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Giustizia negli Usa

Obama vuole riorganizzare la Corte Suprema con le “quote rosa”

5 Maggio 2009
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Obama e alcuni dei giudici della Corte Suprema

Obama ha un problema con la Corte Suprema. Tre giudici anziani potrebbero annunciare il loro ritiro durante la sua presidenza e sono tutte quante toghe che votano o hanno votato su posizioni liberal. Il primo, David Souter, lascerà formalmente il suo incarico il 30 giugno. Souter era stato nominato da Bush ma ha sempre votato con i colleghi progressisti sui temi caldi che vanno dall’aborto ai diritti dei gay ai programmi di compensazione per le ingiustizie subite dai neri durante la segregazione razziale.

Obama avrebbe potuto mettere a segno un colpo da maestro nominando un afroamericano al posto di Souter ma un nero nella corte suprema c’è già. Parliamo del giudice Clarence Thomas, anche lui eletto da Bush e considerato l’esponente più conservatore nel massimo organo della giustizia americana. Thomas ha votato per posizioni conservatrici nell’80 per cento dei casi che si è trovato ad esaminare.

Così la Casa Bianca si prepara a sfruttare un altro fronte del politicamente corretto: se non sarà nero, il nuovo associato potrebbe essere un ispanico. Meglio ancora se fosse una donna ispanica. Sarebbe la seconda voce femminile accanto a Ruth Bader Ginsburg, nominata da Clinton e che attualmente viene considerata l’ago della bilancia tra i liberal e i conservatori della Corte. I repubblicani promettono battaglia in Senato se la nomina del sostituto di Souter non verrà concordata, mentre Obama ha promesso “una personalità indipendente capace di andare oltre l’astrattezza della legge e le note dei codici”.

Il posto di Souter potrebbe essere preso da Sonia Sotomayor, un’altra centrista nominata nel ’91 da Bush Padre. La Sotomayor è giovane (nata nel ’54), è una donna ed è stata il primo giudice federale ispanico dello Stato di New York. Fu confermata da Clinton nel ’97 e viene sostenuta con forza dalla sua comunità. I boatos sulla stampa Usa la danno come favorita. Seguono Elena Kagan e Diane Wood.

La prima è una clintoniana doc. Nata nel ’60, ha servito per l’amministrazione Clinton tra il ’95 e il ’99. Nonostante la sua scarsa esperienza nelle corti di giustizia, il 19 marzo scorso Obama l’ha scelta come “Solicitor General” della Casa Bianca (il solicitor rappresenta l’amministrazione davanti alla corte suprema quando il governo è una delle parti in causa di un processo). La terza candidata, Diane Wood, è una liberal di tendenze moderate che ha servitor per Reagan e nel Dipartimento della Giustizia ai tempi di Clinton.

In ogni caso al presidente servirà tempo e una serie di compromessi per ridisegnare la mappa della Corte Suprema. Dopo le dimissioni di Souter, la corte sembra sbilanciarsi verso l’America conservatrice –  quella del salomonico “Chief Justice” John Roberts, e dei più schierati Scalia, Thomas e Alito – proprio in un periodo in cui dovranno essere prese decisioni fondamentali sui temi etici e sociali cari ai democratici. Nel libro “L’Audacia della speranza”, Obama ha scritto che per lui la Costituzione “non è qualcosa di statico ma un documento vivo e che va letto nel contesto di un mondo che cambia continuamente”. Non è detto che i giudici della Corte Suprema la pensino esattamente così. 

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