Venerdì 10 Febbraio 2012
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Pdl e antifascismo

Ora ci costringeranno pure a cantare Bella ciao?

15 Settembre 2008
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Gianfranco Fini, leader storico di Alleanza Nazionale eletto nelle liste del PdL, nonché Presidente della Camera e terza carica dello Stato, dice che la destra deve finalmente abbracciare i valori dell’antifascismo. Devo dedurre che anche il futuro PdL si riconoscerà nell’antifascismo? Dalle reazioni compunte e politicamente corrette di molti esponenti del PdL, sembra proprio di sì.

Evviva, siamo tutti figli della resistenza.. bella ciao, ciao ciao!.. Le sedi dell’ANPI si apriranno alle bandiere azzurre e Giorgio Bocca sarà ospite fisso ad Arcore. Tutti assieme e compunti sfileremo, se ci faranno entrare in piazza, (chiedere consiglio al sindaco Moratti), il prossimo 25 Aprile, tra sventolii di bendiere rosse e memorie condivise… 

Premesso che dopo più di sessant’anni continuare a parlare di un momento storico durato poco più di venti, mi sembra un prurito intellettuale che dovrebbero avere solo gli storici, tuttavia qui il problema è un altro e si chiama subalternità ideologica.

E’ ora di finirla con questa sudditanza e questo calarsi le braghe ogni volta che i santoni dell’antifascismo e della resistenza rispolverano i loro pruriti nostalgici, finirla di ripetere il sermone sulla sacralità intangibile della Carta Costituzionale ormai vecchia e stantìa, solo per essere accettati nel club.

Fini, di questa servile sudditanza, è stato un precursore. Spesso tarantolato da una malcelata fobia di legittimazione, si è recato in visita in Israele con lo scopo di definire il fascismo un male assoluto. Ma che cosa avranno mai Fini e la destra italiana di oggi da farsi perdonare rispetto al fascismo e perché Fini, per fare il Presidente della Camera, deve definire il fascismo il male assoluto, mentre Napolitano per sedere al Quirinale non ha nessuna necessità di definire il comunismo un male assoluto? Eppure Stalin l’avrà se non frequentato, appoggiato, ai tempi in cui approvava l’invasione dell’Ungheria.

Ma non c’è niente da fare, e così Alemanno può venire, in pubblico,  importunato nei suoi sentimenti personali, dalla banalissima e prevedibile radical chic Bignardi sul perché e per come porta al collo la croce celtica, che pare il sindaco non abbia più, da quando siede in Campidoglio, ma perché? Ma perché sempre il sindaco Alemanno sente l’irrefrenabile bisogno di affidare la cosidetta commissione Attali per Roma all’ineffabile Amato per essere poi puntualmente sbertucciato da Veltroni, “costretto” con un atto di toccante coerenza (sic!), a dare le sue dimissioni dal consiglio del museo della Shoah…? 

Ma poi chi sono questi antifascisti e quali sono i valori dell’ antifascismo?

Nella maggioranza dei casi sono stati (e sono) antifascisti a fascismo morto. Anzi, quando il Duce spopolava, si facevano raccomandare per avere cattedre, scrivevano articoli sulla superiorità della razza e guardavano, con non indifferente entusiasmo, il balcone di piazza Venezia. Poi, quando il vento cambiò, o rifugiarono all’ estero o attesero pazienti sulle montagne che i ragazzi americani sbarcassero sulle nostre coste e ci ridessero la libertà. Tornati sollecitamente sul carro dei vincitori, hanno fatto carriera: chi grandi direttori di giornali, chi giornalisti venerati o scribacchini superpremiati. C’è chi ha pure vinto un premio Nobel ..!

Antifascisti e servi dei valori della resistenza erano pure le Brigate Rosse (che si rileggano i comunicati), antifascisti sono pure quei dementi che vogliono fare la rivoluzione del proletariato, sfasciando vetrine e picchiando passanti, per poi lamentarsi se qualcuno ogni tanto restitutisce pan per focaccia.

