Alla fine, dopo una settimana di silenzio, qualcuno ha trovato il coraggio di alzarsi in piedi per fare “la domanda”. E un brivido gelato ha attraversato la conferenza stampa tenuta dal portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs. Dopo la goffa (e tardiva) smentita pubblicata ieri su The Politico, in cui un anonimo “consigliere di Obama” aveva suggerito a Ben Smith che quello del presidente di fronte al re saudita Abdullah non era un inchino, un reporter della Cnn, Dan Lothian, ha deciso di chiedere una spiegazione diretta a Gibbs.
Domanda: «Quando il presidente si è incontrato con re Abdullah, c’è stato qualcosa che la Casa Bianca ha spiegato con la differenza d’altezza tra i due. Abbiamo dato un’occhiata al video. E sembra, effettivamente, che il presidente si sia inchinato di fronte a re Abdullah. Lo ha fatto o non lo ha fatto?». Gibbs: «No, credo si sia piegato per stringere entrambe le mani...». Lothian: «Una sola mano...». Gibbs: «Beh, io...». Lothian: «Si è inchinato o no?». «No, ma credo che l’incontro sia ormai vecchio di una settimana, giusto?».
Facciamo un passo indietro. Lo scorso aprile, a margine del G20 di Londra, il presidente degli Stati Uniti incontra il re saudita e si genuflette in un lungo e ossequioso inchino, catturato dai fotografi e dai cameramen. Una violazione palese di qualsiasi protocollo diplomatico vigente alla Casa Bianca. Il video della genuflessione si diffonde, come un virus, su Internet. Ma i mezzi d’informazione tradizionali occultano accuratamente la notizia, che resta confinata alla big conversation del web. Un paio di giorni fa, però, esce un editoriale del quotidiano arabo Asharq Al-Awsat che si congratula con Obama per il rispetto dimostrato nei confronti di Abdullah con l’inchino. A questo punto, soltanto a questo punto, la Casa Bianca decide di smentire “non ufficialmente” (tramite l’articolo di Ben Smith a cui ci riferivamo prima), resuscitando però la notizia, non solo su Internet, ma anche su un numero sempre crescente di quotidiani tradizionali. Con il paradosso che questi ultimi si trovano costretti a dare conto della smentita a una notizia che non hanno mai pubblicato.
La foto “incriminata” arriva ieri perfino su qualche giornale italiano, con una sola settimana di ritardo rispetto a L’occidentale. La stessa settimana che è trascorsa tra l’inchino e la smentita ufficiale di Gibbs. Una tattica geniale: nascondere la notizia il più a lungo possibile per poi rifiutarsi praticamente di commentarla perché “troppo vecchia”. Benvenuti in Obamerica!


Patetici
Obama s'inchina? E perchè?