Sabato 4 Febbraio 2012
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L'uovo di giornata

Panorama, Prodi e la trappola delle intercettazioni

31 Agosto 2008

Questa però me la dovete spiegare. Allora ricapitoliamo: quando il settimanale l’Espresso pubblica una valanga di intercettazioni in cui è coinvolto Silvio Berlusconi  (quando era all’opposizione) e in cui si parla di attricette e raccomandazioni, allora siamo davanti a un fulgido esempio di giornalismo d’inchiesta, abbiamo a che fare con professionisti coraggiosi che alzano il velo opaco del potere e trovano il marcio che vi abita,  e  così facendo illustrano la loro professione. Per settimane non si parla d’altro: le parole di Berlusconi e dei suoi interlocutori vengono messe sotto la lente, si scrivono fiumi di editoriali scandalizzati e seppure manca qualsiasi rilievo penale, quelle telefonate rubate diventano il pretesto moraleggiante per dire che il Cav. non è degno di governare l’Italia.

Se invece è Panorama a pubblicare il testo di intercettazioni in cui è incappato l’allora presidente del Consiglio, Romano Prodi, la musica cambia. Panorama smette di essere un giornale ma diventa un “house organ”, l’inchiesta smette di essere tale ma si trasforma in una “minestrina cucinata in famiglia ”, il direttore e i giornalisti che hanno lavorato alla vicenda smettono queste vesti e si trasformano in  maggiordomi al soldo del padrone. Non solo: non c’è un giornale che prenda seriamente in esame i maneggi di Prodi e del  suo staff per aiutare consuoceri e nipoti in faccende poco chiare, ma tutti si mettono a gridare contro la “trappola”: è Berlusconi che ha architettato tutto per ottenere il via libera al blocco delle intercettazioni per via legislativa. Insomma, l’intercettato è Prodi con i suoi tentativi di far arrivare fondi e favori fiscali a parenti e amici, ma per la grande stampa italiana sul banco degli imputati c’è sempre Berlusconi.

Qualcosa non torna. Proviamo allora a ragionare. Prendiamo come traccia l’articolo di Giuseppe D’Avanzo su Repubblica (lo leggete qui) da cui abbiamo già tratto le citazioni più in alto. Quell’articolo non è il solo, ma è la quintessenza della teoria della “trappola” e del diverso modo di trattare il proprio “house organ” l’Espresso, da quello degli avversari, Panorama.
La tesi è quella fritta e rifritta del “Mago di Arcore”, l’illusionista che con i suoi trucchi ipnotici inganna tutto il paese, tranne D’Avanzo e pochi altri. Questa volta il trucco delle intercettazioni serve a mettere all’ordine del giorno la legge sulle intercettazioni. Ecco secondo Repubblica come dovrebbe funzionare: “Berlusconi  fa pubblicare lo scandalo sul settimanale di famiglia, esprime una solidarietà tartufesca al suo predecessore e chiede al Parlamento di approvare con sollecitudine il disegno di legge che, regolando l' uso delle intercettazioni, imbriglia il lavoro dei magistrati e ammutolisce l'informazione vietandone di fatto le cronache, a prezzo del carcere per gli scriba e punizioni pecunarie per gli editori”.  Il trucco salta secondo D’Avanzo solo perché Prodi è furbissimo e lo ha sgamato per tempo sottraendosi alla solidarietà del Cav., dicendo stentoreo: “niente legge” e salvando così l'opposizione dalla sua dabbenaggine.

Bene, vediamo il trucco in controluce. Primo: c’era davvero bisogno di un nuovo flusso di chiacchiere telefoniche rubate per mettere all’ordine del giorno del paese l’uso e l’abuso delle intercettazioni? No. Secondo: c’era bisogno che fosse preso di mira un esponente del centro-sinistra per poter coinvolgere l’opposizione nel tentativo di legiferare in modo bipartisan? Dopo la banca di Fassino, D’Alema e La Torre certamente no. Terzo: se come dice D’Avanzo le “Camere sono genuflesse a Berlusconi” c’era bisogno di tutta questa messa in scena per fare una legge in un Parlamento che  - genuflesso o meno – vede una maggioranza perfettamente in grado di fare ciò che vuole? No.