Ed ancora, Fini ha detto anche che i valori dell’antifascismo sono libertà ed eguaglianza e quindi chi è democratico è antifascista. Nulla di più sbagliato, la stragrande maggioranza  di chi fece la resistenza anelava il sole dell’Avvenire e voleva instaurare in Italia un regime dittatoriale servo di Mosca, altro che libertà ed eguaglianza. Per questo a guerra finita ci furono giudizi sommari, torture ed assassini, e non solo nel triangolo della morte. Quindi è molto meglio lasciare perdere, l’antifascismo non è un valore, è piuttosto un disvalore. 

E nonostante ciò, siamo quà a prostrarci. Ma non sarà allora vero, quello che dicono gli antifascisti di professione, e cioè che a destra siamo tutti beceri e senza cultura, antropologicamente minorati e tendenzialmente non degni di percorrere i pascoli dell’intellettualismo?

C’è un limite a tutto, e soprattutto c’è un limite rispetto alla dignità dei propri valori e della propria identità. No Presidente Fini i valori dell’antifascismo li riconosca Lei, io rimango di destra, con la mia storia e la mia identità che già includono da tempo libertà, giustizia e solidarietà proprio così come da Lei declinati nel Suo intervento durante la manifestazione Atreju.

Sono nato negli anni sessanta, non sono mai stato fascista, adoro Guenon, Borges e Celine, ho fatto i “Raduni della Contea” e sono fiero di essere di destra e visceralmente anti-antifascista. Una destra vera, moderna, liberale, democratica, se volete, conservatrice e tradizionalista, seppellisce sia il fascismo che l’antifascismo, senza sentirsi obbligata a dire che il fascismo è il male assoluto.

Non tutti, Presidente Fini, hanno la necessità e l’ambizione di diventare Presidenti della Camera.  

PS: resistenza scritta con la minuscola, non è un refuso.

 

 

