La domanda da porsi, quindi, se veramente si vuole fare un bilancio energetico serio di un prodotto industriale e dei servizi che fornisce, non è soltanto il risultato finale della catena, cioè quanta sia l’energia risparmiata. Bisogna anche chiedersi, come ben sanno gli economisti, quale sia “ l’energia utilizzata” per la creazione di una unità di prodotto, cioè una singola lampadina a basso consumo ma cinque volte più pesante di una semplice ampolla a luminescenza.

Qualcuno presenterà mai dei dati per convincerci in maniera inequivocabile che era veramente necessario, energicamente giustificato ed utile per l’ambiente passare dall’incandescenza al basso consumo? Speriamolo.

Commenti
Alessandro T
10/03/10 09:50
Non ci convinceranno mai
Del tutto d'accordo... e a tutto questo si potrebbe aggiungere il fatto che le lampadine a basso consumo risparmiano energia perché emettono uno spettro di luce molto limitato rispetto a quelle ad incandescenza: la famosa "luce bianca" , che oltre che sul piano estetico ha ricadute negative accertate anche sull'umore di chi vi è esposto per periodi prolungati. Niente a che vedere con la luce calda e accogliente delle obsolete lampade al tungsteno. A dir poco, questo è un eccesso di zelo ambientalista...
Marco V
10/03/10 12:53
Nel calcolo del bilancio
Nel calcolo del bilancio energetico bisogna anche mettere in discussione la durata cinque volte superiore; questa è del tutto teorica e riferita a lampade di ottima qualità, una piccola parte di quelle che vengono acquistate nei supermercati. Ho visto piu di ua volta lampade LBC durare meno della metà di quelle a filamento. Secondo punto, le LBC costano di piu e richiedono piu lavorazioni, quindi una buona parte viene importata dalla Cina; è interessante calcolare il costo energetico del trasporto e l'inquinamento prodotto e raffrontarlo con l'energia elettrica risparmiata in ben meno dei 5 anni di durata teorici che sono riferiti a prodotti di qualità. Sorvolerei sul discorso delle radiazioni elettromagnetiche visto che con i cellulari ci siamo volutamente nascosti questo problema e li teniamo nel taschino a due dita dal cuore senza pensarci sopra.
Anonimo
10/03/10 12:56
Solo per sapere
Ma Ezio Bussoletti e Alessandro T. avete una ditta che produce lampadine ad incandescenza?
Anita
10/03/10 12:57
Vado di corsa a razziare
Vado di corsa a razziare tutte le lampadine LAI che troverò sugli scaffali. Comunque avete dimenticato di sottolineare che le LBC fanno una luce orribile.
Owials
10/03/10 13:08
L'argomento e` interessante...
...peccato che il presente articolo non ci "illumini" piu` di tanto con cifre precise (di difficile reperibilita`, suppongo). Pero` almeno qualche conto in piu` possiamo provare a farlo. Si dice che l'illuminazione abbia (almeno in Francia) un impatto del 10% sui consumi elettrici nazionali. Ora, se tutte le lampadine venissero sostituite con lampadine che consumano 5 volte meno, il consumo di elettricita` per l'illuminazione verrebbe ridotto di circa l'84%. Ossia si avrebbe un meno 8.4% sul consumo elettrico globale, che non mi sembra cosi` irrilevante come si cerca di sostenere nell'articolo. Passiamo ora al bilancio energetico "globale", che comprenda cioe` anche l'energia usata in fase di produzione. prendiamo una lampadina a incandescenza da 25W. Il suo corrispettivo a basso consumo e` a 5W, durata di vita media 10.000 ore. Nell'arco della sua vita risparmiera` dunque 20 W per 10k ore ossia 200 kilowattora. Il costo del kilowattora e` di circa 15 cent, per 200 fanno 30 euro di risparmio energetico. Ora, quanto COSTA una lampadina da 5W a basso consumo? Non credo costi piu` di 5 euro, nel prezzo vanno compresi ovviamente anche i costi dell'elettricita` necessaria per produrla. Che in ogni caso sembrano molto inferiori rispetto al risparmio di energia ottenibile durante la vita della lampadina. A prima vista pero` il bilancio energetico globale sembra essere favorevole alle lampade a basso consumo. Per quanto riguarda la presunta pericolosita` per la salute, questa e` senz'altro una questione piu` controversa che meriterebbe di essere approfondita.
Gufonoioso
10/03/10 16:30
Quello che non capisco è il
Quello che non capisco è il significato della parola Libertà. Ho una montagna di soldi guadagnati onestamente ( ormai nessuno europeo sa fare la pizza, tranne gli egiziani e ho clienti che vogliono assaggiare una pizza napoletana fatta da mani italiane ) e avendo pagato il 50% di tasse dirette oltre le indirette e le tasse sulle tasse, sono malvisto in quanto benestante e lavoratore. Vorrei concedermi una lampadina stile antico, e debbo temere che la ghestapo della UE irrompa in casa mia a mezzanotte perché uso un filamento di tungsteno. Ho un contatore elettrico per ricchi dove mi fanno pagare 40 centesimi di Euro al kWh ma non posso concedermi il lusso di usare una lampadina da 100 W che fatta andare 10 ore accesa mi costerebbe 0.4 euro. Andrei in bagno a piangere ma c'e' un puzza tale... Rispetto le direttive per risparmiare l'acqua e non mi lavo che una volta alla settimana e non tiro l'acqua dello sciacquone tranne che appunto il sabato sera una sola volta. Lavo la spazzatura per la raccolta differenziata ma, anche lì, ovviamente usando la stessa acqua per una settimana... Puzza un po'... mi denunceranno ??? La mia jacuzi si sta arrugginendo... Consolarmi con un bicchiere di vino non posso perché all'uscita da casa loro, i verdi della UE, sono in agguato per farmi il test preventivo nell'ipotesi che usi l'automobile ( anche se ho finito il litro di benzina che mi concedono al mese ). Sto mettendo da parte lo zucchero ( so del progetto della campagna di prevenzione contro il diabete ). Ho sentito che alla UE stanno pensando di istituire mense pubbliche che dovranno essere frequentate obbligatoriamente. Polenta, riso e fagioli per 2000 kCal al giorno per TUTTI ( è la democrazia !) e una sosta di controllo di un'ora per impedire che la gente si cacci due dita in gola per vomitare a fine pranzo/cena e per riuscire a mangiare di nascosto quello che vuole e non la sbobba ufficiale della UE. Tutto questo per il mio bene, ovviamente, tutto in nome della democrazia ma... cosa significa "Liberta'" ?
