Venerdì 10 Febbraio 2012
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Non perde solo Bertinotti: si è chiuso il secolo della sinistra

15 Aprile 2008

Il lungo secolo della sinistra si è bruscamente chiuso ieri. Il dramma è che la sinistra non lo capirà mai e men che meno lo capiranno Walter Veltroni e Massimo D’Alema. Pure, le urne  hanno dato un messaggio chiaro e netto: la maggioranza netta, visibile degli operai, degli strati popolari, del proletariato, come si diceva nel novecento, si sono riconosciuti nel Pdl e nella Lega, hanno assegnato loro la propria rappresentanza istituzionale.

Tutti tesi - col solito ritardo di trent’anni - a conquistare il centro dello schieramento, Veltroni, D’Alema e il loro loft hanno perso contatti con la propria base elettorale tradizionale. Si guardi all’Emilia, alla Liguria, alla Toscana, oltre che alla Lombardia%2C al Piemonte e al Veneto, e si vedrà subito che la sinistra è stata abbandonata proprio dal suo “zoccolo duro”; né i vari Calearo e Colaninno le ha aperto le porte del tanto agognato ceto medio e ceto imprenditoriale.

Nel 27% della Lega in Veneto non c’è solo il “popolo delle partite Iva”, e così non è nel risultato straordinario della Lega e del Pdl in Emilia. In Liguria, per dare una notizia apparentemente minore, la sconvolgente scoperta - per loro - che l’operaia val Bormida, in quel di Savona, è passata quasi in blocco al Pdl-Lega, con tutta la provincia. Guardando a questi dati, si comprende come la sconfitta vera, epocale, non è affatto solo di Bertinotti: la sinistra nelle sue due anime, quella massimalista e quella riformista, non sa più parlare agli operai, ai lavoratori, ai proletari. Berlusconi, invece, sa parlare il loro linguaggio, e con lui Bossi e anche l’anima sociale della destra di An.

Bastava leggere il sondaggio non elettoralistico di Ivo Diamanti su Repubblica di qualche settimana fa per capirlo. Tra i giovani sotto i 30 anni, Veltroni è davanti a Berlusconi di 5 punti, ma solo se sono ancora all’Università, ideologizzati, buonisti, privi di un sano raccordo con la realtà. Appena entrano nel mercato del lavoro, in fabbrica, negli uffici, al collocamento, di colpo capiscono come gira il mondo e tra gli under trent’anni che lavorano Berlusconi recupera ben 20 punti e passa in vantaggio di 15 su Veltroni.

E’ dunque finito, come si sa, il secolo delle ideologie, ma anche quel secolare  legame ferreo, naturale, voluto, tra la sinistra e i lavoratori. Una scelta favorita dalla follia tutta italiana di una casta sindacale che snatura la stessa ragion d’essere della rappresentanza sindacale e gonfia i suoi iscritti sino al 54% di pensionati. Cgil, Cisl e Uil e la loro casta dirigente devono rendere conto innanzitutto a questa platea di consensi, poi all’enorme esercito di dipendenti statali, e solo in seconda istanza ai lavoratori in senso “marxiano”. Per usare il loro schema d’analisi - mai sostituito da uno nuovo e moderno - la sinistra rappresenta in Italia la rendita, non il lavoro. Non certo la rendita finanziaria o agraria, ma quella garantita dall’immenso latifondo delle casse del Tesoro, rimpinguate delle quote di reddito del lavoro dipendente.

Questo è il Welfare di Visco e Bersani: distribuzione parcellizzata di rendita in cambio di consenso sociale. Da qui l’oblio della classe operaia, dei lavoratori e delle loro esigenze a fronte di una modernità che - vista dal Loft - è un confuso minestrone che unisce la svampita Madia, al generale che odia i froci, al più duro rappresentante…del sindacato dei padroni!

All’opposto, la cultura berlusconiana, sia pure così istintiva, non sistematizzata, sa cogliere l’immediatezza del consenso attraverso la sua formazione televisiva, perché fare televisione, altri non è che sapere “conquistare egemonia”. Questo non verrà mai compreso da un Loft che è ancora convinto che il fenomeno Berlusconi sia nato “perché Craxi gli ha regalato le frequenze”, tanto che dovremo ancora aspettare i sempre più canonici 20 anni sino a quando Walter Veltroni non farà autocritica per il suo sciaguratissimo referendum per distruggere Mediaset, che pure è già del 1994, all’insegna della parola d’ordine demenziale “non s’interrompe un'emozione”, sintesi eccelsa del nulla culturale di Veltroni che non si è neanche accorto che la letteratura è essenzialmente fatta proprio di questo.