Commenti
Sukran
15/09/08 09:53
Il fascismo, per definizione
Il fascismo, per definizione dello stesso Mussolini, che curò la voce fascismo dell'enciclopedia Treccani, è la negazione di ogni libertà individuale, inclusa la libertà di parola. Perciò quando Fini dice che chi è democratico non può essere fascista non professa eresie. Il fascismo non sarà il male assoluto, ma nemmeno un valore da difendere...
Carlos
15/09/08 10:44
fascismo e antifascismo
L'antifascismo non è un fatto nostalgico e tentare di infangarlo con sporche insinuazioni (come quello delle brigate rosse) è solo da vergognarsi. Il regime fascista e il nazismo suo degno compare, per quelli che non lo sanno, è durato per fortuna solo 20 anni, ma ha fatto il male dell'Italia e del mondo per intere generazioni . Che ci siano ancora fascisti lo sta a dimostrare. Il male ,come il diavolo, non muore mai !!!!
Francesco
15/09/08 11:04
Un articolo PERFETTO. Tutto
Un articolo PERFETTO. Tutto ciò che si può dire dopo averlo letto è GRAZIE.
Anonimo
15/09/08 11:16
Refusi
Pure "quà"?
JAN KANTOS
15/09/08 11:25
flaiano
"Il fascismo si divide in due categorie: il fascismo e l'antifascismo" (Ennio Flaiano). Io, dopo 63 anni, ne ho piene le tasche dei reducismi di ogni risma e colore, non ne posso più degli "eroi" (molto spesso millantatori e furbastri voltagabbana) della "resistenza" così come dei nostalgici grotteschi del fez e sopratutto non riconosco nessuna immutabile sacralità a quel polpettone cattomarxista della "costituzione" che tutti i tromboni (alla Scalfaro) dicono di idolatrare salvo mettersela sotto i piedi secondo le convenienze del momento.
giuseppe
15/09/08 11:33
se il fascismo e' stata una
se il fascismo e' stata una brutta cosa certo e' il comunismo e una cosa meravigliosa. i comunisti in russia e non solo in russia che stanno morendo di fame o che sono stati assassinati da questa ideologia sono felicissimi. chiedete a quelle ragazze dell'est come e' bello venire qui a fare le puttane grazie al comunismo. attenti agli occhi ve li cavano. e i 100 e + milioni di morti che ha fatto il comunismo quelli dove li mettiamo o non si contano. e le stragi fatte dai partigiani andate su nel comasco e chidete quante ne hanno combinate. il signor Fini la smetesse di rendersi ridicolo. e bella ciao non la canteremo mai.
Massimo
15/09/08 12:20
Fini non è nuovo a queste
Fini non è nuovo a queste uscite fuori corrente ma ora sembra passare ogni limite. Dubito fortemente che una corrente che inizia con "anti" sia portatrice di valori univoci nei quali potersi riconoscere. Se per assurdo un Rutelli se ne uscisse dicendo che i valori del suo partito sono quelli dell'anticomunismo mi verrebbe da ridere pur sapendo che non si tratta di un partito di comunisti o ex comunisti. Il primo pensiero sarebbe "se è il tuo valore pensa quanto lo è ancora più il mio!" Dunque sarebbe per il partito di Rutelli un valore debole mentre per me, elettore di destra, un valore forte. Ecco cosa è il Fini antifacista, un portatore di valori deboli.
Piccolo Scrivano Malandrino
15/09/08 14:19
Grande Milton. Condivido
Grande Milton. Condivido dalla prima all'ultima parola. Sarà sempre meglio restare liberi con disagio, che fare i servi nella stanza dei bottoni.
Michelangelo
15/09/08 14:29
Scusate, ma il fascismo è di sinistra....
Capisco il senso dei commenti e delle critiche a Fini, ma forse a 60 anni dalla fine della seconda guerra mondiale si può cominciare a ragionare senza farsi prendere da febbri ideologiche. Mi spiego brevemente: il fascismo fu una reazione all'ideologia comunista, all'interno dell'ideologia socialista. Incarnò non tanto i valori eterni su cui si fonda l'umanità (vedi valori non negoziabili) ma la costruzione di uno stato forte, che gestisce l'essere umano dalla culla alla bara. Posso difendere "Dio, Patria e famiglia" senza essere fascista, senza che lo Stato mi dica che quelle cose sono giuste. Sono valori, come si dice fondamentali...non fascisti. Il fascismo fu storicamente la casa degli anticomunisti, ma sofrapporre il fascismo ai valori sempre eterni che storicamente ha difeso è un operazione che è prima di senso del reale. Il fascismo fu la reazione socialista alla fuga in avanti comunista...è roba comunque loro...e di loro non ho proprio bisogno!!!
William Wallace
15/09/08 15:00
Caro Milton, ottimo