Almansi1939
10/03/10 16:57
Lampade a basso consumo
Sono perfettamente d'accordo sulla necessità di un approfondimento sul vantaggio delle lampadine a basso consumo sia per i motivi illustrati nell'articolo e sia perchè ho potuto constatare che dopo un periodo di uso, anche piuttosto breve, cominciano ad avere dei problemi, primo fra tutti quello di emettere una luce di bassa intensità e giallognola, al momento dell'accensione, e solo dopo vari minuti pian piano arrivano ad illuminare più intensamente ma mai con la stessa potenza di quando erano nuove
10/03/10 23:41
Lampade al Neon con Mercurio e Piombature dentali
Se non lo sapevi Ezio, le lampade al neon, quelle classiche tubolari diffuse ovunque da molti decenni, contengono tutte Mercurio da sempre! Comunque il loro inquinare in mercurio e' ridicolo se raffrontato al Mercurio che fuoriesce ogni giorno dalle otturazioni dentali in Amalgama, piombature argentate o nere che siano, poiche' sono messe nella nostra bocca e a contatto con la saliva e il calore di circa 30 gradi che fa' evaporare molto meglio il mercurio che poi respiriamo, ovviamente, ed ingoiamo. Ad occhi e croce una Amalgama possiamo paragonarla da 10 a 100 porzioni di mercurio rispetto alle lampade al neon o basso consumo...
Marco V
11/03/10 09:54
Casualità, ieri sera ha
Casualità, ieri sera ha cessato di funzionare la lampada a basso consumo da 21w in cucina, prodotto di una ottima marca. Impossibile ricordare con precisione quando sia stata installata ma ritengo poco più di un anno fa. L'ho sostituita scrvendoci sopra la data con un pennarello e invito tutti a fare lo stesso. Una cosa che ho dimenticato di segnalare nell'intervento di ieri è che la durata di queste lampadine non dipende solo dalla durata del tubo, spesso si guasta la parte elettronica che essendo usa e getta perchè viene realizzata con componenti scadenti. I produttori delle prime lampade di questo tipo prevedevano due blocchi distinti che si innestavano a baionetta, l'idea era quella di una parte elettronica destinata a durare molti anni e un tubo da sostituire quando esaurito, poi il blocco unico usa e getta ha preso il sopravvento. Tempo fa la UE ha imposto ai produttori di cellulari un alimentatore standard uguale per tutti (devo ancora vederli) affinchè potesse essere riutilizzato, purtroppo si è dimenticata di applicare lo stesso concetto alle lampade LBC.
Giovanni Facchinetti
11/03/10 12:14
Lampade basso consumo
Oltretutto la luce emessa tramite fluorescenza - come tutti i vari tubi in uso dappertutto - ha una discreta discontinuità nel range di emissione, e viene emessa con pulsazioni velocissime (50 al secondo) non avvertibili direttamente, ma che stancano maggiormente l'apparato visivo, come tutti ci accorgiamo permanendo negli uffici o negozi provvisti di queste comuni lampade. A causa dei consumi, perchè non bandire allora i diffusissimi faretti alogeni, che abbisognano di trasformatore, con conseguente dissipazione di energia...
Anonimo
18/10/11 00:17
lampade a basso consumo
Caro Ezio, come qualcuno ti ha già domandato...hai forse un negozio di lampadine a incandescenza? No,perchè queste ipotetiche teorie "illuminanti" sono solo tali...TEORIE!! Sono sicura se non certa che del tuo dibattito (con fondamenta instabili a mio parere),andando a scavare si può trarre spunto per sollevare critiche simili per le lampadine a incandescenza...e non perchè queste ultime siano pericolose,bensì perchè il tuo articolo VUOLE TROVARE IL DIFETTO A TUTTI I COSTI e questo lo si può fare veramente con qualunque argomento. Ma poi....il discorso sul riscaldamento (che d'inverno si fa comodo,ma d'estate è un autentico suicidio!!)...ma perchè veramente stai cercando di convincerci che il calore prodotto da una lampadina a incandescenza può fare la differenza sulla spesa annuale sul riscaldamento??Ma veramente?ma dai!!
Anonimo
02/11/11 21:40
Da considerare inoltre che,
Da considerare inoltre che, data la lentezza nel raggiungere la massima potenza, in molti casi la lampadina si lascia accesa (intanto è a basso consumo), per lo stesso motivo non sempre è pratica in lampade con accensione a rilevazione di presenza e per finire, in caso di illuminazione all'esterno ed in particolare in inverno, è più pratico lasciarle sempre accese invece di accenderle solo in caso di utilizzo. Alla fine, forse, sui consumi non si ottengono i risparmi previsti in teoria.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl