Per valutare con imparzialità qual è il livello di consenso di cui gode il governo, è sufficiente che ognuno di noi conduca un sondaggio su se stesso e risponda a una domanda ben precisa. Non bisogna chiedersi «Chi voterei io?» bensì «Se si andasse a votare in questo momento, secondo me chi vincerebbe le elezioni?».
Il quesito conduce dritto a un solo nome: Silvio Berlusconi. Nemmeno l’opposizione può negarlo. Anzi, il Pd è costretto ad ammettere che le divisioni e la mancanza di identità al suo interno alimentano il gradimento verso l’attuale maggioranza. I sondaggi, anche quelli pubblicati da organi di stampa ostili al Cavaliere, pur se con diverse percentuali confermano l’alto grado di fiducia che hanno gli elettori nei confronti del premier e dei suoi ministri. Questa non è retorica, ma è la fotografia dei fatti: la luna di miele tra gli italiani e Berlusconi va avanti senza intoppi.
Ecco perché non convince il ragionamento di Gian Antonio Stella nell’editoriale di ieri sulla prima pagina del Corriere della Sera. L’attuale esecutivo, secondo l’autore del best seller “La Casta”, avrebbe smarrito la sobrietà, sarebbe troppo narcisista e «un governo che sa la tira – scrive Stella – finisce per fare danni a se stesso e al Paese che lo ha eletto». Troppi auto-elogi e troppe promesse dei ministri, prosegue l’editorialista, stanno infastidendo anche chi ha votato a destra.
La realtà invece è un’altra: molti elettori di sinistra in questi primi mesi di legislatura stanno apprezzando l’azione finora svolta dal governo Berlusconi. È vero che alcuni provvedimenti restano ancora solo sulla carta, e altri attendono una reale valutazione dei risultati (pensiamo alla trattativa di queste ore per Alitalia). Ma gli italiani hanno comunque gradito il decisionismo con cui si sono affrontati problemi in cerca di soluzione da troppi anni. «Fare» è la parola d’ordine che il Cavaliere ha voluto per la sua squadra di governo in questi primi mesi di legislatura. Vediamo allora quali sono stati finora i ministri più operosi.
Roberto Maroni (Interno). È in cima ai consensi grazie al pacchetto sicurezza: i militari in città per garantire l’ordine pubblico, la lotta all’immigrazione clandestina, Napoli ripulita dai rifiuti, il giro di vite contro chi guida sotto l’effetto di alcol e droghe sono misure che rispondono con fermezza alle ansie degli italiani.
Renato Brunetta (Funzione pubblica). Ha conquistato i vertici della graduatoria dei ministri più apprezzati grazie a un intervento davvero coraggioso per un politico in cerca di consensi: il pugno di ferro contro i fannulloni nella pubblica amministrazione poteva scatenare le proteste degli statali, invece ha fatto esplodere l’entusiasmo degli italiani.
Giulio Tremonti (Economia). Ha presentato una Finanziaria in tempi record, ha detassato gli straordinari e abolito l’Ici sulla prima casa. Ha lanciato la Robin Hood tax colpendo gli extraprofitti delle società energetiche e delle banche. Dovrà mantenere la promessa di ridurre il peso fiscale, ma per ora sta cercando soluzioni alla crisi internazionale e al rilancio dell’economia italiana.
Maurizio Sacconi (Welfare). Berlusconi gli ha affidato il compito più difficile: trovare l’accordo con i sindacati su Alitalia. Ha individuato gli ammortizzatori sociali per gli esuberi ed è riuscito a portare dalla sua parte Cisl, Uil e Ugl dopo una trattativa estenuante. Resta il muro di Cgil e piloti. Ma la partita è ancora aperta.
Franco Frattini (Esteri). Gode di stima internazionale. Durante le settimane calde degli scontri in Ossezia mantiene un ruolo defilato e subisce qualche attacco, anche sul fronte del gossip. Ma il ministro piace perché pensa ai fatti e non alle chiacchiere. In queste ore sta lavorando per la liberazione dei turisti italiani sequestrati in Egitto.
Mara Carfagna (Pari Opportunità). La legge contro la prostituzione in luogo pubblico non risolve il problema dello sfruttamento di donne e minori, ma serve come deterrente e va a colpire uno scandalo che tutti i giorni si consuma sulle nostre strade. Prevedere l’arresto per lucciole e clienti, però, rischia di aggravare l’affollamento delle carceri già al collasso.
Angelino Alfano (Giustizia). Superate le polemiche sul decreto blocca-processi, ora si appresta a varare una rivoluzionaria riforma della giustizia. La materia è molto delicata e in questi giorni si sono intensificati i contatti tra il ministro e i rappresentanti della magistratura.
Maria Stella Gelmini (Istruzione, Università e ricerca). Il ritorno del voto in condotta è un’arma concreta a disposizione degli insegnanti per limitare i fenomeni di bullismo. Il ritorno del maestro unico taglierà 87 mila cattedre: è allo studio un piano di ricollocamento per gli insegnanti.
Ignazio La Russa (Difesa). Segue da vicino le missioni italiane all’estero, con particolare attenzione per quelle in Iraq e Afghanistan. Si è schierato in prima linea per la difesa dei diritti umani durante le ultime Olimpiadi di Pechino. Sostiene con l’intervento delle forze armate le misure di ordine pubblico.
Umberto Bossi (Riforma Federale). Chiudiamo con i leader della Lega. La sua è una missione: realizzare il federalismo fiscale. Il disegno di legge è stato varato, adesso servono i decreti attuativi. Il Senatùr, di certo, non smetterà di tirare per la giacca Berlusconi finché la riforma non sarà operativa. Ne vale la tenuta del governo.


estate sobria di berlusconi
Gli Italiani hanno votato
All'anonimo quà sotto ..
Ne ha dimenticato uno
Luna e Stella
chi?
Bravi, ma