Caro Milton, ottimo articolo. A me, comunque, sta bene che Fini dichiari il fascismo "male assoluto" sebbene questa puo' essere solo una categoria politica e non storica. Quello che e' abberrante e' che ci dica che dobbiamo riconoscerci tutti nell'antifascismo militante e nella Costituzione figlia di quest'ultimo.
Beppe47
15/09/08 15:47
Quanto espresso dal
Quanto espresso dal Presidente Fini conferma il fatto che non riusciamo a fare il salto dalla politica e la storia. E la storia del secolo precedente è molto chiara e lo diventa sempre di più. Il fascismo male assoluto? Guardiamo i risultati spostandoci per un attimo dall'Italia. Nella seconda metà del secolo scorso finirono gli ultimi due regimi fascisti europei (Franco in Spagna e Salazar in Portogallo)regimi indicati a lungo dalla sinistra come retrivi e sanguinari. Bene i loro capi morirono nel loro letto, si passò alla democrazia e ai partiti in modo tranquillo e soprattutto ... l'Europa non fu invasa da torme di vu-cumprà portoghesi e spagnoli. Così accadde anche per il breve 'regime dei Colonnelli' in Grecia.Nel 1989 con la fine del Comunismo, mi sembra che le cose siano andate esattamente al contrario con problemi che ci accompagneranno per i prossimi decenni.
tacitus
15/09/08 16:29
Le parole di Gianfranco
Le parole di Gianfranco Findus non fanno bene al superamento del manicheismo post liberatorio. La definizione di "male assoluto" lasciamola usare dai comunisti e dai loro epogoni, loro si che se ne intendono di male assoluto.
carlo alberto
15/09/08 17:32
Magari lo pensasse veramente
Magari lo pensasse veramente quello che va dicendo , purtroppo quello che penso io è che lui faccia queste affermazioni solo per una convenienza politica, del resto l'atteggiamento che ha avuto a seguito del'immersione fatta nelle acque di Giannutri ,denuncia chiaramente le sue origini : la prepotenza , caratteristica tipica dei fascisti
Giovanni Bacci di Capaci
15/09/08 18:16
Concordo pienamente con
Concordo pienamente con l'Autore. Peraltro le "conversioni" troppo repentine e "facili" destano sempre qualche sospetto. Non si dismette il proprio passato (nè tantomeno quello di un movimento politico) con la stessa facilità con cui si cambia una polo. "Si l'on n'est plus que mille, eh bien, j'en suis ! Si même Ils ne sont plus que cent, je brave encor Sylla ; S'il en demeure dix, je serai le dixième ; Et s'il n'en reste qu'un, je serais celui-là" (Victor Hugo - Ultima Verba - Les Chatiments)
Matteo Marco
15/09/08 18:19
Complimenti Milton, le Tue
Complimenti Milton, le Tue osservazioni sono frutto di una matura e consapevole sensibilità storica, avulsa dalla squallida subalternità del "politically correct". Spero che all'interno del PDL ci sia spazio per una matrice identitaria della Destra Italiana, altrimenti credo che molte persone non vorranno lucidare le scarpe ad un opportunista voltagabbana che antepone i propri FINI personali a quelli del proprio Paese.
Nick
15/09/08 19:23
Antifascismo ed Anticomunismo
Egregio Sig Milton, Lei ha scritto molte cose sacrosante. Anche io non sopporto la sudditanza morale e culturale della Destra nei confronti della Sinistra. E non sopporto l'ipocrisia della Sinistra, i cui militanti non combattevano il Nazifascismo per la libertà e la democrazia, bensì per instaurare una dittatura stalinista di stampo sovietico. Su questo siamo daccordo. Ma non mi piace il messaggio che Lei manda. Il Nazifascismo è stato un male che ha portato l'umanità alla catastrofe ed i repubblichini di Salò stavano dalla parte sbagliata. Alcuni repubblichini saranno stati anche in buona fede e ho per loro la più grande comprensione umana, non disgiunta da pietà. Ma farli passare quasi per dei boy scouts è inaccettabile! Questi giovani stavano dalla parte di Hitler! Stavano dalla parte che negava la libertà, la democrazia, i diritti inalienabili della persona! Ho l'impressione che a Lei e ad altre persone di Destra queste cose sfuggano. Eppure non sono particolari da poco ... E sono spiacevolmente sorpreso, nonché disgustato del fatto che taluni, a Destra, non vogliano riconoscersi nell'Antifascimo come valore. Anzi, ne sono risentito, e molto. E' semplicemente una vergogna. Io sono di Destra e sono cattolico, filoamericano e liberale, ma sono anche antifascista ed anticomunista e ne sono orgoglioso. L'Antifascismo e l'Anticomunismo sono dei valori. Chi non vi si riconosce non è né democratico, né liberale. Ciò che va fatto non è negare che l'Antifascismo sia un valore (in modo da accontentare qualche ex-repubblichino o qualche giovane nostalgico che magari ha avuto il padre, lo zio o il nonno repubblichino), bensì ribadire che sia l'Antifascismo, sia l'Anticomunismo sono valori. Mi auguro che nel nascente PdL questi valori siano proclamati a viva voce e che nel PdL non vi sia alcuno spazio per chi non si riconosce in essi.