In un simile contesto si colloca l’ulteriore disastro compiuto da Veltroni. E’ assolutamente vero che il fiasco epocale della Sinistra Arcobaleno e di Bertinotti è opera innanzitutto della Sinistra Arcobaleno e di Bertinotti. Ma è anche assolutamente vero che Veltroni non ha saputo prendere la mira, calibrare il tiro, creare le condizioni nel paese per operare un divorzio tra le due anime della sinistra che non fosse giacobino. Al solito, invece, il Pd ha usato la via breve della ghigliottina di una legge elettorale pazzotica, per raggiungere il suo fine e il risultato sarà disastroso anche per il Loft. Da oggi, depurata della fetta consistente di operai e lavoratori che sono passati a Berlusconi e Bossi, abbiamo una sinistra radicale e massimalista, forte del 4-8% del corpo elettorale (cioè 2-3 milioni di adulti, neo assenteisti inclusi) assolutamente priva di rappresentanza politico-istituzionale. Un problema non piccolo per il paese, enorme per il loft. L’Italia è l’unico paese non latino americano in cui la sinistra massimalista e parolaia si è fortemente radicata (tanto da essere riuscita ad assorbire pure il fenomeno ambientalista e verde, a differenza che in Germania e Usa). Per di più, con una sovrarappresentazione incredibile nel mondo della cultura e del giornalismo (questo sì, lascito velenosissimo del ’68), sovente, con livelli di reddito quasi milionari (in euro).

E’ una sorta di immensa “Isola che non c’è” in cui questi milioni di Peter Pan si pasciono “della frase”, con una sinergia - di nuovo tutta italiota -  con consistenti componenti cristiane post-conciliari. Rapporto con la realtà: vicino allo zero. Senso di responsabilità: tendente allo zero. Fausto Bertinotti è stata l’icona perfetta, col suo percorso dal sindacalismo duro e puro al cashmere, di questo mondo. Mondo che peraltro ha saputo portare in piazza nel 2003 - Berlusconi non lo dimentichi - milioni di persone contro la guerra in Iraq.

Bene, questo mondo oggi è afono. Può darsi che abbia ragione Cossiga e che questo faciliterà il riproporsi di fenomeni eversivi di piazza e anche di terrorismo (è già successo, ma negli anni settanta, quando in Italia fu negata rappresentanza istituzionale al ’68, mentre in Germania - e in qualche modo anche in Francia - quel movimento trovò dei formidabili “compagni di strada” in Brandt e Mitterrand. Ma questo si vedrà).

Quel che ora è certo, è che l’ineffabile Madia, il generale nemico dei froci, Colaninno e Calearo, assieme a Veltroni, si troveranno in qualche modo a dovere interloquire con questa vasta area sbandata. Ed è altrettanto certo che di questa interlocuzione si farà carico innanzitutto Massimo D’Alema, a cui il loft non piace, che vorrebbe morire socialdemocratico (fantastica nemesi per il suo Dna leninista) e che da oggi scava lentamente il terreno sotto il suo amico-nemico. La frase che ieri è risuonata alla fine di tutti i Tg che davano notizia della idilliaca atmosfera che si respira nella direzione del Pd è perfetta e evoca antichi, terribili fantasmi: direzione collegiale. Esattamente la stessa evocata da Breznev, Cossyghin e Suslov nei confronti di Nikita Krusciov e lo schema d’azione - si può scommetterci - sarà identico: un annetto o due di “direzione collegiale”… e poi un giorno, d’improvviso, le foto del buon Walter scompariranno dai muri, sopra le scrivanie del loft. E si tornerà al Bottegone. A quell’immenso “Bottegone che non c’è”, dell’immaginario di una sinistra che nelle sue due componenti non ha mai saputo fare i conti con sè stessa, con la propria storia, con i propri fallimenti.

