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Dopo la profanazione delle tombe cardinalizie

Ora Benedetto XVI deve pensare a rievangelizzare il Belgio

29 Giugno 2010

Quanto è accaduto in Belgio nei giorni scorsi si presta ad una considerazione di buon senso prima di tutto e poi ad una riflessione più approfondita di tipo socioculturale. Dal primo punto di vista la cosa ha dell’assurdo. Che bisogno c’era di tenere i vescovi belgi bloccati per 9 ore? Che bisogno c’era di sequestrare i dossier, i computer e i telefoni del vescovado? Di interrompere la riunione della Conferenza episcopale belga? Di sequestrare gli oltre 400 dossier accumulati dalla Commissione indipendente voluta dalla Chiesa belga? Questi dossier contengono informazioni riservate che non è detto abbiano rilievo penale, fornite da persone che hanno chiesto di tenere l’anonimato, ma che rischiano di venire divulgate e inoltre riguardano anche casi ormai caduti in prescrizione. Che bisogno c’era di aprire la tomba dei cardinali Mercier e Suenens alla ricerca di documenti nascosti?

Questo è un primo livello di stupore cui arriva chiunque consideri oggettivamente e con buon senso la cosa. In Belgio non esiste un Concordato. La cosa è paradossale. Non esiste, infatti, in quanto il Belgio è sempre stato una nazione cattolica, anzi una vera e propria culla del cattolicesimo sociale europeo. L’Università di Lovanio, il tomismo del cardinale Mercier, le prime esperienze dei laici cristiani e il codice di Malines hanno dimostrato la profonda relazione del Belgio con il cattolicesimo, dovuto anche a ragioni storiche, quali la contrapposizione con il nord calvinista. Per questo non c’è un Concordato. Ma ora, la mancanza di un Concordato espone la Chiesa a forme di indagine lesive della sua autonomia ed espressione di una sostanziale sfiducia nei suoi confronti. Le profanazioni per motivi di indagine delle due tombe denunciano qualcosa di più di un eccesso di acribia investigativa. La mancanza del Concordato, che in sé potrebbe evidenziare una forza del cattolicesimo belga, in realtà ora ne evidenzia la grande debolezza.

Questa considerazione ci guida verso il secondo livello, quello culturale e sociale. Il Belgio, assieme al Lussemburgo e all’Olanda, è tra i paesi europei che maggiormente hanno subito una deriva secolarista molto accentuata e, per certi versi, addirittura selvaggia. La società si è enormemente frammentata sul piano dei valori. In tutti e tre i Paesi sono in vigore aborto spinto, eutanasia e matrimoni omosessuali: indici di modernizzazione ma anche di rarefazione etica e di individualismo sociale. A differenza del Re Baldovino, l’attuale sovrano del Belgio non si è opposto a queste leggi e non ha fatto nessuna obiezione di coscienza, espressione di un cambiamento dello stesso Paese che si riflette nella casa reale. Il progressismo cattolico non ha pagato, la società belga si è sempre più scristianizzata.

I commentatori dicono che Benedetto XVI ha creato cardinale di Bruxelles Mons. Léonard proprio per invertire la rotta rispetto alla linea del cardinale Suenens, per togliere la Chiesa dall’appiattimento sul mondo, per risvegliare una spiritualità mai eliminata ma certamente sopita, per riscoprire una pastorale della missione e della evangelizzazione in una società postcristiana. I fatti dei giorni scorsi sono anche espressione di questa “rottura” tra il Belgio e la Chiesa cattolica, una rottura nel comune sentire. La Chiesa non viene più percepita come un importante interlocutore di cui avere rispetto e fiducia, una realtà che ha nutrito la comunità belga dal punto di vista della propria cultura, ma come una qualsiasi agenzia sociale alla quale si applicano le procedure, magari addirittura esacerbandone i toni. Una cricca del malaffare, una banda di criminali, un covo di malviventi, così, affermano i giornali, sembra siano stati considerati i vescovi.

La questione della pedofilia può aver contribuito a questo scollamento tra la Chiesa e la società belga.  Ma qualcuno osserva che quello della pedofilia è il pretesto di cui l’anticlericalismo militante oggi si avvale. Del  resto il progressismo del cattolicesimo belga non sembra essere riuscito a fermare gli scandali né a stabilire un vero rapporto di cordialità con la nazione. Papa Benedetto XVI ha scritto al Primate del Belgio, l’arcivescovo di Bruxelles Léonard. Ha denunciato l’aggressione alla Chiesa, non ha protetto nessuno a scatola chiusa, si è detto convinto che la giustizia civile  debba fare il proprio corso e quindi non ha gridato a nessun complotto, ha chiesto rispetto reciproco tra Chiesa e Stato e, infine, si è detto “vicino” ai vescovi belgi. Un vicinanza non solo in questo momento di prova, ma anche e soprattutto in un’azione pastorale efficace di rievangelizzazione del Belgio. Perché il problema, alla fine, è tutto lì.
 