massimo guido conte
15/09/08 20:00
Pdl e antifascismo Ora ci costringeranno ...
Prescindendo dalla considerazione che a farmi cantare altro dalle mie canzoni non c'è mai riuscito nessuno, figuriamoci queste faccette da culo. Non mi interessa nemmeno replicare alle insulsaggini finiane. L'unica considerazione che mi interessa ribadire è che "un soldato ha una sola parte legittima dalla quale stare: lì dove c'è la Bandiera". Prima della "terzacaricadellostato" già un ministro berlusconiano, tanto galantuomo quanto minchione, disse ad El Alamein che lì riposavano eroi che combatterono dalla parte sbagliata. Al posto del pilota che lo ha riportato in Italia lo avrei lasciato a terra, e avesse preso Alitalia. Questi mentecatti sono pericolosissimi e per il proprio destino sacrificano i fondamentali di uno Stato, confondendo il governo con lo Stato, appunto. Come se i piloti che hanno bombardato il Kossovo fossero definibili "dalemiani", i parà de "la Folgore" erano "mussoliniani" ed avendo Egli in torto inscritto nel dna, a parer loro, quei ragazzi, bravi eh ? per carità ma... sfigati. Hanno estratto il numero sbagliato e gli è toccata la parte dannata. Ma mi si faccia il piacere ... P.S. Se penso che ho prese, e date, botte per consentire al Cagoja del nuovo millennio di parlare quando i suoi "compagni democratici" lo avrebbero volentiri aperto in due... giuro che, un po', mi incazzo.
Francesco
15/09/08 23:08
Il trasformismo di Fini
Il trasformismo di Fini ormai non conosce più limiti. E' ambizioso e scaltro, e non si sa esattamente a cosa aspiri quando proferisci esternazioni suicide come quella sull’antifascismo. Potrebbe aver fatto un pensierino alla Presidenza della Repubblica, oppure, chissà, è solo intento a farsi bello per ricoprire un qualche incarico "di prestigio"… nell'Internazionale socialista. Resta il fatto che ha deluso profondamente milioni di italiani (me compreso) che per un certo periodo storico, intriso di bieco e inquietante sinistrismo, hanno votato lui e il suo partito. Definire il fascismo come "male assoluto" è stato stupido, ancor più se a dichiararlo è stato un fascista di convenienza come Fini. Così come risulta incomprensibile la rivalutazione dell'antifascismo da destra, lo stesso che, per tanti, troppi anni, ha infangato l'Italia, distraendola dalle grandissime storture egemonizzanti di quel PCI foraggiato per molti anni dai rubli rossi di sangue di Mosca. Ancor più se, a seguito dello shock causato dai libri di Pansa sulla guerra civile italiana, ciò accade in un periodo di autocritica da parte di certa sinistra moderata e democratica. Oggi criticare da destra l'antifascismo diventa un esercizio intellettualoide e, lasciatemelo dire, criminale. Il rispetto che si deve per i morti, che taluni giudicano dalla "parte sbagliata", dovrebbe imporre maggiore cautela. Ritrovarsi nel dolce grembo del partito di Berlusconi avvantaggia AN e il suo leader trasformista. Se gli ex-fascisti fossero rimasti ancorati al simbolo storico del partito, il risultato si sarebbe trasformato in un bagno epocale di perdita di consensi ad una qualsiasi delle prossime elezioni.
16/09/08 08:01
Fa bene Fini
Caro Milton c’è una bella differenza tra abbracciare i valori dell’antifascismo ed intrupparsi tra gli antifascisti italiani. Non a caso lo storico onesto anche se “politicamente scorretto” fa rivelare che il fascismo fu un fenomeno della sinistra italiana, quella antiliberale e proletaria. I valori della resistenza, quelli veri, presenti in molti intellettuali liberali italiani, primi tra tutti Croce, Einaudi, Piero Gobetti restano come esempio di una resistenza al sistema, al modello di società, ai principi collettivi di un regime come quello fascista. Se Fini, pertanto, vuole far riferimento al recupero di questi valori che sia il benvenuto e non deve far scandalo. Rivendicare un passato in cui si è rimasti prigionieri di una contrapposizione, spesso irrazionale, che poneva l’antifascismo militante come sistema speculare dello stesso fascismo, per la violenza dell “anti” ritenuto dai più come un richiamo all’uso della forza e