Allora dov’è il punto? Il punto è sempre lo stesso: c’è una parte della stampa e dell’imprenditoria che la sostiene (a dire il vero con sempre minor convinzione) che vuole tenere al guinzaglio l’opposizione e dare strattoni ogni volta che questa pensa con la sua testa e nel suo interesse. Far vivere il centro sinistra chiuso all’interno della sindrome della trappola ogni volta che la maggioranza e il governo tentano di trovare intese su questioni che riguardano il funzionamento del sistema è il modo in cui questo gruppo di potere cerca di difendere il suo ruolo e i suoi interessi. Prodi che di certo è furbissimo e anche molto vendicativo, sta al gioco e alimenta la sindrome. Il Pd, Veltroni e tutti gli altri dovrebbero invece cominciare a chiedersi se questo gioco non sia l’unica vera trappola a cui si sono condannati.

Commenti
Arkkan
31/08/08 18:10
raccomandazioni e intercettazioni
Primo. Tutte le intercettazioni non dovrebbero esistere (telefoniche, postali, ecc). Che siano legali perchè così si permette ai magistrati di avere elementi per incastrare qualche malavitoso è una balla: le intercettazioni illegali le fanno lo stesso e quindi gli elementi per indagare ce li hanno lo stesso. E comunque non è tollerabile limitare la libertà di tutti perchè qualcuno è furfante. Ci sono altre possibilità. Secondo. Le raccomandazioni in Italia sono una regola, una tradizione, un modo di essere: di che cosa ci si scandalizza? Ipocriti! Raccomandazioni, tangenti, bustarelle continuano ad esistere, per eliminarle non basterebbe un esercito di controllori. Mi consento però una valutazione politica: per esperienza diretta ho dovuto constatare che gli uomini di sinistra (politici, giornalisti, intellettuali, ecc) sono molto più bravi (sic!) degli altri nello stracciarsi le vesti al minimo refolo di vento a loro fastidioso.
africatwin
31/08/08 19:01
LE TRAPPOLA DELLE INTERCETTAZIONI
Ma davvero ci crede in quello che scrive? E comunque sia Berlusconi o Prodi che vengono intercettati, ben venga tutto ciò che può aiutare il lavoro dei magistrati. Tornando ad Alitalia, crede anche ai toni trionfalistici di questi giorni? Diamoci appuntamento fra qualche settimana; per il momento abbiamo rimesso altri soldi, ne rimetteremo ancora per la bad company (se no chi la paga?) e ci saranno perdite di posti di lavoro tra diretti ed indotto non inferiori a 7-8000 unità (ed anche qui il denaro pubblico farà da ammortizzatore). Comunque di concreto non c'è nulla se non l'assemblaggio di schifezze diverse (resti di Alitalia e quel cadavere di AirOne). Senza contare che l'Europa ci sorveglia e non ci farà sconti.
docente universitario
31/08/08 19:44
intercettazioni? si grazie
Grazie alle intercettazioni giustamente pubblicate da Panorama, sappiamo come si comportava il premier Romano Prodi dinanzi a richieste di raccomandazione. Cioè all'opposto di Berlusconi. Quando il consuocero, primario a Bologna, chiese fondi pubblici per una struttura pubblica di ricerca biomedica, Prodi girò la pratica al ministro competente Mussi, che liberamente decise di no. Idem quando un amico industriale farmaceutico chiese agevolazioni fiscali per una fondazione scientifica: la pratica passò al Tesoro che, avendo già deliberato per il 2007, suggerì di rifarsi vivo nel 2008 (nulla di fatto anche in quel caso) Cos'altro ha pubblicato Panorama? E' giusto un assist per riprendere la campagna contro le intercettazioni. Ed è talmente grossolano il tentativo che gli italiani dovrebbero offendersi per essere consideati da qualcuno così creduloni !
Anonimo
31/08/08 20:02
intercettazioni telefoniche
Ma siamo seri, il ddl Berlusconi-Alfano presentato in giugno dal governo (fino a 5 anni di galera per i giudici che dispongano intercettazioni per reati puniti fino a 10 anni; fino a 3 anni di galera per i cronisti che le raccontino)mi pare di ricordare, NON vieta di pubblicare atti segreti (qusto è già vietato dalla legislazione vigente). Vieta di pubblicare atti pubblici: cioè verbali, avvisi di garanzia, ordini di cattura, perquisizioni, anche contenenti intercettazioni, già depositati alle parti, dunque NON PIU' SEGRETI e di conseguenza raccontabili. Atti che non c’entrano con le telefonate di Prodi, ancora segrete, come lo era la famosa conversazione Fassino-Consorte sul caso Unipol, anche allora in mano alla Guardia di Finanza e pubblicata dallo stesso cronista Nuzzi sul Giornale allora diretto dallo stesso Belpietro. Sembra che chi deroga SEMPRE alla vigente legislazione, siano i