Lunedì 6 Settembre 2010
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Pesi senza contrappesi

In Italia esiste solo un'opposizione e non la fa certo Franceschini

18 Maggio 2009

Dal baratro nullista e patetico in cui è piombata l’opposizione nel nostro Paese spunta una nuova forma di dialettica politica: l’opposizione istituzionale. Chi dovrebbe essere l’espressione della terzietà scende nell’agone politico a suon di moniti e richiami e si mette a fare opposizione al governo in carica. E’ sano un Paese nel quale le più alte cariche dello Stato si comportano come un Di Pietro qualsiaisi? E ciò, è rispettoso della volontà dei cittadini che hanno liberamente scelto chi li deve governare e della Carta Costituzionale così gelosamente difesa proprio da costoro? Sono questi i famosi pesi e contrappesi che dovrebbero garantire le dinamiche democratiche? E infine chi sono questi tribuni istituzionali che ci fanno la morale un giorno sì e l’altro pure?

L’opposizione propriamente detta non esiste. Da una parte, c’è una specie di ducetto dall’accento romagnolo che farnetica di camicie nere, eletto dagli oligarchi a capo di un partito diviso su tutto (referendum, immigrazione, problemi etici) e al quale non restano ormai che i bombaroli di carta pesta di Repubblica, che alla stregua di Visto e Novella 2000 (ognuno dovrebbe fare il suo mestiere), si occupano di veline, divorzi presunti e boiate del genere. Dall’altra c’è Antonio Di Pietro, ormai una macchietta fascistoide che ora tenta di darsi un tono incamerando qualche intellettuale deluso dalla sinistra, intellettuali che così pensano di politicizzare il loro antiberlusconismo da snob. Ci sarebbe anche il partito di Casini, sul quale però sinceramente non sappiamo cosa dire, non avendo l’idea di che cosa sia, cosa voglia e dove voglia andare. Si vedrà.

In questo scenario, con l’autorevolezze delle posizioni che attualmente ricoprono, si sono inseriti due alte cariche dello Stato, che hanno deciso per motivi diversi di fare la loro battaglia di opposizione al governo in carica. Se questa sia lo loro personale interpretazione del concetto di pesi e contrappesi istituzionali, non è dato di sapere, resta il fatto che non si intravede nulla di terzo nei loro interventi.

L’uno ha ormai sposato la causa dei diritti civili (se fossi in Pannella comincerei a preoccuparmi) e ogni giorno ci propina un sermone sulla retorica cattivista e la bellezza del relativismo delle identità. Dimentico dello slogan “Dio, Patria e Famiglia” al quale per anni si è abbeverato e con il quale è arrivato dov’è, si pavoneggia tra le sale dell’emiciclo per avere, primo tra i Presidenti della Camera, invitato le Associazioni gay a Montecitorio, certamente una priorità tra le mille emergenze del mondo e che ne segnala le indubbie caratteristiche di statista. Comprendiamo che per avere i voti del centro sinistra nella prossima elezione per salire al Quirinale, bisogna per forza comportarsi così, e diventare i custodi del politicamente corretto anche se si è poi costretti a dire , o banalità, o a contraddire se stessi e la propria storia. Ma se così stanno le cose, tanto varrebbe dimettersi dall’attuale carica, fondare un proprio gruppo parlamentare o iscriversi al gruppo misto, per poi votare con l’opposizione contro i provvedimenti del governo. E’ normale che il Presidente della Camera intervenga “politicamente” ogni giorno nel merito di provvedimenti che l’Assemblea da lui presieduta si accinge ad esaminare e discuta apertamente dei contenuti di disegni di legge ed emendamenti, pretendendo di darne il beneplacido? E’ normale, è terzo, è costituzionale?

L’altro, da par suo, lancia moniti su presunte derive xenofobe dimenticando che da Ministro degli Interni ha letteralmente deportato e rimandato a casa interi barconi di albanesi, manda lettere preventive al Governo sul merito di decreti legge non ancora approvati dal Consiglio dei Ministri (caso Englaro, è normale?) e nell’enfasi delle memorie condivise (un’altra buffa e ridicola necessità del politicamente corretto) chiude con un unilaterale “volemose bene” la vicenda Calabresi, senza menzionare le responsabilità accertate da vari tribunali e senza neanche bacchettare i suoi amichetti che firmarono l’appello di morte del commissario: tutti compagni che hanno sbagliato, ma non si può dire.

Non accetto lezioni da chi sputa in faccia al proprio passato e raccomanda di abbracciare i valori dell’antifascismo per convenienza politica, di chi predica l’inclusione degli immigrati dalle acque di Giannutri tra un’immersione ed un’altra, fregandosene delle paure della gente, da chi ha permesso che fosse lasciata morire di fame e di sete una donna di 37 anni.  

Io la morale da un ex-fascista e un ex-comunista non me la faccio fare.