della repressione, non sembra la strada giusta per comprendere e pacificare. Se il fascismo non sia stato il “male assoluto”, come può anche dirsi per il comunismo, non è un esercizio che può appassionare. Ciò che invece interessa è che comunque sia stato un male: il pensiero laico supera l’estremismo degli stereotipi (supremo, assoluto, sommo). Non può appassionare neanche il riferimento ai soldati di Salò nella data dell’8 settembre che è stata definita la data della tragedia italiana per il dissolvimento di ogni riferimento e della dignità di un popolo. La storia la scrivono i vincitori, da sempre, e ci sono coloro che negli anni a seguire fanno emergere le contraddizioni e gli esercizi retorici di una classe intellettuale spesso compiacente con i vincitori. E’ questo quello che conta e non rivitalizzare una cantilena quasi spenta dinanzi all’incalzare della ragione che ha portato persino Napolitano a ricordare le violenze antitaliane dei comunisti slavi.. I valori della resistenza vanno esaltati come valori contro la barbarie, l’oppressione e la dittatura. Sono quei valori liberali che Fini, per traghettare il suo partito nelle acque della democrazia europea, non può non rimarcare. Il suo lavoro è stato encomiabile ma non può fermarsi. Non è Bocca, ad esempio, che deve essere convinto di questo cammino (questi, infatti, non riuscirà mai a convincersi di se stesso e del suo passato) ma è il futuro di una scelta tra le forze della libertà e del liberalismo, tra i moderati del progresso, tra coloro che sostengono che la società si evolve riformando le sue conquiste e non mutando i riferimenti della sua origine e della sua cultura. Cordialità. Vito Schepisi
Mauro
16/09/08 08:45
Plaudo alla sintetica
Plaudo alla sintetica analisi. Ora il mio problema è: per chi voterò la prossima volta?
michele the dreamer
16/09/08 08:47
le dichiarazioni di Fini
per me ha sbagliato. Avrebbe potuto dire, ma questo non sarà mai accettato dalla sinistra, che non è più il caso di parlare di fascismo e antifascismo, a distanza di più di 60 anni da questo evento storico; che bisogna ricostruire l'Italia in base a una visione dei problemi futuri nazionali e mondiali e così via. E poi, dire che i combattenti della RSI hanno scelto il campo sbagliato...Non doveva farlo, per rispetto a tanti giovani morti per un ideale di Patria!
vanni
16/09/08 09:13
Valori fondanti e condivisi
A proposito dello zelo antifascista di Fini qualche interrogativo è giustificato (non credo comunque che ci sia la presidenza dell'ANPI o la segreteria di Rifondazione comunista fra le Sue ambizioni, qualcos'altro sarà nel Suo mirino), ma pare una posizione personale. Pare abbastanza plausibile invece - dopo sessant'anni - nutrire qualche dubbio sul fatto che i "valori" della Resistenza e la Costituzione possano fornire i principi intorno ai quali la grande maggioranza degli Italiani si riconosca unita e sui quali ponga fondamenta al suo futuro. Ne esce piuttosto una gran divisione, e questi valori e principi sono percepiti da molti come una soggezione ad altri. Si dovrà guardare alla nostra storia con occhi diversi per definire che cosa significa Italia ed essere Italiani?
Andrea
16/09/08 09:21
Attenti a Fini
Il Presidente della Camera è stato una periodo della destra,DOPO Almirante,quando l'emancipazione e lo sdoganamento dal fascismo erano prioritari. Lui è rimasto LEGAto a questo scenario,con cui cerca il dialogo colla sinistra,ma ormai è cattivo consigliere per la destra e La Russa dovrebbe smettere di piluccarGlieLo
Franco
16/09/08 14:42
Domanda al Presidente Fini
Come chiamerebbe tutte quelle persone che negli ultimi quarant'anni hanno dovuto sopportare insulti, sprangate, discriminazioni e lutti? Non sono questi dei"resistenti"? Anzi secondo me sono i veri resistenti.
Paolo Catalani
16/09/08 15:27
Ci costringeranno a cantare "Bella Ciao"