Commenti
Anonimo
29/06/10 10:43
Ora la Chiesa dovrebbe dare
Ora la Chiesa dovrebbe dare un cambio di rotta radicale. La gente NON sopporta più di sentir parlare della fame del mondo mentre esibiscono anellazzi d'oro, e miliardi a palate. La chiesa dovrebbe: 1)Spogliarsi di ogni bene e darlo ai poveri. 2) predicare solo la parola di Cristo in modo cristiano. 3) Evitare di fare politica e vivere solo la mistica. 4) Permettere ai preti di unirsi in matrimonio e avere figli. 5) Esercitare ferrei controlli sui propri membri.
Esatau
29/06/10 15:31
Gli Intoccabili
Non fate le prefiche. Il Cardinal Bertone assume atteggiamenti e rilascia dichiarazioni che ricordano quelle espresse dagli Intoccabili quando Al Capone venne incriminato per evasione fiscale.
29/06/10 15:33
goodfellas
al capone, addirittura.
Anonimo
29/06/10 16:45
Il tempo passa per
Il tempo passa per tutti...le religioni che hanno pretesa di immutabilità e assolutismo sono destinate a scomparire e a veder nascere nuovi culti...passerà anche per il cattolicesimo.
Gio
29/06/10 18:59
Più che altro, sorprende
Più che altro, sorprende l'accanimento del Belgio sulla Chiesa, quando invece all'epoca del "mostro di Marcinelle", la magistratura belga cercò di insabbiare tutto. Perché verso Di Rupo, futuro premier (sigh) del Belgio, ed altri personaggi potenti del parlamento belga, della famiglia reale e della commissione UE lambiti dal tristemente famoso caso non vi fu la stessa volontà persecutoria, anzi, se possibile s'è tentato d'insabbiare in ogni modo? Che è cari belgi, usiamo due pesi e due misure?
Anonimo
29/06/10 23:38
forse non tutti sanno che...
Il vestito di un Cardinale costa 12000 euro. Molti bambini vivono con meno di un dollaro al giorno. Fatto un rapido calcolo con un vestito di cardinale si sfamerebbe uno sfortunato per oltre 32 anni...
Cosimo
30/06/10 07:43
per il sig. Anonimo che
per il sig. Anonimo che sembra fare i conti intasca sugli anelli, i vestiti ecc. Non entro nel merito sennò cadrei nella sua logica. Ma mi dica onestamente: se la Chiesa facesse sposare i preti, vestire i cardinali in modo che Lei ritiene sobrio ecc. LEI VIVREBBE IL CATECHISMO DELLA CHIESA IN TUTTI I SUOI ASPETTI? (CIOE' TUTTI E DIECI I COMANDAMENTI) O LO VORREBBE ANCH'ESSO MODIFICATO PER STARE AL PASSO COI TEMPI?
carlo cetteo cipriani
30/06/10 07:58
la ricchezza
la solita questione della ricchezza della Chiesa..... A parte che qualcuno disse ''' ... i poveri li avrete sempre con voi ...'''. Ma se si vendessero tutte le proprietà della Chiesa, chi le comprerebbe ? I valori cadrebbero di molto. E comunque la Chiesa spesso non ne è proprietaria ma custode per conto di chi le donò ''ad majorem Dei gloriam''. Se non si cucissero i vestiti per i Cardinali, coloro che lavorano per cucirli (sarti, produttori di filo, di bottoni, tessitori, commessi di negozi, ecc...) non lavorerebbero: altri poveri. Se non si facesse la manutenziione delle grandiose cattedrali muratori, imbianchini, fabbri e falegnami dove lavorerebbero ? Suggerisco ad Anonimo, animato da grandi e belle intenzioni, di ritirarsi nelle Gole di Popoli, dove c'è una piccola chiesa diruta, sotto il ponte dell'autostrada. Se ha la Fede diverrebbe un faro per le popolazioni di tutta Italia. Ma sarà in grado di imitare San Francesco ?
vanni
30/06/10 09:34
Sputar fiele in letizia
L'entusiasmo un po' esaltato e la frivolezza felice di tanti commentatori quando si tratta della Chiesa mi riempie di tenerezza e di buonumore. Ognuno ha le proprie ricreazioni.
Esatau
30/06/10 09:38
Aria viziata e tossica