Commenti
Anna Maria
15/04/08 15:47
Falci e Martelli
Io spero che la debacle della sinistra antagonista apra gli occhi sulle cause della mazzata, e cioè il comunismo ormai fallito in tutto il mondo, la nuova classe lavoratrice costituita non solo di operai in fabbrica, il pericolo dell'immigrazione senza regole, il buonismo, la difesa dei delinquenti sempre innocenti, poveri e disadattati, la loro democrazia a senso unico (il papa non deve parlare, che fa ingerenza...), il costante uso di due pesi e due misure, il settarismo, l'idea che solo loro sono il Bene, la demonizzazione di chi non la pensa come loro, ecc. ecc. Purtroppo le esternazioni di Diliberto non fanno presagire nulla di buono: ancora una volta non si vogliono vedere le cause della sconfitta che, non solo non vengono estirpate ma addirittura sono invocate e usate come rimedio...Un po' come cercare di spegnere un incendio usando il fuoco. E menomale che sono tanto intelligentoni, illuminati e scienziati...
tacitus
15/04/08 22:57
La sinistra ( sia
La sinistra ( sia massimalista che radicale) sta perdendo il suo tradizionale bacino di consenso; personalmente individuo la causa in una benefica rinascita del pragmatismo, a scapito di una frusta e inane ideologia: i ceti produttivi hanno capito che è meglio avere la possibilità di conquistersi il benessere,piuttosto che ottenerlo (illusoriamente) per legge dello stato.
Sara
16/04/08 00:05
Rosy Bindi
io credo che persone antipatiche nel modo di porsi come Rosy Bindi siano rare da trovare. Una sicumera e una arroganza proprio da PERDENTE catto-comunista. Povero Veltroni...era molto meglio se teneva De Mita e buttava alle ortiche la spocchiosa contadina Sinalunghese, che tale rimane pure se veste Armani (il cui talento come stilista mi pare parecchio sprecato).
Onofrio
16/04/08 14:41
Va detto che alcuni giovani
Va detto che alcuni giovani sotto i trent'anni e non solo (come il sottoscritto) si mettono a votare Berlusconi e non Veltroni proprio perché si trovano ancora all'università grazie ai lacciuoli e alle trappole del sistema "americano" dei crediti portato da Prodi, Berlinguer e Zecchino... C'è proprio bisogno di aria nuova all'università, anche nel sistema didattico... Confido davvero molto in Berlusconi anche per questo.
Michele
16/04/08 17:38
Quando l'ultimo governo
Quando l'ultimo governo Prodi è caduto, per errori propri e per mano di alleati indecenti, abbiamo assistito al vile comportamento di parlamentari senza dignità ma con molta boria che festeggiavano a mortadella e vino. Questi valorosi combattenti che, pur con grande superiorità di mezzi e anche di argomenti non erano stati capaci di rovesciare un governo che stava su per caso utilizzando i mezzi comuni di un paese civile, ma avevano avuto bisogno delle squallide beghe e degli sgambetti giudiziari degli ex democristiani. Stimatizzando, vediamo ora che questi comportamenti, premiati con un'elezione certa, sono ben radicati nei personaggi che si definiscono "intellettuali di destra". Se questa sinistra dimostra, come sta dimostrando, di non essere all'altezza delle persone che vorrebbe rappresentare, questo non può automaticamente assolvere una destra che, con comportamenti che a me ricordano spesso l'unione sovietica di breznev, (vedi la legge elettorale solo a titolo di esempio). Nel mondo degli affari nonn serve fare le cose bene, basta farle un pò meglio dei concorrenti. Questa tecnica è applicata in politica pari pari da queste persone che oggi si definiscono di destra, ma... Le attività di Berlusconi per quanto negative non possono fornire nessun alibi per questa sinistra, ma contemporaneamente le colpe di questa sinistra non possono e non devono fornire nessun alibi a questa classe "dirigente" che in una valutazione non ideologicizzata e meritocratica farebbero quasi solamente figure misere. Se la sinistra ha fatto molto assistnzialismo è un problema, ma questo non autorizza nessuno a buttare i soldi delle mie tasse per mantenere l'aeroporto internazionale vi varese sud. Che se lo paghino loro.
Claudio
17/04/08 12:25
E ora?
Mi auguro, per il bene del Paese, che vengano prese decisioni condivise sulle questioni strategiche: - Energia - Politica estera - Istruzione - Previdenza - Sanità - Sicurezza Non è il momento di imporre scelte su questi argomenti perchè si rischia di vederle azzerate dal prossimo governo (che potrebbe essere di sinistra). Dobbiamo costruire un'Italia che conti in Europa e nel Mondo e non continuare a credere che al centro del mondo ci sia l'Italia con le sue stupide beghe di bottega. Il mondo non capisce e non è disposto a ritenerci credibili se non cambiamo il nostro modo di gestire le nostre problematiche. Mi auguro che Berlusconi e Veltroni si assumano la responsabilità di fare il bene del paese.
Anonimo
17/04/08 22:19
Già da tempo osservavo come
Già da tempo osservavo come quasi tutti i conoscenti più poveri di me votassero Berlusconi o Lega e quasi tutti quelli più ricchi (compresi imprenditori MOLTO RICCHI) votassero centro-sinistra o addirittura sinistra. Non so esprimere la rabbia che provavo sapendo di gente che si spaccava la schiena per mantenere la famiglia mentre studenti universitari, menstrelli e parolai decantavano le doti di Che Guevara, esprimevano la loro preoccupazione per l'ingerenza del Vaticano nella politica italiana e disquisivano sui libercoli di qualche sinistro filosofo fallito. Erano diventatati un partito radicale di massa. Sono finiti perchè hanno tradito il loro elettorato. Un po' mi dispiace, anche perchè, presi individualmente, alcuni di loro mi stavano simpatici. Non credo che avranno un futuro.
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