Io non credo di essere anticomunista e nemmeno antifascista. Non mi piace definirmi "anti", senza alcun giudizio per chi si dichiara tale. Voto per la Destra, sono cattolico, papista e via di seguito. Condivido il fatto che dopo 60 anni ancora si parli di fatti storici, che appena sfiorano la mia memoria, sopratutto da parte di chi quegli avvenimenti non ha vissuto. Quando studiavo la storia a scuola, la Prima Guerra mi pareva roba antica, anche se era finita si e no da un quarto di secolo. Io guardo all'oggi, o ad un ieri recente, e spero che tutto questo debba finire con l'estinguersi di una generazione che ancora vede con un occhio solo, con tanto di paraocchi, protesa ad annichilire l'avversario con notizie attinte ad una sola fonte ed imparate a memoria a mo' di slogan, che non ti lascia menzionare - pensa un po' se criticare - i suoi leader poitici perché....non si devono toccare. Questi, che si autodefiniscono "democratici", mentre la democrazia non sanno neanche da che parte sia. Il fascismo, rispetto al comunismo, ha un grande vantaggio: non ha scheletri nell'armadio, è stato messo tutto, penso anche di più, in piazza.
emilio
16/09/08 22:26
antifascismo e resistenza
premesso di essere stato da sempre elettore dei centro (DC), da sempre però non ho mai sopportato questa suddutanza ideologica di sinistra. (che pena mi fanno quei santoni che pensano di essere i depositari del verbo)e da sempre però ho pensato che la resistenza per me è sinonimo di tradimento e vigliaccheria. andro controcorrente ma la penso così, perciò ben vengano quelli che cominciano a mettre qualche puntino sugli "i"
Anonimo
17/09/08 13:02
Si potrebbe dire una cosa semplice semplice?
E' giusto riconoscere il fascismo come una dittatura,un regime liberticida che doveva essere superato,vinto. Ma qualcuno per favore potrebbe dire che c'è antifascismo e antifascismo? Potrò dire ancora che non mi identificherò mai con quell'antifascismo che, a una dittatura nera,avrebbe voluto sostituire una dittatura rossa?
pensieriliberi.eu
18/09/08 02:35
fini e il Fascismo
Quello di Fini sembra un rozzo opportunismo politico cui ormai siamo abituati (ricordate le battute ostili dopo il discorso del predellino di Berlusconi, seguite poco dopo dal salto della quaglia, quando ne ha visto l'eclatante successo?). Invece preoccupa l'acquiescenza dei colonnelli e della base; ma allora dov'è la destra nazionalpopolare? Milton ha detto cose sagge. Il Fascismo ha avuto i suoi pregi (modernizzazione del paese, istituti sociali, grandi opere, solidarietà nazionale, specie negli anni del consenso, burocrazia efficiente, ed ha anche suscitato dibattiti vivaci in campo culturale e politico con frange che andavano dalla destra più algida alla sinistra più estrema, e un'innegabile reciproca simpatia tra Mussolini e il popolo..) e i suoi difetti (aspirazione ad uno Stato totalitario, mancanza di vera libertà, retorica fastidiosa, incapacità di creare una classe politica di valore, le maledette e stupide leggi razziali, cui neppure il Capo credeva, la Lira al pareggio, l'autarchia,la censura, le..veline, il dinamismo inane, la volontà di potenza non suffragata da basi concrete e un continuo deterioramento della forza rivoluzionaria primitiva con l'abbandono di responsabilità da parte dei gerarchi e del Re, caricando tutto su Mussolini. I risultati alla fine sono stati catastrofici, anche se la burocrazia ha tenuto ancora per un decennio. E' appassionante lo studio del Fascismo, che non è stato un parentesi bensìun periodo ribollente del popolo Italiano, di cui tutti erano partecipi sia nel bene che nel male. Sciocchezze parlare di male assoluto, assoluto poi..che concetto è, il diavolo? Sciocchzze proclamarsi antifascisti, vorrebbe dire proclamarsi antiitaliani del periodo 1922-1943. Un popolo e un regime si uniformano, specie se il regime non compie stragi immani come quello sovietico. Regimi monocratici o diarchici sono sempre esistiti e non erano il diavolo. Oserei dire che non si può neppure parlare di una ideologia fascista bensì di un sentimento e prova ne è, a mio avviso, che quando il Capo cadde, e forse si lasciò cadere, il 25 luglio 1943, non vi fu reazioe fascista. Il sentimento portò molti Italiani a morire, come italiani e come fascisti combattendo nei lunghi anni di guerra e anche nella RSI, persino tra i Partigiani non politicizzati dal PCI, (sentimento deluso?). Non capisco poi come si faccia a celebrare l'otto settembre 1943. E' stato il giorno più triste per la dignità del nostro paese; sarebbe invece opportuno riflettere in silenzio su quella tragedia che dimostra come l'affidare i destini di un popolo a un uomo solo, e di questo tutti noi Italiani siamo responsabili, e in più circondato da incapaci perchè non ha saputo creare una degna classe dirigente ed ha accettato una dirchia con un Re che nei momenti fatali non è stato all'altezza, sia stata una sventura. Per questo amo tanto la libertà. Orazio
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