Le Religioni vengono utilizzate dall'umanità per attenuare l'ansia che deriva dalla consapevolezza della morte. L'uomo è consapevole della propria finitezza e per non incazzarsi come una biscia, dopo avere imparato a seppellire i propri morti, si fa delle canne tremende con l'idea delle radici. Gli animali vanno via più spediti, forse non hanno percezione della loro finitezza o forse si; comunque non seppelliscono i propri morti e si dedicano ad altro senza sbarellare di testa. Le Religioni quindi effettivamente sono, in questo senso, l'oppiaceo più diffuso per lo sbarellamento collettivo istituzionalizzato. Fumo attivo legittimato istituzionalmente significa fumo passivo per tutti. E se chiedi di aprire le finestre ti urlano da più parti, anche da dove non te l'aspetteresti, di non disturbare il trip. Benaltri sono i problemi... e ti passano la canna.
lungomare1
30/06/10 14:40
perchè per il pedofilo
perchè per il pedofilo dichiarato dirupo non si è mai indagato ma solo insabbiato ?
carlocetteo cipriani
30/06/10 15:31
che c'entra ?
cosa c'entrino le riflessioni di asatau con quanto dice l'articolista lo sa solo lui, evidentemente sotto l'influsso di qualche canna. Per me le canne servono a mantenere sù i pomodori ed i fagiolini negli orti, al massimo a darle sulla schiena di figli discoli e non mi sento drogato dalla religione.
Anonimo
30/06/10 16:00
Io non parlo certo da
Io non parlo certo da cattolico, anzi, ho a cuore il messaggio di Cristo, quindi sto ben lontano dalle parole della Chiesa. Chi ama veramente Cristo si ferma sulla soglia delle chiese, e sta alla larga dal cattolicesimo, che ha pervertito il messaggio cristiano inserendo abominevoli malvagità atte a infliggere sensi di colpa nelle menti dei deboli, ad esempio il Peccato originale, di cui Cristo non ha mai parlato... Poi, non andrei a vivere francescanamente perché ho un'altra Via e seguo altre filosofie (un po' più al passo con i tempi), ma mi riferisco a chi parla per Cristo, di Dio e nel nome di Dio!
Michelangelo
30/06/10 16:29
Chesa Cattolica?
Mi sempra che sulla figura di Cristo e cosa deve fare la Chiesa Cattolica ci sia una confusione pazzesca. Forse i commentatori che vogliono una chiesa povera, nascosta, che parla solo di mistica non hanno mai letto il Vangelo o l'Antico Testamento. Il Cristo risorto ha fondato la sua Chiesa (cattolica) e in quanto risorto è vivo ora e potrebbe anche far chiudere i battenti adesso, ma non lo fa... chissa perchè? Studiare gente, studiare roba buona!
Anonimo
30/06/10 20:37
Vedo che il tasso di
Vedo che il tasso di massoneria di alcuni commenti è alquanto alto. Tuttavia vi consiglio di non preoccuparvi troppo: NON PREVALEBUNT. Quando del tempio non resterà pietra su pietra, la Chiesa trionferà sui suoi nemici.
carlo cetteo cipriani
01/07/10 07:58
grano o loglio ?
Ecco Anonimo: >> ho un'altra Via e seguo altre filosofie (un po' più al passo con i tempi) <<. Come faccia a seguire Cristo non so, in quanto la sua parola è : ''io sono la via, la verità, la vita''. La parola di Dio non è nè moderna nè antica: è e basta. E' una via faticosa, piena di cadute, pietre, ma l'unica per la salvezza. Il resto son chiacchiere. Che poi fra noi ci sian peccatori è ovvio. Cristo stesso disse che al raccolto si sarebbe diviso il grano dal loglio. Ad ognuno è data la libertà di scegliere se esser grano o loglio.
Esatau
01/07/10 08:06
Selvaggine
Tassi di massoneria? E le volpi di opus dei? Il bosco è vasto, suvvia siate tolleranti.
Fabio
07/07/10 09:57
...ma cos'è la Chiesa?
Secondo me, in situazioni come queste, prescindendo per un momento dalla questione concreta, emerge una constatazione generale sulla natura della Chiesa. Essa, nel corso dei secoli, da comunità di credenti si è evoluta in struttura di potere. Ecco che può sorgere il conflitto con lo Stato, ecco che la Chiesa può sentire il distacco dei credenti e della società civile non tanto come autentico problema spirituale, bensì come minaccia alla propria consolidata posizione. Forse, dal dolore di queste atroci situazioni la Chiesa potrebbe trovare uno spunto positivo per ripensare se stessa. Riuscire ad attribuire un senso al dolore non è uno dei grandi insegnamenti cristiani?
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