Venerdì 10 Febbraio 2012
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Bancarotta pilotata per l'azienda Usa

Obama benedice l'intesa tra Fiat
e Chrysler

30 Aprile 2009

La casa Bianca ha ufficializzato l'accordo tra Fiat e Chrysler. Le due case automobilistiche  hanno trovato l'intesa e alle 18 in punto (ora italiana) il presidente Usa Barack Obama ha annunciato la firma. “Sono molto contento di affermare che l'intesa tra Fiat e Chrysler è stata raggiunta - ha detto - Con questa alleanza Chrysler avrà forti chance di successo. Oggi sono stati fatti i passi necessari per ridare a Chrysler una nuova vita”.

Insomma, superate le ultime difficoltà - compresa quella del negoziato con i creditori - il presidente degli Stati Uniti d'America ha dato il via alla fusione sciorinando dati e infondendo parole di speranza: "In questo modo salviamo 30mila posti di lavoro e molti altri nella filiera. E questa partnership sarà finanziata anche dal governo con 3-3,5 miliardi di dollari di aiuti. Ma ogni centesimo degli americani verrà restituito". Poi: "Questa è una chance non solo per sopravvivere, ma per prosperare nel mercato globale dell'auto. Grazie alla tecnologia Fiat che ci consentirà di produrre auto pulite".

Per l'ad di Fiat Marchionne è un momento storico. "Quest'operazione - ha detto - rappresenta una soluzione costruttiva e importante ai problemi che da alcuni anni affliggono non soltanto Chrysler ma l'intera industria automobilistica mondiale". "L'alleanza - continua Marchionne - permetterà di mettere insieme la tecnologia Fiat, che è tra le più innovative e avanzate al mondo, le sue piattaforme e i suoi propulsori per vetture piccole e medie nonchè la sua vasta rete di distribuzione in America Latina e in Europa con il grande patrimonio della Chrysler, che ha una forte presenza in Nord America e lavoratori pieni di talento e di impegno". Tutto questo, ha concluso l'amministratore delegato, "darà vita ad una nuova forte casa automobilistica e aiuterà a preservare, insieme ai posti di lavoro, un'industria manifatturiera di importanza cruciale per le economie statunitense e canadese".

Nei dettagli la casa automoblistica americana farà ricorso a una “bancarotta chirurgica che durerà fra i 30 e i 60 giorni” ha detto un rappresentante dell'amministrazione Obama. “La bancarotta - ha spiegato - non era la soluzione preferita”, ma la mancanza di un accordo con i piccoli creditori l'ha resa necessaria. “Il United Auto Worker (Uaw) e le grandi banche hanno accettato molti sacrifici. Nonostante questo non siamo stati in grado di raggiungere un accordo” con tutti i creditori, ha spiegato. La bancarotta sarà “rapida” e la richiesta per l'accesso sarà presentata a New York. Il governo americano fornirà a Chrysler finanziamenti per 3-3,5 miliardi di dollari durante la bancarotta. Lo ha detto un rappresentante dell'amministrazione Obama, spiegando che anche il governo canadese fornirà fondi. Il governo americano non prevede ulteriori tagli all'occupazione oltre a quelli già annunciati né la chiusura immediata di altri impianti Chrysler nonostante il ricorso alla bancarotta.

Fiat "non avrà la maggioranza di Chrysler fino a quando non sarà restituito l’intero prestito accordato dal governo" alla casa automobilistica americana. Avrà subito il 20% e un altro 15% in tre tranches. La quota salirà al 51% dal 2013.

Ora uno sguardo a Piazza Affari.  Il titolo del Lingotto, in attesa dell'accordo, era già partito al ribasso, in controtendenza rispetto agli indici, e ha prima spinto l'acceleratore al rialzo (quando sonotrapelate le prime indiscrezioni sulla conclusione dell'accordo) arrivando per pochi secondi in territorio positivo, ma poi è tornato a calare. Toccando il minimo dopo la diffusione della notizia della richiesta di bancarotta pilotata da parte del gruppo automobilistico di Detroit.  Alla fine il titolo ha archiviato un ribasso del 5,94% a quota 7,515 euro, molto vicino ai minimi della seduta (7,46 euro). La performance del Lingotto resta comunque positiva nell'ultimo mese (+50%), così come a distanza di sei mesi.

Scambi record con oltre 93 milioni i pezzi passati di mano durante la seduta, pari a circa l'8,5% del capitale.

 

Commenti
mauro
01/05/09 07:41
I had a dream
Ho sognato gigantesche Fiat 500 corazzate con la Bandiera italiana al vento, che sbarcavano in America comandate da Marchionne, festeggiate da folle di americani straccioni che battevano le mani ai soccorritori raccogliendo caramelle.
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