 

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Commenti
marco
18/05/09 14:58
E tutto questo non dimostra
E tutto questo non dimostra una carenza di leadership del capo del governo?Le varie dichiarazioni su Napolitano che dispensa pillole di saggezza,che il pdl la pensa esattamente come lui,da che parte vengono?Fini, ormai da tempo, persegue una sua strategia personale di potere,da quel politicante senza principi che è.Firmatario di un disegno di legge per riconoscere all'embrione la dignità di persona,cambiò totalmente opinione al referendum.E poi Englaro e il giudizio supponente sulla Chiesa che sbaglia ecc. ecc.Bondi,con la sua aria curiale, ha scritto che il dibattito,la pluralità di idee,sono una ricchezza:ma senza esagerare.Visto che Fini,indubbiamente esagera,perchè non ne prendono atto?Invece,seguendo le sue indicazioni,per ora,il pdl gioca sempre al ribasso.E se non va ancora peggio è per la presenza della Lega.E lo dice chi ha sempre votato per Berlusconi e che,con dispiacere,non lo voterà più.Almeno finchè ci sarà Fini.Per decenni ci siamo sentiti dare lezioni da intellettuali e giornalisti ex fascisti.Prenderle anche da un modesto politicante sarebbe troppo.
Matteo
18/05/09 16:12
Fini
Ormai l'indecenza di Fini ha superato quella di qualunque altra alta carica dello Stato.
stefano pannocchi
18/05/09 16:57
Che dire? Non c'è da
Che dire? Non c'è da aggiungere né da togliere nemmeno una parola, articolo perfetto:complimenti. Finalmente una boccata di aria fresca e di sincerità nell'aria opprimente del politicamente corretto e dell'ipocrisia. Comunque non sono tanto pessimista, penso che non sia più possibile, dopo la rivoluzione berlusconiana, che il popolo moderato si lasci infinocchiare:dopo 40 anni di DC che prendeva i voti a destra per usarli a sinistra, dopo gli inganni di tante e tante chiacchiere di travet della politica, dopo tanto turarsi il naso, il popolaccio "di fascia bassa" che non legge Repubblica, il popolo cafone che non legge Vanity Fair, il popolo cattolico e laico che crede nell'identità italiana e nella vita ( ingannato anche da tanti soloni in tonaca e in porpora)non ha più paura di essere giudicato male da chi le ha sbagliate tutte, dagli snob intelligentoni per i quali l'intervento russo in Ungheria salvava la pace nel mondo e darà il suo voto solo a chi difenderà le sue idee e i suoi sacrosanti interessi, altrimenti, al primo sgarro, un calcione nel sedere. Diranno le boccucce sdegnate alla Casini: ma è populismo! Embè? Chiamatelo come vi pare, chi se ne frega! Sono solo parole prive di senso. Il fatto è che questo popolo non vuole maestri che lo educhino, non vuole chi dica di sapere quello che per esso sia meglio: vuole essere governato da chi ne interpreta la volontà e i desideri, da chi realizza né più né meno il programma che esso ha votato: questo si è sperimentato con Berlusconi e non tollereremo più che ci sia tolto da chi si presenta come il campione della ragionevolezza , della modernità ( tutti gli altri, che continuano a dire quello che lui diceva fino a ieri sono del medioevo)e del Futuro ma che in realtà appare solo come un contenitore vuoto, un freddo involucro di plastica disponibile a riempirsi con qualsiasi contenuto gli dia la certezza di essere apprezzato dai giornali "intelligenti", non dal suo popolo ma da coloro che fino a ieri lo consideravano meno di niente, utile oggi solo perché sembra creare ostacoli a colui che è per loro l'unico impedimento sulla via del potere.Potere e basta, perché anche loro non credono più a niente.
Claudio
18/05/09 22:55
Meno male che Fini c'è
Avete ragione, la sinistra non fa opposizione ma acchiappa farfalle. Cari berluscones, meno male che c'è Fini che cerca di impedirvi di spappolare completamente questo Paese. Consolatevi con Casini.
Anonimo
19/05/09 12:02
Fini è veramente suonato.
Fini è veramente suonato. Noi che eravamo iscritti prima al M.S.I. poi ad A.N. abbiamo solo due strade da percorrere. La prima più utile è quella di rimanere nel P.D.L con la speranza che lo stesso Fini o se ne vada al più presto o stia zitto per non fare danni. La seconda è quella di votare DESTRA Storace.
rosomira
19/05/09 13:33
aNDATE in SPAGNA e vedrete
aNDATE in SPAGNA e vedrete CHE RAJOY dice le stesse cose di fini. Andate in GERMANIA e vedrete che MERKEL dice le STESSE COSE di FINI.
Anonimo
30/05/09 18:38
Ah, la gelosia!
Secondo me è tutta gelosia. Milton la morale la vuol fare solo lui!
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