giornali ed i famigli del cavaliere. Ma anche così, va bene lo stesso. La nuova legge guinzaglio-bavaglio non servirà a impedire l’uscita di atti segreti (già vietata e punita col carcere), ma di ATTI PUBBLICI. Come quelli che hanno consentito ai cittadini di essere doverosamente e tempestivamente informati sui casi Telecom, Calciopoli, Bancopoli, Sismi, Cuffaro, Del Turco e persino sui delitti nella clinica Santa Rita. E che ci sia stato già un tentativo di limitare la libertà di stampa da parte di Mastella nel precedente governo, non cambia la sitazione. Questo governo, rispetto al precedente, gode di una maggioranza schiacciante e quindi usa maggior protervia nel proporre leggi liberticide. Ma dove occupatevi seriamente della sicurezza dei cittadini dopo aver fatto una campagna elettorale all'insegna della paura. Ci sono violenze carnali, aggressioni politiche, rapine, spaccio di droga come prima. Ed ora la colpa di chi è? Negli ultimi sette anni la destra ha governato per oltre 5 anni. O no?
rocco
01/09/08 14:56
Piccoli particolari omessi
Non sta dimenticando, nel suo articolo, di analizzare qualche piccolo particolare relativo alle due vicende intercettate (quella di Berlusconi e quella di Prodi) ? Il "piccolo" particolare è il contenuto delle stesse. In altre parole, la "ciccia". Facciamo un'analisi comparativa: - Berlusconi stava raccomandando delle attricette ad un'azienda rete teoricamente concorrente della sua, in pratica dall'intercettazione sembrava quasi ne fosse il proprietario (in barba a quanto afferma in pubblico sul fatto che la Rai è sempre contro di lui), in un modo direi semplicemente osceno - dall'intercettazione di Prodi non emerge assolutamente nulla, se non che si è limitato ad ascoltare le richieste per poi ignorarle. Non per nulla nel primo caso i giudici hanno rilevato degli illeciti, nel secondo no. Devono essere di quegli strani giudici che leggono il contenuto, non il titolo, degli articoli dei giornali. A proposito, come mai tocca sempre a Belpietro pubblicare intercettazioni secretate ed irrilevanti dal punto di vista giuridico ? Non è lui che scrive sempre peste e corna di chi pubblica intercettazioni, specialmente quando è il suo capo/padrone ad essere intercettato ? Vogliamo una volta per tutte iniziare a fare i giornalisti, non i lacché ? Se sì, grazie.
Giuseppe Torrisi
01/09/08 17:30
Ma chi è questa firma
Ma chi è questa firma illustre e illuminata che scrive articoli di tale spessore giornalistico?
Antonio
01/09/08 18:32
Ma dopo una commissione
Ma dopo una commissione apposita insediata dal governo Berlusconi precedente, per incastrare Prodi ad ogni costo e con un nulla di fatto, stiamo ancora quì a difendere l'unto del signore?
02/09/08 11:39
Il fascismo pretendeva di non essere giudicato
E’ una arroganza, un irriverenza e non una trasparenza, quel pubblicate pure tutto, detto da Romano Prodi, sulle intercettazioni che lo riguardano, pubblicate da Panorama, ed è pressoché identico a quell’abbiamo già chiarito tutto, sulle proprie connivenze con i narcotrafficanti delle Farc, di Rifondazione Comunista. Gli intoccabili attraverso i media, hanno detto agli avversari, e ai cittadini: «i giudici sono ancora con noi». Nella precedente legislatura, D’Alema fece ancora peggio, dimostrò all’elettorato italiano, che era in grado di annientare la carriera di un giudice se questo gli sbarrava la strada. Questo modo, tutto italiano, di intendere la legge, se non altro può aiutarci a comprendere che, l’attuale diritto italiano, così come viene applicato, non considera tutti i cittadini allo stesso modo. Mentre i cittadini a rigor di democrazia, dovrebbero essere considerati uguali di fronte a una legge che non dovrebbe essere assolutamente subordinata alle esigenze, prepotenze, dei singoli partiti, poiché quella diversità di trattamento che prevede di non incriminare né giudicare esponenti della sinistra se rimangono invischiati in cose di dubbia moralità, in reati o presunti tali, si chiama fascismo. Il fascismo prevedeva di non essere giudicato.
Enrico B.
02/09/08 20:31
C'è una differenza non da
C'è una differenza non da poco tra Berlusconi e Prodi: il primo ha detto peste e corna delle intercettazioni (dopo che era stato beccato sul fatto); il secondo ha invitato a pubblicarle (le sue!) e ribadisce che sono utili e necessarie al sistema giudiziario. C'è chi teme le intercettazioni, e chi invece non ne ha paura neanche quando riguardano se stesso.
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